Lo vedete questo cancello azzurro cielo?Un cancello azzurro cielo a Gerusalemme
Lo vedete questo cancello azzurro cielo?
Lo vedete questo cancello azzurro cielo?La vita mi ha regalato delle amiche fidatissime. ❤
Sono amiche a cui potrei anche dire di aver fatto il peggio del peggio, sapendo con certezza che non mi lascerebbero mai da sola. Ne ho le prove! Ma, soprattutto, le amo per una caratteristica: con loro posso parlare di tutto ma, soprattutto, di Cielo. E così loro mi raccontano, mi insegnano, mi incoraggiano…insomma: mi aiutano a volare alto e vedere con amore anche ciò che amore non è. ❤
Ieri una di queste super creature, mi ha raccontato due fatti che io cercherò di condividere mantenendo, come al solito, la privacy. Continua a leggere Abbiamo farfalle bianche e luce, intorno a noi
Lui si chiama Maher Ibrahim.
In questi giorni sto leggendo la biografia di Patch Adams.
“Sono nato nel 1945 e le guerre si erano prese l’anima di mio padre, uomo dell’esercito che abbiamo seguito in varie parti del mondo. Avevo 16 anni quando se n’è andato, ma non posso dire di averlo conosciuto veramente, non c’era rimasto molto di lui dopo la seconda guerra mondiale. Per fortuna mia mamma mi ha fatto
il dono più grande, quello dell’autostima, e mi ha insegnato l’importanza di amare indistintamente tutte le persone.
come un pazzo e dicevo: voi ditela pure, ma io non posso fare a meno di urlare.
Funziona ancora, sai.
grossa con le ragazze. Se assisto a scene del genere non faccio l’indifferente ma mi tiro su i calzoni, mi allargo la bocca con questo divaricatore (lo indossa), metto i denti finti (di plastica, galli) e attacco al naso questo moccio finto (abbastanza disgustoso) e ti assicuro che quando mi avvicino conciato così qualsiasi cosa facciano smettono di farla. Funziona.
Ho 73 anni e me ne sento 35, perché mangio bene e faccio attività fisica, ma tutto parte molto prima.
Volevo un mestiere dove fosse facile tramettere amore. Ma all’università mi sono accorto che la maggior parte dei medici erano degli arroganti del tutto indifferenti ai loro pazienti. Mi hanno insegnato che in sette minuti dovrei essere in grado di capire quello che il paziente soffre e somministrargli una cura. Per me era inconcepibile, così ho deciso di fare a modo mio.
sono anche il motivo n.1 per cui si perde la casa. Inaccettabile. Qualche tempo fa mi ha scritto una famiglia: hanno perso la casa per cercare di curare il figlio, malato di leucemia, che poi è morto. È terribile, e lo è ancora di più il fatto che per sempre il ricordo di quel bambino sarà legato alla perdita della casa.
da allora s’era chiusa in se stessa. La prima volta che l’ho vista non c’erano espressioni sul suo volto, non sapevo che fare. Ho deciso di tornare da lei per parecchi giorni, e pian piano ha fatto dei progressi. Qualche mese dopo mi hanno mandato delle foto ed era irriconoscibile. Per il resto, come dicevo, cerco di rallegrare chi ho davanti, nulla di più.
lasciato coinvolgere, gli altri quattro si sono divertiti tantissimo. Tu, se sapessi di morire domani, non vorresti passare il tempo che ti resta divertendoti? Che poi dovrebbe valere per tutti. Dato che tutti moriremo dovremmo goderci la vita, e divertirci.L’inizio.
“Pronto? Prontooo??? … Ragazzi, silenzio che non sento!!!”
Provate voi ad ascoltare un interlocutore qualsiasi, stando su un pullman con 55 quindicenni che scalpitano per l’entusiasmo. Sono felici. È tutto l’anno scolastico che racconto loro storie di cadute e di rinascita ascoltate a San Patrignano e finalmente oggi, 2 maggio 2019, è arrivato il loro turno di partire con me.
“Pronto? Mi scusi sa…sono in viaggio con i miei studenti…ora la sento…mi dica”
“Buongiorno Maria Cristina, è l’ospedale. La chiamo perché, in seguito alla mammografia che ha fatto il 19 aprile i medici hanno deciso di farle fare un’ecografia per ulteriori accertamenti”
“Va bene. Mi dica pure la data”
“L’aspettiamo il sei maggio alle 15.00”
“Perfetto! Grazie per avermi chiamato”
Le mie colleghe mi guardano con l’aria un po’ preoccupata ma non osano commentare. Io sorrido e dico: “Non è niente. Anche dopo l’ultima mammografia mi hanno poi richiamata per fare un’ecografia. Sono molto scrupolosi in quel reparto”
E ricomincia la gioia del viaggio.
1.
Lunedì sei maggio 2019. La dottoressa “giovane&gentile” fissa il monitor dell’ecografo come ci fosse il documentario più interessante del mondo. È concentratissima. Passa e ripassa quella specie di sonda sul mio seno ed i suoi occhi sono tutti per quegli ultrasuoni che formano immagini strane sullo schermo.
Io sono tranquillissima. Dopo pranzo mio marito mi ha salutata ed io non gli ho neanche detto che avevo un appuntamento all’ospedale. Non mi è proprio venuto in mente. Ho messo la telefonata del due maggio nel file “scrupolosità di routine” del nostro eccezionale reparto di senologia.
La dottoressa “giovane&gentile” viene raggiunta dalla dottoressa “affascinante&scrupolosa”. Questa volta sono in due ad essere concentratissime su quel monitor. Io continuo ad essere tranquilla ma inizio a sentire dei piccoli punti interrogativi che si affacciano nella mia mente.
C’è qualcosa che non va?
Ma no! Anche nell’ultima ecografia è successa la stessa cosa.
Alla fine azzardo la domanda: “Ma…c’è qualcosa di strano?”
Mi rispondono con tono tranquillo. Però mi parlano di calcificazioni…di qualcosa che meriterebbe un approfondimento …
Ecco eh! Ecco che la parola che mi mette tanta paura arriva.
La parola “ago”!
Me lo sento che sta arrivando.
Non so perché ma il mio terrore degli aghi me lo porto appresso da sempre.
“Guardi” mi dice la dottoressa “affascinante&scrupolosa” “io credo sia il caso di fare un agoaspirato perché…”
Tutto il mio mondo interiore va in stato di allarme! Continua a leggere Ho vinto io!
Continua a leggere Michael Jordan ha fatto il suo canestro più bello!
Cammino nel corridoio di oncologia e non avrei immaginato che Angelo mi sarebbe mancato così tanto.
Un genio nel suo lavoro (e non lo dico tanto per esagerare), vestito di umiltà in ogni sacrosanta mattina che ha fatto il Signore, ironico quel tanto che basta per far sorridere sdrammatizzando senza mai offendere, amante della tecnologia e del barocco… ha segnato i miei primi anni d’insegnamento.
Lo vedevo camminare tra le aule, con la sua borsa marcata dai segni del tempo e con il suo sorriso sempre presente.
Dopo anni, ci siamo ritrovati nel corridoio di oncologia. Continua a leggere La mia vacanza con i tour operator più bravi del mondo
E poi accadde.
Accadde come sempre, purtroppo, nella storia.
Accadde che gli uomini si dimenticarono presto dei ringraziamenti dovuti a coloro che stavano morendo ed infettandosi negli ospedali per curarli.
Si dimenticarono della Spoon River dei camici bianchi.
Si dimenticarono della distesa di croci.
Si dimenticarono delle pelli dei visi trafitte dalle mascherine indossate per ore e della parola “eroi” che era rimbalzata da un terrazzo all’altro e da un post all’altro… e passarono alle denunce.
https://www.corriere.it/…/cor…/spoon-river_principale.shtml…
Viviamo spesso di “pancia” e di istinti.
E l’istinto è istantaneo.
Come si somigliano queste due parole.
Oggi è così…domani sarà cosà.
Del doman non vi è certezza.
In tutti i sensi.
Siamo un’umanità inaffidabile.
D’altra parte se anche con Gesù Cristo siam passati dalla festa delle palme alla croce sul Golgota, in cinque giorni, non è che ci dobbiamo meravigliare poi molto.
Non c’è niente di nuovo sotto il sole. Continua a leggere Dalle stelle alle stalle? E’ un attimo!