L’incredibile storia di Hilde e Chris

Questa incredibile storia parte da un gesto anonimo di grande generosità, che è poi continuato con altri gesti, fino a creare un effetto domino pazzesco.

Avete presente quando gettate un sasso in un lago? Le onde accadono. Sia che voi vi fermiate a contarle ed osservarle, sia che voi vi allontaniate.

Ecco: questa è la storia delle onde!

 

Hilde Back è la donna della foto: ha un dolce sorriso, vero?

Oggi è un’anziana signora ebrea svedese, insegnante in pensione.

Una donna normale, gentile che ha vissuto gran parte della vita da sola.

Nel 1940 lei era una ragazzina. Era ebrea. Era in pericolo.

Ma quell’anno uno sconosciuto benefattore dona dei soldi alla sua famiglia per farla fuggire dalla persecuzione del regime nazista.

Con quel regalo insperato i genitori cercano di rifugiarsi in Svezia fuggendo attraverso il Mar Baltico, ma vengono respinti al confine e solo lei riuscirà ad entrare. Continua a leggere L’incredibile storia di Hilde e Chris

Questo volo è iniziato tanto tempo fa

Questo volo è iniziato un po’ di anni fa. ❤
Io me la ricordo quando faceva il primo anno delle superiori.
Bella e impossibile da sopportare.
Era arrabbiata col mondo intero.
Con i suoi capelli lunghi ed il suo sguardo da cerbiatta, sembrava un fiore delicato in balìa dei pesi della vita.
Ed in effetti la vita aveva picchiato duro su di lei.
Ma dopo un po’, a scuola abbiamo iniziato a capire che dietro tutta quell’aggressività che si scatenava con troppa facilità, c’era una vita personale difficilissima.
A quel punto l’avevamo scoperta ed il suo gioco aveva iniziato a perdere forza.
Si era smorzato.
Ci sono voluti anni.
Non è stato facile.
Ma pian piano, Sara (la chiamerò così) ha iniziato prima a chiedere aiuto e poi a sorridere sempre più spesso.
Insieme ai sorrisi, mischiava le lacrime.
Non è stato facile.
Ma almeno comunicava.
Con le parole, con gli occhi e con i messaggi.
Infine, dopo circa tre anni di cammino, ha iniziato ad andar finalmente bene a scuola.
Quest’anno?
Quest’anno va BENISSIMO!!!
Sorride alla vita (anche se avrebbe potuto voltarle le spalle) e ringrazia tutti noi che abbiamo fatto il tifo per lei (anche se dovrebbe ringraziare per primo lei stessa).
E ieri mattina il finale.
Lei aveva un grande desiderio: finire il percorso scolastico con un passaggio fatto “alla grande” (più di questo non posso dire per non entrare nella sua privacy).
Noi insegnanti l’abbiamo incoraggiata ed aiutata in tutti i modi, ma poi…
Poi è arrivato l’alt!
E’ arrivato dall’elefantiaca burocrazia e dal timbro insensibile di un ufficio.
Ma a questo punto si è mossa la grinta della scuola in cui insegno.
Come una madre agguerrita, non si è arresa.
E mentre la ragazza aveva l’animo accasciato al suolo per la delusione insopportabile di quell’”ALT“, la scuola si muoveva.
Ha usato il telefono, gli scritti, le spiegazioni, la grinta, il cuore, l’amore e la testardaggine.
Ieri mattina, mentre Sara non vedeva più il suo futuro a causa di quell'”ALT” e le sue parole erano solo colorate di nero, la scuola attendeva la risposta all’ulteriore sua insistenza.
Ed è stato allora che è accaduto.
Avevo un’ora buca ed ero uscita per fare fotografie.
C’era un cielo che mi piaceva.
Mentre scattavo foto mi sono fermata: ero affascinata da un volo di uccelli che mi raccontava libertà ed entusiasmo.
Mi volavano intorno.
Scendevano.
Si rialzavano in volo.
Si avvicinavano di nuovo.
Riprendevano quota.
Io scattavo foto e sentivo che quel volo mi stava dicendo qualcosa.
In quell’istante ho sentito un “E che palle!” detto con tutto il cuore.
Mi volto.
Era la mia collega che aveva messo per giorni la sua anima nel cercare di portare a buon fine il sogno di Sara.
Stava parlando a telefono.
Ci incrociamo.
Lei sorride nel vedermi.
Io pure.
Mi fa capire che è al telefono per regalare a Sara il lieto fine sulla sua vicenda.
Io continuo a fotografare mentre la mia grintosa collega si allontana stando al telefono con un’altra persona che ha preso a cuore il futuro di Sara.
Io guardo quel volo e mi sembra così di buon auspicio.
Sara piange.
Tutta la scuola combatte.
E nel cielo c’è un volo armonico e testardo.
Passa pochissimo tempo ed arriva il messaggio: “Ce l’abbiamo fatta! La richiesta per Sara è stata accettata!”
La collega ci manda questa immagine di Mafalda per annunciarcelo.
La felicità?
E’ vedere una giovane donna volare alto!
Buon viaggio Sara!❤

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“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”

primo-giorno-di-scuola2Buona sera prof!!! Come va? Non ci sentiamo da taaaanto! 😀

Prima per caso mi sono imbattuta nel link che ha pubblicato sul suo blog, riguardante la ragazza che non si sente una perla (è bello sapere che i ragazzi le scrivono sempre!!! e mi dispiace non assistere più alle sue lezioni >.<)

Quando ho letto frasi del tipo “Ogni cosa, intorno a me, mi ricorda come io sia infelice, senza talenti o potenzialità“, subito, inconsciamente, mi è venuto da pensare a quando ancora ero a scuola. Poi ho letto questo “Eppure, finché continuiamo a fare paragoni con gli altri […]” e mi è venuta voglia di condividere alcuni miei pensieri riguardo alla scuola, con lei.

Purtroppo ho covato un certo “odio” per la scuola italiana, perché, c’è da ammetterlo:  non funziona. La scuola dovrebbe essere come una seconda casa, dovrebbe farti sentire motivato, mai fuori posto, dovrebbe farti capire i tuoi errori e portarti a risolverli e non a buttarti giù. Noi entriamo effettivamente in questo strano mondo dall’età di 6/7 anni, e lì ci passeremo ogni giorno!

Penso che le scuole più difficili (non a livello scolastico) siano le elementari e le superiori, perché sono due periodi della nostra vita dove impariamo/capiamo qualcosa di noi stessi.

E, secondo lei, non è molto influente il modo in cui i professori si rapportano con noi? Il modo in cui stiamo con gli altri?

Non tutti siamo portati per la stessa cosa, giusto? Quindi dovremmo cercare di capire per cosa siamo portati; o sbaglio?

Beh, se non sei portato per lo studio di determinate materie, la scuola ti fa subito sentire fuori posto. Iniziano paragoni con gli altri studenti; ci sono professori che ti dicono che sei stupido; che ti chiedono per quale motivo continui ad andare a scuola se non ti piace studiare…

Allora tu inizi a pensare di non essere capace; ti butti giù e la fiducia in te stesso si abbassa. Piano piano, senza accorgertene, muori dentro, perché sai che quell’ambiente dovrai affrontarlo tutti i santi giorni fino alla maturità.

Poi con un livello di “autostima” pari a zero, riesci a superare la maturità con il minimo. Allora iniziano le domande della gente: “Ma com’è andataaaa???” e tu, in quel momento, vorresti sotterrarti per non esordire con un bel “Eh, ho preso sessanta”.

Per fortuna però che la vita va avanti! Niente scuola, niente ansia pre-interrogazione… aaahh… la mattina si respira un’aria così serena! Ti si attiva il cervello, hai mille idee! Sperimenti, fai, leggi, ti metti alla prova e nessuno sta lì a darti dei voti, sarai solo tu a criticare il tuo lavoro e a migliorare ogni volta!

Da quando mi sono resa conto che quell’inferno è finito, la mia mente ha iniziato a elaborare un senso di pace interiore fantastico. Sono molto più rilassata, sorrido sempre e mai per forza, ho ripreso a disegnare e ogni giorno butto giù un progetto diverso, mi sto migliorando e ho imparato ad auto-criticarmi.

Sono felice che non tutti viviamo la scuola allo stesso modo e che ci siano persone che riescono a sentirsi realizzate con essa.

Prof, io la devo ringraziare infinitamente per quella che è stata con noi in questi anni; è stata non solo una professoressa, ma anche un’amica. Dalle sue lezioni ne abbiamo tratto sempre qualche insegnamento utile e, io personalmente, mi ritrovavo sempre in quello che diceva. Quell’ora in cui lei parlava me la portavo nella mente fino alla lezione successiva. Mi ha sempre aiutato indirettamente a ragionare e riflettere! Senza di lei, questi anni sarebbero stati insostenibili. Grazie mille di tutto Prof! <3

P.s. Le sue risposte alle lettere dei suoi alunni sono sempre fantastiche! Continua a leggere “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”