Siamo tutti custodi di una “Presenza”. Qualcuno la chiama “Dio”.

“Non è possibile alla logica matematica arrivare a dimostrare il teorema dell’esistenza di Dio, in quanto, se così fosse, Dio potrebbe essere solo matematica. DIO INVECE È TUTTO”  (Antonino Zichichi) 

Cara Maria Cristina, questa frase l’ho appena letta sul libro di religione di mio figlio, mi è piaciuta tanto e l’ho voluta condividere con te.

 

Cara Luisa, quel Dio è tutto contiene in sé tutta la musica del mondo, tutti i profumi esistenti e tutti i passi viventi… contiene ogni acqua ed ogni minuto …. contiene tutti i pensieri fatti dal big bang ad oggi… contiene tutte le altezze e le lunghezze e le profondità dell’intero creato… contiene ognidove” ed ognicome”… contiene il totale, l’universale ed il completo!

Dio è tutto!

 

 

E quando dico “tutto” voglio dire che è impossibile rinchiuderlo in un concetto, in una formula matematica e perfino in una religione.

Se avessimo l’entusiasmo ed il coraggio di entrare nei meandri di quel “TUTTO”, potremmo prenderci le ferie da qualsiasi paura e chiusura mentale.

Non rischieremmo più di farci un Dio a nostra immagine.

Contempleremmo di più  e parleremmo di meno.

Quando pensi che Dio è tutto, ti viene anche voglia di non usare più il nome “Dio”, perché anche quello ti sta stretto.

L’intuizione di “interminati spazi e sovrumani silenzi e profondissima quiete” apre la porta a quel leggero timore che entra in te, senza chiederti il permesso.

E’ un timore che ha il sapore della meraviglia per l’immensità di Dio.

 

Ti siedi avanti alla vita.

Contempli a bocca aperta anche le sue virgole.

 

Ed infine tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.  E’ dolce perchè siamo un po’ tutti aspiranti naufraghi di questo mare. L’Infinito ci circola nelle vene. 

E il grande Giacomo mi perdonerà se la sua poesia scritta quando lui era appena ventenne, la sfrutto senza sosta. E’ che mi lascia ancora a bocca aperta.

“Noi attraversiamo l’infinito a ogni passo e in ogni momento ci troviamo faccia a faccia con l’eterno” scriveva Rabindranath Tagore ed a me pare di intuire (o almeno a me piace pensarlo) che il poeta recanatese, quei versi li abbia scritti per tutti noi.

Grazie Giacomo!

Ci ha incoraggiati a sederci e contemplare quello che è al di là di ogni siepe.

Ci ha detto che ne vale la pena.

E vale la pena intuire che quel tutto è al di fuori della nostra portata.

Ci si può arrivare un pochino con un’umile, mite e continua contemplazione.

La preghiera cerca, la contemplazione trova diceva Ugo di San Vittore.

Ma se Dio è Tutto allora, tanto per cominciare, è dentro di noi.

Non dobbiamo allungare troppo lo sguardo, per trovarlo.

Basta entrare in noi.

Come inizio, mi pare buono.

Sant’Agostino spiegherà benissimo questa intimità misteriosa, prima rivolgendosi a Dio: «Tu infatti eri all’interno di me più del mio intimo e più in alto della mia parte più alta» (Confessioni, III,6,11) e poi ricordando il tempo antecedente la conversione «tu eri davanti a me; e io invece mi ero allontanato da me stesso, e non mi ritrovavo; e ancora meno ritrovavo te» (Confessioni V,2,2).

Agostino insiste tanto sulla vicinanza intima di Dio in noi, fino ad arrivare alla sua preghiera più famosa, in cui racconta la sua testardaggine nel cercare il Signore intorno a Lui, senza accorgersi che lo aveva dentro di sé.

“Tu eri dentro di me, e io fuori. E là ti cercavo.

…Tu eri con me, ma io non ero con te.”

(Confessioni X, 27)

Per trovare Dio, non dobbiamo andare tanto lontano, quindi.

Eppure, visto che è “Tutto”, possiamo anche andare tanto, tantissimo lontano.

Talmente lontano da arrivare dentro ogni essere umano.

«Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me»: è così che Gesù ci ha raccontato il Giudizio Universale.

Sarà l’elogio ufficiale dei passa-parola di bene fatti sulla terra.

Ricevi un’intuizione medica? Passa parola.

Albert Bruce Sabin, dopo aver creare il vaccino contro la poliomielite, rinunciò a brevettarlo, eliminando qualsiasi speculazione economica e consentendone, quindi, la diffusione anche fra i poveri.

Che gran passa-parola che ha fatto!

Oggi, grazie a lui, la polio può considerarsi debellata.

Immagino come sarà stata la sua entrata in Paradiso.

Immagino con quanta orgoglio divino Dio gli avrà fatto vedere i tanti bambini salvati da lui.

 

Ed immagino la sua meraviglia quando Gesù stesso gli avrà sorriso e detto: “Grazie Albert. Mi hai salvato dalla polio!”

Dio è in TUTTI!

 

 

Ma Dio è anche dapperTUTTO.

Qui chiediamo aiuto al sommo poeta.

Perché Dante, nel 33esimo canto del Paradiso, quando finalmente vede Dio, racconta…

Ci testimonia…

Dice …

“Nel suo profondo vidi che s’interna,

legato con amore in un volume,

ciò che per l’universo si squaderna:

sustanze e accidenti e lor costume

quasi conflati insieme, per tal modo

che ciò ch’i’ dico è un semplice lume.”

Lì dentro, nella profondità di Dio, Dante vide TUTTO ciò che esiste nell’universo e contemplò la profonda unità che è in tutto.

Tutti rami di uno stesso albero.

Tutti figli di uno stesso Padre.

Possiamo buttar giù muri e distruggere preconcetti.

Possiamo liberarci dalla mentalità gretta che ci vorrebbe sempre impegnati nella difesa identitaria del nostro gruppo (includendo anche quello religioso).

Marco nel cap.9 riporta questo episodio che io reputo strapieno di libertà divina.

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva». Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi».

Dio non ci vuole esperti di morale, ma liberi dal male.

Così chiunque aiuta il mondo a liberarsi e fiorire, è con Dio.

Sei amico della vita? Allora sei di Cristo.

“Quanti seguono il Vangelo autentico, senza neppure saperlo, perché seguono l’amore!
Si può essere di Cristo, senza appartenere al gruppo dei dodici.
Si può essere uomini e donne di Cristo, senza essere uomini e donne della chiesa, perché il regno di Dio è più vasto della chiesa, non coincide con nessun gruppo.
Allora impariamo a godere e a ringraziare del bene, da chiunque sia fatto.” (Ermes Ronchi).

Dio è Tutto, in Tutto e con Tutti.

Dio ama in ogni dove, in ogni tempo ed ogni creatura.

E noi dove siamo?

In mezzo a queste azioni amorose di Dio.

Buona permanenza a tutti noi!

 

 

“Se noi saliamo in cielo, se noi scendiamo agli inferi, la nostra testa è sempre nelle tue mani, o Dio” (testo aramaico di El-Amarna – Egitto)

 

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2 pensieri su “Siamo tutti custodi di una “Presenza”. Qualcuno la chiama “Dio”.”

  1. Buongiorno Cristina e ben ritrovata con un tuo post a cui dovrei trovare il miglior aggettivo possibile per potere esprimere la sua bellezza, la sua semplicità e soprattutto la sua profondità ma … non riesco a trovarlo, quindi, per racchiudere un giudizio più che positivo, dico che è SPLENDIDAMENTE MERAVIGLIOSO.
    Cara Cristina, devo ammettere che alcuni tuoi post a tema, sono meglio di una catechesi e anche di “alcune” omelie …
    Un affettuoso abbraccio e, come sempre, GRAZIE di te!!!

    Lella

    1. Carissima Lella, è sempre bello leggerti e percepire una ventata di incoraggiamenti!
      Tutti noi, quando facciamo qualcosa, non sappiamo mai con precisione se sarà una cosa fatta bene oppure no.
      Se sarà utile a qualcuno oppure no.
      Se emozionerà qualche cuore oppure no.
      E’ veramente una scommessa tutto quello che facciamo in questa vita. Compreso un blog.
      Ma è bellissimo entrare in contatto con altre anime e condividere pensieri e parole.
      Grazie Lella per quel che mi hai scritto.
      Un grandissimo abbraccio!
      M.Cristina

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