“Piacere, sono lo Spirito Santo” “Chi, scusi? Può ripetere…”

CresimaSenti, ti va di fare un incontro con i ragazzini della cresima?”.

“Iooo? Io non sono capace di parlare ai preadolescenti… io sono sempre in contatto con ragazzi più grandi… non sono la persona giusta don Gabriè!”

“Allora vorrà dire che verrai e ci darai la prova di non essere la persona giusta”.

Sono in Francia e non posso permettermi telefonate lunghe. Chiudo il cellulare ed ho la sensazione di essere stata fregata alla grande. Ma che si deve dire ai ragazzini della cresima?

dopocomunione2Per caso sono quegli stessi ragazzini che, secondo le statistiche, scappano dalla parrocchia appena fatto il sacramento? Quelli che arrivano alla cresima in overdose di prediche e spiegazioni teologico-spirituali sui sette doni dello Spirito Santo? Quelli che “Finalmente è arrivata ‘sta domenica e poi…cciaooo belli!!!La parrocchia non fa più per me!

Sono arrivata al punto di chiedermi (seriamente!) se abbia un senso far fare il sacramento della Confermazione in un’età in cui tutto grida ribellione verso il mondo degli adulti.

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E così, con questo bagaglio di dubbi educativo-catechistici, per l’incontro con questi ragazzini ho fatto una scelta: racconterò tutte storie realmente accadute che testimonino la presenza dello Spirito Santo nella vita di ciascuno di noi. Voglio evitare il più possibile di ridurre la Terza Persona della Trinità ad una specie di fantasma inafferrabile, una realtà evanescente, una forza misteriosa ed indecifrabile.

 

cropped-tree-of-life-2011-002-woman-walking-towards-sun-back-s1E’ una persona divina! Ha una volontà di bene per noi! E’ Dio! Ci circonda tutti come il vento leggero, ci sostiene in vita come l’ossigeno.

Non lo vediamo ma lo “sentiamo” intorno a noi: esattamente come il vento e l’ossigeno. Continua a leggere “Piacere, sono lo Spirito Santo” “Chi, scusi? Può ripetere…”

Dacci oggi il nostro coraggio quotidiano!

snoopy_yoga“Prof, quest’anno lavorando al Progetto “BASTA! Storie di dolore e di rinascita”, non posso fare a meno di pensare alla mia storia.

Le persone mi conoscono come una ragazza sorridente, a cui non manca niente e sempre è pronta ad aiutare gli altri.

Ed è vero; non mi manca veramente niente (tranne mio fratellino che ormai non ci sta più).
Però non tanti sanno cosa ho vissuto nei miei anni passati. Tutti credono che nella mia vita non ho mai dovuto affrontare niente, tranne lo studio e le faccende di casa.

Ed invece no.

Come in tante famiglie, fin da piccola ho visto la violenza di mio padre su mia madre. Ho visto la morte di una persona veramente carissima (!!!) e quest’esperienza mi ha fatto crescere tanto; anche perché, dopo questo evento, la mia famiglia non è stata più una famiglia. Eravamo diventati quattro persone che abitavano nella stessa casa ma ognuno faceva quello che gli pareva.

E anche io ho cominciato a fare quello che mi pareva.

Quando mamma è partita per una vita nuova, per cercare di sopravvivere e darci un futuro migliore, io ho cercato di sopravvivere a modo mio.

Ho lavorato in tanti posti differenti, (in uno dei lavori il capo ha cercato pure di convincermi ad andare a letto con lui se avessi voluto una certa promozione… ero una ragazzina di 13 anni, che maiale… dopo 3 giorni mi sono licenziata).

In un certo senso sono stata violentata (non potevo credere che fosse successo proprio a me; avrei voluto parlare con qualcuno, ma non potevo fidarmi di nessuno…tutti avevano una lingua lunga tre metri; quindi nessuno sa di questo fatto…neanche mia madre).

Ho partecipato alle proteste contro il mio governo dittatoriale e sono stata in carcere per un giorno.

Mio padre, alla fine,  si era stufato del mio comportamento e ha chiamato mia madre dicendole che ero nei guai.

Mia madre ha fatto subito tutto il possibile per farmi venire a vivere con lei.

Sinceramente non ero contenta di partire: per me  significava lasciare il mio fidanzato, i miei amici …tutti.

Insomma, quando sono arrivata da mia madre, non ero quel che si dice una figlia perfetta.

La facevo soffrire molto, la facevo piangere e io volevo solo tornare da dove ero venuta.

Mi ricordo che una volta ho cercato di suicidarmi perché non volevo più far soffrire mia madre con il mio comportamento del cavolo… e perché ero sola qui.
Mia madre, per me, è un’eroina.

Mi ha sopportata, mi ha difesa da tutti e mi è stata sempre vicina…ed io che facevo la stronza con lei; che stupida che ero! =(
Comunque, ora come ora, sono felice di essere qui; ho tutto e non mi manca niente.

Problemi da affrontare ci sono sempre e anche adesso ho tante difficoltà da superare, ma io non ho paura e non mi scoraggio … perché non è quello che ho imparato nella mia esperienza di vita.

Dopo tutto non mi sono mai arresa, ho cercato di andare avanti non dando tanta importanza alle sconfitte.

Anche una brutta esperienza è sempre una esperienza alla fine dei conti!” Continua a leggere Dacci oggi il nostro coraggio quotidiano!