Un essere umano è una creatura estetica prima ancora che etica

VENTO DI LEGALITA’…

Lui parla e tutta l’aula magna del Morea è in silenziosa concentrazione.

Lui si commuove, si ferma, ed i 400 ragazzi che lo stanno ascoltando, lo applaudono per incoraggiarlo.

Lui si muove sul palco, gesticola e coinvolge e gli studenti ridono divertiti.

E’ la mattina del 28 aprile 2018 ed io penso: “Ma Angelo Langè riuscirà davvero a farsi seguire da tutti questi ragazzi, per tre ore?

 

 

Ma ora vi racconto tutto dall’inizio.

Torniamo ad un anno fa.

 

Alzi la mano chi sa cosa è Legal@rte.

La prima volta che sentii questo nome, incuriosita, andai a visitarne il sito (http://legalarte.it/ ).

Mi intrigava la parola legalità fusa con la parola arte.

 

Mi rammentava quel famoso dialogo pronunciato da Peppino Impastato nel film “I 100 passi” con il suo amico Salvo (per la cronaca, dialogo mai avvenuto nella realtà ma voluto dai tre sceneggiatori del film Claudio Fava, Marco Tullio Giordana e Monica Zapelli).

 

PEPPINO: Sai cosa penso?
SALVO : Cosa?
PEPPINO: Che questa pista in fondo non è brutta. Anzi
SALVO [ride]: Ma che dici?!
PEPPINO: Vista così, dall’alto … [guardandosi intorno] uno sale qua e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre … che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così. .. in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte … poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere! Fanno ‘ste case schifose, con le finestre di alluminio, i balconcini … mi segui?
SALVO:
Ti sto seguendo
PEPPINO:… Senza intonaco, i muri di mattoni vivi … la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la biancheria appesa, la televisione … e dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio, c’è, esiste … nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggerla la bellezza …
SALVO: E allora?
PEPPINO: E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte ‘ste fesserie … bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?
SALVO: ( perplesso) La bellezza…
PEPPINOSì, la bellezza. È importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto.
SALVO: Oh, ti sei innamorato anche tu, come tuo fratello?
A conclusione del dialogo:
PEPPINO: Io la invidio questa normalità. Io non ci riuscirei ad essere così

Nel sito di Legal@rte trovai questo concetto tradotto in realtà, grazie al volontariato nato da un gruppo di donne appartenenti alla Polizia di Stato.

Un gruppo desideroso di promuovere la legalità dipingendo cose belle nelle scuole, con artisti-poliziotti.

La telefonata della scorsa estate con cui entrai in contatto con una di queste donne poliziotto me la ricordo come fosse ora.

“Lo sa professoressa come è nata in me l’idea di arte e legalità? Una volta mi avevano chiamato in un liceo di Milano per parlare di legalità, ma quella mattina trovai una scuola avvilita da un dolore immenso: un loro ragazzo si era suicidato la sera prima. Io ero lì e mi sentivo invadere da un profondo senso di impotenza. Mi chiedevo cosa potessimo fare noi poliziotti per aiutare questi ragazzi in crescita. Non poteva essere sufficiente andare nelle scuole e parlare di legalità. Bisognava abbinare un’esperienza di bellezza. Volevamo camminare “vicini” a quei ragazzi e non più essere visti solo come gli “sbirri”. Così un gruppo di noi, amante dell’arte, iniziò a girare nelle scuole, dipingendo con i ragazzi, passandoci del tempo e parlando con loro. Piano piano non eravamo più i nemici da combattere, ma alleati su cui poter contare. Si parlava di legalità, dipingendo cose belle …”

Fantastica telefonata!

Quella donna mi passò entusiasmo puro per la giustizia e per la vita.

Il colpo di grazia che mi fece innamorare di “Legal@rte” fu poi l’incontro fortuito con Angelo Langè.

Lui stava tenendo una conferenza con un gruppo di liceali ed io mi ero seduta in fondo all’aula magna. Ero intrigata dal suo carisma comunicativo ed ero entusiasta per la sua sincera passione educativa.

Quel giorno misi in un cassetto un sogno: un giorno lo avrei fatto incontrare con i ragazzi a cui insegno e, prima del suo arrivo, avremmo fatto un murales per rendere più bella la scuola.

Questo sogno si è avverato.

Grazie all’Associazione 4 Maggio che ha reso possibile l’incontro e grazie ad Angelo Langè che è riuscito ad incastrare questo appuntamento con mille altri suoi impegni, ieri 400 ragazzi hanno assistito ad una lezione speciale.

Per mesi con gli alunni abbiamo abbinato la legalità alle cose belle, progettando e pitturando un murales in una grande sala della nostra scuola. L’immagine raffigura quattro ragazzi che salgono su una pila di libri e, proprio grazie a questo loro salire”, riescono ad avere la forza di buttare giù un anonimo muro grigio e vedere al di là.

E al di là c’è il cielo, l’infinito, la libertà, la luce ed il gabbiano: quel Jonathan Livingston amante delle altezze e della libertà interiore.

Libri per salire e cieli da ammirare.

Cultura per capire e viaggi interiori da fare.

Oggi in quella sala, davanti a quel murales, i ragazzi del Morea hanno anche fatto una foto con Angelo Langè.

Ma prima quegli stessi ragazzi, insieme ad altri studenti del Vivarelli e del Liceo Artistico, lo hanno ascoltato per tre ore.

Tre ore con un solo quarto d’ora di intervallo.

Tre ore di silenzio, di applausi e di domande, culminate nella frase finale di questo artista ed Ispettore di Polizia: “Cercate i vostri talenti, crescete in bellezza, siate felici. Ognuno di voi ha un talento: curatelo!”

Una frase che è stata anticipata da tanti racconti (veri purtroppo) di ragazzi che la loro vita l’hanno persa per strada, perché si erano dimenticati che La droga ti fotte (dal titolo provocatorio del libro di Langè).

Queste Vite in polvere sono state raccontate da Angelo, ma sempre con uno sguardo alle cause. Per questo ha regalato ai ragazzi il racconto della sua vita, collegando bullismo ed insicurezze, emozioni ed adolescenza, droghe ed illusioni…

E nell’aula magna, cosa c’era?

Silenzio.

Concentrazione.

Attenzione.

A scuola nei mesi scorsi avevamo letto il suo libro (“Vite in polvere”), visto il suo film (“Sbirri”, girato con Roul Bova) ed analizzato “Cocaina” (il documentario che lui ha fatto per Rai 3).

Durante quest’anno scolastico abbiamo visitato carceri, incontrato i ragazzi di San Patrignano ed analizzato l’ABC delle emozioni umane.

Ogni volta abbiamo avuto la stessa conferma: la creatura umana ha fortemente e costantemente bisogno di amore, serenità e pensieri belli.

 

 

“Un essere umano è una creatura estetica prima ancora che etica.
(Joseph Brodsky)

 

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