Giorno 1 – Betania e il profumo dell’amore

Passo passo, cammineremo con Gesù di Nazareth nelle sue ultime ore di vita.
Lo accompagneremo.

“Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.”
(Gv 12,1-11)

Ve la ricordate Maria?
La sorella di Marta e Lazzaro.
La donna che si era messa ad ascoltare Gesù invece di cucinare e servire, in un tempo che non prevedeva che le donne partecipassero alle conversazioni a tavola.
Quella che, quando gli muore il fratello, non va incontro a Gesù come la sorella Marta. Lei resta a casa. Ma viene chiamata direttamente da Gesù che, fuori dal villaggio, l’aspetta: “Il Maestro è qui e ti chiama” (Gv 11, 28) le vanno a dire. Maria allora si alza in fretta, gli va incontro e si getta ai suoi piedi. Ma poi non esita a rimproverare Gesù: “Signore, se tu fossi stati qui mio fratello non sarebbe morto” (v. 32).
È un rapporto molto intimo quello tra Maria e Gesù.
Si può permettere abbracci e rimproveri.
Sono unitissimi.
Maria non ha mai lasciato Gesù sulla soglia dei gesti convenevoli e cordiali.
Con lui si è lasciata andare.
E quel giorno lei tira fuori il nardo, profumo preziosissimo quanto costoso. E Giuda, in effetti, le fa subito i conti in tasca: 300 danari, il salario di un anno.
Maria invece fa il gesto senza tornaconto. Ha il nardo puro. Il migliore. Quello proveniente dall’India. Un profumo che si fa con le radici delle piante e coi fiori e, una volta fatto, la pianta non c’è più. Maria prende il meglio di ciò che ha perché, per il suo Gesù, non bada a spese.
E’ un gesto femminile che mi ha sempre affascinata. Per questo, ogni volta che ho potuto, da Gerusalemme mi sono riportata il profumo al nardo. Continua a leggere Giorno 1 – Betania e il profumo dell’amore

Una sorpresa mozzafiato tra le vie del borgo di Assisi

“Zia, io voglio riandare ad Assisi prima di tornare in Inghilterra. Mi ci porti un’altra volta? Però noi due da sole!”

“Allora Margherita, sai che facciamo? Ti porto in un posto di Assisi che quasi nessuno conosce. Ed è meraviglioso. Ti fidi di me?”

Margherita, nonostante i suoi nove anni, sta già capendo che viaggiare per conoscere e vedere cose belle, è come entrare in una realtà migliore dei sogni. E così oggi ho deciso di portarla in un luogo spiritualmente alto, sfruttando la delicata bellezza che emana.

Se qualcuno volesse andare a dare un’occhiata su Trip Advisor, leggerà che il 70 per cento delle recensioni hanno valutato questo luogo come “eccellente” ed il 26% come “molto buono”.

I visitatori hanno scritto: “da non perdere”, “unico”, “un luogo che offre serenità e riflessioni”, “emozione allo stato puro”, “coinvolgimento spirituale”, “una scoperta tra le vie del borgo”, “magnifico ricordo”, “un modo perfetto per accrescere le bellezze di Assisi e rivalutare un luogo sacro”, “davvero suggestivo”, “stupefacente”!

La prima volta che vi sono entrata, è stato perché la curiosità aveva preso il sopravvento sulla mia stanchezza. Avevo da poco fatto la salita che porta alla cattedrale di S. Rufino e l’avevo trovata chiusa. È stato in quel momento che, guardandomi intorno delusa e affaticata, ho notato una stradina laterale con una chiesetta sconsacrata senza niente di particolare.

Poi sono entrata e tutto è cambiato.

Meraviglia!

Così oggi, la stessa meraviglia voglio farla vedere alla mia nipotina di nove anni.

Margherita, tieni la mia mano ed entra ad occhi chiusi. Ora ferma qui. Pronta? Apri gli occhi!”

“Wow!”

Margherita è a bocca aperta. Non sa ancora il significato di ciò che sta guardando, ma la bellezza ha un fascino con un alfabeto universale e lei lo sta comprendendo con l’intuito della meraviglia. Continua a leggere Una sorpresa mozzafiato tra le vie del borgo di Assisi