I mici del cimitero

20160806_092256_resized  Con la piccola Giulia, la mia nipotina di venti mesi, amiamo passeggiare nelle vie poco frequentate.

Meglio se ci sono alberi e fiori.

Perfetto se c’è anche silenzio e assenza di traffico.

Cantiamo, chiacchieriamo, guardiamo uccellini e foglie… ed io reimparo ad essere contenta, senza un motivo.

Una di queste vie perfette, passa vicinissima ad uno dei due cimiteri della mia citta: il cimitero delle Cortine.

 

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E’ antico, è affascinante e mi attrae persino la scritta che si legge nell’entrata principale: Quanti splendidi argomenti sono mancati per sempre”.

 

 

Gatti_Abbandonati-1024x576E’ lungo questa stradina che, da anni, c’è chi vi abbandona micetti appena nati. Situazione davvero problematica.

Potete immaginare il gran numero di gatti che lì, cercano di sopravvivere?

Ogni mattina ci passo per andare a scuola e, sia d’inverno che d’estate, vi vedo persone di buona volontà fare il possibile per sfamare i piccoli e curare i malati.

20160514_152607_resizedMa un conto è passarci con la macchina, con addosso la fretta dell’orario scolastico ed un conto è camminare lentamente con un passeggino, cantando : Ci son due coccodrilli e un orangotango…”, raccogliendo fiorellini qua e là.

Quando si cammina rilassati, il mondo circostante ci entra dentro con i suoi particolari. E’ stato così che nella famosa curva ad “U” (il luogo tristissimo di abbandoni cinici di micetti) ho visto il bellissimo lavoro che hanno fatto, negli anni, un gruppo di volontari.

Delle piantine da siepe sono state messe intorno alla recinzione e, attraverso la rete, si intravede pulizia, piante ornamentali ed ordine.

catmint-cat-whiteMentre camminavo ancora più lentamente, ammirata da quel che intravedevo, mi sento chiamare: “Cri!!! Ciao!!! Vuoi entrare? Vuoi far vedere a Giulia i micetti che sono qui?”

Mi volto e vedo Veronica, una bellissima donna che ancora si muove con la leggerezza di chi ha fatto danza per tantissimo tempo.

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Il suo sorriso è accogliente, la luce del sole illumina i colori dei fiori piantati lì, Giulia si guarda intorno con gli occhi meravigliati di chi non sa su quale gatto concentrarsi…ed io mi ritrovo circondata dai frutti della buona volontà umana. Continua a leggere I mici del cimitero

E il “colle dell’inferno” divenne il “colle del paradiso”

5664456-Scrittrice-di-lavoro-sul-computer-Archivio-FotograficoNel blog sono indietro, indietrissimo. Lettere ricevute, episodi scolastici stimolanti, eventi che mi rincorrono nelle giornate…tutto è accantonato in una cartella del pc intitolata:Per il blog; da non dimenticare”.

Scrivo questo per comunicare ufficialmente che se i post ultimamente si sono diradati, un motivo c’è.

Un bel motivo.

Sto ultimando un libro su san Francesco!

Anzi, no; in realtà sto scrivendo una guida turistica per i luoghi francescani.

No, nemmeno questo è esatto. Abbiate pazienza, ora tento di spiegarmi meglio.

ospedale san Paolo ValloriaTutto ha inizio più di vent’anni fa. Mio marito era in convalescenza per un intervento determinato da un’emorragia cerebrale; causa aneurisma.

Poche settimane prima, il 12 maggio 1994, un improvviso tornado di angoscia mi aveva trascinata nel buio denso della paura.

uid_11d6f30bb7c_580_0[1]Un attimo prima ero a scuola ed un attimo dopo ero all’ospedale.

Un attimo prima ero a fare l’appello ed un attimo dopo ero annientata dalle crude parole dei medici.

Un attimo prima …un attimo dopo…

Persino quando, due mesi dopo quell’intervento urgente uscì dall’ospedale, la tempesta interiore che era iniziata in me in quell’attimo dopo”, ancora non passava.

Vivevo sballottata dalle paure (tante) e la mia piccola barca era sempre lì lì per rovesciarsi. Tutto era cambiato e niente sarebbe stato più come prima.

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Ma avvenne anche un’altra cosa strana: fin da quel primo giorno di ritorno a casa, mi sentii fortemente attratta da Assisi e dai luoghi in cui Francesco si era lasciato abbracciare da Dio.

 

 

Basilica-Papale-San-francesco-di-Assisi1Ero lì nella mia prima giornata con i tre bambini, dopo settimane in sui eravamo stati separati dall’ospedale; ero lì quando avevo lacrime da versare o emozioni belle da ricordare; ero lì appena potevo. Il mio compleanno, la domenica, un anniversario od un giorno qualsiasi; ogni scusa era buona per farmi decidere di andare ad Assisi. Continua a leggere E il “colle dell’inferno” divenne il “colle del paradiso”

La misericordia di Dio è una carezza sulle ferite dei nostri peccati

hqdefaultE’ il 1205 e S. Francesco è appena tornato ad Assisi, dopo la notte unica e spiritualmente rivoluzionaria, di Spoleto.

Nei tre anni che seguiranno, tutto cambierà davanti agli occhi di questo ragazzo di circa ventiquattr’anni. 

 

 

 

san_francesco_assisi2Il mondo stilla misericordia da ogni angolo, la pace feconda ogni zolla della terra, qualsiasi vita è un privilegio, le cose piccole sono le più amate e niente può essere più bello di così.

Francesco si lascia avvolgere dalla Presenza e giorno dopo giorno diventa sempre più dorato, proprio come il grano maturo.

Si commuove per tutto ciò che è piccolo ed indifeso e un fiume di compassione gli fa guardare con occhi nuovi, poveri e lebbrosi.

Il padre lo coinvolge nella sua bottega, gli amici gli vogliono rimettere in testa la corona del re delle feste ma Francesco non vede più il mondo come prima. La notte di Spoleto lo ha reso distante dal mondo ed innamorato di Dio.

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Lo cerca senza poterne fare a meno e tutto il resto gli sembra inconsistente.

 

Quando Dio sceglie un profeta, sa bene che lo deve inondare con la sua Presenza, seducendolo. Come il profeta Geremia, anche Francesco può dire: Tu mi ha sedotto mio Signore ed io mi sono lasciato sedurre da te”. danza2

 

Il Re dell’Universo lo chiama a sé, lo riempie di dolcezza, lo nutre col miele, lo incendia col fuoco, lo modella fino a fargli prendere la forma di un “alter Christus” e poi lo restituisce a un popolo innumerevole.       

 

 

 

san-francesco-1E’ importante capire questo suo movimento interiore: non furono i poveri e i lebbrosi a farlo avvicinare a Dio, ma Dio diede a Francesco occhi nuovi, per fargli abbracciare i piccoli e i deboli.  

Negli ultimi giorni della sua vita, ricordando con riconoscenza nel suo testamento gli anni della sua conversione, scriverà: Il Signore mi condusse tra i lebbrosi e usai con essi misericordia”.

Così dunque trovò prima il Signore e fu poi il Signore a condurlo per mano tra i lebbrosi e non viceversa.  Continua a leggere La misericordia di Dio è una carezza sulle ferite dei nostri peccati

« Ben venga, mia sorella morte!»

GiottoMorteSanFrancescoSabato 3 ottobre 1226.

Sabato 3 ottobre 2015.

Inginocchiamoci davanti a fratello Francesco, morente.

 

66Andiamo in quell’oscura capanna nel mezzo del bosco, semplice infermeria della Porziuncola, a pochi passi dalla cappella dedicata a santa Maria, che egli stesso aveva riparato con le sue proprie mani. Ascoltiamo gli ultimi battiti del suo cuore, le sue ultime parole, e lasciamoci andare alla commozione.  

 

 

Che donna povertà entri e sorella terra mi accolga!

sorella_morte“Leone, Masseo, Angelo e Ruffino, avvicinatevi e toglietemi tutti i vestiti”

I quattro frati erano tentennanti, preoccupati. Forse la febbre alta lo portava al delirio? Ma Francesco aggiunse: Compagni di tante battaglie, non abbiate timore. Il Padre mi ha buttato nudo nel mondo e nudo voglio tornare tra le sue braccia. Voglio morire  nudo come il mio Signore Gesù Cristo. Voglio morire tra le braccia di donna povertà e nel seno di madre terra, mia sorella. Spogliatemi dunque di tutti i vestiti”

I quattro amici obbedirono e, man mano che toglievano i poveri indumenti, le lacrime sgorgavano copiose. Anche Ruffino non riusciva più a trattenersi. Il corpo di Francesco era gonfio, paonazzo, martoriato dalle tante penitenze e malattie. Con la mano sinistra cercava di nascondere un po’ la piaga del costato.

Francesco continuò: E ora mettetemi nudo sopra la nuda terra

Morte-di-San-FrancescoSfinito da quella malattia così grave… si fece deporre nudo sulla terra nuda, per essere preparato in quell’ora estrema, in cui il nemico avrebbe potuto ancora sfogare la sua ira, a lottare nudo con un avversario nudo. In realtà aspettava intrepido il trionfo e con le mani unite stringeva la corona di giustizia. Posto così in terra, e spogliato della veste di sacco, alzò, come sempre il volto al cielo e, tutto fisso con lo sguardo a quella gloria, coprì con la mano sinistra la ferita del lato destro, perché non si vedesse. Poi disse ai frati: «Io ho fatto il mio dovere; quanto spetta a voi, ve lo insegni Cristo!» (Tommaso da Celano, “Vita seconda di san Francesco d’Assisi”)

I compagni, al sentire quelle parole, proruppero in un pianto dirotto. I loro singhiozzi li facevano somigliare a bambini disperati. Continua a leggere « Ben venga, mia sorella morte!»

L’indulgenza plenaria: un viaggio tra le regole umane e la misericordia di Dio

Snoopy-DanceGrazie!!! Finalmente ho capito cos’è l’indulgenza plenaria! mi scrive Barbara.

E’ appena uscito su Zenit il mio articolo sull’indulgenza plenaria del 2 agosto ad Assisi che subito posso iniziare a saltellare tra una sedia e l’altra della cucina, per l’entusiasmo. http://www.zenit.org/it/articles/l-indulgenza-plenaria-in-parole-semplici

immagine-portanteSono felice quando sento espandersi il perdono di Dio, perché vedo tanti ricongiungimenti tra Lui e noi. Chissà che festa grande ci sarà, in Cielo, per ogni peccatore che si lascia nuovamente accarezzare da Dio! Sono convinta che siamo più noi a mancare a Lui che non Lui a noi.   Dopo quell’articolo un lettore ha scritto invitandomi a ricordare le condizioni per ricevere tale indulgenza. Ha fatto bene e lo ringrazio.

2agostoEffettivamente io non le avevo scritte, ma per due motivi:

perché andando alla Porziuncola almeno una volta al mese, so che in ogni dove si trovano dei foglietti con su scritto tali condizioni;

e perché avendo il sospetto che la gente non conosca il “senso” dell’indulgenza (più che le regole), proprio su questo mi ero soffermata. Per i più, infatti, tale parola viene collegata ai libri di storia, i quali (proprio per il loro contributo storico) si soffermano più su Lutero, papa Leone X, Johann Teztel e la banca dei Fugger che non sul significato teologico e spirituale del “tesoro divino” a nostra disposizione. 

Comunque è giusto essere precisi e conoscere le condizioni che la Penitenzieria Apostolica ha redatto per aiutare tutti noi a ricevere l’indulgenza con la dovuta consapevolezza.

news_1443_indulgenza“L’indulgenza plenaria si può ottenere solo una volta al giorno. Ma per conseguirla, oltre lo stato di grazia, è necessario che il fedele – abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche solo veniale; – si confessi sacramentalmente dei suoi peccati; riceva la SS.ma Eucaristia (è meglio certamente riceverla partecipando alla S. Messa; ma per l’Indulgenza è necessaria solo la S. Comunione); preghi secondo le intenzioni del Sommo Pontefice”. 

Ma ora volentieri metto in comune con voi quei quattro pensieri che mi arrovellano la S_Maria_degli_Angeli20mente quando penso alle regole umane e alla libertà d’amare di Dio. Continua a leggere L’indulgenza plenaria: un viaggio tra le regole umane e la misericordia di Dio

Bella, imponente, vertiginosamente sacra

sabrina_camplone_COPPIA_MANILi vedo camminare teneramente abbracciati mentre, sottovoce, dicono il rosario.

E’ la prima volta che vengo a visitare Sacra di San Michele e il destino ha voluto che dovessi arrivarci, accompagnata dalla storia di Francesco e Caterina.

Per una serie di coincidenze, la loro fiducia si è incontrata con la mia ricerca spirituale e ne è nato un regalo da parte loro: il racconto confidenziale della loro esperienza. Lei pedagogista e lui impiegato, negli ultimi vent’anni hanno dovuto sopportare una “sorte avversa” terribile ed estesa in ogni campo.

Edvard_Munch_AshesMalattie gravi e problemi economici continui hanno aperto la strada a quella tensione che è spesso l’anticamera di ogni separazione. Finché un giorno, Caterina, spinta da un’improvvisa intuizione, va a confidare queste continue prove ad un frate francescano, rinomato per la sua saggezza spirituale. E’ il primo gennaio 2012 e in quel giorno inizierà un cammino che li porterà a dare un nome alla vera causa delle loro traversie: maleficio. Satana è potuto entrare nella loro vita tramite altre persone invidiose e malevole.

Riassumo così (troppo e male) un racconto di vent’anni che mi è stato regalato perché aprissi gli occhi un po’ di più sull’invisibile mondo che ci circonda.

Edvard_Munch_AshesDall’incontro con quel frate di acqua sotto i ponti ne è passata e Francesco e Caterina sono stati bagnati dall’acqua della grazia divina. Ma sono dovuti passare attraverso la resistenze della loro razionalità (satana? roba per creduloni) e della loro paura (ma allora certe cose succedono realmente?) per approdare, insieme, all’abbandono totale a Dio, facendo della frase di Gesù “Non aver paura, continua solo ad aver fede” (Mc 4,36) il loro motto.

Edvard_Munch_AshesLa loro è una storia da scriverci un libro e mi sento anche un po’ privilegiata ad arrivare alla Sacra San Michele con loro due affianco. La loro lotta è quasi arrivata al capolinea ma “la bestia antica” ancora si fa sentire (anche se con fastidi che sono un niente, rispetto al passato).

Edvard_Munch_AshesE’ il due agosto, festa del perdono di Assisi, e loro due hanno scelto appositamente questa data per andare da san Michele Arcangelo, loro prezioso alleato in questa lotta.

Partiamo tutti e quattro insieme dall’hotel. Il cielo è azzurro ed il sole splende come non mai. Ad un certo punto vedo la loro auto fermarsi. Francesco sta male. Un improvviso ed acuto mal di testa gli rende perfino difficile guidare. Io vorrei aiutarlo. Ci fermiamo in una locanda familiare e, con la scusa di una colazione veloce, provo a chiedere qualcosa per il mal di testa. Vedere Francesco così sofferente è uno strazio. Ma non hanno niente. Continua a leggere Bella, imponente, vertiginosamente sacra

Quando Gesù dice sì, nessuno può dire no

5887 Eccolo che arriva! E’ il 2 agosto: festa del “Perdono d’Assisi”.

Il primo agosto è il mio compleanno e questa festa l’ho sempre vissuta come un bel regalo senza prezzo.

Una specie di full immersione nella gioia di sentirsi perdonati.

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A Santa Maria degli Angeli, in questo giorno, tutto è canto, musica e in ogni siepe ci sono perdoni e abbracci.

 

20140802_160129_resizedMigliaia di ragazzi sudati e stanchi arrivano nell’enorme piazza, con il sorriso di chi cerca la vera felicità. Lo gridano proprio e a chi chiede loro dal microfono della piazza: Cosa volete?”, rispondono insieme come allo stadio di Dio: Gesù e il suo perdono!”

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Io ogni volta piango per l’emozione (e ogni anno è peggio; aiutatemi!); giro tra quell’umanità colorata facendo foto ed immaginando il subbuglio entusiasta di tutti quei cuori.

 

 

 

Oggi sono davanti al pc per scrivere qualcosa di bello su questa festa, quando mi torna in mente che un po’ di giorni fa una mia ex alunna mi ha scritto questo messaggio: Prof, il mio contatto con Dio è la musica e canzoni come questa! E quando l’ascolto e prego Dio, penso a te e desidero fartela sentire, perché hai contribuito a farmici arrivare!”

Mi ero ripromessa di ascoltarla con calma e ora è arrivato il momento giusto.

31Clicco e…mi commuovo (ve l’ho detto che ho bisogno di aiuto).

E pensare che non mi commuovo mai. Mai una lacrima ad un matrimonio o a qualche altro evento significativo. Normalmente, non piango.

Ma quando c’è di mezzo qualcuno che grida di gioia verso Gesù, io mi commuovo.maxresdefault

E’ più forte di me.

Mi fermo e ascolto Beyoncé che canta divinamente “Say yes”: Continua a leggere Quando Gesù dice sì, nessuno può dire no

Nessun buio è fuori dal pensiero di Dio

20140817_200824 Sono ad Assisi, nella piazza della chiesa di santa Chiara ed osservo il sole che sta tramontando.

La sua immensa bellezza è lì; per tutti. Una sensazione di serenità gratuita mi avvolge. So infatti che nessun turista potrà portarselo a casa come souvenir.

E’ un dono di Dio per tutti.

20140817_195352Così come Francesco d’Assisi: sogno di Dio raccontato a tutti!

Ma mica solo Francesco…

 

 

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Dio ci guarda e sogna, riuscendo a vederci già illuminati di Lui.

 

 

 

 

Qualche volta, quel che Lui vede in noi ce lo fa intuire, affinché l’entusiasmo inondi la nostra anima e la fatica non ci blocchi.

Ed ha fatto così anche con Francesco, nel buio di una prigione perugina.

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In una prigione è nato un sole che ancora oggi illumina.

 

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Cosa sarebbe Assisi, infatti, se tra i suoi vicoli, non avesse camminato Francesco, figlio di Pietro Bernardone (ricco mercante di stoffe) e di Madonna Pica Bourlemont (una nobile provenzale, bella e delicata)?

 

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Il padre stravedeva per questo figlio che immaginava già nobile cavaliere.

La madre era innamorata di questo ragazzo che educava alla bellezza della musica, della poesia e della fede.

Tutto sembrava procedere umanamente bene, finché non è intervenuto Dio.

E con l’avvento di Dio, il ragazzo di Assisi è diventato “sole” per il mondo intero. Per tutti noi.

 

Irrequieto come tutti i giovani, pervaso di ideali cavallereschi, entusiasta della vita militare, parte per la guerra contro Perugia con la sfrontata incoscienza dei suoi vent’anni. E’ il 1202 ed il clima è tesissimo ad Assisi.

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Mettersi negli scarponi di Francesco, conoscendo la sua storia, significa togliergli quella serafica aureola per riportarlo tra noi: creature in cammino, sognate da Dio.

Non c’è torto peggiore che si possa fare al Signore dell’Universo, se non quello di isolare i suoi figli santi tra i “perfetti”, relegandoli nella Sua collezione privata di pietre rare.

Siamo tutti pietre rare, sogni di Dio per l’intero creato.

 

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Ma che fatica capirlo. Continua a leggere Nessun buio è fuori dal pensiero di Dio

“TERRIBILIS EST LOCUS ISTE”: la casa di Dio e la porta del Cielo è qui, davanti a voi.

3044689090_0db2a3b589 Appena arrivi ti accoglie subito questa scritta: “Impressionante è questo luogo. Qui è la casa di Dio e la porta del Cielo. In questa grotta i peccati degli uomini sono perdonati.”

Guardo questa frase in latino posta all’entrata del Santuario di San Michele Arcangelo, la fotografo e mi chiedo se, entrando, proverò lo stesso effetto misteriosamente mistico di dieci anni fa.

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Quella scritta latina posta sopra la porta di entrata, “Terribilis est locus iste”, dovrebbe allontanarci subito dalla faciloneria umana, per risvegliare in noi l’antico rispetto che si deve al mistero della vita che quella grotta racchiude.

 

Si narra che san Francesco, in pellegrinaggio, non osò entrarvi. Era il 1216 e DSC_0092Francesco era arrivato in questa Santa Grotta del Gargano per cercare il Perdono Angelico ma, sentendosi indegno di accedervi, si fermò in preghiera all’ingresso. Baciò la terra in segno di venerazione e su di una pietra incise un segno di croce a forma di T (Tau).

Nella Bibbia, il segno di Tau è il sigillo impresso sulla fronte ai predestinati all’eterna glorificazione e in tal modo San Francesco, con questo gesto, voleva significare che la santa Grotta era il tempio prescelto dagli Angeli per la salvezza di molti che agli Spiriti celesti sarebbero stati devoti. Continua a leggere “TERRIBILIS EST LOCUS ISTE”: la casa di Dio e la porta del Cielo è qui, davanti a voi.

Il giorno in cui, ad Assisi, mi convinsi che il caso non esiste

9087275565_064efef926_z “Prof, quando lei raccontava delle coincidenze strane che, a volte, le succedevano, io ci credevo ma, contemporaneamente,  pensavo che spesso se le creasse…  come se, per forza, nelle coincidenze che le si presentavano, lei dovesse trovarvi un segno per farlo suo.

Ora lei sa quanto io desiderassi andare ad Assisi e sa anche la storia del “quadro” francescano che mi è stata regalato.

Il mio desiderio di andare ad Assisi era così forte che mi sentivo quasi spinta ad andare “lì”, dalla netta sensazione che “lì” avrei trovato qualcosa di prezioso.

Poi domenica mattina il mio ragazzo, dopo aver rifiutato tantissime volte di accompagnarmi, improvvisamente mi dice che avremmo fatto insieme un viaggio ad Assisi!

Ero felice, anche se avevo la consapevolezza che quel viaggio, per lui, non avrebbe mai avuto la stessa importanza che gli attribuivo io.

Con questa premessa ho frenato l’entusiasmo.

Nelle chiese (specie santa Chiara e san Francesco) cercavo di pregare…ma mi bloccavo perché stavo con il mio ragazzo… lo facevo…ma non come avrei voluto… a 360 gradi… quindi diciamo che, ritornando, mi era rimasto un senso di insoddisfazione.

Poi, la notte seguente, ho fatto un sogno strano, brutto… ma finito bene!

E stamattina, cercando di dargli un significato, ho avuto un risveglio bellissimo.

Una sensazione di grande serenità (e lei conosce il mio carattere difficile che non si lascia facilmente andare!)

Tutto l’insieme mi ha lasciato qualcosa di bello “dentro”…insomma, sono felice!

Io le ho scritto perché glielo volevo proprio raccontare!

Sarà stato Assisi??

Cmq ha ragione… andare lì con certi occhi… ti ripaga!” Continua a leggere Il giorno in cui, ad Assisi, mi convinsi che il caso non esiste