“Se non mi sfiorassero i dubbi, la vita sarebbe scontata e la fede sarebbe una cosa da burattini” (A. d’Avenia)

domandeBuonasera, sono Debora ho 17 anni  e frequento il quarto anno del liceo delle scienze umane. Ho trovato per caso il suo blog e ho deciso di scriverle perché da questa mattina (precisamente da dopo l’ora di filosofia, durante la quale abbiamo parlato di Cartesio e di Dio) mi sono iniziati a venire dubbi riguardo Dio. Fin da bambina ho sempre creduto. Faccio attivamente parte all’oratorio con i bambini che chiude l’anno con il Grest. Questo mio dubitare mi fa stare male; soprattutto perché non trovo risposte. Sinceramente non so vedere la mia vita da non credente, ma i dubbi che ho sono grandi e, secondo me per ora, senza uscita. Spero che lei mi riesca ad aiutare. 
Buona serata
Debora

fede_paroleCarissima Debora, stai crescendo ed è cosa buona e giusta farti un sacco di domande, lasciandoti alle spalle una fede un po’ da bambina, “ereditata” dagli adulti intorno a te.

La tua vita ha bisogno di una tua scelta libera e di una fede personale conquistata anche con domande e risposte intimamente tue.

134018296E’ il momento in cui ci si chiede: Ma sarà vero tutto questa storia di Dio? Sarà tutta una montatura? Sarà auto-convincimento? Suggestione psicologica?”

Queste domande e questi dubbi sono inevitabili durante la nostra vita (non solo alla tua età). Siamo esseri umani e creature in perenne ricerca.

mare-dinverno-finitoLa fede è qualcosa di vivo ed in continuo movimento.

Non è un oggetto statico: o ce l’hai o non ce l’hai.

E’ conquista ed è dono.

E’ punto interrogativo e punto esclamativo.

slide_3-1E’ cercare Dio continuamente per poi scoprire che, se lo facciamo, è perché Lui già si è fatto trovare (Nessuno viene a me se il Padre non lo attira Gv 6,44)

La fede è germe di vita che va curato e nutrito.

slide_13E’ riflessione, studio, cultura ed approfondimento teologico, per non essere “creduloni” ma “credenti« pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi » (1 Pt 3,15).

E’ esperienza, per diventare testimoni entusiasti e non predicatori intellettuali o professionisti del sacro. Continua a leggere “Se non mi sfiorassero i dubbi, la vita sarebbe scontata e la fede sarebbe una cosa da burattini” (A. d’Avenia)

“Credimi, figlio, quello è il mio velo, e mi servì per avvolgere il Bambino Gesù”

Se leggerete questo post, sappiate che scoprirete un tesoro che pochi basilica-inferiore-demconoscono.

Se siete pronti, entrate con me nella Basilica Inferiore di san Francesco, ad Assisi.

Fatto?

_assisi_-_0001Lo so; il primo momento si rimane a bocca aperta. 

Vi lascio tutto il tempo di lasciarvi piacevolmente travolgere dall’emozione.

01-basilica-inferioreSappiate che “La chiesa inferiore ha la funzione di chiesa sepolcrale (è qui che c’è la cripta con il corpo del santo) e la cosa che più colpisce, 20161216_150719rispetto alla parte superiore, è l’oscurità. Tutta la costruzione si presenta come una grave, potente, oscura struttura ad archi schiacciati, in netto contrasto con la Chiesa Superiore slanciata, spaziosa, ariosa, luminosa.” (tratto dal libro “Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio”, Editrice IF Press)

basilica-assisi-inferiore-770x300Ora iniziate a camminare lentamente verso l’altare principale,
guardandovi intorno con la consapevolezza che state camminando lungo una storia antica, 20161216_155038
scritta in una chiesa iniziata nel luglio del 1228 sotto la soprintendenza di frate Elia e decorata dai più illustri artisti del tempo: da Giotto a Cimabue a Simone Martini (
tratto dal libro “Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio”,
Editrice IF Press)

assisi_3-e1462545956428Se siete giunti di fronte all’altare maggiore, potete alzare lo sguardo intorno a voi e lasciarvi andare al senso di meraviglia di fronte all’opera cosmatesca ricca di mosaici ed agli affreschi che ricoprono tutto il mondo intorno a voi (tratto dal libro “Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio”, Editrice IF Press).

giotto_lower_church_assisi_crucifixion_01Dirigetevi ora alla vostra sinistra e sappiate che, nel transetto dove vi trovate, state per fare un salto nel Trecento!

“Sulla grande volta a botte si trovano le Storie dell’Infanzia di Cristo e la Crocifissione con santi francescani di Giotto e collaboratori; in basso vi sono la Maestà con angeli e San Francesco
img_6699-bis-assisi-basilica-di-s-francesco-cimabue-madonna-degli-angeli-e-s-francescodi Cimabue.

Osservate questa famosa immagine del santo e leggete ciò che ci dice Celano sull’aspetto fisico di Francesco: “Era di statura mediocre, accostantesi al piccolo; aveva testa san-francesco_di-assisiregolare e rotonda, viso un po’ lungo e sporgente, piccola e piana la fronte, di giusta grandezza gli occhi neri, e pieni di semplicità, capelli neri, sopracciglia diritte, naso regolare sottile e diritto, orecchie staccate ma piccole, tempie piane, lingua insinuante ardente e acuta, voce vibrante dolce limpida sonora… Scarno, ruvidamente vestito, di poco sonno, di mano instancabile. Nella sua grande umiltà si mostrava dolce con tutti, uniformandosi saggiamente ai costumi di ognuno, più santo tra i santi, e tra i peccatori come uno di essi” (da Vita prima di San Francesco d’Assisi di Tommaso da Celano)” (tratto dal libro “Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio”, Editrice IF Press) Continua a leggere “Credimi, figlio, quello è il mio velo, e mi servì per avvolgere il Bambino Gesù”

25 dicembre 1223: perfino il fieno guarì le persone

180754456-cadb926b-15ed-4399-9497-74a07b51a156E’ il primo pomeriggio del 4 gennaio 2016 e nessuno (a parte il vescovo di Rieti) sa che Papa Francesco sta per arrivare al Santuario francescano di Greccio.

Il Santo Padre vuole pregare in quel cantuccio selvatico, nascosto ed amato dal santo di Assisi.

Desidera immergersi nell’intimità di epa05087883 A handout image released by the Vatican newspaper L'Osservatore Romano of Pope Francis praying at a Franciscan shrine in Rome, Italy, 04 January 2016. Pope Francis paid a surprise visit to a Franciscan shrine near Rieti east of Rome. The pontiff went to Greccio by car. Only the prior of the shrine and the Bishop of Rieti, Msgr Domenico Pompili, were informed of the visit, Vatican sources said. EPA/OSSERVATORE ROMANO / HANDOUT BEST QUALITY AVAILABLE HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
una preghiera personale nel luogo dove san Francesco volle vedere” l’Amore Infinito, venuto sulla terra vestito di umanità.

Il Papa è sceso in quella grotta scavata nella roccia e ha baciato commosso il piccolo altare sul masso che servì da roberta-bizzarri_-only-flowers-presepe-con-san-francesco-di-assisi_2014mangiatoia in quel primo presepe vivente della storia, fatto nel Natale del 1223.

Francesco d’Assisi aveva due eventi della vita di Gesù scolpiti nella sua contemplazione: l’umiltà dell’incarnazione e l’amore della passione.

Li memorizzava, vi si introduceva dentro il più possibile e difficilmente riusciva a pensare ad altro.4-presepe

In questa sua perenne commozione trovava posto Greccio e questo famoso Natale, vissuto tre anni prima della sua morte.

Nella zona di Greccio c’era Giovanni, uomo nobile e buono, tanto amato dal santo.

Proprio a lui, circa due settimane prima del 25 dicembre, si rivolse san Francesco per chiedergli betlemmedi preparare alcune cose per festeggiare il Natale.

Aveva le idee chiare su quel che avrebbe voluto: desiderava far “vedere a tutti coloro che sarebbero arrivati a Greccio, il bambino nato a Betlemme, rendendo visibile i disagi e buon-natale-con-san-francesco-e-il-bambin-gesule difficoltà che avevano accolto il bambino Gesù.

La greppia su cui era stato adagiato, il freddo, l’asino e il bue… tutto doveva diventare il più visibile
possibile.

Giovanni ascoltò attentamente tutte le direttive dell’amico amatissimo ed iniziò subito a darsi da fare per organizzare questo Natale speciale. Continua a leggere 25 dicembre 1223: perfino il fieno guarì le persone

Un libro per chi andrà nei luoghi francescani e per chi non ci andrà mai

20161214_164403_resized_1Una persona che da anni ha come compagna una sua sedia a rotelle, quando ha saputo del libro “NEI LUOGHI DI FRANCESCO PER INCONTRARE DIO”, mi ha scritto: “Se solo immagino Assisi, già sono felice! Non ho potuto mai visitare tutti i luoghi per motivi che tu sai… ma comprerò il tuo libro appena ne avrò l’occasione!”

20161216_154739Allora colgo l’occasione per dire che questo libro è adatto per tutti: sia per chi sta partendo per i luoghi francescani sia per chi, in quei luoghi, non ci andrà mai.

s_francesco-goedE’ una guida turistica senza immagini, perché le parole raccontano e lasciano immaginare.

E’ un libro che, al solo leggerlo, fa già passeggiare in quel posto, guardandolo come era al tempo di Francesco d’Assisi.

E’ un percorso fatto di emozioni, oltre che di descrizioni.

20161214_164312_resized_1E’ un libriccino da tenere sia comodamente in borsa quando si viaggia, sia appoggiato sul comodino quando si immagina.

E’ adatto a tutti: ragazzi ed adulti, acculturati o meno, credenti od atei.

San Francesco è stato un ragazzo strapieno di vivacità, un mistico ancorato alla vita concreta, uno spirito in continua ricerca, un innamorato di Dio…un fratello che ha camminato come noi! Continua a leggere Un libro per chi andrà nei luoghi francescani e per chi non ci andrà mai

Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio

20161216_150719“Vorrei un libro con la storia di san Francesco, scritta in modo sintetico ma profondo. Il lettore dovrà commuoversi, leggendo il mondo interiore del santo!”

Ed ancora: “Il libro dovrà essere anche una guida turistica dei principali luoghi francescani. Ma non noiosa. Dovrà essere coinvolgente. Il lettore dovrà immergersi in quei posti con gli occhi di san Francesco e guardarli attraverso i fatti che lì sono accaduti!”

assisi-eremo-delle-carceriIo ascolto e penso a tutte le volte che, visitando i luoghi francescani, mi sono fermata a parlare con i frati, scoprendo notizie, curiosità ed aneddoti sconosciuti ai più.

Già inizio a sognare di poter 22assisisanta_maria_deglpartcondividere con un piccolo esercito di lettori, tutto quello che ho scoperto negli ultimi vent’anni.

Sono al “Meeting nazionale giornalisti cattolici” e le richieste che mi sta facendo Antonio Gaspari (giornalista e scrittore) sono molto chiare. Realizzarle tutte sarà non facile, ma tra me e me già sono obesa di entusiasmo!

la_verna23_760Ho casa piena di libri su san Francesco. Antichi e moderni, alti e bassi, piccoli e grandi.

Ho la memoria stracolma di fatti provvidenziali che mi sono accaduti ad Assisi, quando la mia vita stava picchiando duro.

b4662dad59d56839eec2550d7103c1acHo il cuore perennemente pronto a mettermi in macchina per farmi partire per la Porziuncola!

Io ho sperimentato davvero che certi luoghi sono sacri e pieni di Grazia Divina.

eremo_05I luoghi di san Francesco sono fontane che dissetano anime bisognose di serenità.

Per questo ho scritto questo libro: affinché anche altri potessero incontrare la stessa forza interiore che mi è entrata nei polmoni quando ho respirato l’aria dei luoghi del santo d’Assisi.

20161216_154953Per mesi ho scritto, ho letto, ho pregato ed ho viaggiato per quei luoghi.

Poi ho fatto leggere il futuro libro ad alcuni miei amici, per sapere se potevo sperare in un L’ho letto tutto d’un fiato!”

Infine l’ho affidato a Padre Ferdinando Campana, Ministro provinciale dei Frati Minori delle Marche e mio grande amico, per avere la certezza che ogni parola ed ogni virgola raccontasse davvero l’esperienza di Dio in san Francesco. Continua a leggere Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio

Non inginocchiarsi di fronte agli uomini è l’esercizio più difficile da fare

1290186180821-1È il 6 agosto del 258 d.C. e nelle catacombe di san Callisto ci sono violenza ed urla. I soldati romani, a nome dell’imperatore Valeriano, entrano a forza nelle catacombe ed arrestano tutti coloro che si trovano lì a celebrare una messa: Papa Sisto II, vari diaconi e Lorenzo

Tutti verranno uccisi tranne Lorenzo. E un motivo c’è.

Tempo prima, quel ragazzo pieno di doti e di fede, era stato notato per la sua grande attenzione verso i poveri, per la sua onestà ed integrità. È giovane ma ha già le idee chiare sullo stile da dare alla propria vita.

Cristianesimo-224x300Papa Sisto II lo aveva nominato diacono, dandogli una responsabilità particolare: amministrare i beni e le offerte della chiesa per custodirle ed utilizzarle per i poveri, gli orfani e le vedove (allora non c’erano i sussidi statali o le pensioni).

Lorenzo, nato a Osca (Huesca) ai piedi dei Pirenei, in Aragona, è un trentenne generoso e coraggioso ed il giorno in cui tutti vengono arrestati ed uccisi, lui ha ben chiaro il motivo per cui si trova ancora vivo: l’imperatore Valeriano vuole che gli consegni i tesori della chiesa.

Gli promette salva la vita se lo fa.

Lo interroga a brutto muso perché gli obbedisca.

450px-Altes_Museum-GallienusLorenzo è tra il bastone e la carota dell’imperatore Valeriano.

Un giorno effettivamente gli dice che lo porterà a vedere il luogo dove la chiesa ha il suo tesoro nascosto. Valeriano va all’appuntamento pieno di aspettative ma non la prende affatto bene quando vede una massa di poveri disgraziati ed ammalati, farglisi avanti.

Sembra che quel giorno Lorenzo gli abbia detto: “Ecco! Questo è il tesoro della chiesa!”.

No. Valeriano non la prende bene.

Il giovane diacono si ritrovò rinchiuso nel sotterraneo del palazzo del centurione Ippolito.

Cieco-natoLì vi si trovava un altro prigioniero: Lucillo. Lucillo era cieco e sconfortato (e credo che ne avesse ben donde). Lorenzo gli parlò di Gesù con le frasi giuste che sanno dire solo coloro che vivono profondamente uniti a Lui. Il compagno di prigionia si converte e viene battezzato da Lorenzo con quel poco di acqua che esce dal suolo della prigione. È acqua normale ma, a volte, a Gesù piace dare dei segni evidenti della sua presenza con cose e gesti normalissimi; e così Lucillo, bagnato con l’acqua del battesimo, guarisce e ritorna a vedere!

Battesimo-dei-primi-cristianiNel frattempo il centurione Ippolito osserva tutto quel che sta accadendo nel sottosuolo del suo palazzo: l’angoscia viene spazzata via, i ciechi tornano a vedere e una serenità soprannaturale sgorga da ogni muro della prigione.

La mansuetudine di quei carcerati ed il miracolo di Lucillo lo colpiscono ed anche lui si converte e si fa cristiano.

Una specie di virus spirituale dilaga ovunque va Lorenzo ed è proprio lui a battezzare Ippolito.

 Ma l’imperatore Valeriano non prende bene neanche questa cosa. Ippolito fu poi legato alla coda di cavalli e fatto trascinare per sassi e rovi fino alla morte. Continua a leggere Non inginocchiarsi di fronte agli uomini è l’esercizio più difficile da fare

I mici del cimitero

20160806_092256_resized  Con la piccola Giulia, la mia nipotina di venti mesi, amiamo passeggiare nelle vie poco frequentate.

Meglio se ci sono alberi e fiori.

Perfetto se c’è anche silenzio e assenza di traffico.

Cantiamo, chiacchieriamo, guardiamo uccellini e foglie… ed io reimparo ad essere contenta, senza un motivo.

Una di queste vie perfette, passa vicinissima ad uno dei due cimiteri della mia citta: il cimitero delle Cortine.

 

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E’ antico, è affascinante e mi attrae persino la scritta che si legge nell’entrata principale: Quanti splendidi argomenti sono mancati per sempre”.

 

 

Gatti_Abbandonati-1024x576E’ lungo questa stradina che, da anni, c’è chi vi abbandona micetti appena nati. Situazione davvero problematica.

Potete immaginare il gran numero di gatti che lì, cercano di sopravvivere?

Ogni mattina ci passo per andare a scuola e, sia d’inverno che d’estate, vi vedo persone di buona volontà fare il possibile per sfamare i piccoli e curare i malati.

20160514_152607_resizedMa un conto è passarci con la macchina, con addosso la fretta dell’orario scolastico ed un conto è camminare lentamente con un passeggino, cantando : Ci son due coccodrilli e un orangotango…”, raccogliendo fiorellini qua e là.

Quando si cammina rilassati, il mondo circostante ci entra dentro con i suoi particolari. E’ stato così che nella famosa curva ad “U” (il luogo tristissimo di abbandoni cinici di micetti) ho visto il bellissimo lavoro che hanno fatto, negli anni, un gruppo di volontari.

Delle piantine da siepe sono state messe intorno alla recinzione e, attraverso la rete, si intravede pulizia, piante ornamentali ed ordine.

catmint-cat-whiteMentre camminavo ancora più lentamente, ammirata da quel che intravedevo, mi sento chiamare: “Cri!!! Ciao!!! Vuoi entrare? Vuoi far vedere a Giulia i micetti che sono qui?”

Mi volto e vedo Veronica, una bellissima donna che ancora si muove con la leggerezza di chi ha fatto danza per tantissimo tempo.

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Il suo sorriso è accogliente, la luce del sole illumina i colori dei fiori piantati lì, Giulia si guarda intorno con gli occhi meravigliati di chi non sa su quale gatto concentrarsi…ed io mi ritrovo circondata dai frutti della buona volontà umana. Continua a leggere I mici del cimitero

E il “colle dell’inferno” divenne il “colle del paradiso”

5664456-Scrittrice-di-lavoro-sul-computer-Archivio-FotograficoNel blog sono indietro, indietrissimo. Lettere ricevute, episodi scolastici stimolanti, eventi che mi rincorrono nelle giornate…tutto è accantonato in una cartella del pc intitolata:Per il blog; da non dimenticare”.

Scrivo questo per comunicare ufficialmente che se i post ultimamente si sono diradati, un motivo c’è.

Un bel motivo.

Sto ultimando un libro su san Francesco!

Anzi, no; in realtà sto scrivendo una guida turistica per i luoghi francescani.

No, nemmeno questo è esatto. Abbiate pazienza, ora tento di spiegarmi meglio.

ospedale san Paolo ValloriaTutto ha inizio più di vent’anni fa. Mio marito era in convalescenza per un intervento determinato da un’emorragia cerebrale; causa aneurisma.

Poche settimane prima, il 12 maggio 1994, un improvviso tornado di angoscia mi aveva trascinata nel buio denso della paura.

uid_11d6f30bb7c_580_0[1]Un attimo prima ero a scuola ed un attimo dopo ero all’ospedale.

Un attimo prima ero a fare l’appello ed un attimo dopo ero annientata dalle crude parole dei medici.

Un attimo prima …un attimo dopo…

Persino quando, due mesi dopo quell’intervento urgente uscì dall’ospedale, la tempesta interiore che era iniziata in me in quell’attimo dopo”, ancora non passava.

Vivevo sballottata dalle paure (tante) e la mia piccola barca era sempre lì lì per rovesciarsi. Tutto era cambiato e niente sarebbe stato più come prima.

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Ma avvenne anche un’altra cosa strana: fin da quel primo giorno di ritorno a casa, mi sentii fortemente attratta da Assisi e dai luoghi in cui Francesco si era lasciato abbracciare da Dio.

 

 

Basilica-Papale-San-francesco-di-Assisi1Ero lì nella mia prima giornata con i tre bambini, dopo settimane in sui eravamo stati separati dall’ospedale; ero lì quando avevo lacrime da versare o emozioni belle da ricordare; ero lì appena potevo. Il mio compleanno, la domenica, un anniversario od un giorno qualsiasi; ogni scusa era buona per farmi decidere di andare ad Assisi. Continua a leggere E il “colle dell’inferno” divenne il “colle del paradiso”

La misericordia di Dio è una carezza sulle ferite dei nostri peccati

hqdefaultE’ il 1205 e S. Francesco è appena tornato ad Assisi, dopo la notte unica e spiritualmente rivoluzionaria, di Spoleto.

Nei tre anni che seguiranno, tutto cambierà davanti agli occhi di questo ragazzo di circa ventiquattr’anni. 

 

 

 

san_francesco_assisi2Il mondo stilla misericordia da ogni angolo, la pace feconda ogni zolla della terra, qualsiasi vita è un privilegio, le cose piccole sono le più amate e niente può essere più bello di così.

Francesco si lascia avvolgere dalla Presenza e giorno dopo giorno diventa sempre più dorato, proprio come il grano maturo.

Si commuove per tutto ciò che è piccolo ed indifeso e un fiume di compassione gli fa guardare con occhi nuovi, poveri e lebbrosi.

Il padre lo coinvolge nella sua bottega, gli amici gli vogliono rimettere in testa la corona del re delle feste ma Francesco non vede più il mondo come prima. La notte di Spoleto lo ha reso distante dal mondo ed innamorato di Dio.

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Lo cerca senza poterne fare a meno e tutto il resto gli sembra inconsistente.

 

Quando Dio sceglie un profeta, sa bene che lo deve inondare con la sua Presenza, seducendolo. Come il profeta Geremia, anche Francesco può dire: Tu mi ha sedotto mio Signore ed io mi sono lasciato sedurre da te”. danza2

 

Il Re dell’Universo lo chiama a sé, lo riempie di dolcezza, lo nutre col miele, lo incendia col fuoco, lo modella fino a fargli prendere la forma di un “alter Christus” e poi lo restituisce a un popolo innumerevole.       

 

 

 

san-francesco-1E’ importante capire questo suo movimento interiore: non furono i poveri e i lebbrosi a farlo avvicinare a Dio, ma Dio diede a Francesco occhi nuovi, per fargli abbracciare i piccoli e i deboli.  

Negli ultimi giorni della sua vita, ricordando con riconoscenza nel suo testamento gli anni della sua conversione, scriverà: Il Signore mi condusse tra i lebbrosi e usai con essi misericordia”.

Così dunque trovò prima il Signore e fu poi il Signore a condurlo per mano tra i lebbrosi e non viceversa.  Continua a leggere La misericordia di Dio è una carezza sulle ferite dei nostri peccati

« Ben venga, mia sorella morte!»

GiottoMorteSanFrancescoSabato 3 ottobre 1226.

Sabato 3 ottobre 2015.

Inginocchiamoci davanti a fratello Francesco, morente.

 

66Andiamo in quell’oscura capanna nel mezzo del bosco, semplice infermeria della Porziuncola, a pochi passi dalla cappella dedicata a santa Maria, che egli stesso aveva riparato con le sue proprie mani. Ascoltiamo gli ultimi battiti del suo cuore, le sue ultime parole, e lasciamoci andare alla commozione.  

 

 

Che donna povertà entri e sorella terra mi accolga!

sorella_morte“Leone, Masseo, Angelo e Ruffino, avvicinatevi e toglietemi tutti i vestiti”

I quattro frati erano tentennanti, preoccupati. Forse la febbre alta lo portava al delirio? Ma Francesco aggiunse: Compagni di tante battaglie, non abbiate timore. Il Padre mi ha buttato nudo nel mondo e nudo voglio tornare tra le sue braccia. Voglio morire  nudo come il mio Signore Gesù Cristo. Voglio morire tra le braccia di donna povertà e nel seno di madre terra, mia sorella. Spogliatemi dunque di tutti i vestiti”

I quattro amici obbedirono e, man mano che toglievano i poveri indumenti, le lacrime sgorgavano copiose. Anche Ruffino non riusciva più a trattenersi. Il corpo di Francesco era gonfio, paonazzo, martoriato dalle tante penitenze e malattie. Con la mano sinistra cercava di nascondere un po’ la piaga del costato.

Francesco continuò: E ora mettetemi nudo sopra la nuda terra

Morte-di-San-FrancescoSfinito da quella malattia così grave… si fece deporre nudo sulla terra nuda, per essere preparato in quell’ora estrema, in cui il nemico avrebbe potuto ancora sfogare la sua ira, a lottare nudo con un avversario nudo. In realtà aspettava intrepido il trionfo e con le mani unite stringeva la corona di giustizia. Posto così in terra, e spogliato della veste di sacco, alzò, come sempre il volto al cielo e, tutto fisso con lo sguardo a quella gloria, coprì con la mano sinistra la ferita del lato destro, perché non si vedesse. Poi disse ai frati: «Io ho fatto il mio dovere; quanto spetta a voi, ve lo insegni Cristo!» (Tommaso da Celano, “Vita seconda di san Francesco d’Assisi”)

I compagni, al sentire quelle parole, proruppero in un pianto dirotto. I loro singhiozzi li facevano somigliare a bambini disperati. Continua a leggere « Ben venga, mia sorella morte!»