Per ogni giorno: grazie!

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Visitare la grotta del beato Bernardo è facile!

E’ semplice da raggiungere ma poco conosciuta.
Da lì vi è un panorama bellissimo ed un cammino che spiega chi era il beato Bernardo di Quintavalle.
E voi sapete chi è?
E’ il primo compagno d’avventura di Francesco d’Assisi.
Ad un certo punto della sua vita lui si nasconderà per un paio d’anni in una grotta sopra Sefro perché…
Ma andiamo per ordine.????
Bernardo di Quintavalle era un giovane assisiate tra i più nobili, ricchi e assennati del contado. Era stimatissimo tanto che tutta la città dava ascolto ai suoi consigli.
«Questo signor Bernardo – narrano le Cronache – cominciò a rimuginare dentro di sé il cambiamento di Francesco: erano quasi due anni che vedeva quello “strano” giovane girovagare per le strade della città, disprezzando ogni realtà mondana e sopportando pazientemente le avversità, facendo addirittura degli insulti un motivo di gioia, mentre la gente lo considerava uno stolto e un lunatico.
Dopo molte riflessioni, mosso da Dio, Bernardo invitò a cena Francesco nel suo austero palazzo, sperando di poterlo trattenere anche l’intera notte, apprestandosi in tal modo a osservare meglio se era pazzo o un santo.
A tale scopo aveva fatto preparare in una stanza due letti, uno per sé e l’altro per il suo ospite. E là, finito di cenare, si ritirarono entrambi per dormire.
Il beato Francesco fece credere di essere molto stanco e di desiderare di fare una bella dormita, ma lo diceva con l’intenzione di alzarsi a pregare quando il signor Bernardo si fosse addormentato.
Questi, a sua volta, a bella posta e in men che non si dica, finse di essere immerso in un sonno profondo, respirando e russando sonoramente.
Francesco, credendo ch’egli dormisse davvero, si alzò, e con le mani levate, volto e anima rivolti al cielo, pieno di ardore, profondendosi in lacrime, non si stancava di ripetere lentamente, con devozione, queste parole: “Deus meus et omnia! Dio mio Tu sei tutto!”.
Così quasi l’intera notte, senza pronunciare altro.
Il signor Bernardo lo contemplava umilmente e devotamente, alla luce di una torcia accesa nella stanza.
Pensava: “La divina sapienza si prepara a fare grandi cose per mezzo di quest’uomo semplice e senza istruzione, a rinnovamento e salvezza degli uomini”.
Il signor Bernardo andava meditando questi pensieri con umile sentire se medesimo, tutto attribuendo a Dio e ringraziandolo con ammirazione e pietà.
Il signor Bernardo si alzò al mattino e, pieno di fervore, disse a Francesco: “Fratello Francesco, ho deciso di lasciare totalmente il mondo e di seguirti, facendo tutto quello che mi comanderai”.
Al che Francesco, esultando di gioia, rispose: “Signor Bernardo, l’impresa è così ardua che occorre chiedere consiglio a Dio stesso. Andiamo dunque in chiesa. La c’è un buon sacerdote: sia lui a indicarci, aprendo tre volte il libro sacro, che cosa dobbiamo fare”.
Stavano andando nella chiesa di S. Nicolò, quando Francesco gli propose: “Prima sentiamo Messa, poi staremo in preghiera sino a metà del mattino, perché il Signore ci manifesti la sua volontà”.
E così fecero.
Francesco ricercò quindi quel sacerdote e lo pregò di aprire il messale.
Il sacerdote, tracciato su di esso il segno della croce, lo aprì e venne fuori questo testo: “Se vuoi essere perfetto, va, vendi quanto possiedi, danne il ricavato ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo” (Mt. 19,21); “Non portate niente durante il viaggio…” (Lc. 9,3) “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la croce e mi segua” (Mt. 16,24).
Udito questo, Francesco esclamò: “Ecco il consiglio del Signore. Va, dunque, e mettilo in pratica!”.
Subito il signor Bernardo vendette tutti i suoi beni, di notevole valore, andò con Francesco nella piazza di San Giorgio e distribuì il ricavato ai poveri.
Francesco gli pose quindi un abito povero come il suo»
(Vita di frate Bernardo dai Quintavalle, il primo che entrò nell’Ordine, in Analecta Franciscana, Quaracchi 1907, III, 35 e ss.).
Era il 16 aprile 1208.????

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Nella prova, sii la mia ombra e proteggimi dalla paura!

Davvero Signore sei sempre con me?
Anche quando sento la tempesta che si avvicina e vorrei scappare da Gerusalemme?
Perché io vorrei essere proprio come te: sicura che il Padre c’è, anche quando la prova è dietro l’angolo.
“Niente paura, mio Signore”
Voglio dirlo a me stessa ed a chi mi sta vicino.
“Niente paura!”
Tu sei sempre con me ????

E quando la mia angoscia andrà a briglie sciolte e griderò: “Ma come può essere? Dove sei?”
E quando sentirò dire alla mia anima incerta: “Il tuo Dio non esiste, altrimenti non farebbe accadere tutto questo!”
Anche allora io sarò testarda e urlerò verso Te: “Salvami dai dubbi, Signore! Non voglio pensare come tutti, ma come Te”.
Voglio seguirti perché voglio vivere.
Voglio dirlo a me stessa ed a chi mi sta vicino.
Tutto ha un senso!
Tu sei sempre con me ????

Signore della vita, io lo so che tu hai fatto creature piene di talenti.
Siamo un lunghissimo corte di figli con tuoi doni addosso.
In questo corteo io unirò il mio colore a quello degli altri.
Voglio entrare anche io nell’immenso disegno pitturato con la tua fantasia.
Volentieri annullerò il mio ego, per far parte dei doni di tutti.
Prenderò la mia croce guardando l’orizzonte e la risurrezione che certamente ne verrà.
Voglio dirlo a me stessa ed a chi mi sta vicino.
“Siamo fatti della stessa sostanza dell’amore”.
E Tu sei sempre con me ???? Continua a leggere Nella prova, sii la mia ombra e proteggimi dalla paura!

Dio vede oltre a quello che vedi tu!

Mio Signore, allarga il mio sguardo.
Portalo fin lì, dove arriva il Tuo.
Io vedo solo il presente.

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Vorrei non stancarmi mai di Te!

Signore delle meraviglie, anche io come sant’Agostino posso dire: “Tardi ti ho amato, Bellezza così antica e tanto nuova, tardi ti ho amato”.
Perché ogni giorno c’è sempre meno amore di quello che vorrei provare, per Te.
Vorrei non stancarmi mai di Te.
Vorrei averti nel mio primo respiro e vorrei vederti nell’acqua della doccia che mi rinfresca.
Vorrei chiudere gli occhi e sentirti nell’aria che mi accarezza e nei fiori che accarezzo io.
Tu sei tutto ciò che di bello mi avvicina e mi sorregge. Ti amo, per quel che posso e per quel che riesco. ❤

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Buongiorno Dio: sono pronta ad essere colorata da te!

Mio Signore e mio Dio,
vieni nel buio della mia mente
quando le preoccupazioni
vorrebbero nascondermi i colori.
Colora la mia anima ed aiutami a vederTi vicino a me ❤

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Primo agosto 2020: compleanno con perdono

 

Carissimi viandanti che passate in questa pagina, sappiate che a gestirla non c’è un gruppo di persone ma una sola donna. Alquanto maldestra per quanto riguarda la vita, con un sacco di malinconie che non è ancora riuscita ad ammaestrare, ma con un sogno che mai è stato sommerso: quello di trovare il Dio della Vita e la Felicità.

Come tutti i camminatori maldestri, inciampo frequentemente ed altrettanto frequentemente mi immergo nelle mie tristezze, pensando a volte che non riuscirò mai ad arrivare alla meta.

Forse è proprio per questa mia testarda ricerca che, un po’ di tempo fa, ho aperto un blog (www.intemirifugio.it) e poi questa pagina, ad esso collegato. Probabilmente, quando scrivo a chi mi contatta, quando rispondo a chi mi chiede, in realtà sto rispondendo a me, convinta che se non mi arrendo, la Luce la incontrerò.

Già qui.

Già ora.

Una specie di anticipo di Paradiso.

Così cerco di barattare i miei mille errori con un gesto di amore sincero che ogni tanto mi capita di fare, per sentirmi il meno sgangherata possibile di fronte a Dio e meritevole di un suo abbraccio.

Poi però accade spesso qualcosa… Continua a leggere Primo agosto 2020: compleanno con perdono

La guarigione dello sguardo

Ha gli occhi socchiusi tipici di chi è stato abituato dalla Vita a scrutare l’orizzonte con la massima attenzione e le sue rughe raccontano una vita non facile, ma sicuramente “vissuta”.
E’ seduto davanti a me e mi chiede calmo: Siete in tre?
“Sì” rispondo sorridente.

Quest’anno la fioritura di Castelluccio l’ho voluta regalare alle due nipotine più grandi.
Una specie di attestato di garanzia valido per sempre, atto a certificare che la vita è davvero meravigliosa.
Così, per festeggiare il sole ed i papaveri, abbiamo deciso di farci un romantico giro tra i fiori della Grande Piana di Castelluccio, su un carro trainato da fieri cavalli.
Il signore dagli occhi socchiusi e dallo sguardo penetrante, ci accompagnerà.

Ho una specie di sesto senso per le persone.
Mi accade spesso.
Incontro una persona per caso, in circostanze assolutamente fortuite e “sento” con misteriosa certezza che da lei potrò imparare qualcosa di prezioso.
Il 30 giugno 2020, alle 14.30, sotto il sole cocente della grande Piana, ho “sentito” che valeva la pena ascoltare Gilberto (mi dirà il suo nome solo alla fine del giro quando, oramai scesi dal carro, gli ho chiesto il permesso di scrivere almeno un po’ del tesoro di esperienze che mi ha raccontato nella mezzora di passeggiata a cavallo).
Tutto è nato con la mia domanda iniziale, ispirata dal ritmo antico degli zoccoli dei cavalli: “Mi scusi, ma lei è nato qui?”
E poi sono stata catapultata nel film storico di Gilberto. Continua a leggere La guarigione dello sguardo

Giorno 7: Buona Pasqua Dio!

Tu che hai l’attitudine a rotolar via macigni dai sepolcri,
liberaci dai macigni che stanno opprimendo la nostra serenità.
Liberaci dalla morte interiore che vorrebbe farci vivere da depressi.
Liberaci dalla cecità del cuore che non ci fa vedere sbocchi per la storia che stiamo vivendo.

Abbiamo bisogno di te, Dio della Vita.
Ribalta via il masso all’ingresso della tomba e facci ammirare il sole che racconta tutte le albe della storia.
Tante volte la morte avrebbe voluto vincere, ma mai ce l’ha fatta.
Quindi oggi, 12 aprile 2020, non metteremo una pietra sopra la Speranza.
Non cederemo alla rassegnazione.
Non spargeremo in giro auguri di circostanza e frasi di rito.
E’ arrivata la Pasqua della scommessa.
Io scommetto su di Te e sulla tua invincibile voglia di stare dalla nostra parte.
Non farmi perdere!

Ognuno di noi ha un macigno personale. Pesantissimo.
Pietra pesante posta proprio all’entrata dell’anima.
Chi ce lo rotolerà via, se non Te?
In questa Pasqua così difficile del 2020, fai circolare l’ossigeno della Grazia nelle arterie del nostro mondo.
Oggi apriremo la finestra e, dal chiuso della nostra casa, ci prenderemo tutto il sole che Tu ci regalerai.

Illuminaci con la stessa Luce con cui hai risorto Gesù.
Oggi.
In questa santa Pasqua del 2020.
Oggi che la felicità ha i piedi di argilla,
che la bellezza non è sufficiente,
che la paura ci umilia e l’agitazione ci stanca.

Illuminaci con lo stesso splendore con cui hai risorto Gesù.
Stiamo tutti lottando con un verde stelo fra le dita.
Lo guardiamo immaginando il suo futuro rigoglioso.
Donaci lo splendore che ci racconta che la notte è passata.
Che il pianto sta cambiando in rugiada.
Che le ferite stanno guarendo.

Illuminaci con la fiducia e raccontaci che la gioia non è un sogno.
Che la storia ha uno sbocco.
Che il macigno della solitudine, della povertà, della malattia, della disperazione… è volato via ed il sole di oggi è lo stesso di duemila anni fa.
E che Tu hai ancora voglia di far risorgere le tue creature.

Che la Pasqua 2020, arrivata dopo una Quaresima di preoccupazioni crescenti e notti in bianco, porti con sé la fine degli incubi notturni e faccia entrare la primavera.
Una primavera di rapporti nuovi, di un’economia diversa, di un creato amato, di una politica generosa e di una scienza appassionata di vita.

E con questo sole di oggi, donaci luce per riscaldare quelli che sentono freddo.
Poi verrà il giorno in cui saremo noi ad essere riscaldati.
E di scintilla in scintilla, si ripeterà il miracolo che fece risorgere Gesù.

Puoi ascoltare il mormorio delle nostre preghiere che, oggi, faremo alla finestra?
Questo, oggi, è il nostro tempio.
Abbiamo capito che da lì, oggi, ci riscalderà la tua Luce.
Luce che ci parlerà di questa primavera e delle primavere future

Buona Pasqua Dio! 

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L’umana debolezza tra le dita di Dio

“Si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa, ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti, come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme. Continua a leggere L’umana debolezza tra le dita di Dio