Giorno 5 – L’inimmaginabile è davanti ai nostri occhi

Oggi non esiste parola che possa essere migliore del silenzio.

Come un film, passano davanti a noi le scene più inspiegabili dell’universo.

Per questo il venerdì Santo non vuole commenti, ma solo accoglienza.

L’inimmaginabile è davanti ai nostri occhi: Dio viene torturato ed ucciso.

La Parola che nel giorno uno aveva dato inizio al Creato con quel Dio disse, ora ha la morte che gli alita affianco il suo disprezzo.

Il sogno di Dio è finito.

Dalle profondità della terra si alza un grido straziante: il paradiso è perduto per sempre e la dolorosissima nostalgia diventa terremoto e pioggia. 

Maria è in silenzio.

E’ finita. Dio non è più. La pace se n’è andata con Lui.

L’Amore è scomparso. Il perdono non ci abbraccerà mai più. 

Giovanni è in silenzio.

Il Maestro è agonizzante e la terra sembra abbia solo roveti e spine. Che ne sarà del nostro futuro da ora in poi? La crudeltà degli uomini avrà campo libero? 

Le donne sotto la croce sono in silenzio.

Chi ci amerà così tanto da ora in poi? Dove lo troveremo un altro Maestro uguale a Lui? Chi ci parlerà di tesori nascosti in un campo e di perle preziose da acquistare direttamente da Dio? 

Gli amanti di Dio sono in silenzio.

Cosa ne sarà della nostra fragilità che, ogni giorno, si illuminava di fiducia nel Regno di Dio che le era vicino? Le parole se ne sono andate via tutte ed è rimasta solo la Parola appesa in croce. Gli unici che urlano sul Golgota sono coloro che insultano, provocano, bestemmiano.

Gli amanti della Vita, invece, singhiozzano in silenzio. 

La terra è un immenso pianto. La Speranza sta morendo. L’Amore è stato inchiodato.

Le tre del pomeriggio saranno ricordate per sempre come l’attimo in cui il sogno è finito.

Le tenebre hanno vinto e stanno intonando sadicamente la filastrocca della morte. 

Oggi è un Santo Venerdì e non ritrarremo i nostri piedi dalla nuda pietra del Golgota.

Non volgeremo lo sguardo da un’altra parte.

Vogliamo rischiare l’angoscia.

Vogliamo sfidare perfino la nostra fede. Continua a leggere Giorno 5 – L’inimmaginabile è davanti ai nostri occhi

“Esecuzione prima, sentenza poi” Che la sanità venga decapitata!

Io me la rivedo sempre davanti agli occhi la povera Alice che cerca di far ragionare la Regina di Cuori, la prepotente governante del “Paese delle Meraviglie”.
Arrogante ed egoista, non amava il suo popolo ma solo la sua voglia di comandare. Tanto per intenderci è la sovrana che accusò il Cappellaio Matto di stare assassinando il tempo e da allora il tempo non è più in buoni rapporti col Cappellaio e si rifiuta di fare come questi desidera, rimanendo fermo all’ora del the, le cinque del pomeriggio.
Mio figlio Stefano, da piccolo, quel cartone lo guardava e lo riguardava e così lo so quasi a memoria.

Alice è sotto processo e la Regina di Cuori è sul trono del giudice.
“Dunque, sei pronta per l’esecuzione?” disse la regina con lo sguardo sadicamente divertito verso Alice.
“Esecuzioneee??? Oh, ma dovrà esserci la sentenza prima!” le rispose Alice non sapendo se ridere per l’assurdità della situazione o piangere per il pericolo così vicino.
Ma il dubbio sulla scelta durò mezzo secondo perché le guardie della terribile regina la bloccarono con le loro due lance. I fedelissimi dei prepotenti sono stati sempre personaggi squallidi presenti nella storia.
Alice si ritrasse velocemente per proteggersi, mentre la regina, dall’alto del suo trono da giudice, iniziò ad urlare a squarciagola: “Esecuzione primaaa!!! Sentenza poi!”
“Ma questo a parer mio…” provò ad insistere Alice illudendosi di far ragionare l’elefantiaca regina.
“Tutti i pareri qui sonooo…” iniziò ad urlare la regina, sbattendo i pugni sul suo trono e diventando rossa in viso come una ciliegia.
“Vostra maestà!” finì la frase con tono sottomesso la piccola Alice, oramai consapevole che non aveva nessun potere sulla terribile prepotenza della regina.
“Sì bambina” rispose sorridendo e soddisfatta la regina, lieta di aver reso docile quella piccola sbruffoncella.
“Tagliateleeee la…”

Stop!!!
Bloccate la scena.
Ma come?
Da quando in qua prima si condanna e poi si discute?
Beh, da quando chi comanda ha il vizio di non amare il popolo.
E questo vizio si è globalizzato creando un club di politici sempre più miopi, egoisti e privilegiati.
Dall’alto dei loro troni, tenendosi mano nella mano con il mondo della finanza, hanno iniziato a guardare solo i numeri e non più le persone. Ancora oggi non si riesce a capire bene chi siano i burattini o i burattinai in questa triste evoluzione. Fatto sta che nel mondo sono su quel trono e urlano (ma con toni furbescamente pacati ed un’informazione malvagiamente distorta) che, per il bene di tutti, bisogna tagliare la testa a qualcuno o a qualcosa. Continua a leggere “Esecuzione prima, sentenza poi” Che la sanità venga decapitata!