Sulle omelie noiose e sulle opportunità perdute

annoiato_2732192Niente da fare: anche ieri è successo. D’estate è una vera tortura perché, viaggiando e andando a messa in altre città, mi capita spesso.

Cosa?

Sentire delle omelie disarmanti, noiose, pesanti, scontate e, per di più, moralistiche in modo vergognoso.

Sarà che nella mia diocesi ci sono alcuni sacerdoti bravissimi nel predicare e potrebbe anche essere che sono abituata troppo bene. Ma oramai, quando mi allontano dalla mia città, aspetto l’omelia con quel senso di resa di chi sa che l’attende l’ennesima predica pallosa.

omeliaLa speranza è che quei dieci minuti (o a volte venticinque, come è successo ieri dove il religioso che parlava si è fatto prendere dal sacro fuoco spirituale, passando da santa Chiara ai divorzi per traghettare infine nei meandri di internet) passino velocemente. 

Io mi ci arrabbio tanto per questa storia, perché per la maggior parte delle persone lì presenti, quelle omelie sono le uniche chances che hanno, di sentir parlare di Gesù da un prete. E vedere i volti annoiati e distratti è come toccare con mano un’occasione perduta. Continua a leggere Sulle omelie noiose e sulle opportunità perdute

Satana? Un destino da perdente. E noi? Noi siamo figli della Luce!

335ck00E’ quasi mezzanotte e su FB mi arriva questo messaggio da una mia alunna:Ho delle domande che io e il mio ragazzo ci stiamo facendo da un po’ e spero riuscirà a rispondermi: perché Satana punisce coloro che hanno compiuto azioni malvagie invece che premiarli? Cioè lui è il male. I satanisti che lo venerano facendo azioni malvagie, perché vengono puniti? Infondo lo venerano come i cristiani venerano Dio.”

Cara Federica, hai detto bene: Satana è il male. Male assoluto. Odio perfetto. Nient’altro che male. Punto.

E nel male totale, non esiste niente di buono.

demoniI premi alla fedeltà non sono presi in considerazione.

La solidarietà di gruppo è fuori circuito.

La venerazione non viene ricambiata con la gratitudine. 

Nella logica umana ci riesce difficile capire l’odio assoluto perché noi, anche se arriviamo ad odiare qualcuno, rimaniamo pur sempre capaci di provare ancora amore per qualcun altro.

Non siamo assoluti nelle nostre scelte, ma oscilliamo da una parte all’altra. Continua a leggere Satana? Un destino da perdente. E noi? Noi siamo figli della Luce!

Fermati! Qui c’è un angelo che ti aspetta.

papa-calabria Papa Francesco mentre saluta la ragazza disabile_thumb[2] “Prof, ma l’ha visto? E’ bellissimo quel video! Lo guardi. Che grande ‘sto Papa!”

E mi manda un link dove si vede Papa Francesco che fa davvero un bel fuori-programma!

E’ sabato 21 giugno e il Papa, che sta dirigendosi verso Sibari, fa fermare la macchina e scende, regalando un’emozione infinita ad una famiglia.

Nella loro casa posta lungo la statale che collega Sibari a Cassano, ventuno anni fa è nata Roberta, una ragazza disabile fin dalla nascita.20140622_72602_papa-1_jpg_pagespeed_ce_tR5CAVxRsV

20140622_papaIl Papa non avrebbe saputo niente di tutto questo, se non fosse stato per un cartello appeso fuori la casa: “Fermati! Qui c’è un angelo che ti aspetta”.

Il video è amatoriale e, proprio per questo, bellissimo.

Si sentono le urla di emozione delle persone quando vedono l’auto del Papa rallentare. Si vede il Papa scendere dall’auto e baciare sul suo passeggino, la giovane Barbara.

Si percepisce la gioia dirompente della gente e l’affetto profondissimo del Papa. Bacia ed abbraccia tutti e tutti lo applaudono per questo fuori programma.

Nessuno è vestito in modo elegante. Nessuno fa inchini cerimoniali.

Non c’è spazio per l’etichetta. Tutto è pieno di vicinanza sincera, di amore grande, di incoraggiamento profondo.

Anche io che non sono soggetta ad emozioni facili…ebbene sì, la commozione ha preso il sopravvento.

Lo ammetto

20140622_papagesu_e_la_follaE c’è un motivo: in quel video mi è sembrato di vedere la stessa accoglienza che i semplici ed i poveri di duemila anni fa riservavano a Gesù, quando sapevano che sarebbe arrivato nel loro villaggio.

Immagino il passa parola pazzesco che avvertiva tutti: “Gesù sta per arrivare…Gesù sta per arrivare!”

Di strada in strada, di casa in casa, di porta in porta: “Gesù sta per arrivare!”

Fortunati loro che l’hanno visto in carne ed ossa!

Ma fortunati ancora di più noi, che oggi lo abbiamo sempre vicino.

Ma proprio vicinissimo! Continua a leggere Fermati! Qui c’è un angelo che ti aspetta.

Prof, io non sono una perla e sento di non valere niente

ansia-e-solitudine“Prof, non so bene come iniziare questa lettera perché non sono molto brava con le parole. Oggi la domanda che le ho fatto a scuola, non è nata dalla semplice curiosità suscitata da una bellissima lezione, ma da un susseguirsi di eventi che mi hanno portato a pensare che non possa nascere una perla dal vuoto.

Perché è così che mi sento io; vuota, senza niente di speciale.

Il mio essermi sentita usata dai “cosiddetti amici” mi ha resa fragile interiormente…

Ascoltare le parole dello psicologo che, a scuola, parlandoci della crisi, ci ha invitati a vedere nelle difficoltà un’opportunità per far emergere appieno le nostre capacità, mi ha distrutta, perché in me non vedo nessuna capacità particolare…

Ogni cosa, intorno a me, mi ricorda come io sia infelice, senza talenti o potenzialità. Come ciliegina sulla torta ieri sono stata bocciata per la seconda volta all’esame della patente e ho avuto un crollo. Sono scoppiata a piangere mentre, nella mia testa, si faceva avanti la convinzione di non essere neanche così intelligente come  voglio far credere agli altri e che le cose che sono riuscita a fare fino ad ora siano dovute ad una grande dose di fortuna.

L’intelligenza è l’unica cosa che più o meno sentivo mia, l’unica cosa che mi sembrava un pochino appropriata… ma senza nemmeno quella, cosa sono?

Questi pensieri ne hanno portati tanti altri, come per esempio il fatto che io non serva a niente e che sia inutile. Non voglio deludere le persone e se l’intelligenza era l’unico dono che sentivo di avere, adesso cosa mi resta?

Non mi sembra di essere coraggiosa, simpatica, dolce o generosa e, guardandomi  in giro, riesco solo a vedere come gli altri siamo migliori di me. Sembra che a tutti venga naturale essere delle persone stupende. La sua lezione di oggi è caduta proprio alla perfezione. 

Questa non è la prima volta che mi sento così; mi era capitata la stessa cosa circa un anno fa.  In quel frangente l’unica cosa che è riuscita a risollevarmi è stato un libro meraviglioso.

Era come se l’autore avesse preso i miei pensieri e li avesse scritti in un modo così semplice e perfetto. Mi ritrovavo nei pensieri, nei dialoghi e in tutte le pagine del libro. Il titolo del libro era: “Bianca come il latte Rossa come il sangue”.

So che i problemi più importanti sono altri … e che non dovrei sentirmi così con i miei due genitori fantastici che fanno mille sacrifici per me e mi amano…so che le mie amiche ci sono per me più di quanto meriti…  ma non posso fare a meno di sentirmi come se fossi il nulla; come se fossi Bianca.

Quindi le faccio questa domanda prof: “Come fa a nascere una perla, se dentro sei vuota?

P.S.scusi per i vari errori, ma l’ho scritto di getto, altrimenti non credo che avrei trovato il coraggio” Continua a leggere Prof, io non sono una perla e sento di non valere niente

Buon giorno buona gente! Che la misericordia di Dio entri!

Buon giorno, buonPoggiobustonea gente!”
E’ il 1209 e Francesco d’Assisi entra nel borgo poverissimo di PoggioBustone, salutando così i suoi abitanti.
Sarà il nome, ma mi ha ricordato la semplicità di Papa Francesco, che inizia sempre i suoi discorsi, con il suo “Buongiorno” o “Buonasera”.

San Francesco ha circa 28 anni e la memoria del suo passato giovanile, fatto di tanti errori e di molta voglia di potere, è ancora lì sulle sue spalle.
Il senso di colpa ancora lo afferra e lo fa star male.
Sarà che ho fatto la mia tesi sul senso di colpa per capire sempre meglio le sfaccettature di questo sentimento, ma Francesco d’Assisi mi ha ricordato l’intera umanità e la fatica di ogni essere umano di sentirsi un perdonato.

Con Gianni ci siamo inerpicati sulla strada che conduce fino all’eremo; luogo solitario, immerso in una natura che somiglia ancora a quella che Francesco vide e amò. E’ circondato dai boschi verdeggiati e apre lo sguardo su un panorama che ha del mistico!
Qui Francesco ebbe la visione che gli confermò il perdono per i peccati giovanili.
Povero Francesco; anche lui, benché santo, era un uomo ferito dal suo passato, proprio come capita a tanti di noi. E’ dovuto intervenire Dio stesso per dirgli: Continua a leggere Buon giorno buona gente! Che la misericordia di Dio entri!