Siamo tutti custodi di una “Presenza”. Qualcuno la chiama “Dio”.

“Non è possibile alla logica matematica arrivare a dimostrare il teorema dell’esistenza di Dio, in quanto, se così fosse, Dio potrebbe essere solo matematica. DIO INVECE È TUTTO”  (Antonino Zichichi) 

Cara Maria Cristina, questa frase l’ho appena letta sul libro di religione di mio figlio, mi è piaciuta tanto e l’ho voluta condividere con te.

 

Cara Luisa, quel Dio è tutto contiene in sé tutta la musica del mondo, tutti i profumi esistenti e tutti i passi viventi… contiene ogni acqua ed ogni minuto …. contiene tutti i pensieri fatti dal big bang ad oggi… contiene tutte le altezze e le lunghezze e le profondità dell’intero creato… contiene ognidove” ed ognicome”… contiene il totale, l’universale ed il completo!

Dio è tutto!

 

 

E quando dico “tutto” voglio dire che è impossibile rinchiuderlo in un concetto, in una formula matematica e perfino in una religione.

Se avessimo l’entusiasmo ed il coraggio di entrare nei meandri di quel “TUTTO”, potremmo prenderci le ferie da qualsiasi paura e chiusura mentale.

Non rischieremmo più di farci un Dio a nostra immagine.

Contempleremmo di più  e parleremmo di meno.

Quando pensi che Dio è tutto, ti viene anche voglia di non usare più il nome “Dio”, perché anche quello ti sta stretto. Continua a leggere Siamo tutti custodi di una “Presenza”. Qualcuno la chiama “Dio”.

Dio dona semi divini in abbondanza!

self-portrait-as-an-artist-1888“Prof, questo libro me lo deve assolutamente prestare: voglio fare la tesina su Van Gogh!”

Quando gli studenti mi chiedono di prestare loro un mio libro, mi sento come una surfista che sta cavalcando l’onda perfetta.

wallpaper_van-gogh-de-zaaierHo appena finito una lezione dove, per spiegare l’inizio del quarto capitolo del vangelo di Marco, ho proiettato il famoso quadro di Vincent van Gogh “Il seminatore”.

L’opera è stata fatta in soli 11 giorni; tra il 17 ed il 28 giugno 1888 (circa due anni prima di still_life_flower_oil_painting_pittura_art-9suicidarsi). Pittore con un animo travagliato, sempre alla ricerca di Dio, rivelò il suo cuore nascosto facendo scintillare luce ovunque e, per riuscirci, si spostò in Provenza alla ricerca di una calda luminosità solare da trasferire nelle sue opere.

Van Gogh conobbe un furore creativo e una forza di concentrazione incredibile! In meno di cinque anni non solo fece centinaia di quadri, ma vinse e oltrepassò se stesso, attraversando l’inferno della sua vita e della sua follia, dipingendo la luce ed i colori della vita.

Tra gli alti e i bassi del suo animo, nel giugno di quel 1888 Vincent fece questo magnifico dipinto ad olio per “proclamare” il vangelo, con i colori! Il nostro pittore, infatti, aveva tentato varie volte di predicare le cose di Dio con le parole, ma senza grandi risultati. La teologia l’aveva studiata, il papà (pastore protestante) gli aveva aperto un cammino vocazionale, la lettura de “L’imitazione di Cristo” lo aveva guidato, ma il tentativo di predicare Dio, era sempre fallito. Continua a leggere Dio dona semi divini in abbondanza!

Ogni paralitico dovrebbe avere quattro amici

il-vangelo-secondo-il-fmi2“Allora tu, Cristina, parlerai del paralitico. Sì, proprio quello lì, quello del secondo capitolo del vangelo di Marco”

“E chi non conosce la storia? penso tra me e me. E vado a rileggere il brano, giusto per sicurezza, per ripasso. Ma mentre lo leggo mi accorgo di un particolare importante, fondamentale per la nostra vita. Come è successo che in tanti anni non abbia mai fatto caso a quel particolare?

Ma quante volte l’avrò letto quel brano di vangelo? Ma avrò la testa dura?

paralitico-di-cafarnao“Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.

Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».

2087_180“Figlio”! Nella realtà è scritto téknon che significa bambino, piccolo mio. È un termine molto affettuoso, paterno. Chissà cosa darei per sentire la voce di Gesù che mi chiama così. Lo so: beati coloro che pur non avendo visto (o sentito, aggiungo io), crederanno”. Però sarebbe così bello sentirlo con gli orecchi quell’amore infinito, affettuoso, totale. La fatica della fede credo sia anche questo; alzare le antenne del cuore per sentire ugualmente quell’amore infinito che sempre ci è vicino. 

15-cafarnao-17“Cafarnao”! Il nome stesso di questo villaggio è tutto un programma di salvezza.In ebraico Kafar  Nahumvuol dire il villaggio di Nahum e Nahum èla persona consolata. Gesù torna e ritorna varie volte a Cafarnao; è lì per consolare e ridare luce al buio del dolore. E’ per questo che la gente lo cercava: Lui non saliva sulla cattedra di teologia ma scendeva nei sotterranei del male per ridare il bene e la speranza a tutti.

Ma andiamo al particolare che non avevo mai notato e che mi fa dire: “Quanto è fortunato il paralitico di Cafarnao!” Continua a leggere Ogni paralitico dovrebbe avere quattro amici