Dio dalla pelle di luce, illumina anche la mia

Gesù, Signore dalla pelle di Luce,
come vorrei essere stata lì, con Pietro Giacomo e Giovanni.
A me hai lasciato solo occhi di fede.
Con quelli Ti guardo.
Con quelli mi guardo.
Ed intravedo anche in me quella luce che è Tua.
Quando penso di essere inutile, di non farcela,
di essere d’impiccio o di essere buio,
fammi intravedere con la pelle di Luce come la tua.????????

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Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te

Salve prof! Come sta?? ❤️

Scusi per l’ora innanzi tutto… Questa volta vorrei essere breve ma come mio solito so già che mi dilungherò! ???? 

Questa sera, parlando con una mia amica, è uscito fuori il discorso delle canzoni della chiesa.

Premetto che sono diversi anni che non frequento. Diciamo che ho avuto un periodo da piccola in cui credevo, poi con l’adolescenza questo si è perso. Dopo la morte di mia nonna avevo ripreso ad andare messa (forse perché lei era molto credente, quindi mi sentivo in dovere di farlo), però poi ho smesso di nuovo. 

Non riesco a capire se credo o meno, mi sembra così tutto surreale che da 2000 anni si parli di Gesù, Maria, Dio…

Il fatto però è che a volte sono affascinata e altre volte non ho voglia di ascoltare questa “storia”.

A volte credo nei miracoli che Gesù ha fatto e altre volte li trovo impossibili, li trovo gesti non umani.

A volte mi piacerebbe ascoltare la parola di Dio e altre volte vorrei non saperne nulla della chiesa. 

Secondo lei è solo questione di parroco?

Quello che c’è stato a *** fino all’anno scorso inizialmente mi piaceva, era simpatico, rendeva il tutto più leggero. Però poi più volte, dall’altare *************** 

Ritornando alle canzoni, ci siamo inviate alcuni titoli, ne ho ascoltate diverse e tutte, non so per quale motivo, mi hanno trasmesso qualcosa, delle sensazioni positive, come se non riuscissi poi a fare a meno di quella musica. Ero davvero emozionata.

Mi stavo chiedendo (e questa sarebbe la vera domanda) se questa voglia di ascoltarle deriva semplicemente dall’amore che ho per la musica o se magari potrebbe essere una sorta di preghiera, in modo indiretto, non essendo appunto molto credente. 

Diciamo che questi sono pensieri molto personali, in realtà non so nemmeno se ha capito qualcosa di quello che vorrei dire. ????

Ovviamente non mi aspetto che lei mi dica “si, sei credente/no, non sei credente” perché è difficile dare una risposta dopo aver letto qualche riga, però non so, magari questi dubbi le sono passati per la mente anche a lei e può aiutarmi in qualche modo a capirci di più! 

Detto questo, le auguro una buona giornata e le mando un forte abbraccio ❤️ 

Ps. Mi mancano tantissimo le sue lezioni ???? e parlo di lei a tutti! Come mi ha ridotta prof. Ahahah le voglio bene, buon 2021! ????????????

 

Carissima Claudia, hai ragione: non ti dirò se sei o non sei credente.

Nessun di noi appartiene ad una o all’altra categoria.

Quasi che la spiritualità si potesse ridurre ad un gruppo di pensieri razionalmente comprovabili una volta per sempre.

Ognuno di noi è in continua ricerca, dal primo all’ultimo respiro.

La logica dell’anima, infatti, è molto più vasta di un’equazione matematica.

Quanto più vasta?

Infinitamente.

Puoi quindi immaginare quanto sia sbagliato inscatolarla all’interno di uno spazio deciso da noi?

Dogmi, religioni, culture…

 

 

La logica spirituale vola e viaggia come il vento.

 

 

 

E’ come un fuoco che sprigiona scintille di emozioni, intuizioni, desideri ed idee!

Ogni lampo di Luce proviene dal Fuoco dell’universo.

 

Chi intuisce” questo movimento divino, sente dentro di sé qualcosa” che non può spiegare con l’alfabeto umano.

Ne sa qualcosa Dante che, nel XXXIII canto del Paradiso, quando si trova a sfiorare Dio, rimane letteralmente senza parole. Continua a leggere Perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te

È notte.
È il momento della scelta, mio Signore: rimuginare o riposare.
È buio.
Ed io mi sento sballottata tra la mia angoscia e la mia fede.

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La vita è una questione di coccole

“Nonna, sento freddo!”
“Aspetta eh che ora ti do una cosa bellissima!”
C’è qualcosa di meglio della borsa dell’acqua calda abbinata ad un plaid morbidissimo? In pochi secondi gli ingredienti per un bel “buongiorno” ci sono tutti: divano, plaid, film della Disney e borsa dell’acqua calda con disegnini natalizi.
Giorgia sorride, le brillano gli occhi ed io torno a stirare.
Tutto mi sembra ok.
Ma ad un certo punto ecco di nuovo la vocetta tenue di Giorgia che, con la delicatezza dei suoi tre anni, aggiunge: “Nonna, vieni vicino a me e mi fai le coccole?”
Mi sembrava avesse tutto ed invece tutto non aveva.
Mancavano le coccole.
E mentre l’abbraccio e l’accarezzo, penso che tutti noi siamo così. Solo che i bambini lo dicono.
Gli adulti no.

Forse è per questo che gira voce che i soldi non danno la felicità. Danno le cose, ma non le coccole.
Forse è per questo che Dio si è fatto bambino. Voleva fare tanto ma, prima di tutto, voleva le coccole.
Forse è per questo che tutti ci agitiamo e conduciamo una vita sempre in ricerca. Cerchiamo coccole senza saperlo. Continua a leggere La vita è una questione di coccole

Ho vinto io!

L’inizio.

“Pronto? Prontooo??? … Ragazzi, silenzio che non sento!!!”

Provate voi ad ascoltare un interlocutore qualsiasi, stando su un pullman con 55 quindicenni che scalpitano per l’entusiasmo. Sono felici. È tutto l’anno scolastico che racconto loro storie di cadute e di rinascita ascoltate a San Patrignano e finalmente oggi, 2 maggio 2019, è arrivato il loro turno di partire con me.

Pronto? Mi scusi sa…sono in viaggio con i miei studenti…ora la sento…mi dica”

“Buongiorno Maria Cristina, è l’ospedale. La chiamo perché, in seguito alla mammografia che ha fatto il 19 aprile i medici hanno deciso di farle fare un’ecografia per ulteriori accertamenti”

Va bene. Mi dica pure la data

L’aspettiamo il sei maggio alle 15.00”

Perfetto! Grazie per avermi chiamato

Le mie colleghe mi guardano con l’aria un po’ preoccupata ma non osano commentare. Io sorrido e dico: “Non è niente. Anche dopo l’ultima mammografia mi hanno poi richiamata per fare un’ecografia. Sono molto scrupolosi in quel reparto”

E ricomincia la gioia del viaggio.

1.

Lunedì sei maggio 2019. La dottoressa “giovane&gentile” fissa il monitor dell’ecografo come ci fosse il documentario più interessante del mondo. È concentratissima. Passa e ripassa quella specie di sonda sul mio seno ed i suoi occhi sono tutti per quegli ultrasuoni che formano immagini strane sullo schermo.

Io sono tranquillissima. Dopo pranzo mio marito mi ha salutata ed io non gli ho neanche detto che avevo un appuntamento all’ospedale. Non mi è proprio venuto in mente. Ho messo la telefonata del due maggio nel file “scrupolosità di routine” del nostro eccezionale reparto di senologia.

La dottoressa “giovane&gentile” viene raggiunta dalla dottoressa “affascinante&scrupolosa”. Questa volta sono in due ad essere concentratissime su quel monitor. Io continuo ad essere tranquilla ma inizio a sentire dei piccoli punti interrogativi che si affacciano nella mia mente.

C’è qualcosa che non va?

Ma no! Anche nell’ultima ecografia è successa la stessa cosa.

Alla fine azzardo la domanda: Ma…c’è qualcosa di strano?”

Mi rispondono con tono tranquillo. Però mi parlano di calcificazioni…di qualcosa che meriterebbe un approfondimento …

Ecco eh! Ecco che la parola che mi mette tanta paura arriva.

La parola “ago”!

Me lo sento che sta arrivando.

Non so perché ma il mio terrore degli aghi me lo porto appresso da sempre.

Guardi” mi dice la dottoressa “affascinante&scrupolosaio credo sia il caso di fare un agoaspirato perché…”

Tutto il mio mondo interiore va in stato di allarme! Continua a leggere Ho vinto io!

Van Gogh, le stelle e me

Stasera sono uscita a fare una passeggiata con Akira, inseguita dal buio che avanzava a gran velocità.
In mezzo a tanta notte, guardavo la luna. Ma l’avete vista quant’è bella?
Il cielo. Le stelle. La luna.
E’ un po’ come sbirciare il Paradiso.
Anche per Vincent era così.
La notte tra il 9 e il 10 luglio 1888, lui scriveva all’amato fratello Theo. Non sapeva che aveva ancora da vivere solo due anni e 20 giorni. Ma sapeva che quel cielo gli raccontava l’“oltre”.
E quella notte gli scriverà una meravigliosa lettera, lasciando a noi l’onore di poter leggere una serie di domande e di sue possibili spiegazioni, che solo un artista con una spiritualità geniale, poteva ipotizzare. ❤

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Ma allora sei esistito sul serio!

Ma che mi succede?

Non capisco perché mi scendono le lacrime.

Fermi tutti: io non sono così!

Non mi sono mai interessata di corpi di defunti, per alimentare la mia fede in Dio.

Mi sono tenuta accuratamente fuori dal dibattito sul corpo di Carlo Acutis esposto ad Assisi.

La fede poggia su ben altro che non un corpo di un defunto donato agli occhi di tutti.

Intendiamoci: so che per i cristiani cattolici ed ortodossi un corpo defunto rimasto “incorrotto” (questo è il termine per parlare di una salma poco o per nulla decomposta) può essere un segno di Dio che ci parla di una persona speciale. Ma non ho voglia di entrare nelle inutili polemiche tra chi tifa per ogni possibile spiegazione scientifica e chi tifa per la fede in Dio a tutti i costi.

Quindi sono entrata nella Chiesa della Spogliazione, ad Assisi, nel modo più distaccato (e un po’ incuriosito) possibile.

Tuttavia è successo.

Quando mi sono trovata di fronte a quel ragazzo con le sue scarpe da tennis, i jeans ed una semplice felpa addosso, il suo viso sereno e la gente silenziosa, la commozione è entrata in me senza permesso.

Eppure prima di arrivare davanti a lui, avevo fotografato con calma l’arte meravigliosa presente sui muri della chiesa, avevo girovagato tra un altare e l’altro come una turista qualsiasi ed infine (solo infine) mi sono diretta da Carlo.

Quindi tutto nella norma spirituale.

Se non fosse che, una volta lì, il mio cuore ha ceduto all’emozione ed ho pianto.

E’ stato un po’ come quando ti parlano tanto di una persona e poi, all’improvviso, quella stessa persona la vedi e lei passa dal file “mito” al file “lui c’è”! Continua a leggere Ma allora sei esistito sul serio!

Carlo Acutis

Lui è Carlo, che tutto avrebbe potuto essere e tutto fare nella vita.
Bello, un fisico prestante, un carattere aperto, sempre gioioso.
Italianissimo ma londinese per nascita, i suoi, una famiglia top del mondo finanziario italiano, il nonno un illustre avvocato tributarista, si trovavano nella metropoli britannica per affari.
Per lui, papà e mamma pensano ad un futuro radioso.
Le più prestigiose scuole a Milano, il liceo classico.
Carlo studia come un matto, è il primo della classe, neppure l’informatica ha più segreti per lui, nel frattempo fa gruppo con i compagni.
L’essere presente e far sentire l’altro presente, questa è l’amicizia, scrive nel suo diario.
Carlo, fin da piccolo, ha scelto Dio o da Lui è stato scelto. Un innamorato delle cose celesti e del suo prossimo, nei momenti liberi gioca al calcio, scala una montagna, poi corre a fare il catechista per i piccoli, parla loro di Dio, trasmette emozione.
Anche il domestico di casa Acutis, un bramino, ne è conquistato al punto da lasciarsi tutto alle spalle e diventare cattolico.
La bestia è dietro l’angolo, Carlo improvvisamente sta male. I controlli, i migliori medici, il responso, si tratta di leucemia, una montagna troppo alta per essere scalata.
Papà e mamma nel dolore profondo, lui no, affronta la malattia con il sorriso, mai un lamento, la paura non sa cosa sia.
Torna fin che può nella “sua” Assisi, Francesco è più che un esempio.
Io da qui non uscirò vivo ma ti darò tanti altri figli, dice alla mamma, che lo guarda esterrefatta e non sa cosa rispondergli.
Viene il suo tempo, è il 12 ottobre 2006, Carlo ha appena 15 anni. Guardatemi, muoio felice, perché non ho mai sprecato un solo minuto della mia vita in cose lontane da Dio. Sono i giorni del pianto ma la mamma comincia a fare sogni strani, tra questi Francesco. Sii serena, le dice, il tuo Carlo è molto in alto, e sarà ancora più in alto. Qualcuno comincia a dire che pensando, pregando Carlo è guarito da un male incurabile.
22 febbraio 2020, papa Francesco ha deciso, Carlo sarà beatificato il 10 ottobre in Assisi, lui sarà lì il 3, forse lo andrà anche a trovare al Santuario della Spoliazione, il luogo in cui riposa il suo corpo. Chissà se ricorderà ai presenti quella sua splendida espressione: “Tutti nasciamo come originali, che nessuno di noi sia costretto a morire come fotocopia.”
Piero Gurrieri
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Non andrò più in chiesa

Un giovane va a confessarsi e dice al sacerdote:
Padre, non andrò più in chiesa!

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Dio vede oltre a quello che vedi tu!

Mio Signore, allarga il mio sguardo.
Portalo fin lì, dove arriva il Tuo.
Io vedo solo il presente.

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