“Fidatevi dei vostri sogni, perché in essi è nascosto il passaggio verso l’eternità” (Kahlil Gibran)

Va bene, richiamiamolo

Quando mi chiedono perché ho fatto tornare Giampiero Ghidini nella mia scuola, a distanza di soli due anni, rispondo che essenzialmente è per due motivi:

  • sono attratta da coloro che non si sono fatti schiacciare dalle prove della vita, mantenendo intatto il ruggito del guerriero
  • sono affascinata dalle persone che narrano di una forza interiore, riconquistata con il tocco misterioso di un familiare che vive nell’altra dimensione

Gianpietro Ghidini ha tutte e due questi motivi.

Bertolt Brecht ha scritto: Ci sono uomini che lottano un giorno e sono bravi, altri che lottano un anno e sono più bravi, ci sono quelli che lottano più anni e sono ancora più bravi, però ci sono quelli che lottano tutta la vita: essi sono gli indispensabili.”

Io ho voluto far incontrare i miei studenti con uno di questi indispensabili”.

Mercoledì 25 ottobre l’ho osservato attentamente nella lunga Assemblea Generale organizzata al Palazzetto dello Sport della mia città.

L’ho visto mentre era sinceramente emozionato in attesa della lunga chiacchierata che avrebbe fatto di lì a poco con più di mille ragazzi.

L’ho inseguito con lo sguardo mentre si muoveva col microfono in mano, gesticolando emozioni profonde e spandendo energia buona sul giovane pubblico. Continua a leggere “Fidatevi dei vostri sogni, perché in essi è nascosto il passaggio verso l’eternità” (Kahlil Gibran)

“Il segreto del successo nella vita è fare della tua vocazione il tuo divertimento” (M. Twain)

E’ sorridente. E’ gentile. E’ carinissimo. Ama scherzare (aiutato in questo anche da una meravigliosa dose di auto-ironia). E’ un giovane papà. E’ professionale. E’ simpatico. E’ un parrucchiere geniale. E’ Andreas.

Sul muro del suo locale c’è dipinto a mano un verso di Kahlil Gibran: Non dimenticate che la terra si diletta a sentire i vostri piedi nudi e i venti desiderano intensamente giocare con i vostri capelli.”.

Mi racconta di lui approfittando della calma del fine giornata.

Lo sai che qui dentro ci sono entrato la prima volta a tredici anni? Era estate e mio padre voleva farmi lavorare un po’. Dovevo fare le sole due cose di cui ero capace: pulire e lavare i capelli. Ma tutto il giorno rubavo con gli occhi quel che faceva il parrucchiere con un paio di forbici in mano. Lui cambiava i visi e regalava bellezze nuove. Io ero affascinato da tutto. È stato un bel colpo di fulmine con l’hair styling! Ora qui dentro c’è casa mia. Qui ogni mattina incontro persone che hanno voglia di diventar belle ed io mi butto in questo loro desiderio. Perché ognuno di noi è bello. Il segreto è valorizzarci”.

Ogni tanto si ferma, osserva il taglio che mi sta facendo e continua, entusiasta.

“Non mi interessa la perfezione, ma l’unicità di ogni viso. Per questo mi piace fare corsi, studiare, aggiornarmi. La passione deve essere anche professionalità!”

Nel marzo del 2014 Andreas pettinò (gratuitamente) 18 miei studenti e studentesse che dovevano portare sul palcoscenico del teatro Gentile un pezzo disneyano sull’amore di coppia. Gli altri 150 ragazzi, vedendo la sua bravura, si misero in fila. Volevano anche loro il tocco di Andreas. Pettinò per 12 ore consecutive ed io mi dimenticai pure di presentargli Mogol, l’ospite d’onore di quella serata.

Ma per lui non fu un problema. Era felicemente concentrato sull’emozione dei ragazzi e sui loro capelli da trasformare in personaggi.

Fantastica passione quella di Andreas!

E che dire della passione di Totti? Il suo discorso di addio mi ha commossa. Premetto che non seguo il calcio ed ero meravigliata anch’io della mia commozione. Ho iniziato ad ascoltarlo per caso e non me ne sono più staccata. Guardavo quel ragazzone che non riusciva a star fermo e che, con gli occhi lucidi, sembrava inseguisse un pallone appena perso. Tutto raccontava la sua passione per il calcio! http://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/roma/2017/05/29/news/totti_il_discorso_d_addio_spegnere_la_luce_non_e_facile_adesso_ho_paura_-166683461/ ) Continua a leggere “Il segreto del successo nella vita è fare della tua vocazione il tuo divertimento” (M. Twain)

Voglia di felicità… e quel cromosoma in più che ce l’ha!

E’ lultima lezione di religione nella 2B del Liceo Artistico ed abbiamo voluto finire l’anno scolastico facendo il gioco della sedia che scotta.

I ragazzi se lo aspettano; sono contenti ed agitati, entusiasti ed emozionatiVogliono fare il gioco, ma lo temono anche. Per questo ci siamo dati una regola-base: nessuno è obbligato a farlo.

La seconda regola è che chi si siede sulla sedia che scotta, dovrà essere schietto, vero, leale, sincero.

La terza regola è che tutte le rivelazioni, gli sfoghi, le risate, i pianti, le emozioni e gli abbracci che nasceranno in quei cinque minuti (tale è la durata del gioco per ciascuno), dovranno restare lì! Nessuno dovrà trasformare quei cinque minuti di verità estrema in un pettegolezzo ignobile.

Tutti pronti?

Ragazzi seduti in cerchio intorno alla cattedra; si parte!

A turno, ogni cinque minuti, ognuno si siede al posto dell’insegnante e l’avventura inizia.

“Cosa hai sul comodino in camera tua?”

“Hai vinto un viaggio e puoi portare solo cinque compagni di classe: chi scegli?”

“Sei innamorato?”

“Dicci tre caratteristiche del tuo carattere che vorresti cambiare e tre che, invece, ti piacciono”

“Quando hai pianto l’ultima volta?”

“Sei mai stata tradita?”

“Ti sei mai ubriacato?”

“Da 1 a 10, secondo te quanto è unita la tua classe?”

“Immaginati tra dieci anni: cosa vedi? O comunque, cosa speri?”

“Se fossi la Dirigente Scolastica di questa scuola, cosa cambieresti?”

“Hai mai fatto a botte con qualcuno?”

“Scegli tre persone della tua classe che dovranno dire una tua caratteristica positiva (che pensano davvero, ovviamente)”

“Tu credi che l’amore per sempre, possa esistere?

“Quanti amici veri hai nella tua vita?”

Ed il gioco va avanti. Continua a leggere Voglia di felicità… e quel cromosoma in più che ce l’ha!

Il terremoto non frantumerà anche il mio cuore

20161027_083844_resizedStamattina mi sono alzata e sono voluta andare a vedere il cielo ed i colori.

Avevo bisogno di queste due cose per nutrire l’anima con qualcosa di bello perché oggi, dalle mie parti, siamo tutti troppo feriti ed impauriti dalle due terribili scosse di terremoto di ieri sera.

Earthquake in AmatriceQuello che mette terrore è il suono sinistro, i rumori di cose che cadono e si rompono, le urla delle persone care, gli strepitii delle pareti che si crepano…

E’ un po’ come quando si guarda un thriller; se togli il suono di sottofondo, sembra che la tensione perda consistenza.

Quindi sì: i suoni sinistri del terremoto sono agghiaccianti.

Però, ancora una volta, ho buone notizie per tutti e non permetterò a quelle crepe sui muri di casa, di interrompere la mia fame di speranza.

1087672_50612_c4_app-300x176Ho chattato tutta la notte con i miei alunni impauriti che mi scrivevano : “Prof, ho paura…sto piangendo…prof, guardi la mia camera com’è ridotta…può pregare per tutti noi? …Prof, stanotte dormo in macchina con il suo libro…” 

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Abbiamo anche scherzato insieme, dando del bastardo (è il termine più bello che mi viene in mente) a quel tipo che ha mandato in giro un messaggio vocale dove invitava i ragazzi a scappare perché entro il mattino tutte le Marche sarebbero state distrutte da un terribile terremoto (so che lo stanno cercando per procurato allarme).

 

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Ma in mezzo a questi sciacalli, c’è una moltitudine immensa di brave persone ed un fiume in movimento di notizie rassicuranti.

 

20161027_083923_resizedLe belle notizie mi sono venute in mente mentre fotografavo il cielo ed un albero sempreverde circondato da foglie rosso vivo.

Era tutto così bello che ho pensato: in queste ultime ore, ancora una volta, il bene ha vinto. Continua a leggere Il terremoto non frantumerà anche il mio cuore

Guardate… gli occhi si muovono!

ChiesettaE’ mercoledì 13 luglio 1797 e siamo a Fabriano. Due donne (madre e figlia) si sono alzate presto e sono uscite di casa, non immaginando neanche lontanamente quel che, di lì a poco, avrebbero visto.

Transitano nella Contrada dei Tintori, camminano lungo la sponda del fiume Giano e passano davanti ad un umile locale adibito a magazzino.

La-Madonna-delle-Grazie1Proprio lì, su un muro, vi è l’immagine della Madonna delle Grazie.

Le due donne camminano, sostano in preghiera e si bloccano.

L’immagine sembra viva, gli occhi della Madonna si muovono ripetutamente e sembrano dire: “Vi ho ascoltato ed ho esaudito le vostre suppliche”.

L’emozione è immensa e il passaparola velocissimo.

In poche ore giungono tanti fabrianesi ed in tanti vedono quegli occhi vivi che continuano a muoversi ed a guardare. In quello stesso giorno, infatti, più di una volta la gente osserverà il fenomeno del movimento degli occhi.

Nel 1797 non vi era né WhatsApp e né facebook, altrimenti i cittadini di Fabriano avrebbero subito saputo di far parte di un fenomeno più vasto, i cui confini non erano né a Fabriano, né al 13 luglio 1797.

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Dal 1796 al 1797 infatti, in tutta l’Italia Centrale, Maria si rende presente più che mai, attraverso sguardi ed occhi vivi e moventi che, a centinaia, vedranno e testimonieranno.

 

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In quei due anni quadri e affreschi posti lungo le stradine di paesi e città (che vanno da Ancona a Roma, da Rimini a Recanati, da Jesi a Civitavecchia) inizieranno a prendere vita. Le immagini della Madonna cambiano colore, mutano l’espressione e gli occhi (solitamente rivolti verso il basso) iniziano a muoversi ed a guardare quei figli giunti lì, emozionati e commossi.

 

GODM_sch_0Ora, siccome bisogna essere credenti e non creduloni e siccome (come diceva Gilbert Keith Chesterton) Il credente è un signore che accetta un miracolo, se a questo l’obbliga l’evidenza, io stessa sono andata a leggermi un libro, pieno di documenti storici attendibili su questi avvenimenti (“Gli occhi di Maria, Rizzoli, Milano 2001, di Vittorio Messori e Rino Camilleri).

Volevo vederci chiaro. Continua a leggere Guardate… gli occhi si muovono!

“Basta! Non ce la faccio più!”

IMG_7553IMG_7557IMG_7542IMG_7539“Don Gabriele, guarda che se mi fai il finale dello spettacolo, devi parlare di te! Non prediche da prete, ma un racconto di “dolore e di rinascita” della tua vita! Te la senti?”

“Ci provo, cocca!” 

 

Dopo un po’ di giorni, mi arriva una sua email con un allegato: “Leggi se può andar bene”. Era una lettera scritta a me, ma diretta a tutto il pubblico che sarebbe venuto quella domenica 30 marzo 2014 al Teatro Gentile di Fabriano.

ME-RA-VI-GLIO-SA!!! 

Purtroppo, per esigenze teatrali, siamo stati costretti ad accorciarla il giorno dello spettacolo, ma nel mio Blog, oggi, metto a disposizione di tutti questo scritto profondissimo dove Don Gabriele ci ha aperto il suo cuore, raccontandoci come ha vissuto la morte del padre del settembre scorso.

Questo tesoro prezioso non potevo non condividerlo con tutti.

Buona lettura! Continua a leggere “Basta! Non ce la faccio più!”

SAI COS’E’? E’ CHE TUTTO GIA’ MI MANCA!

manifesto 3Stiamo facendo le ultime prove prima per lo spettacolo del 30 marzo 2014.

C’è un clima di attesa…di raccolta di frutti…di timore ed entusiasmo insieme…

Abbiamo lavorato tanto e, qualche volta, mi ha sfiorato anche la mente questa domanda: “Ne vale la pena?”

 

 

 

 

2014-03-15 18.41.50Mi sono posta questa domanda ogni volta che avrei sbattuto la testa nel muro per i problemi che si presentavano, uno dopo l’altro…non nego che l’ho detto anche in Chiesa, il luogo dove mi andavo a rifugiare quando mi sentivo totalmente inadeguata per risolvere tutto.

 

 

2014-03-15 19.33.342014-03-15 19.39.18

20140117_153927PERO’ “POI”…il “poi” era sempre fantastico. Succedevano delle strane coincidenze che mi ponevano di fronte la soluzione. Spesso erano persone più brave di me a risolvere quella difficoltà, che mi si presentavano davanti (che coincidenze!). Continua a leggere SAI COS’E’? E’ CHE TUTTO GIA’ MI MANCA!

Una seconda possibilità non si nega a nessuno!

manifesto ufficiale 3           Quante volte ci è capitato di dire: “BASTA!”

“Adesso basta!!!”

“Non ne posso più!” 

Tutto è nato da qui, da questa domanda.

L’ho fatta ai ragazzi e da lì tutto è nato!

E’ nato uno spettacolo interamente scritto dai miei studenti e basato sulle loro storie di dolore e di rinascita. 3

Poi sono nati i balletti; poi sono nate le musiche e i cori ; poi si sono aggiunti i loro video e le loro foto; poi… ma prima di tutto, è stata la loro vita a parlare!IMG_8214

Le prime riunioni fatte a novembre e dicembre sembravano più incontri di gruppi di auto-aiuto che riunioni in preparazione di uno spettacolo. Mi sembrava di stare in quei film americani ambientati in una  scuola; solo che il set era vero!

IMG_8215In cerchio, infatti, ognuno raccontava, proponeva, si apriva.

8L’imbarazzo iniziale, pian piano, veniva sostituito dalla condivisione solidale; le lacrime versate venivano asciugate dai fazzolettini donati da altri; racconti mai narrati entravano nel cuore di altri compagni, creando abbracci e legami…e lo spettacolo non era più uno spettacolo, ma narrazioni dignitose e coraggiose della vita di ciascuno di loro! 

IMG_8264I primi giorni di febbraio eravamo ancora in alto mare per quanto riguarda la scaletta dello spettacolo, ma eravamo andati avanti alla grande nell’incoraggiamento reciproco e nell’unità vera.  Continua a leggere Una seconda possibilità non si nega a nessuno!

Prof, mia madre mi ha riabbracciata!!!

madre-e-figlia1“Salve prof, credo che sia arrivata l’ora che io le scriva. Innanzitutto, come lei avrà saputo (credo) sono ritornata da Modena.

E’ stato veramente un gran coraggio tornare, soprattutto per via di mia madre. Ma certe cose, anche si ti fanno male dentro con un dolore che non riesci ad attutire, contemporaneamente ti fanno stringere i denti e andare avanti.

Ho avuto paura. Mi chiedevo: “E se, tornando, trovassi la porta chiusa? Se lei non mi vorrà più vedere? O parlare?”

Ma è mia madre e, tornando,  ho visto la parte migliore di lei da quando sono nata. Tornando,  è tutto cambiato!

Ora mi dimostra il suo amore, mi aiuta mi ASCOLTA quando ne ho bisogno ed è molto meglio di una migliore amica o di un ragazzo. Nonostante tutto quello che le ho fatto, lei ha messo da parte tutto e mi ha abbracciata!

Un atteggiamento che non mi aspettavo, mi creda. Lei, sempre manesca, sempre arrabbiata su qualsiasi cosa, per la prima volta invece che toccarmi per darmi uno schiaffo, mi tocca per una carezza, per un bacio o per un abbraccio.

A Modena, le cose con mio padre non sono andate bene. Mi sbagliavo su di lui. Lo vedevo una volta l’anno ed ero la figlia più felice al mondo, ma non conoscevo il suo lato brutto, quello che ha convinto mia madre a prendermi a sei mesi e andarsene da casa, lontana da lui. Mio padre mi aveva promesso oro e argento e io ci sono cascata. Me ne sono andata via da mia madre con mille aspettative e me ne sono tornata piangendo, con la coda fra le gambe ma NON ME NE PENTO.

Vorrei solo continuare a sentirlo o a vederlo, ma non so che fine abbia fatto. “E’ fatto così, facci l’abitudine” mi dice mamma… ma è un dolore incolmabile.  

Come vanno le cose prof? Vedo che si sta impegnando molto per lo spettacolo del 30 marzo con Chiara Amirante che non vedo l’ora di vedere!🙂

Scusi per il piccolo sfogo, per essermi arresa, ma sbagliando s’impara. Ho perso tanto ma in cambio sto ricevendo tanto amore dalla persona che mi ha cresciuto da sola, dalla persona che mi accoglie a braccia aperte ogni volta che esco con gli amici e torno a casa, perché ha paura che me ne vada di nuovo. Ma non avrei il coraggio. Le cose belle sono rare, e l’amore di una mamma è la cosa più bella di questo mondo!

Un bacio e in bocca al lupo per lo spettacolo!” Continua a leggere Prof, mia madre mi ha riabbracciata!!!