ACCAREZZAMI SIGNORE E BUONANOTTE!

Signore, ci sono delle notti in cui vorrei dormire e risvegliarmi tra vent’anni.
Giusto il tempo di far passare la paura per quel che mi preoccupa del mattino dopo.
Vorrei superarlo indenne, senza viverlo.
Ma poi, penso: “Ma davvero davvero il mio Signore mi lascerà sola proprio domani?”
Io Signore la buona volontà ce la metto per addormentarmi tranquilla, ma tu accarezzami mentre dormo.
Così la notte andrà meglio. 

Signore, ci sono delle notti in cui non riesco ad addormentarmi per la gioia di quel che di bello mi è accaduto durante il giorno.
Sono notti in cui non penso a te ma a me, e non ho il tempo per ringraziarti.
Cioè Signore, mi spiego meglio: non è che non ho il tempo. E’ che proprio non ci penso. Sono talmente felice della vita mia che non ricordo che Tu sei in ogni gioia che ci capita fra le mani.
Allora stasera penso: “Puoi accettare un grazie enorme per tutte quelle volte che mi sono dimenticata la gratitudine fuori la porta di casa? Però tu mi hai accarezzato lo stesso, no?! Anche quando non ti pensavo!” 

Signore, ci sono delle notti in cui mi sembra di navigare a vista nella nebbia dell’indifferenza.
Anche nei tuoi confronti.
Lo ammetto.
Mi dispiace tanto dirlo.
Vorrei essere sempre al top della spiritualità, e invece …
Posso chiederti di accarezzarmi anche in quelle notti in cui ti metto su uno scaffale della mia anima e lì ti lascio? 

Signore, ci sono notti in cui tutto sembra andare “normale”. Ma che è poi questa normalità, se non un insieme di regali che tu mi sciorini ad ogni passo, compreso il battito del cuore mio?
E chi ci fa caso?
Io no Signore.
Ci sono delle notti in cui mi addormento dando per scontato tutto. Perfino che Tu mi sia accanto ad accarezzarmi la testa ogni notte, mentre dormo.
Ma tu non demordere. Continua ad accarezzarmi eh! 

Questa notte…
Domani notte…
E dopodomani pure!
Fino a quando, la vedrò questa mano in Paradiso e la riconoscerò dal tocco sulla mia testa. 

2 settembre 2019 M.C. Continua a leggere ACCAREZZAMI SIGNORE E BUONANOTTE!

ALZAMI SIGNORE! 

Alzami tu Signore questa mattina, che a volte è proprio difficile farlo.
Caccia via i pensieri che mi fanno sentire “sbagliata”.
Sbaglierò pure, ma non voglio sentirmi “sbagliata”.
Ho bisogno di volermi bene Signore.

Allontana da me i venti dell’insicurezza e della paura. Fammi approdare tra le tue braccia e cullami un po’ come fa il mare.
Non ti chiedo di appianare tutta la strada che ancora devo fare, ma ti imploro di darmi la mano. Ne ho bisogno Signore.

Illumina tanto tutto il bene e il bello che c’è intorno a me, facendomi sentire privilegiata ed amata. Solo se mi amerai tanto, io guarirò dalle mie angosce.
Ho tanto bisogno di sentirmi amata da Te Signore!

Non permettere che la mia anima venga ferita dalla mia esagerata sensibilità. Il mio mondo interiore è complicato e facilmente viene inghiottito dal buio. Tienimi Tu a galla e fammi ammirare la Luce che mi avvolge in ogni attimo.
Ho bisogno di sapere che ci sei Signore.

Amami.
Fa che io mi ami.
Portami ad amare tutto e tutti.

Alba del 31 agosto 2019, M.C.

Continua a leggere ALZAMI SIGNORE! 

Dio dispone di pochi di noi a cui sussurrare nell’orecchio. (Robert Browning)

Ciao Cri, è‘ bellissimo quello che ti è successo, ed è ancora più bello perché lo hai riconosciuto, ti sei accorta che la Provvidenza stava operando e sei stata docile strumento; consapevole che quello era il meglio per te!

Ma come si fa questa magia? Come si fa a smettere di vedere la propria vita come un’insieme di strade sbagliate, interrotte, riprese, tentativi, poi ancora tentativi etc. Quando è che lo scarabocchio si trasforma in opera d’arte?

Dio ti benedica

Katia

 

Carissima Katia, io la vedo un po’ così. Hai presente quando stai pitturando un grande affresco? Mentre lo fai, mentre sei a pochi centimetri dall’intonaco fresco che stai dipingendo, non vedi molto bene ciò che sarà alla fine.

Lo immagini perché già ce l’hai un po’ in mente, ma ancora non ti rendi perfettamente conto dell’effetto che quella pennellata darà all’intera opera. Per questo, ogni tanto, è necessario allontanarsi ed osservare da lontano l’opera d’arte che sta emergendo.

Oppure hai presente quando abbiamo un pezzettino di terra a disposizione per farci giardinaggio? Iniziamo a piantarci fiori e piante per farlo venire bello come noi già lo immaginiamo. Però è necessario far passare del tempo per vedere realmente l’effetto finale.

Ecco…

Quando viviamo, passiamo tanto tempo (per forza di cose) con il pennello in mano a pochi centimetri dall’opera. Come possiamo, quindi, vedere con chiarezza l’effetto finale?

Viviamo concentrati nel mettere in terra la piccola piantina: ma come possiamo sapere, con certezza, quanti fiori darà alla fine?

Ci vuole lontananza e tempo per vedere meglio il senso degli eventi.

Anche quel mio racconto, io l’ho scritto a distanza di anni. Lì per lì non mi ero resa tanto conto dell’affresco che stava venendone fuori e dei fiori che sarebbero spuntati dalle mie scelte.

E fin qui ci siamo.

 

Eppure, ogni tanto, pur col pennello in mano, “sentiamo” chiaramente che certe coincidenze non sono solo il frutto del caso. Non è che ne abbiamo la certezza assoluta, ma “sentiamo” che Dio non lascia vacillare il nostro piede e non si addormenta, ci custodisce come ombra, ci copre e sta alla nostra destra, vegliando su di noi sempre” (cfr. Salmo 120).

Quando sentiamo, è come se avessimo in mano sia la piantina piccola che la pianta sotto cui riposeremo. E’ come vivere presente e futuro, dandoci il permesso di non sentirci soli e abbandonati dalla vita. Continua a leggere Dio dispone di pochi di noi a cui sussurrare nell’orecchio. (Robert Browning)

“STAMMI VICINO”. “NON TI LASCIO” “MI VUOI BENE ANCORA?” “DI PIU’”

Quando entra in sala insegnanti o in classe non passa inosservata: è troppo simpatica ed allegra per non farsi notare.

Sportiva, spontanea ed amica mia.

Da tanti anni ci conosciamo ed il tempo ci ha piacevolmente legate. All’inizio abbiamo cominciato con il condividere i viaggi d’istruzione ed i progetti scolastici. Poi, pian piano, abbiamo condiviso anche i retroscena delle nostre vite, comprese confidenze intime e lacrime.

Anche quando la scuola ci ha divise, mandandoci in luoghi diversi, la nostra amicizia è rimasta.

Vera e spontanea come è sempre stata.

Quando insegnavamo nella stessa scuola, io l’ammiravo tanto per come riusciva a non farsi fagocitare dalla sua terribile vita privata, dando sempre un’immagine di spensieratezza ed alta professionalità.

Eppure…

Eppure, come tanti di noi, anche lei aveva la sua battaglia personale sconosciuta ai più.

Ancora ricordo le sue lacrime quando mi raccontava di aver trovato polizia ed ambulanza vicino casa sua perché …

Non vado nei particolari ma scrivo solo una parola: tossicodipendenza.

Un figlio bravissimo ed un figlio difficilissimo.

Lo scrivo questo particolare, perchè voglio proteggerla dai giudizi faciloni di chi, baciato dalla fortuna, crede che il proprio bravo figlio sia merito esclusivo della sua bravura educativa.

La crescita di un figlio dipende da così tanti fattori …

Quando si toccano questi tasti, è sempre troppo facile giudicare e sentenziare.

Un po’ di giorni fa la chiamo e lei mi dice: “Cri, ho scritto una lettera a Carolina. Anche lei ha avuto un figlio tossicodipendente e mi può capire. E sai una cosa? …” Continua a leggere “STAMMI VICINO”. “NON TI LASCIO” “MI VUOI BENE ANCORA?” “DI PIU’”

“Mamma diceva sempre che i miracoli accadono tutti i giorni” (Forrest Gump)

Questa è la storia di due Fulton. Pronti a conoscerle e ad entrare nei collegamenti misteriosi tra una vita ed un’altra?

Ed allora iniziamo ad addentrarci nell’avventura delle coincidenze straordinarie.

Un Fulton è nato nel maggio del 1895 a El Paso e l’altro è nato nel settembre del 2010 a Peoria nell’Illinois, diocesi in cui nel lontano 1919 veniva ordinato presbitero il primo Fulton della nostra storia.

Ma partiamo proprio da lui: Fulton John Sheen. Arcivescovo cattolico, scrittore statunitense ed uno dei primi e più celebri telepredicatori cattolici (prima via radio e successivamente per televisione)

E’ stato il più grande di quattro fratelli ed i suoi genitori, Newton e Delia Sheen, erano di origine irlandese.

Ordinato sacerdote nella diocesi di Peoria nel 1919, intelligente, arguto, ironico, divenne rapidamente un famoso teologo “vincendo” anche il Premio internazionale Cardinale Mercier per la filosofia nel 1923.

L’elenco dei suoi incarichi è lungo. Insegnante di teologia e filosofia all’Università Cattolica d’America, vescovo ausiliare di New York dal 1951, vescovo di Rochester dal 1966 e arcivescovo titolare di Newport nel 1969. Ma la sua attività più affascinante, ai miei occhi, è la sua grandissima comunicativa nel parlare di Dio a tutti.

Per vent’anni (dal 1930 al 1950) Sheen tenne un programma radiofonico serale chiamatoThe Catholic Hour. Poi passò alla televisione con una serie di programmi di grandissimo successo.

Seguitissimo, seminava fede e speranza con grande bravura e passione! E Dio solo sa quanto ci sia sempre bisogno di questa semina nel nostro complicato mondo!

Presentò Life is worth living ed infine il The Fulton Sheen Show (giusto per ribadire la sua bravura di comunicatore, diciamo che vinse due volte un Emmy Award per la personalità televisiva più eccezionale e venne menzionato sulla copertina del Time).

Che dire? Avrei voluto esserci in quegli anni (tra il 1951 ed il 1968) per ascoltarlo. Anche altri l’hanno pensata questa cosa, per cui dal 2009 i suoi spettacoli sono stati ritrasmessi in tivù.

Ma la cosa che più mi ha affascinato di Fulton è la sua ironia! In quel periodo nelle sue trasmissioni non vi erano né copioni da seguire e né suggeritori dietro le telecamere: c’erano solo le sue parole piene di ironia e Grazia di Dio. Quando hai da raccontare la Buona Notizia, non occorrono scenografie o trucchi. Continua a leggere “Mamma diceva sempre che i miracoli accadono tutti i giorni” (Forrest Gump)

Siamo tutti più forti quando ci sentiamo amati

Se c’è un’esperienza commovente è ascoltare i miei alunni quando mi parlano dei nonni che non ci sono più.

In quest’ultimo anno scolastico molte volte ho visto le lacrime scendere dai loro giovani visi, perché il ricordo del nonno o della nonna si faceva avanti.

Lei prof non può capire quello che è stato nonno per me!”

“Nonna c’era sempre quando avevo bisogno di un sorriso e di un incoraggiamento”

“Io ci sono praticamente cresciuta con i nonni e quando improvvisamente sono morti, io sono caduta in un baratro”

“Prof, se sapesse quanto ho pregato perché nonno guarisse. Invece è morto. E’ per questo che io adesso non credo più in Dio

I nonni possono davvero fare la differenza nella vita di un cucciolo d’uomo.

In effetti i bambini imparano dai nonni l’essenziale della vita: l’amore incondizionato, la presenza, la tenerezza… il tutto senza implicazioni educative.

Beati i bimbi che crescono con la presenza dei nonni affianco!

Essi germoglieranno sui rami della complicità giocosa e berranno alle acque fresche dell’autostima.

Si nutriranno di amore protettivo e si tranquillizzeranno anche solo con la routine quotidiana.

Fare una passeggiata con il nonno, andare a comprare i fiori con la nonna, ascoltare i loro racconti, fermarsi in bilico sul loro sorriso …tutto serve per riprendere energie positive e rassicuranti.

Per questo le lacrime dei miei alunni mi sono sembrate sacre e preziose. Mi hanno confermato che i nonni sono dei maghi che creano ricordi preziosi nel cuore dei loro nipoti. Indelebili. Fondati sul passato ma pieni di futuro.

E fin qui, penso che siamo tutti d’accordo.

Ma cambiamo prospettiva. Continua a leggere Siamo tutti più forti quando ci sentiamo amati

Quante cose ci racconta il Bernini con la sua “Estasi di santa Teresa”!

“Cara Cristina grazie per il post sulla preghiera pieno di luce… io che vivo a Roma andavo spesso ad ammirare a S.M.della Vittoria l’Estasi di S.Teresa del Bernini…mi aiutava nella preghiera…perché se ogni giorno, con pazienza certosina, arrampicandoti (!!!), cerchi di trovare un minuto con lui…il nostro piccolo orizzonte cambia…diventa…immenso(!)e forse arriviamo a modo nostro, solo nostro, …all’abbandono stupendamente scolpito dal Bernini di s.Teresa”

 

Erano gli anni in cui Dan Brown aveva attirato l’attenzione del mondo con il suo libro “Angeli e demoni” (preceduto dal famosissimo “Il Codice da Vinci”) ed a livello planetario tutti erano impegnati a definire quanto ci fosse scritto di storicamente attendibile.

A scuola tutti i ragazzi chiedevano…

In rete tutti sentenziavano…

I suoi libri con abilità intrattenevano…

Ed in effetti l’americano Dan Brown, con un insolito intreccio tra pura fantasia e realtà storica, con una trama colma di ingegnosi quanto paradossali colpi di scena e uno stile narrativo disinvolto ed efficace, era riuscito a creare quel successo mondiale intitolato Angeli e Demoni”.

Alla fine, in quell’anno scolastico, decidemmo insieme all’altro collega di religione, di organizzare una giornata a Roma portando i ragazzi a fare il cammino della setta segreta citata nel libro: gli Illuminati! Continua a leggere Quante cose ci racconta il Bernini con la sua “Estasi di santa Teresa”!

Trasforma la tua vita un mattino alla volta

Filippo è biondo.

I suoi occhi sono chiari ed il suo viso ha una delicatezza angelica.

In classe è quasi sempre silenzioso.

Durante le spiegazioni non batte ciglio. E’ concentrato.

Esternamente è una specie di sfinge elegante. Apparentemente tranquillo. Riservatissimo.

Come si fa a non essere incuriositi da uno studente così?

Poi una notte, a mezzanotte e venti, mi arriva un suo messaggio.

E’ lungo.

E’ drammatico.

“Prof, le posso fare una domanda?

Lei immagini un ragazzino sempre vivace e sorridente.

Un giorno va al giardino con suo fratello…  mezzora dopo però si risveglia in un ospedale. Il ragazzino, fortemente disorientato, chiede subito ai medici dove sia suo fratello. Chiede e chiede finché, finalmente, gli viene detto che suo fratello è al sicuro a casa della nonna.

A quel punto quel ragazzino scopre di essere stato investito da una macchina. Con l’impatto si era subito rotto la tibia ma, non bastando, si era procurato anche una microfrattura alla testa, con relativo trauma cranico. Tutto questo gli aveva fatto perdere la memoria e lui non si ricordava più niente dell’incidente. Più tardi scoprirà che l’avevano raccolto con il viso trasformato in una maschera di sangue, sia per l’impatto con il vetro dell’auto che per l’urto violento con l’asfalto, fatto dopo un terribile volo di 11 metri.

Dopo le analisi, lo portano in una camera. I genitori lo attendono in ansia. Cercano di parlargli. Ma lui niente. Non risponde. Tornerà a casa una settimana dopo.

Lì lo aspetterà un mese a letto, impossibilitato ad alzarsi a causa del gesso fino all’inguine. Però lui, in quel letto, non è solo. Nella sua testa si stava insinuando una voce. Un tormento. Una voce che esprimeva odio verso tutti e che gli diceva cose orribili.

Per un mese tutto questo!

Nel frattempo, dopo una settimana dal suo ritorno a casa, suo zio muore. Fu quello il fatto scatenate della rabbia, dell’odio e della voce nella sua testa. Il giorno prima dell’incidente infatti, quel ragazzo aveva promesso allo zio che lo avrebbe visto giocare a calcio. Suo zio ci teneva a vederlo e lui ci teneva a mantenere la promessa.

Invece… poi…

L’incidente per lui e la morte per lo zio.

Passano i mesi ma quel ragazzo pensa insistentemente a quella promessa mai mantenuta e a quei fatti drammatici. E ci pensa con l’aiuto terribile di quella voce nella sua testa.

La voce…

La voce… Continua a leggere Trasforma la tua vita un mattino alla volta

I drammi più commoventi e più strani non si svolgono nei teatri, ma nel cuore degli uomini (Jung)

 

“Stavo per andare a dormire e mentre facevo un giro su FB ho visto questo post. Lo avevo già letto, ma stasera ha un sapore diverso.

Sarà che è da qualche mese che tra alti e bassi, sto un po’ “NI”. Nella notte oscura dell’anima. È uno strazio ma nello stesso tempo no.

Non so neanche esprimere a parole quello che alberga nel mio cuore. So solo che ho difficoltà a pregare: O meglio, a dire le preghiere.

Nel mio spazio di preghiera sono spesso di malumore e intrattabile… Non so quando finirà…

Buonanotte! Nadia

 

Cara Nadia, probabilmente se la vita (o “Dio” a seconda del nostro cammino spirituale) non ci sorreggesse, rimarremmo facilmente bloccati nelle sabbie mobili dei nostri drammi interiori.

Invece la vita (o Dio a seconda …) ci aspetta, regalandoci il sole per illuminare i prati della nostra allegria e la luna per combattere la tenebra delle nostre solitudini.

Insomma: anche nel buio, nella preghiera distratta, nella fede fragile, nel tumulto delle contraddizioni, nella fame di serenità, nei dubbi destabilizzanti, nei conflitti interiori… la vita” (o Dio a seconda …) ci aspetta.

I nostri malumori non sono stridio e basta.

La vita compone musica sinfonica anche con la nostra voce stonata.

Quell’Io sono la Via, la Verità e la Vita unito a quel Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza!” sono una polizza assicurativa contro i crolli motivazionali della nostra spiritualità.

Dio non ha certo paura dei nostri incidenti esistenziali.

E neanche noi dovremmo averne.

I conflitti interiori non sono né inutili pesi sull’anima e né diti puntati sull’imperfezione.

Sono scrigni segreti che ci ricolmano di nostalgia di amore (per noi stessi, per gli altri, per il creato e per il Creatore).

Sono richiami della nostra anima che vuole essere felice.

Le nostre nottate in bianco, le ricerche di “senso” fatte col fiato corto, i libri letti con desiderio, l’alternarsi di sentimenti contraddittori…tutto è occasione e grazia.

Tutto è spinta divina per andare più in là ed avere vita in abbondanza. Continua a leggere I drammi più commoventi e più strani non si svolgono nei teatri, ma nel cuore degli uomini (Jung)