L’umana debolezza tra le dita di Dio

“Si sente nell’aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo ritrovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa, ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti, come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme. Continua a leggere L’umana debolezza tra le dita di Dio

Sembra solo.
Sembriamo soli.
Ma Gesù è sulla barca con noi 
È la Presenza che ci salva.
E’ vicino, è qui, e non al di là delle stelle.
C’è polline divino nel mondo.
Ci siamo immersi. Continua a leggere

U’immagine che verrà stampata sui libri di storia

Lui è da solo. Isolato. 
Noi siamo da soli Isolati. 

Eppure ho il sospetto che questa benedizione del Papa seminata sul mondo intero, ci vedrà tanto vicini.
Vicinissimi.
La nostalgia dei giorni passati, la voglia di gioie future, il coraggio dei tempi presenti, ci vedranno gli uni accanto agli altri.
Tutti insieme saremo sotto lo stesso tetto di Dio.
Continua a leggere U’immagine che verrà stampata sui libri di storia

Ben arrivata primavera!!!

Oggi, 21 marzo 2020, in pieno coronavirus,

mi è arrivata quest’immagine
la vita non si arrende.
Anzi, raddoppia! Continua a leggere Ben arrivata primavera!!!

Lettera aperta alla primavera

Carissima primavera, ti sto aspettando.
Ogni anno, fedelmente, ti sono venuta a cercare nei campi;
quest’anno ti spalanco le porte della mia casa.
Entra che ho fretta di abbracciarti!
Portami l’infinita pazienza di ricominciare.
Cullami nell’onda calma della rinascita.
Sussurrami: “Non ti angosciare; sta andando tutto bene”
Che se me lo dici tu, con le violette come prova, io ci credo.

Dolcissima primavera, i rami nudi ti stanno aspettando.
I pensieri pessimisti ti stanno snobbando.
Ed io quest’anno ti amo più che mai.
Ho bisogno di te per sussurrare a me stessa
che niente mai più tornerà come prima.
Che poi sarà meglio.
Che avremo imparato a curare i lividi della terra.
E ogni creatura umana sarà il verso di un’unica poesia.
Così come ogni margherita è parte di un unico prato.

Attesissima primavera, fammi amare la speranza più che il lamento.
Guarda con affetto la fragilità di un papavero e la mia,
poi sussurra ad entrambe “Siete entrambe bellissime!”.
Allora io ti racconterò che, a volte, mi sento come una foglia in autunno.
E tu mi narrerai il lieto fine della vita facendo sbocciare i ciliegi. Continua a leggere Lettera aperta alla primavera

Il re è nudo

“Prof, ma se noi volessimo fare una breve videochiamata per salutarla, sarebbe possibile? Ci conceda questa cosaaa!!!!!” 
“Ma certo!!! Ci sentiamo nel pomeriggio quando voi avrete finito le lezioni online. Alle 16.00, ci diamo tutti appuntamento. Che ne dite?”
“Siiiiii!!!!” 

Frequentano il quinto anno e si stanno preparando per gli esami, al tempo del coronavirus. Sono preoccupati. Un po’ spaesati. Una ragazza mi dice: Mi sembra di vivere un film prof”.
Ma ci sono. 
Ci guardiamo attraverso un monitor ed io benedico la tecnologia che abbiamo.

Mi fa veramente effetto parlare così, in un quadratino piccolo, lontani fisicamente. Eppure li sento così vicini.
“Ditemi ragazzi, come state vivendo questo periodo?”
Mi rispondono con degli sguardi un po’ spaesati.
“Prof, ci dica lei. Come sta? Ci racconti qualcosa lei”

Hanno bisogno di ascoltare cose belle. Il mio cervello va a mille per cercare qualcosa di non retorico da regalare loro, in quei pochi minuti di collegamento (che poi, alla fine, diventeranno quaranta).

“Ragazzi, non abbiate paura. O almeno non abbiate “solo” paura, in questo tempo. Perché stanno cambiando tante cose e nei prossimi mesi continueranno a cambiare, perché il re è nudo! Tutti i re della terra, piano piano, come birilli, stanno cadendo sotto il peso dei loro “ego” e la loro nudità la stanno vedendo tutti!
Ve la ricordate la favola di Andersen?
C’era una volta un re strapieno di ego. Ma talmente pieno di ego, che sotto la spinta della sua boria, non si accorse di fare una sfilata ufficiale, nudo. Completamente nudo!
Era stato imbrogliato dalla sua superbia che gli aveva fatto credere alle parole di due truffatori che erano giunti a corte e gli avevano detto: “Noi sappiamo tessere la stoffa più bella che c’è al mondo ma, non solo! La nostra meravigliosa stoffa diventa invisibile agli occhi dei re che non sono all’altezza del loro compito e di coloro che sono molto stupidi”
Il re aprì la sua coda da pavone e, prigioniero della sua arroganza, diede loro l’ordine di confezionargli un vestito. Bello come lui. Splendente come il suo potere.
Arrivò il giorno della grande sfilata e lui indossò il vestito inesistente.
Sfilò con la sua patetica boria e, intorno a lui, anche il popolo urlò: “Che meraviglia questo vestito! Che splendido strascico! Come gli sta bene”
Nessuno voleva essere da meno.
Ruffiani e vili, diventarono anche loro prigionieri del loro orgoglio che sussurrava: “Tu non sei uno stupido ed il vestito lo vedi!”
Nessuno di loro, inoltre, voleva farsi vedere come non all’altezza dei compiti che il re, negli anni, aveva loro assegnato.
In questa bolgia di ipocrisia, arrivò però un bambino.
Solo lui urlò divertito: Ma non ha niente addosso!
Allora il popolo si svegliò. Un fremito di chiarezza attraversò la folla e la verità fece capolino
«Signore, sentite la voce dell’innocenza!» urlò il padre, e ognuno sussurrava all’altro quel che il bambino aveva detto.
«Non ha niente addosso! C’è un bambino che dice che non ha niente addosso!».
«Non ha proprio niente addosso!» gridava alla fine tutta la gente.
E l’imperatore, rabbrividì perché sapeva che avevano ragione, ma pensò: «Ormai devo restare fino alla fine». E così si raddrizzò ancora più fiero e i ciambellani lo seguirono reggendo lo strascico che non c’era. Continua a leggere Il re è nudo

La vita è adesso!

Lei ha un viso bellissimo. 
Nella foto non lo vedete, ma fidatevi!
L’ho vista per la prima volta a 14 anni. Era seduta su un banco dell’aula del primo superiore, con i suoi occhioni stupendi ed il suo sorriso leggermente timido. Insomma: la dolcezza in persona.

Passano gli anni ed arriva il diploma.
Non ricordo precisamente in quale colloquio avvenne, so che ad un certo punto arrivò con la mamma e mi regalò uno stupendo centrino fatto a mano. Bianco, rotondo, con dei fiori ed un uccellino al centro.
Ancora ce l’ho nella mia cucina per ricordarmi l’affetto nato tra me e lei.

Passano gli anni e la ritrovo.
Lavora presso un grande ospedale italiano, ha due figli stupendi ed un marito orgoglioso di lei.
In questi giorni mi ha scritto spesso.
“Prof, piano piano ci stiamo infettando tutti. Ieri l’ennesimo infermiere positivo. Spero solo di superarla bene…quando sarà…perché così sarà. Sono sicura!”.

Mi rimangono impresse le sue ultime parole: “Sono sicura!”
Le prime erano state: “Qui è un inferno”.
Le ultime: “Sono sicura!”.
Deve essere questo il coraggio: guardare l’inferno in faccia e non farsi intimidire. 

Il nostro coraggio viene messo alla prova in questo periodo e ognuno reagisce a seconda dell’inferno che riesce a focalizzare con il suo sguardo.
Per qualcuno il problema più grande è convincere il mondo che può andare a correre e passeggiare senza sentirsi per questo condannato; per altri il problema più grande è guarire il mondo per non fargli rubare il futuro da un virus invisibile
E, a seconda delle nostre priorità, ne stiamo uscendo cambiati in meglio o in peggio.

L’allenamento interiore è trovare un senso “a tutto” e “in tutto” per accorgerci che la vita è comunque bella.
Con i passi del “significato” si diventa capaci di cambiare direzione, lasciandoci guidare dalle coordinate della sapienza.
Se rimarremo vincolati ai lamenti, agli imbarazzanti egoismi o alla straripante voglia di avere sempre e comunque ragione, ne usciremo malconci.
Vivi “fuori”, ma malridotti “dentro”.
Stiamo avendo una grande occasione: passare dalla teoria fatta di frasi fatte ed aforismo ganzi alla pratica fatta di volontà ed intelligenza.  Continua a leggere La vita è adesso!

Tutto andrà bene!

Mi sveglio in piena notte.
Ho un figlio a Milano.
Ho un fratello in Inghilterra.
Io stessa sono immunodepressa.
Eppure “sento” che tutto andrà bene.
La vita ci sta mettendo a dura prova.
Come una madre amorevole e decisa, ci sta praticamente obbligando a cambiare.
Messi con le spalle al muro e costretti a “vedere”, molti di noi faranno un salto di qualità nel suo stile di vita (sia mentale che materiale).
Perciò sono certa che andrà tutto bene!

Sta andando tutto bene in Francia dove un Macron che non rimanda le elezioni convinto di essere ascoltato solo per il fatto di essere stato eletto ed aver detto “Niente impedisce che i francesi si rechino alle urne”, è rimasto spiazzato dall’altissima percentuale di astensionismo.
Si era dimenticato che la maggior parte del suo popolo ha ancora un cervello.
E non è il suo.

Sta andando tutto bene in Italia dove i medici e gli infermieri, ora, vengono ascoltati da tutti!
In questi ultimi anni, avevano raccontato la vergogna di come era gestita la sanità dalla politica, ma inutilmente.
Da ora in poi, invece, nessuno politico potrà più permettersi di dire sfrontatamente e ipocritamente: “Tagliamo e togliamo reparti e ospedali interi, per migliorare la sanità”

Sta andando tutto bene in Cina (dove è crollato l’inquinamento e sono tornati a vedere il cielo azzurro) e a Venezia (dove l’acqua dei canali è tornata limpida). Madre Terra ci sta rammentando come è bella la vita senza quel consumismo che ci sta dividendo da troppo tempo, in due tipi di schiavi: i prigionieri delle cose ed i prigionieri dell’invidia.

Sta andando tutto bene tra noi, fratelli del mondo. Qualcuno, infatti, dopo aver corso nelle corsie di un supermercato per accaparrarsi un pacco di carta igienica o essere scappato in piena notte da una stazione del nord per tornare nel sud con il suo carico di valigie e virus, smetterà di fare il leone da tastiera aizzando i lettori contro i terribili immigrati che scappano da una “guerra inventata” (salvo poi non scrivere mai niente contro l’italianissima mafia o camorra).
Magari sarà la volta buona che si metterà ad ascoltare i loro racconti di guerra ed imparerà che nelle situazioni di emergenza ci vuole calma, razionalità e responsabilità. Continua a leggere Tutto andrà bene!

Nonna, ma com’era il mondo al tempo del coronavirus?

“Nonna ma com’era la vita al tempo del coronavirus? Ieri la professoressa di filosofia ci ha parlato del coraggio di andare avanti a piccoli passi e ci ha raccontato del 2020”

“Guarda, ti voglio far vedere queste foto. Sono fiori che ho fotografato a san Silvestro la mattina del 7 marzo 2020.
Tutto era silenzio.
L’aria era frizzantino e pura.
Io ero sola e cercavo, intorno a me, la primavera.

In quei giorni gli italiani stavano distanti, in attesa di potersi riabbracciare.
Le strade erano deserte.
Il silenzio della città ti metteva di fronte al quesito: “È inquietante o è rassicurante?”.
Ma la primavera non sapeva nulla ed i fiori continuavano a sbocciare.
Ed il sole a splendere.

Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa e altre cose vitali.
Dopo poco chiusero tutto.
La polizia iniziò a controllare chiunque era fuori casa.
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le violette, in quel marzo 2020, spuntarono.

L’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria.
Proprio tutti!
Le mascherine non si trovavano più.
La paura diventò reale
Le giornate sembravano tutte uguali.
Ma la primavera non lo sapeva e le margherite tornarono a fiorire.

Poi qualcuno iniziò a capire la lezione.
Chi leggeva, chi scriveva lasciando libera l’immaginazione, chi telefonava alle amiche per scambiarsi affetto, chi imparava una nuova lingua, chi guardava bei film e chi cucinava ciambelloni fatti in casa.
Qualcuno, separato dalla consueta vita quotidiana, l’amò con tutto se stesso!

In quei giorni ognuno si svelò per quello che era.
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza e chi divenne ancora più stupido.
Chi aiutò gli altri con la prudenza e chi fece della spavalderia la sua tremenda bandiera.
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri.
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
e l’economia andare a picco.
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti.

E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
Il virus aveva perso.
Noi italiani avevano vinto insieme!

E allora uscimmo per strada con le lacrime agli occhi.
Senza mascherine e guanti.
Abbracciando il nostro vicino come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate!

Ma quel 7 marzo 2020 la primavera non lo sapeva tutto questo e quella mattina mi insegnò la forza della vita”

Viva la vita! 

 

 

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Continua a leggere Nonna, ma com’era il mondo al tempo del coronavirus?