La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno. (Alda Merini)

Buona sera prof, spero di non disturbarla ma le vorrei parlare di un po’ di me. Io sono una persona molto dolce ma tutti vedendomi, mi credono la solita ragazza sfigata e facile
da prendere in giro. Perché? Per molte cose; una di queste è il mio aspetto.

Eh già; io mi odio e gli altri lo odiano.

Molti miei amici mi dicono “Sei bella sei carina” ma altri invece non hanno tentennamenti nel dirmi: “Grassa, maiala…” e via dicendo. Quando mi dicono cosi è come una fitta al cuore. Come se qualcosa si sgretolasse dentro di me. Ma dico io: la gente,
prima di parlare, non pensa ai sentimenti che prova chi riceve questi giudizi cattivissimi? E non immagina che chi li ascolta, già sa di avere quel difetto? E queste persone così dure nel dare risalto ai difetti altrui, non pensano che fanno stare ancora peggio, chi li riceve?

Ma no. Non ci pensano. Sono esseri troppo impegnati a fare i fighi, insultando gli altri.

Però, per fortuna, ci sono sempre persone per bene. Tipo un mio amico che mi dice che per, lui, sono bella e unica e che devo avere più autostima in me stessa. Ma dopo tutti i soprannomi che mi hanno appioppato, ormai si è sgretolata. E’ difficile dire a me stessa: “Sei bella”.

Quest’anno, per fortuna, un po’ le cose sono migliorate. Sto iniziando a recuperare un po’ la mia autostima, grazie al fatto che sono dimagrita. La gente mi cerca di più ed io ho capito che noi viviamo in un mondo fatto solo di pregiudizi. Lei che ne pensa di tutto ciò? Come possiamo evitare questi pregiudizi? Scusi tanto il disturbo e la lunghezza di questa lettera. Attendo la sua risposta prof!

Dimenticavo: che cos’è l’amore per lei?

 


Carissima Tiziana, le persone “per bene” non finiranno mai.

Proprio come il tuo amico che ti sta vicino, iniettandoti un po’ di dose di autostima.

Paul Brulat diceva che Basta un minuto per fare un eroe; ma ci vuole una vita intera per fare un uomo per bene. (Pensieri, 1919).
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Il bullismo raccontato da una fragilissima e tosta quattordicenne

Si chiama Alice, ha 14 anni, un aspetto bellissimo (particolare da tenere bene in mente quando leggerete il suo scritto) ed alcune fragilità che l’hanno resa speciale.

Un giorno mi si è avvicinata con un bigliettino scritto a mano.

Me l’ha dato quasi sottobanco dicendomi:Qui prof ho scritto alcune cose che non sono riuscita a dirle a voce. Vorrei che le leggesse!”

Mi sono portata a casa quel bigliettino prezioso e per alcuni giorni non sono riuscita neanche ad aprirlo per le tante corse che sempre mi accompagnano nelle mie giornate.

Poi oggi l’ho aperto e l’ho letto.

Sono rimasta a bocca aperta per quel che mi diceva e per come me lo diceva. Con il suo permesso, farò diventare questo bigliettino, ricchezza per tanti!

“Buonasera prof, le vorrei raccontare una cosa che non ho fatto in tempo a dirle la scorsa lezione, quando abbiamo parlato del bullismo.

Io dalle persone non sono mai stata accettata. Per la mia timidezza. Quando sono con le persone non so mai cosa dire.
Ecco perché ho sempre cercato di legarmi con persone molto
estroverse. Ho cercato, perché in realtà non ci sono mai riuscita.

Osservandomi da cima a fondo, vedendo il mio abbigliamento, il mio silenzio…le ragazze della mia ex scuola (parlo delle medie inferiori prof) mi hanno sempre presa di mira, parlando male di me tra di loro. E siccome in gruppo io non parlavo, loro non mi rivolgevano parola e mi trattavano come fossi un essere invisibile.

I ragazzi, beh…ancora peggio. Mi facevano sentire male per il mio aspetto fisico, facendomi sentire più brutta di quanto io non lo fossi già.

Lo scorso anno, in terza media, tutto è iniziato in un modo che mai mi sarei aspettata. Mi sembrava di vivere un bruttissimo film. Scotch nei capelli, sempre presa di mira nel peggiore dei modi, facevano volare i miei oggetti…arrivai ad un punto tale che piangevo come una bambina e desideravo cambiare scuola. Alla fine dissi qualcosa ai prof e loro presero provvedimenti.

Tutti mi consideravano la più debole, ma ero la più forte.

Lì poche persone mi sostenevano e quelli che si
consideravano forti, si sono poi rivelati deboli e pieni di paura. Avevano paura persino di dire al prof: “E’ stato quel tipo a rubare i libri dagli zaini, per copiare”. Io sono stata l’unica a dirlo. Tutti gli altri avevano paura di quello lì. Stavamo rischiando una nota di classe ed io sono stata l’unica ad ammettere chi fosse il ladro dei libri.

Per me la cattiveria non ha lo scopo di indebolirci ma di fortificarci. Ecco perché non può essere eliminata.

Io quest’anno mi sto trovando bene. La classe è parecchio vivace ma anche divertente e in molti mi hanno accettata. Ho anche più amici. E se io, che in genere ho molta pazienza, arrivo al limite, uso il mio carattere. E’ morta quell’“Alice” che stava
zitta e buona buona.

E non vale la pena uccidersi per quelle persone super deboli. Anzi, rispondete, parlate con i migliori amici, con i genitori, gli psicologi, i professori, i presidi…

Uccidermi, mai e poi mai! Siamo giovani ed abbiamo tutta la vita davanti.

Scusi per gli errori grammaticali; l’ho scritto di fretta. Arrivederci prof e grazie per avermi ascoltata. Alice” 

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L’eroe maschio fa sesso in pubblico… la donna facile acconsente. Semplice, no?!

rod12 r-SLANEGIRL-large570Mi scrive una mia amica: “Cri, hai letto questa notizia? Ma tu che ne pensi, visto che stai sempre in mezzo ai ragazzi? Io sono arrabbiata nera con questa forma di cyber bullismo!!!” La storia è presto detta: un’adolescente, in un concerto di Eminem, viene fotografata in ginocchio davanti ad un ragazzo. Dalla foto si evince che non stesse propriamente pregando, ma che fosse impegnata in qualcosa di molto più “pratico”. Il protagonista maschile della vicenda ha le mani alzate in segno di vittoria. Ovviamente la foto ha fatto il giro del mondo e il mondo intero ha massacrato la ragazza ed osannato il ragazzo. Risultato: l’adolescente, sconvolta dalla montagna di insulti ricevuti, è stata ricoverata all’ospedale e la polizia ha aperto un’inchiesta (l’ipotesi di reato è diffusione di materiale pornografico a sfondo pedofilo).

1) Quando ho visto la foto, ho pensato: Continua a leggere L’eroe maschio fa sesso in pubblico… la donna facile acconsente. Semplice, no?!