“Verso l’autostima e oltreee!” dovremmo gridare come Buzz Lightyear nel famosissimo “Toy Story”!

autostima “Prof, ha presente la lezione di questa mattina? Quando le ho detto che, per lo spettacolo che stiamo preparando, sul palcoscenico io non saprei fare nulla? E lei mi ha risposto, sorridendo e per sdrammatizzare, se mi sentissi come quella ragazza che le ha scritto di vedersi come un’ostrica vuota, senza perla…

Beh, quando ha letto le parole di quella ragazza, mi sembrava di rispecchiarmici! Mentre lei leggeva la sua lettera, io avevo l’impressione che gliele stessi dettando io quelle parole!

Tutto è così strano in questo momento:  ho una ragazza, un’amica che credo mi voglia veramente un sacco di bene, ma dentro mi sento vuoto.

Ho sempre paura che quello che faccio non sia mai abbastanza; e se prima cercavo di tirarmi su, ora mi sto pian pian deprimendo e chiudendomi in me stesso.

Tutti i miei amici, invece di aiutarmi, se ne sono andati; mi hanno sostituito con qualcun altro migliore di me… ed io, in questo momento, sono molto stanco, quasi annoiato della vita.

Come quella ragazza le aveva scritto, anche io ho passato un periodo simile l’anno scorso e l’unica cosa che è riuscita a tirarmi fuori da quello stato di depressione è stata la musica; in media ascolto circa 4-5 ore di musica al giorno… ma ora non ci riesco proprio più a sollevarmi.

Quando mi ha parlato di questo Progetto Scolastico ero entusiasmato all’idea di poterne far parte e poter dare un contributo, anche piccolo, a questo grande lavoro.

Non so nemmeno perché le ho scritto: non sono un ragazzo aperto, ma ne ho proprio sentito il bisogno.

Sono anche indeciso se mandarglielo o cancellare tutto…

Mi scuso per i molti errori fatti (so già che ce ne saranno sicuramente) ma è uno sfogo scritto di getto e che credo abbia nemmeno un gran senso logico dopotutto.

Grazie mille prof, la stimo tantissimo.” Continua a leggere “Verso l’autostima e oltreee!” dovremmo gridare come Buzz Lightyear nel famosissimo “Toy Story”!

Fidanzato violento ed oppressivo? Cambialo!!! Passaparola…

gelosia-possessiva-222x300“Prof, ho un problemino:(
Ho paura del mio fidanzato.
Ho paura perché me ne ha fatte di tutti i colori.
Ho paura di soffrire e non voglio! Sono troppo piccola per soffrire per amore!

Io lo amo tanto. L’ho desiderato fino al punto di perdere un’amica e, se andrò avanti così, ne perderò molti altri.

Ho paura che mi faccia di nuovo del male: non solo dal punto di vista psicologo, ma anche fisico!

Abbiamo superato mooolti problemi insieme, ma io ne sono uscita “traumatizzata”!!!

Ho paura quando si arrabbia ed ho paura di dirgli le cose, perché non so più come potrebbe reagire!

Ho paura che mi rimetta le mani addosso!!!

Io ci sto tanto male, sia per lui che per me.

Mi da fastidio vedere i miei pochi  e veri amici, giudicati male da lui!

Mi da però anche fastidio vedere che loro lo escludono (anche se, da una parte, fanno anche bene, dopo ciò che ha dimostrato a tutti quanti!)

Fino ad ottobre scorso uscivano tutti insieme ma poi, il mio ragazzo, ha tirato fuori il peggio di sé e la sua  gelosia lo ha portato a fare degli enormi sbagli.

La gente si fa tante brutte idee su di lui, e io vorrei farlo “ritornare in vita”.

Ogni tanto penso che abbia un diavolo dentro di se;  la gelosia ti porta oltre il limite e io ho paura di tutto questo.

Ho paura per il mio, o meglio, il nostro futuro. Dico “nostro” perché io l’ho desiderato molto e ci credo che arriveremo lontano.

Nonostante tutto quel che mi ha fatto, non riesco però a distaccarmi da lui. Non riesco ad immaginarmi la vita senza la sua presenza; è come una droga per me!!

Stasera mi ha riscritto un ragazzo, per chiedermi come stavo… per parlare un po’ insomma. Qualche sera fa, quando mi aveva scritto per la prima volta, a me era venuto normale dirlo al mio fidanzato. Lui si era arrabbiato, dicendomi che non dovevo più rispondergli; ma io, oggi, gli ho risposto!

Ora il problema è questo: cosa dico al mio ragazzo? La verità, oppure cancello la discussione e faccio finta di nulla, sperando che non lo venga mai a sapere??

Un’altra cosa che non sopporto è che vuole che io smetta di uscire con i miei amici. Per lui questa regola non vale anche perché i suoi amici abitano nella sua stessa via e si vedono comunque sempre, fin da piccoli… mentre io che non li vedo mai, quelle rare volte che ci esco, non gli sta mai bene!

Tra qualche giorno ho una festa e si sta inventando le peggio scuse per non andare a trovare i suoi e, di conseguenza, rimanere con me, per fare in modo che io non ci vada … Ora mi dica lei: È” normale che una persona si comporti così, oppure non sono normale io?!”
Mi scusi ancora se l’ho disturbata a quest’ora di notte” Continua a leggere Fidanzato violento ed oppressivo? Cambialo!!! Passaparola…

2. MA QUANDO MORIAMO, COSA SUCCEDE? (seconda parte) L’inferno è la concreta e spaventosa possibilità del totale fallimento.

Come fosse morire 1 2006“Salve prof, non so se si ricorda di me: sono un suo vecchio alunno (dei tempi dell’ITIS però). Da un po’ di anni a questa parte sto iniziando a pensare a qualcosa che mi affligge; il problema è che questo “qualcosa” non è di natura materiale, né di natura… risolvibile (se così lo possiamo definire). Sempre più frequentemente mi ritrovo a riflettere sulle cose belle che ho nella vita: una ragazza, una famiglia, degli amici, degli hobby, degli interessi, delle opportunità, la vita stessa…ma subito dopo arriva il “problema”, ovvero: una volta che tutto ciò finisce? Una volta che si muore?…”

Oberon-Studios-Inferno-68068Eccoci di nuovo a chiacchierare insieme. Gianluca!:)

Nella prima parte della mia risposta abbiamo parlato del Giudizio Particolare (e guarda che, nonostante sia una verità di fede, non tutti i cristiani lo conoscono ma lo scambiano per il Giudizio Universale); ora daremo un’occhiata all’Inferno.  

E’ stato Gesù stesso a consigliarci di farlo, perché ci rendessimo conto della spaventosa possibilità di essere per sempre lontani dall’Amore! Continua a leggere 2. MA QUANDO MORIAMO, COSA SUCCEDE? (seconda parte) L’inferno è la concreta e spaventosa possibilità del totale fallimento.

1. MA QUANDO MORIAMO, COSA SUCCEDE? (prima parte) Innazitutto raccoglieremo ciò che avremo seminato!

Fire heaven - The burning awakening“Salve prof, non so se si ricorda di me: sono un suo vecchio alunno (dei tempi dell’ITIS però). Da un po’ di anni a questa parte sto iniziando a pensare a qualcosa che mi affligge; il problema è che questo “qualcosa” non è di natura materiale, né di natura… risolvibile (se così lo possiamo definire).

Sempre più frequentemente mi ritrovo a riflettere sulle cose belle che ho nella vita: una ragazza, una famiglia, degli amici, degli hobby, degli interessi, delle opportunità, la vita stessa…ma subito dopo arriva il “problema”, ovvero: una volta che tutto ciò finisce? Una volta che si muore?

Non mi chiedo cosa succede perché -purtroppo- credo che nessuno possa rispondere a questo. La mia domanda, piuttosto, è: una volta che la mia vita terrena cessa, ho davanti l’eternità immateriale? La fine della mia vita materiale corrisponde con l’inizio di qualcosa di infinito? La verità, forse, è che ho paura dell’eternità. Ho paura di non sapere cosa succederà una volta che tutto finirà. Ho paura di essere eternamente infinito. Ho paura di essere qualcosa che non sono io. Non so, forse sto divagando.

Non è che io sia lì, tutto il tempo, a pormi queste domande, però – qualche volta – mi capita di fermarmi a riflettere (quando vado a letto, quando mi sveglio, quando sono con la mia ragazza, o anche quando esco con gli amici), penso: “Ma tutto questo prima o poi finirà. E dopo cosa farò per l’eternità?”

So che, probabilmente, è una domanda alla quale non si può rispondere, perché nessuno può avere “la risposta certa e chiara”, però quando facevo le superiori ricordo che le sue lezioni mi ispiravano. Riuscivo a riflettere anche sulle cose scontate, a meditare su più cose, ad avere una più ampia veduta su di me in generale. È per questo, forse, che le sto scrivendo questa lettera; perché in fondo sono sempre stato soddisfatto delle sue risposte, di quello che ci diceva e di come ce lo diceva.

Continuerei a scrivere… ma mi rendo conto che sto rimarcando sempre lo stesso concetto e purtroppo non riesco ad essere più chiaro di così… forse, in realtà, non mi sono espresso neanche troppo bene, però spero che lei abbia comunque capito.

Immaginando che una “vera” risposta non ci sia, spero però che questa riflessione… o confessione – che dir si voglia – possa in qualche modo aiutare qualcun altro a capire quanto sia importante la nostra vita! Quanto importante sia ragionare sulle cose che facciamo e vivere al meglio delle proprie possibilità!

Le ho scritto tutto questo perché ricordo le lezioni alle superiori. Non le ho mai detto -forse- quanto siano state importanti per me e quanto io attendessi l’ora di Religione ogni volta… perché era un’ora diversa, un’ora importante per me!

Non la voglio annoiare ulteriormente su questo “problema esistenziale”, anche perché – ripeto – si tratta di attimi fuggenti e non di momenti prolungati di preoccupazione.

La ringrazio per aver letto tutto e per avermi dato attenzione, ancora una volta. Grazie prof!”

 

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A scuola sto bene e mi sento protetta; ma poi, fuori, cosa succederà della mia vita?

564243_3d“Inizio a pensare seriamente che mi mancheranno tutti i miei compagni di classe ed anche i prof…. io a scuola sto bene, mi sento protetta!

Ho persone con cui posso parlare e sfogarmi; persone su cui contare sempre, che credono in me e farebbero di tutto pur di rendermi felice.

Io, a scuola, sto a casa!

Poi ci sta sempre l’eccezione che conferma la regola, ovviamente.

A me, prof, uscire dal Morea, mette pensiero. Università o lavoro? Dove andare? Cosa fare? Con chi parlare? E, soprattutto, resteremo uniti tra noi compagni di classe, ma anche con i prof? E altre mille domande ho in testa. ..

Lo so, a volte scrivo meglio, ma questo messaggio è stata una cosa di getto!!! Prof le voglio tanto tanto bene! Grazie di tutto!!!” Continua a leggere A scuola sto bene e mi sento protetta; ma poi, fuori, cosa succederà della mia vita?

Vorrei spiegarti che la paura dell’abbandono fa fare cose assurde!

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“Salve prof, si ricorda quando in classe le ho detto che mi ero stufata di sentir parlare di Gesù? La motivazione c’è (io non parlo quasi mai a sproposito) e visto che questa sera sono di buon umore, le racconto come mai sono così s-fiduciosa su tutto ciò che mi circonda.

Quando sono nata mia madre (proprietaria del ristorante *** ******) e mio padre (un gran lavoratore per la ditta *********) lavoravano mattina e sera senza sosta per garantirmi una vita di felicità e senza problemi riguardanti i soldi. Così, crescendo con mia nonna e  mia zia, iniziai a vedere come figura materna non più mia madre ma mia nonna.

Piano piano, mi accorgevo anche che ero la prima ad entrare all’asilo e l’ultima ad uscire. Questo spezzava il cuore sia a mio padre che a mia madre, tanto che lei rinunciò al suo lavoro a tempo, pieno per occuparsi di me. Iniziò a lavorare solo quattro ore in una mensa e poi, il resto del giorno, lo spendeva per star con me.

Poi mia madre fu di nuovo incinta e io, a soli quattro anni, non capivo come mai aveva ricominciato ad essere assente. Iniziai di nuovo a trascorrere il tempo con la zia e la nonna.

Dopo aver avuto un aborto spontaneo, mia madre iniziò ad avere una malattia all’apparato genitale femminile: ancora per una volta non poteva stare con me a tempo pieno.

All’età di sette anni, continuavo a vivere dalla nonna; ma un giorno, di punto in bianco, si senti male. Corsa al Pronto Soccorso! Ricordo ancora le parole di mia zia: “Tranquilla stella, la nonna sta bene uscirà dall’ospedale tra pochi giorni”… ed infatti, dopo venti giorni mia nonna morì di un cancro fulminante, senza nemmeno avere il tempo di salutarmi o io di salutarla.

Ancora non avevo capito con chiarezza cosa stesse accadendo, ma da quel giorno tutto cambiò!

Mia madre impazzì e mio padre non poté fare nulla per fermarla, tanto che a undici anni mi mandarono in settimana bianca e, al mio ritorno, non avevo più la villa splendente dove avevo felicemente vissuto, ma due case e un fottuto foglio di carta che diceva che ogni fine settimana dovevo passarlo con mio padre.

Ora non le sto a spiegare tutti gli altri avvenimenti negativi che mi circondano perché dovrei davvero scrivere un libro; ma non mi va proprio di parlarne ora. Però sappia prof che se non ci credo è proprio perché tutto ciò che avevo di più bello mi è stato portato via in un attimo.

Non sono una persona fragile, non piango facilmente, ma quando si tratta di ricordare a volte mi blocco e smetto di parlare.

Tutto questo per farle capire che non sono solo “la ragazza dal sorriso e dalla battuta facile” ma sono “la ragazza che ha imparato a sorridere e a fare battute per far felici gli altri”. Continua a leggere Vorrei spiegarti che la paura dell’abbandono fa fare cose assurde!

L’amore ai tempi della globalizzazione: amo un egiziano ed i miei genitori non vogliono!

301108Prof, le volevo chiedere una cosa… Io ho una situazione difficilissima: ho due genitori stupendi, ma sono razzisti. E qualcuno lassù ha voluto che io mi innamorassi di un ragazzo egiziano. E’un ragazzo meraviglioso e ne sono innamoratissima! Ma sia i miei genitori che i suoi sono contrari al nostro rapporto. Fortunatamente, fino a qualche giorno fa, mia madre non sapeva che eravamo fidanzati (già da un anno!), ma poi un giorno ci ha visti ed è andata su tutte le furie. Per un po’ di giorni neanche mi ha parlato. Poi, con il passare del tempo, si è calmata (credo presupponendo che tra noi due fosse tutto finito). Invece oggi mi ha rivisto! Io non so cosa fare. L’amore che provo per questo ragazzo e quello per i miei genitori è imparagonabile; è giusto andare contro i miei genitori per salvare questo amore? Mi devo rassegnare al fatto che è un amore impossibile? Sia lui che io abbiamo fatto un sacco di sacrifici ed ora che ho trovato il vero amore non voglio perderlo. Ho 18 anni, sono “piccola” ma sono anche libera di scegliere chi è la persona adatta a me! Continua a leggere L’amore ai tempi della globalizzazione: amo un egiziano ed i miei genitori non vogliono!

Il suicidio: la tentazione estrema!

suicidaCara professoressa,
io sono la nuova arrivata della scuola e la ringrazio per la sua accoglienza.
Ho assistito a molte sue lezioni, ho letto tante sue risposte sul Blog e volevo chiedere aiuto pure io.
Prof, sono due lunghissimi anni che mi porto dentro queste cose. Anche nella mia classe lo sanno in pochi, perché mi vergogno; ho paura di quello che potrebbero pensare gli altri su di me.

Prof, io sono il tipo di persona che sorride sempre, anche quando tutto cade a pezzi. Mi nascondo dietro ad una falsa spensieratezza, faccio la stupida, recito la parte di quella che non capisce niente, solo per essere accettata e per nascondere quello che sono veramente.
Prima non ero così! Ero
una persona che sorrideva dal profondo e amava la vita; ora, prof, vivo solo di ricordi.

Sono stati proprio questi ricordi che mi hanno portato a tentare di farla finita ma, non so perché, sono stata sempre salvata . 

La sera in cui è morto mio padre non la dimenticherò mai: avevo paura quella sera, era una di quelle sere fredde di gennaio, le stelle ricoprivano il cielo …evidentemente lassù stavano aspettando l’ultima stella per finire l’opera d’arte!.

Quella sera, fino in ultimo, ho sperato che mio padre si salvasse ed invece, insieme a lui, se n’è andata anche la mia vita.

Tutta la mia infanzia ed i miei sorrisi sono , improvvisamente, diventati solo ricordi relegati nel passato!

Dopo  che mio padre se n’è andato, ci siamo trasferiti tutti da Milano per venire a vivere vicino ai nostri parenti, ma questo cambiamento ha provocato solo tanti dolorosi litigi..

Ho passato un anno tra psicologhe e pianti .

Stavo morendo prof; non per dire che ora so viva … ma dentro non vivevo più!Volevo solo riavere mio padre!

Nello stesso anno iniziai a guardarmi allo specchio, vedendomi grassa .

Odiavo me stessa.

Cercando su internet, trovai un sito dove delle ragazze proponevano dei metodi veloci per dimagrire: da settanta passai velocemente a cinquantasei chili. Ma io volevo continuare perché non ero mai abbastanza magra. Non riuscendoci ero sempre in guerra con me stessa!

Un giorno, mentre ero sola in casa. Mi misi a guardare le foto con mio padre: il dolore prevalse ed io mi sfogai con un pianto isterico. Decisi allora di prendere tutte le medicine di mamma…

Prof, ricordo solo di essermi svegliata all’ospedale, circondata da visi addolorati e preoccupati per me ed io mi sentivo una merda, una nullità, uno schifo.

Decisi di cambiare…almeno ho tentato.

Ma non è per niente facile.

L’estate scorsa l’ondata di dolore e, nel giorno del mio compleanno, iniziai a tagliarmi (ho ancora le ferite fanno male come se fosse ieri). Non so di preciso perché l’ho fatto; so solo che dopo sono stata bene (almeno apparentemente).

Poi di nuovo un trasferimento (di cui sono stata contenta perché nell’ultima città avevo solo amici falsi con due facce diverse, a seconda se parlano davanti o dietro a te).

Ed ora sono arrivata qui, da voi, stanca di sorridere. Mi verrebbe voglia di piangere ogni volta che lei, nelle sue lezioni, parla di vita!

Oggi, quando parlava della vita, avevo voglia di alzarmi in piedi e dirle che io, di questa vita, sono stanca!

Sono stanca di tutto e odio tutto(anche i miei risultati scolastici)…mi sento anche in colpa verso mia madre che sta facendo dei grandi sacrifici per offrirmi un futuro migliore…sono stanca di questa vita…non so più cosa fare, prof! Continua a leggere Il suicidio: la tentazione estrema!

Elucubrazioni notturne di un ragazzo di oggi: momento sacro di domande e risposte

notte11Salve prof! Come al solito anche stasera non riesco a dormire e allora ho pensato bene di scriverle perche prima m’è successa una cosa un po’ strana.. Insonne, mi sono messo come tutte le sere a guardare il soffitto e, mentre osservavo le travi, ho pensato: “Dio ascolta tutte le nostre preghiere, i nostri pensieri e tutto quanto; ma a Lui, lo ascolta mai nessuno?”

Non sapendo che rispondere, mi sono messo a fare una chiacchierata con il Bomber.

Gli ho spiegato che forse è per come mi sento in questo periodo che non riesco a dormire. Mi sento triste e vuoto, come se mi mancasse qualcosa, qualcosa che mi completi. So che non sembra, perche cerco di nascondere la mia tristezza con finte risate e con battute stupide che, agli occhi degli altri, mi rendono ancora più infantile di quanto sia nella realtà, ma è così… e non penso che passerà in fretta questo stato d’animo.

Questo è uno dei periodi più lunghi della mia vita in cui sono senza ragazza. Ho provato ad approcciare con un paio, ma non è andata. I motivi sono anche a me sconosciuti, ma vabbè… Forse è per questo che mi sento così, o forse perche ho paura degli esami. Ma cosa ha capito!? Mica perche ho paura di non superarli, ma perché l’idea di lasciare le superiori e gli amici che mi sono fatto non mi va tanto. Però, allo stesso tempo, l’idea di crearmi un lavoro e una famiglia mi entusiasma!

L’unica cosa che in questo periodo mi sta distraendo un po’ è la moto. Quando guido mi sento libero, vivo e spensierato. Queste sensazioni sono probabilmente causate dall’adrenalina prodotta dal mio corpo quando sono a rischio; però mi fanno stare bene per un attimo e  rischiare per star meglio, vale la pena.

A lungo andare probabilmente diventerò pazzo (perche troppa adrenalina crea dipendenza e assuefazione), ma la vera pazzia è non pensare che forse un pazzo può essere molto più intelligente di molti altri…

Non so perche le ho scritto; forse perché aver parlato con Dio non mi sembrava una cosa reale e le mie emozioni volevo confidarle a qualcuno. Beh, ho scelto lei… Grazie per avermi ascoltato e buonanotteee!!! Continua a leggere Elucubrazioni notturne di un ragazzo di oggi: momento sacro di domande e risposte

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido” Albert Einstein

primo-giorno-di-scuola2Buona sera prof!!! Come va? Non ci sentiamo da taaaanto! 😀

Prima per caso mi sono imbattuta nel link che ha pubblicato sul suo blog, riguardante la ragazza che non si sente una perla (è bello sapere che i ragazzi le scrivono sempre!!! e mi dispiace non assistere più alle sue lezioni >.<)

Quando ho letto frasi del tipo “Ogni cosa, intorno a me, mi ricorda come io sia infelice, senza talenti o potenzialità“, subito, inconsciamente, mi è venuto da pensare a quando ancora ero a scuola. Poi ho letto questo “Eppure, finché continuiamo a fare paragoni con gli altri […]” e mi è venuta voglia di condividere alcuni miei pensieri riguardo alla scuola, con lei.

Purtroppo ho covato un certo “odio” per la scuola italiana, perché, c’è da ammetterlo:  non funziona. La scuola dovrebbe essere come una seconda casa, dovrebbe farti sentire motivato, mai fuori posto, dovrebbe farti capire i tuoi errori e portarti a risolverli e non a buttarti giù. Noi entriamo effettivamente in questo strano mondo dall’età di 6/7 anni, e lì ci passeremo ogni giorno!

Penso che le scuole più difficili (non a livello scolastico) siano le elementari e le superiori, perché sono due periodi della nostra vita dove impariamo/capiamo qualcosa di noi stessi.

E, secondo lei, non è molto influente il modo in cui i professori si rapportano con noi? Il modo in cui stiamo con gli altri?

Non tutti siamo portati per la stessa cosa, giusto? Quindi dovremmo cercare di capire per cosa siamo portati; o sbaglio?

Beh, se non sei portato per lo studio di determinate materie, la scuola ti fa subito sentire fuori posto. Iniziano paragoni con gli altri studenti; ci sono professori che ti dicono che sei stupido; che ti chiedono per quale motivo continui ad andare a scuola se non ti piace studiare…

Allora tu inizi a pensare di non essere capace; ti butti giù e la fiducia in te stesso si abbassa. Piano piano, senza accorgertene, muori dentro, perché sai che quell’ambiente dovrai affrontarlo tutti i santi giorni fino alla maturità.

Poi con un livello di “autostima” pari a zero, riesci a superare la maturità con il minimo. Allora iniziano le domande della gente: “Ma com’è andataaaa???” e tu, in quel momento, vorresti sotterrarti per non esordire con un bel “Eh, ho preso sessanta”.

Per fortuna però che la vita va avanti! Niente scuola, niente ansia pre-interrogazione… aaahh… la mattina si respira un’aria così serena! Ti si attiva il cervello, hai mille idee! Sperimenti, fai, leggi, ti metti alla prova e nessuno sta lì a darti dei voti, sarai solo tu a criticare il tuo lavoro e a migliorare ogni volta!

Da quando mi sono resa conto che quell’inferno è finito, la mia mente ha iniziato a elaborare un senso di pace interiore fantastico. Sono molto più rilassata, sorrido sempre e mai per forza, ho ripreso a disegnare e ogni giorno butto giù un progetto diverso, mi sto migliorando e ho imparato ad auto-criticarmi.

Sono felice che non tutti viviamo la scuola allo stesso modo e che ci siano persone che riescono a sentirsi realizzate con essa.

Prof, io la devo ringraziare infinitamente per quella che è stata con noi in questi anni; è stata non solo una professoressa, ma anche un’amica. Dalle sue lezioni ne abbiamo tratto sempre qualche insegnamento utile e, io personalmente, mi ritrovavo sempre in quello che diceva. Quell’ora in cui lei parlava me la portavo nella mente fino alla lezione successiva. Mi ha sempre aiutato indirettamente a ragionare e riflettere! Senza di lei, questi anni sarebbero stati insostenibili. Grazie mille di tutto Prof! <3

P.s. Le sue risposte alle lettere dei suoi alunni sono sempre fantastiche! Continua a leggere “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido” Albert Einstein