MA QUANDO MORIAMO, COSA SUCCEDE? (terza parte) Parola d’ordine: se possibile, evitare il Purgatorio!

mani“Salve prof, non so se si ricorda di me: sono un suo vecchio alunno. Da un po’ di anni a questa parte sto iniziando a pensare a qualcosa che mi affligge; il problema è che questo “qualcosa” non è di natura materiale, né di natura… risolvibile (se così lo possiamo definire).

Sempre più frequentemente mi ritrovo a riflettere sulle cose belle che ho nella vita: una ragazza, una famiglia, degli amici, degli hobby, degli interessi, delle opportunità, la vita stessa…ma subito dopo arriva il “problema”, ovvero: una volta che tutto ciò finisce? Una volta che si muore?…”

Ciao Gianluca…tutto bene?

Pronto per fare un salto in Purgatla_purificazioneorio? Giusto per capire che è meglio evitare di passarci, se possibile!

Sai cosa faccio? Per essere più chiara possibile andrò per punti, rispondendo a tutte le domande che in genere mi fanno quando vien fuori questo argomento.

Però prima ti voglio raccontare un aneddoto.

Parecchi anni fa mi ero portata a scuola un libriccino che avevo trovato in una libreria di Roma, intitolato: “Maria Simma e le anime del purgatorio”. HOT8Nx34EhcA

Lo stavo studiando perché volevo vederci un po’ più chiaro su tutta la faccenda riguardante questa dimensione spirituale. Quel giorno andavo di corsa e lasciai inavvertitamente quel testo sopra una sedia della sala insegnanti. Alla fine della sesta ora una mia collega me lo riportò e, col tono sinceramente affettuoso di chi voleva proteggermi, mi disse: “Stai attenta a non lasciare questo tipo di libri in sala insegnanti: c’è sempre qualcuno che poi si diverte a farci dell’ironia sopra”.

 

A scuola ho sempre collaborato con tutti facendo delle amicizie che ancora oggi sono la mia ricchezza, ma ho visto che c’è una legge da rispettare quando si parla di cose spirituali: certi argomenti non obbediscono alle esigenze  politically correct  della fede! In altre parole: certi argomenti sono da evitare e uno di questi è proprio il Purgatorio! 

Se tu avrai la pazienza di leggere fino alla fine, scoprirai delle cose che i più non sanno (qualche volta anche tra i cristiani).

Pronto? 

1. Non è vero che nella Bibbia non si trovi traccia del Purgatorio!

Certo, non si usa questo termine preciso (coniato posteriormente dalla teologia), ma si parla chiaramente di purificazione, di espiazione, di riparazione.  Soprattutto nel secondo libro dei Maccabei (Antico Testamento) vi è un chiaro riferimento ad una dimensione di purificazione.

Giuda Maccabeo (un guerriero che guidava l’esercito ebraico) raccogliendo i morti dopoGiuda_Maccabeo una sanguinosa battaglia, scoprì, sotto gli abiti dei caduti, oggetti idolatrici. Questo era un grave peccato: idolatria. I soldati cioè, invece che fidarsi del loro Dio, avevano preferito sentirsi protetti da divinità straniere. Giuda Maccabeo continuò a pensare al bene di quei suoi soldati e pertanto “fatta una colletta.., per circa duemila dracme d’argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio espiatorio,… suggerito dal pensiero della risurrezione. Perché se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti… Egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti perché fossero assolti dal peccato” (2 Mac 12,38-45)

Giuda aveva capito benissimo che gli uomini di fede (proprio come i suoi soldati), dopo la morte, possono purificarsi dai peccati di fragilità, fatti sulla terra (la chiesa li chiama peccati veniali per distinguerli dai peccati mortali – quelli di cui abbiamo parlato a proposito dell’inferno -). 

2. Noi oggi continuiamo ad offrire per i defunti un sacrificio (come Giuda Maccabeo) …ma “Eucaristico”!

Il sacrificio per eccellenza!!!

e34efc9a92279bc3461922aea347ffb2d5d33b9In altre parole, offriamo a Dio il sangue che Gesù  stesso ha versato per quell’anima che a noi sta tanto a cuore! Gesù è nostro alleato da almeno duemila anni in questa nostra richiesta di purificazione!

Questo è “dire la messa per…” che tante volte facciamo.

Ma attenzione: la messa non si compra, non si dice, non si paga; si vive!

La beata Anna Caterina Emmerick disse: “Vidi quante meravigliose benedizioni ci vengono nell’assistere alla messa e che con esse ricevono impulso tutte le opere buone, promosso tutto il bene e che molte volte basta che una sola persona di una famiglia la ascolti perché le benedizioni del cielo scendano in quel giorno su tutta la famiglia. Vidi che sono molte di più le benedizioni che si ottengono assistendo alla messa che facendola dire senza che si assista”.

Molti sono i santi che ci dicono che le anime del purgatorio sono presenti nel luogo eucaristiadove si celebra una Messa per loro e che lì adorano con tutta la devozione Gesù Eucaristia.

Anche Maria Simma (ricordi? La protagonista del libro di cui ti parlavo all’inizio della mia risposta) ci rammenta come alcune anime hanno la grazia di trascorrere il loro purgatorio in una chiesa per poter assistere alle messe e poter adorare continuamente Gesù sacramentato. Questa grazia di solito viene concessa a coloro che nella vita hanno amato in modo particolare Gesù Eucaristia.

3. Ma ti dirò di più: i fratelli che ancora vivono sulla terra, possono pregare per le persone che sono in Purgatorio, perché il loro processo di purificazione sia il più veloce possibile!

Maria Simma ci descrive la tristezza delle anime del Purgatorio a causa dei loro familiari che hanno tanto amato e per i quali si sono tanto sacrificati, perché non le ricordano spesso nella preghiera e non le aiutano con più generosità.uniti

Ma quando vengono ricordate ed aiutate ad entrare nella gioia del Paradiso, tali anime non dimenticano il bene ricevuto e ricambiano con altrettante preghiere di intercessione presso Dio!

Noi potremmo chiamare questo movimento di amore: “Tutti per uno, uno per tutti !

Questo è uno slogan che dovremmo tenere sempre presente, se vogliamo capirci un po’ di più sul modo di fare di Dio! 

4. Il Purgatorio è sia “qua” che “aldilà”!

In altre parole noi possiamo purificare la nostra capacità di amare, sia durante la nostra vita terrena (vivendo il “purgatorio” qui ed ora), sia dopo la morte.

untitledLo sforzo continuo per cercare di migliorarci, il lavoro e l’impegno quotidiano, i sacrifici che facciamo per opporci all’istintivo egoismo, la preghiera che innalziamo quotidianamente al Padre, il coraggio che mettiamo per opporci al male, le sofferenze che offriamo per Amore al Re dell’Universo, l’autocontrollo che cerchiamo di esercitare per il bene di tutti, la partecipazione ai Sacramenti e al Sacrificio della Messa…tutto concorre a purificare la nostra capacità di amare, facendoci vivere il Purgatorio qui sulla terra.

Già da ora possiamo sforzarci di intraprendere la strada difficile e stretta che ci porta alla salvezza, rinunciando con coraggio alla strada facile e larga che ci tenta verso il male!

Il cammino verso la santità è proprio questo! 

 

5. Qualcuno riesce a purificarsi totalmente su questa terra, andando subito in Paradiso dopo la morte.

Che sia chiaro: in Paradiso “non entrerà… nulla d’impuro” (Ap 21,27).

Sembra impossibile che qualcuno riesca ad essere così perfetto da poter gioire subito del Regno dei Cieli, vero?

Eppure è proprio così, perché un atto di autentico amore riesce a cancellare tanti nostri difetti e piccoli egoismi. “L’amore cancella molti peccati”, dice San Pietro (1 Pt 4,7-9)

A parole è semplice amare gli altri…ma nei fatti è davvero difficile!!!amare_snoopyCosì Dio apprezza molto i nostri piccoli e grandi sforzi e fa festeggiare tutto il Paradiso  per ogni nostra vittoria sull’egoismo!

Una volta fu chiesto a San Pio: Padre, come posso soffrire il Purgatorio qui sulla terra, in modo da poter poi andare direttamente in Paradiso?”.
Il Padre rispose: Accettando tutto dalle mani di Dio, offrendoGli tutto con amore e ringraziamenti. Solo così possiamo passare dal letto di morte al Paradiso

In altre parole, vanno in Paradiso tutti coloro che sono riusciti a vivere sulla stessa lunghezza d’onda dell’Amore (che è Dio).

Per questo, ad esempio, San Cipriano sosteneva che i martiri vanno subito in paradiso: chi più di loro hanno amato Dio e i fratelli, fino all’ultima stilla di sangue e coraggio?

 

6. In Purgatorio si gode e si soffre, allo stesso tempo.

Non è difficile da capire questa apparente contraddizione.

Santa Caterina da Genova diceva che il purgatorio è una grande grazia, unzoom_mani_tese grande dono dell’amore di Dio per noi e se non ci fosse stata questa possibilità di purificarsi, le anime stesse l’avrebbero chiesta a gran voce!

La consapevolezza che il Purgatorio prima o poi finirà, riempie di speranza serena ogni anima, che non vede l’ora di potersi finalmente immergere nella gioia infinita di Dio, entrando nella Grande Festa!

San Bernardino da Siena mette la certezza della salvezza, come uno dei cinque motivi di gioia delle anime che si stanno purificando.

Poi descrive anche altri motivi di gioia: per esempio la vicinanza continua dell’angelo custode e la visita dei santi. Insomma: queste anime non si sentono abbandonate ma percepiscono che tutto il Paradiso sta facendo il tifo per loro!!!

Per questo San Bernardino conclude: “Sebbene quelli che si trovano in Purgatorio soffrano gravissimi tormenti, tuttavia il loro stato è migliore e più felice di quelli che si trovano in questo mondo” (Dict. de théol. cath., t. II, coll. 790). 

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Dall’altra parte però il rimpianto per non aver sfruttato bene il tempo assegnato loro dal Signore, è fortissimo!

 

Anzi, sono le stesse anime che, riuscendo a vedersi con chiarezza così come sono, si gettano nel Purgatorio. Noi, su questa terra, per capire questo concetto, usiamo degli esempi un po’ banali ma abbastanza efficaci.

E’ come una ragazza che deve andare alla festa di Capodanno (visto che siamo in questo mammamammina coi capelli drittiperiodo) e si accorge che sul suo elegantissimo vestito bianco sono state versate una miriade di vernici colorate! Contemporaneamente, guardandosi allo specchio, scopre che la tinta che si è appena fatta ai capelli, li ha fatti diventare violetti a causa di un errore di dosaggio.  Nessuna ragazza andrebbe alla festa conciata in quel modo! Qualsiasi persona con un po’ di amor proprio, si metterebbe a lavare il vestito e ad aggiustarsi i capelli, prima di varcare la soglia del locale dove c’è la festa.

Così è per le persone che, dopo il grande passaggio nell’aldilà, immerse nella Verità di Dio, si accorgono con chiarezza dello stato della loro anima e della necessità di darsi una bella ripulita, per presentarsi al Re dei Re come merita! 

1414961_633741083359605_237727084_oUna ventata di Giustizia e di Purezza renderà ancora più desiderabile l’Amore Perfetto ed ogni anima si metterà nel cammino della purificazione con la gioia di chi sa che ha una metà meravigliosa da raggiungere ed un’attesa straziante da superare.

E’ come avere una grande sete ed essere in attesa di avvicinarsi allo zampillio della fonte.

Per questo le anime che vivono questa condizione hanno bisogno dell’incoraggiamento di tutti: della consolazione del Cielo e delle preghiere della Terra!

S. Caterina da Genova ci avverte che, se il gaudio che provano le anime del Purgatorio è più grande di tutte le gioie che si possono provare in questo mondo, tuttavia il dolore che sopportano è più grande di qualsiasi dolore che si possa sperimentare sulla terra.
La stessa Santa conclude il suo trattato sul Purgatorio dicendo che Dio le stava facendo fare il Purgatorio di qua, purificandola da ogni scoria attraverso la sofferenza.
Molti santi hanno chiesto questo re200972123056_OCCHIO-CUORE-COLORATO-untitledZ1galo a Dio…e Dio li ha accontentati.

Non oso immaginare che grande festa sarà stata fatta per la loro entrata trionfarle nel Regno dei Cieli!

 

 

 

7. Ma oltre al brano biblico di Giuda Maccabeo, nel Nuovo Testamento non mancano tanti altri riferimenti a quella realtà che noi chiamiamo Purgatorio.

I primi cristiani innamorati di Gesù e di quel che aveva detto (chiamati i Padri della Chiesa) non si erano certo lasciati sfuggire la sua frase “Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo! (Mt 5,25-26).

pentimento2Uno di questi Padri (S. Cipriano morto nel 258), per esempio, puntava su queste parole per ridare speranza a quei cristiani che avevano rinnegato Gesù nella loro vita (le persecuzioni erano ferocissime!) e che poi, pur pentiti, erano morti prima di finire la loro penitenza su questa terra.

Allora la penitenza poteva durare anche degli anni e prima di venire reintegrati nella Chiesa dovevi fare tutto il tuo cammino di purificazione. San Cipriano diceva (all’incirca e usando parole un po’ rimodernate): Tranquilli! Il vostro peccato non avrà l’ultima parola! Dio guarderà il vostro cuore e il vostro desiderio di diventare coraggiosi e anche dopo la morte Dio vi darà ancora un’altra possibilità di purificazione!

Nel Vangelo vi è un’altra allusione al purgatorio quando Gesù dice che alcuni peccati non saranno perdonati né di qua né di là (Mt 12,32).

Chiaro, no?!

risvegli-n-28-pentimento-12Gesù stesso dice che alcuni peccati (i peccati veniali) potranno essere perdonati anche nella vita futura (cioè nello stato di purificazione = Purgatorio). 

San Paolo è altrettanto chiaro sull’importanza di ciò che facciamo su questa terra: Ma ciascuno stia attento come costruisce. Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l’opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno. Se l’opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l’opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco (1 Cor, 3,10-15).Pentecost-front_banner1-940x250

I cristiani hanno puntato la loro attenzione sull’ultima frase: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco!

Amore di Dio, nella Bibbia, è spesso descritto come un fuoco (hai presente la Pentecoste, ad esempio?)

pentecoste

Un giorno Fra Modestino da Pietrelcina, chiese a Padre Pio: “Padre che cosa ne pensate delle fiamme del Purgatorio?”. Ed egli di rimando: “Se il Signore dovesse permettere all’anima di passare da quel fuoco a quello più bruciante di questa terra, sarebbe come passare dall’acqua bollente all’acqua fresca”.
E’ ovvio che non stiamo parlando di fiamme “fisiche” come le conosciamo noi in questa nostra dimensione terrena, ma di un “fuoco spirituale” che purifica: e la purificazione non è mai un cammino semplice!

 

8. Quindi è bene aver chiaro che il Purgatorio non è un luogo ma uno stato interiore e spirituale!

Ti dico questo alla fine, ma sono certa che lo avevi compreso fin dall’inizio.

E questo concetto lo avevano capito benissimo tanti santi e tanti mistici!

Anzi: io sono sempre più convinta che i mistici siano il grande dono di Dio per tutti noi, perché comprendiamo chiaramente che la morte non è la fine di niente ma solo un altro inizio.morte_corpo_astrale

E di quest’altro “inizio” bisogna parlare!

 

Ci sarebbe tantissimo da dire ancora, ma finisco con due racconti (di migliaia che se ne potrebbero fare!). Il linguaggio è “antico” ma il messaggio è “modernissimo”!  

Santa Teresa aveva una grande amore per le anime del Purgatorio, e Dio la incoraggiava in questa sua sensibilità, facendole spesso vedere quelle anime che lei, con le sue preghiere, man mano liberava da quello stato di purificazione.

«Mi si annunciò, ella scrive, la morte di un religioso, stato per l’innanzi molto tempo provinciale. Io aveva avuto assai relazione con lui, ed egli mi aveva sempre reso buoni uffizi. Questa notizia mi portò non poco turbamento: sebbene egli fosse stato assai commendevole per molte virtù, io era in apprensione per la salute dell’anima sua, essendo egli stato per circa vent’anni superiore, ed io temo sempre molto per quelli che ebbero in vita il carico delle anime. Tutta piena di tristezza, mi porto ad un oratorio, e colà scongiurava Nostro Signore d’applicare a quel religioso il poco bene da me fatto in vita e di supplire al rimanente coi meriti suoi infiniti perché venisse quell’anima liberata dal fuoco del purgatorio.

Mentre con tutto il fervore di cui era capace chiedeva questa grazia, vidi al mio lato destro uscire quell’anima dal fondo della terra e salire al Cielo fra i trasporti dell’allegrezza più pura. Questa visione, assai breve nella sua durata, mi lasciò piena di gioia, e senz’ombra di dubbio sulla verità di quanto aveva veduto.

 

Hai mai letto la storia del Santo Curato d’Ars? Ne vale la pena!

Anni fa, giovanissima e un po’ superficiale sulle cose dell’aldilà, lessi questo racconto riportato sul Piccolo Messaggero del Cuor di Maria (era il mese di novembre del 1880).

Non l’ho più dimenticato perché mi aveva fatto capire che ogni nostro piccolo gesto vale tanto!

«Un religioso, predicando gli esercizi spirituali alle signore di Nancy aveva ricordato che mai bisogna disperare della salute di un’anima, e che talvolta gli atti meno importanti agli occhi degli uomini sono dal Signore ricompensati nell’ora della morte. Al momento di lasciar la chiesa, s’avvicinò a lui una dama in lutto e gli disse: «Padre mio, voi ci raccomandate la confidenza e la speranza: quanto mi accade pienamente giustifica le vostre parole. Io aveva uno sposo, sempre buono, affettuoso, irreprensibile, ma estraneo ad ogni pratica religiosa. Le mie preghiere, le mie parole, bene spesso arrischiate, erano rimaste senza effetto.

«Nel mese di maggio che ne precedette la morte, io aveva, secondo l’usanza, eretto nel mio appartamento un piccolo altare alla Madonna, e lo adornava con fiori. Il mio marito passava la domenica alla campagna, ed ogni volta, ritornando, mi offriva un mazzo di fiori colti da lui stesso, coi quali io abbelliva il mio oratorio. Se ne accorgeva egli? Faceva ciò unicamente per piacermi? O l’animava forse un sentimento di pietà per la Madonna? Non lo so: ma non mancò una sola domenica di portarmi i fiori.

«Nei primi giorni del mese seguente, fu subitamente colpito dalla morte, senza aver il tempo. di ricevere i soccorsi della religione. Ne fui inconsolabile, soprattutto perché vedeva delusa ogni mia speranza pel suo ritorno a Dio. In seguito all’acerbo dolore, ben presto la mia salute fu profondamente alterata, e la mia famiglia mi sforzò a partire pel Mezzodì. Passando per Lione, volli vedere il curato: d’Ars. Gli scrissi per chiedergli un’udienza ed alle sue preghiere raccomandare mio marito, morto all’improvviso. Non gli manifestai altre particolarità.

«Giunta ad Ars, era appena entrata nella stanza del venerabile curato, che mi rivolse queste meravigliose parole: «Signora, voi siete desolata.

«Ma dunque avete dimenticato i mazzi di fiori di ogni domenica del mese di maggio? ­ Impossibile il dire qual fu il mio stupore udendo il signor Vianney ricordarmi una circostanza che non poteva conoscere che per rivelazione. Egli aggiunse: «Dio ebbe pietà di colui che aveva onorata la sua santa Madre: nel momento della morte, il vostro sposo poté pentirsi; la sua anima è nel Purgatorio: le nostre preghiere e le nostre buone opere ne la faranno uscire».

Preparati Gianluca: la prossima volta andiamo finalmente in Paradiso!!!!! 

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3 pensieri su “MA QUANDO MORIAMO, COSA SUCCEDE? (terza parte) Parola d’ordine: se possibile, evitare il Purgatorio!”

  1. Cara Rita e caro Pino…GRAZIE a voi! Ogni volta che scrivo nel Blog parlo con Lui lassù per dirgli: “Aiutami a non far perdere del tempo prezioso alle persone! Fa che serva a qualcosa e a qualcuno, la lettura di queste righe”.
    E visto che oggi è la festa dei Santi Innocenti e stiamo parlando di aldilà…chissà che festa staranno facendo loro in Paradiso!!!

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