Ma allora sei esistito sul serio!

Ma che mi succede?

Non capisco perché mi scendono le lacrime.

Fermi tutti: io non sono così!

Non mi sono mai interessata di corpi di defunti, per alimentare la mia fede in Dio.

Mi sono tenuta accuratamente fuori dal dibattito sul corpo di Carlo Acutis esposto ad Assisi.

La fede poggia su ben altro che non un corpo di un defunto donato agli occhi di tutti.

Intendiamoci: so che per i cristiani cattolici ed ortodossi un corpo defunto rimasto “incorrotto” (questo è il termine per parlare di una salma poco o per nulla decomposta) può essere un segno di Dio che ci parla di una persona speciale. Ma non ho voglia di entrare nelle inutili polemiche tra chi tifa per ogni possibile spiegazione scientifica e chi tifa per la fede in Dio a tutti i costi.

Quindi sono entrata nella Chiesa della Spogliazione, ad Assisi, nel modo più distaccato (e un po’ incuriosito) possibile.

Tuttavia è successo.

Quando mi sono trovata di fronte a quel ragazzo con le sue scarpe da tennis, i jeans ed una semplice felpa addosso, il suo viso sereno e la gente silenziosa, la commozione è entrata in me senza permesso.

Eppure prima di arrivare davanti a lui, avevo fotografato con calma l’arte meravigliosa presente sui muri della chiesa, avevo girovagato tra un altare e l’altro come una turista qualsiasi ed infine (solo infine) mi sono diretta da Carlo.

Quindi tutto nella norma spirituale.

Se non fosse che, una volta lì, il mio cuore ha ceduto all’emozione ed ho pianto.

E’ stato un po’ come quando ti parlano tanto di una persona e poi, all’improvviso, quella stessa persona la vedi e lei passa dal file “mito” al file “lui c’è”!

E’ stato come ritrovarmi alla fine di un cammino iniziato anni fa.

Era un giorno d’estate e con Gianni eravamo a passeggio per Assisi e, mentre tutti erano in Basilica, noi eravamo entrati in questa chiesa poco conosciuta (almeno allora) e lì, in un angolo, avevamo trovato un depliant su questo bel ragazzo: Carlo Acutis. Quasi nessuno allora lo conosceva.

Ricordo che mi ero incantata a guardare il suo viso e quel giorno, nel silenzio di quella chiesa deserta, lo avevo promosso, seduta istante, a “protettore” dei ragazzi che avrei incontrato a scuola e in famiglia.

Passano gli anni.

Sempre più spesso sento parlare di lui.

Bello come il sole.

Occhiali da sole e sport sempre accanto.

Simpatico, aperto, gioioso.

Nasce a Londra con tutte le possibilità nelle sue vene.

Scuole prestigiose, una famiglia al top del mondo finanziario italiano, il nonno un illustre avvocato tributarista, il liceo classico, lui che è il primo della classe, genietto dell’informatica, amici in ogni dove ed infine (eccolo là!) Dio.

Come un innamorato, gioca a calcio e pensa al Cielo, scala montagne e pensa a Dio, fa il catechista e avvicina Gesù ai bambini.

Anche il domestico di casa Acutis, un bramino, ne è conquistato e diventa cattolico.

E poi, dopo una marea di cose fatte per far felici gli ultimi, ecco che arriva la leucemia.

Senza preavviso entra in ogni sua cellula e, nel giro di poco tempo, lo toglie allo sguardo di noi che vediamo solo con gli occhi.

Ora, fuori la chiesa della Spogliazione, c’è un grande schermo con alcune immagini di Carlo.

Quello che più mi è rimasto impresso è il suo saluto, fatto due mesi prima della sua morte.

Lo trovate al minuto 3.14 di questo video (https://www.youtube.com/watch?v=vK404haEznM )

“Sono destinato a morire” e poi un sorriso ed un saluto.

Ora io mi metto al posto della mamma.

La sua commozione nel rivedere, in questi giorni, il corpo del figlio (inutile fare tutte le nostre elucubrazioni intellettuali: poter rivedere il corpo di un figlio dopo tanti anni, è un regalo e non un esercizio macabro ed io mi ammutolisco di fronte alle esigenze dell’amore umano e materno).

Ha detto: «Ci auguriamo che attraverso l’esposizione del corpo di Carlo i fedeli possano elevare con più fervore e fede le preghiere a Dio che attraverso Carlo ci invita tutti ad avere più fede speranza e amore verso di lui e verso i nostri fratelli, proprio come Carlo ha fatto nella sua vita terrena».

Eppure quella donna, con la sua ammirevole sincerità, in un’intervista di un po’ di tempo fa rilasciata a quella brava giornalista che è Lucia Ascione, ha detto: “Noi genitori eravamo stupiti di Carlo. Fin da piccolo – 4 o 5 anni – avevamo notato la sua naturale predisposizione alla spiritualità… se lui vedeva una chiesa desiderava entrarci per salutare Gesù, oppure facevamo una passeggiata nel parco e lui raccoglieva i fiorellini da portare alla Madonna…  E c’è da dire che noi genitori non eravamo proprio un esempio ideale, perché io personalmente venivo da una famiglia laica e sono andata a messa il giorno della prima comunione, della cresima e quando mi sono sposata. E certo non ero proprio un esempio di cattolica… “

Sorride la mamma di Carlo, ironica verso sé stessa e verso la vita.

“Anche mio marito” prosegue la mamma di Carlo “aveva una fede tiepida. Io non l’ho mai visto frequentare una chiesa. E quest’atteggiamento di Carlo, le sue domande continue su Dio, alla fine sono diventate un problema. Lui mi incalzava con domande a cui non sapevo rispondere ed è stato così che mi sono ritrovata a studiare teologia” (https://www.tv2000.it/beltemposispera/video/carlo-acutis-il-ragazzino-servo-di-dio/ )

Un’intervista bellissima!

Ma oggi sono qui ad Assisi.

Negli ultimi posti della chiesa c’è una ragazza con jeans attillati ed eleganti, stivali con il tacco alto, un trolley accanto e poi non vedo nient’altro di lei. E’ china su se stessa e prega. Immobile. Chissà cosa starà dicendo a quel mondo invisibile nascosto ai nostri occhi di carne?

Avanti a me c’è un anziano, un uomo adulto, un ragazzo con occhiali da sole ed una famiglia con due bimbi.

Tutti in dialogo silenzioso con quel Qualcuno che tutto sa e tutto ascolta.

Mi metto in fila per vedere il corpo di Carlo.

In questi anni l’ho studiato.

L’ho conosciuto sempre più.

Ed ora, improvvisamente, dai libri passo al viso, alle sue mani, alle sue scarpe da tennis ed ai suoi jeans.

Ma allora ci sei davvero tesoro di ragazzo!

Sei passato davvero su questa terra!

Sei stato appassionato davvero di informatica, dei miracoli eucaristici, del nuoto, delle apparizioni mariane, di Dio e di tutti i suoi figli!

Tu che rendevi felici gli ultimi,

raccontaci la poesia dell’amore verso tutti.

Tu che hai detto “Tutti nascono come originali, molti muoiono come fotocopie”aiutaci a voler bene a noi stessi, agli altri e al mondo.

E poi, insieme a san Francesco,

facci vedere Dio in ogni amore che nasce e in ogni vita che mai finisce.

Viva la vita! 

 

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2 pensieri su “Ma allora sei esistito sul serio!”

  1. Buongiorno Cristina cara,
    ma quanto è bello ed edificante leggerti…
    come ben sai ti seguo anche su fb e, sebbene non posso lasciare alcun commento non essendo, per mia volontà, iscritta a questo social, trovo sempre piacevolissimo ed interessante tutto ciò che pubblichi, per non parlare delle tue preghiere personali che esprimono, molto spesso, le inquietudini, i malesseri ma soprattutto quel desiderio di Amore Immenso, il desiderio di Celeste, il desiderio di Dio che arde anche nel mio cuore e in quello di molti fratelli…
    Per quanto concerne Carlo Acutis, ho seguito anch’io l’apertura della sua tomba per l’evento meraviglioso che lo attende a breve, il solo pensiero mi fa rabbrividire, un giovane ragazzo dei nostri tempi che ha “saputo” vivere la sua spiritualità di una intensità sorprendente, tutta la sua breve ma ricca di contenuti vita è un grande esempio per ognuno di noi, ci insegna tra le altre cose che tutto è possibile a Dio e, prendendo in prestito le parole di Gesù:
    «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?», ti saluto molto affettuosamente e ti auguro una buonissima giornata.
    Lella

    1. Lella, io ti leggo sempre! Non far caso se ti rispondo sempre in ritardo. A volte rimango indietro perchè su fb mi scrivono in tanti e star dietro a tutti…ma questo è davvero il mio diario “segreto”, il mio angoletto tranquillo! E qui che mi prendo un the con calma!

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