Le cicatrici sono il segno che è stata dura. Il sorriso racconta che ce l’hai fatta.

“Che si fa con le ferite della vita?”

 

 

 

Carissima Sole splendente (così ti ho voluta chiamare in questo post), ieri sono andata a fare una passeggiata nel bosco. Lì, tra alberi immensi e tronchi solenni, è stato impossibile non rilassarsi e non riconciliarsi con la serenità.

Il sole stava tramontando ed io (ti dico la verità) avrei voluto metterlo in tasca per averlo sempre con me.

Ma poi…

Immagini?

Il sole sempre con me a portata di mano.

Senza neanche la fatica di fare come gli alberi: radici profonde nella terra e chiome folte verso il cielo.

Senza passare per lo sforzo di bucare il terreno circostante le mie radici, per nutrirmi … e senza la soddisfazione di far crescere le mie chiome verso il cielo, per rasserenarmi.

E’ un bene che il sole rimanga in cielo ad illuminare tutto il mondo e tutti noi.

Ed ho come sentito che ogni ferita è destinata ad essere “trapassata” e guarita dalla Luce.

Lo so: le cupe elucubrazioni interiori vorrebbero bloccarne la guarigione.

Nel buio.

Nei timori.

Nelle insicurezze.

 

Ma la Luce passa attraverso tutto e non ha timore di niente, perché è felice.

 

 

Siamo noi ad aver timore di Lei, facendoci mille masturbazioni solitarie e mentali, nel duello infinito tra noi ed il passato.

Ci autoconvinciamo di essere destinati al dolore, di essere indegni di essere amati, ci sentiamo “fuori luogo”, ci chiediamo mille “perché” e, troppo spesso, la rabbia ci mette con le spalle al muro.

Qualche volta mischiandosi anche alla depressione.

C’è una meravigliosa canzone di Lucio Dalla intitolata “Notte”.

E’ una poesia che racconta, senza mezzi termini, la notte.

La propria notte.

 

“Notte sempre uguale…

scura come la rosa di uno scoglio…

bianca come il vestito di una sposa…

dura da masticare a pezzi tra i denti

notte da sputare…

e mi viene addosso

notte fredda come la mano della morte che prende il cuore mio …”

Ma poi arriva il finale.

Ed io ogni volta che sono in auto e lo ascolto, alzo il volume a palla e lo canto a squarciagola (ovviamente sono da sola! Eh eh eh) 

https://www.youtube.com/watch?v=Gbh5rt49pjQ

Senti come cambia la musica rispetto all’inizio.

Ascolta quando inizia il cambiamento!

Inizia con la parola terra.

Già si vedono i timidi cambiamenti del suo cuore ad 1 minuto e 48 secondo.

Cambia la musica, il ritmo, il volume…

Ma poi tutto sembra tornare tristemente come prima.

Ed invece non è così!

“notte che stai finendo lontano portata via dal rumore di chissà quale aeroplano notte, notte, notte, nooooooooooo………

Ecco!

Quel noooooooooo!!!!!” che echeggia ai 2 minuti e 33 secondi è da brivido!!!

Chiudi gli occhi.

Ascolta quel noooooooooo!!!!!” e lascia che ogni grammo di serotonina si sviluppi nel tuo corpo. Canta a squarciagola (da sola, mi raccomando!) e prenditi una pausa dal buio del tuo cuore.

Pausa dopo pausa, la guarigione arriva.

A volte ci vogliono mesi ed a volte anni.

A volte bisogna passare attraverso una luminosa psico-terapia personale.

A volte è necessario perdonarsi e perdonare.

A volte  aiuta leggere tanti libri, guardare bei film e cercare aiuto in qualcuno che ci ispira fiducia.

A volte bisogna essere così coraggiosi da guardare in faccia la propria ferita, chiamandola per nome.

A volte potrà essere necessario disinfettare la ferita, versando lacrime per il bruciore che verrà e dandoci grinta per non smettere ed arrendersi.

A volte dovremo accettare l’idea che dovranno succedersi tante “volte” per dare alla ferita il tempo giusto di cicatrizzarsi

Ma il sole sempre ci sarà, sopra di noi.

E la terra pure.

E noi, come alberi, allungheremo le nostre radici fino a nutrirci anche in tempo di grama.

Prenderemo gratitudine ovunque per avere una stampella a cui aggrapparci quando zoppicheremo.

Piano piano faremo la salita ed arriveremo in cima! 

Perché alla vetta non ci si arriverebbe mai se la parete della montagna fosse tutta liscia. 

Ieri, tornando dalla montagna, camminavo tra la luce che stava svanendo e pensavo tra me e me: Ma sarò cretina! Sono da sola, con il cellulare quasi scarico e col buio che sta arrivando. Se dovessi anche farmi una storta ad una caviglia, come cavolo chiamo qualcuno?”

E’ stato allora che, senza sole, ho avuto solo la fede a farmi compagnia.

La fede è la spinta ad andare avanti perché non ti fa sentire il peso di tutto il mondo sulle tue spalle.

Ti racconta un’alleanza antica tra te e la Vita, che ha avuto come testimone la Luce e come sigillo lo Spirito che aleggia sull’intero universo.

La fede ha tante sfaccettature.

Come un raggio prezioso, si insinua ovunque ci sia buona volontà. Nell’amore per la vita, nella passione per la giustizia, nella ricerca della libertà, nello sforzo dell’onestà, nel nostro desiderio di essere felici e guariti e ci fa vedere l’immensa armonia di “tutto” il nostro cammino.

Ieri scendevo dalla montagna con la sensazione di come tutto nella vita (errori, amori, rinascite, passioni, arrabbiature, emozioni…) abbia il potere di trasformarsi in significato e senso.

Tutto❤️

Ieri sera, da sola, con il vento addosso come amico e con i fiori delicati che si muovevano all’unisono col lui, tutto mi sembrava armonia.

Sono attimi sacri, regalo della natura e del suo Creatore.

Misteriosamente l’ho sentito vicino ed ho pregato per tutti coloro che hanno contribuito alla mia nascita, generazione dopo generazione.

Respiro dopo respiro.

Ed ho capito che il nostro tempo è bidimensionale.

Tutti noi ne vediamo solo la dimensione orizzontale. Quella che vorremmo il più lunga possibile. Quella che misuriamo in anni.

10…

20…

60…

80 anni.

Ed invece c’è anche la seconda dimensione: quella verticale.

Quella delle emozioni.

Dei pensieri.

Delle passioni.

Delle esperienze vissute fino in fondo.

La verticalità della vita è come il suo elettrocardiogramma.

Se vivi la vita solo in orizzontale, la linea degli 80 anni rimane 80 anni: una normale ed ovvia linea, orizzontalmente lunga un tot di anni.

Ma se vivi la vita anche in verticale, lasciando che le emozioni/esperienze/pensieri/cadute/rinascite ti portino ai 2 minuti e 33 secondi della canzone “Notte”, allora la linea dell’elettrocardiogramma procede non più solo in orizzontale, ma anche in verticale.

E la tua vita non è più solo una questione di anni, ma di significati.

E gli 80 anni della vita orizzontale, possono diventare gli intensi 160 anni della vita orizzontale + la vita verticale.

Perché la vita non va allungata il più possibile, ma allargata.

Viva la vita “Sole splendente!

 

P.S. E, a proposito, dopodomani mi aspetta di nuovo la sala operatoria: ci pensiamo reciprocamente mandandoci “fede” a più non posso, per sorridere sempre e comunque?

 

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2 pensieri su “Le cicatrici sono il segno che è stata dura. Il sorriso racconta che ce l’hai fatta.”

  1. Ciao Cri e buongiorno,
    per non essere sempre ripetitiva nell’elogiarti dei tuoi meravigliosi post…
    rispondo semplicemente al tuo P.S.
    io ci sono, ti penserò, pregherò per te e, fiduciosa che andrà tutto bene, ti stringo forte forte in un caloroso abbraccio

    A presto…

    Lella

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