L’amore ai tempi della globalizzazione: amo un egiziano ed i miei genitori non vogliono!

301108Prof, le volevo chiedere una cosa… Io ho una situazione difficilissima: ho due genitori stupendi, ma sono razzisti. E qualcuno lassù ha voluto che io mi innamorassi di un ragazzo egiziano. E’un ragazzo meraviglioso e ne sono innamoratissima! Ma sia i miei genitori che i suoi sono contrari al nostro rapporto. Fortunatamente, fino a qualche giorno fa, mia madre non sapeva che eravamo fidanzati (già da un anno!), ma poi un giorno ci ha visti ed è andata su tutte le furie. Per un po’ di giorni neanche mi ha parlato. Poi, con il passare del tempo, si è calmata (credo presupponendo che tra noi due fosse tutto finito). Invece oggi mi ha rivisto! Io non so cosa fare. L’amore che provo per questo ragazzo e quello per i miei genitori è imparagonabile; è giusto andare contro i miei genitori per salvare questo amore? Mi devo rassegnare al fatto che è un amore impossibile? Sia lui che io abbiamo fatto un sacco di sacrifici ed ora che ho trovato il vero amore non voglio perderlo. Ho 18 anni, sono “piccola” ma sono anche libera di scegliere chi è la persona adatta a me! Gatto bianco, gatto nero

Carissima Arianna, mi dispiace tanto per questa tua delicata situazione.

Essere in mezzo a due grandi amori e dover scegliere, è sempre doloroso!

Mi sembra di capire che la tua storia va avanti da tempo e il tuo ragazzo ti ha sempre dimostrato amore e rispetto: questo aspetto positivo non potresti farlo conoscere ai tuoi genitori? Pensi sia possibile una mediazione con loro, ricorrendo ad una figura esterna o ad un parente che loro rispettano ed ascoltano?

Perché vedi, tutto parte dalla loro paura che tu, amando un ragazzo di cultura diversa, possa un giorno ritrovarti ad affrontare delle difficoltà che ora, nel pieno dell’innamoramento giovanile, neanche riesci ad immaginare. 

bc8592488471c64477f3c04a88d9c476Intanto, se sei d’accordo, in questa nostra riflessione eliminiamo fin da subito il termine “razzismo”, perché le razze sono una mera invenzione degli uomini che ne inventano una più del diavolo, per sentirsi superiori; c’è solo una razza che è quella umana, di cui fanno parte tante etnie!

Oggi lo sappiamo dagli studi di paleoantropologia, la scienza che studia le lontane origini dell’uomo sulla Terra, nella preistoria.

razzismo-238x300 Negli ultimi anni la paleoantropologia ha potuto combinare i propri dati con quelli della genetica: un’altra scienza che studia il DNA umano, cioè la nostra identità biologica più profonda.

Ebbene, le indagini combinate di queste due scienze ci rivelano che noi tutti, deriviamo da un’unica popolazione di homo sapiens sapiens (stiamo parlando di circa 130 mila anni fa).

 

 

razzismo3Le differenze culturali e fisiche esistono ma esse sono semplicemente l’esito di due processi evolutivi: un processo culturale e un processo naturale.

Se continuerai a stare con un ragazzo straniero, questo semplice e scontato concetto ti sarà utile parecchie volte (purtroppo), per controbattere gli ignoranti!

Detto questo, sono certa che i tuoi genitori non siano razzisti ma solo molto preoccupati del tuo futuro con questo ragazzo straniero.

Certo, la soluzione sarebbe a portata di mano: basterebbe accogliere in casa questo ragazzo per rendersi conto meglio e in prima persona, che tipo di fidanzato sia per la propria figlia. Ma questa scelta sarebbe come un’implicita accettazione di questo vostro amore. E loro non lo vogliono accettare…per ora.

hansel-e-gretelI tuoi genitori non sono cattivi ma timorosi e prevenuti.

E’ proprio dal timore che nascono i preconcetti umani. La paura…la preoccupazione…l’allarme…l’insicurezza…l’ansia… sono le regole base per rovinarci la vita.

Tutti i gruppi umani, di qualsiasi epoca e latitudine, sono istintivamente indotti a rifiutare quanto loro appare estraneo ed ignoto e ad esso attribuire qualità negative e mostruose, spesso immaginarie.

E’ un meccanismo di difesa che serve a vincere il senso di insicurezza per ciò che viene percepito come una minaccia.

Ma mica ci fermiamo qui! Scapegoat-capro-espiatorioNei periodi di crisi, l’ “altro/il diverso” diventa anche il “capro espiatorio”, cioè il responsabile di tutti i problemi che travagliano la comunità e su di esso si indirizza, di conseguenza, l’aggressività della gente. Da qui nascono gli stereotipi e i pregiudizi contro le minoranze.

Sembra un ragionamento di facile comprensione e con la soluzione a portata di mano, vero? Eppure, nella concretezza della vita, le paure ci mandano in tilt i neuroni e le emozioni prendono il sopravvento sulla razionalità.

Mettici poi che noi non nasciamo naturalmente buoni (come qualcuno, nel passato, si illudeva) ma istintivamente egoisti; aggiungici che ogni forma di paura ci fa mettere sulla difensiva… et voilà: il gioco dei pregiudizi è pronto a re-iniziare! Le joueur sont fait; altra manche in arrivo!

Non c’è niente di nuovo sotto il sole”, afferma amaramente il Qoelet nella Bibbia. Vuol dire che la lotta tra il bene e il male c’è stata, c’è e ci sarà.

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Ho idea che tu stia vivendo, contemporaneamente, sia le conseguenze di preconcetti culturali che le legittime preoccupazioni dei tuoi genitori.

Una bella prova per il tuo amore! E siccome in ogni cosa c’è un lato positivo, questa “prova” vi farà crescere, obbligandovi piacevolmente a capire se il vostro rapporto è forte o è solamente un innamoramento come tanti.  chagall

1. Gibran diceva: “Quando l’amore vi fa cenno, seguitelo, benché le sue strade siano aspre e scoscese”. Se vi amate non avrete mica paura di percorrere strade Kalhil-gibran_art_g105difficili, no?!  In un mondo dove ogni fidanzamento assomiglia più ad una      scommessa che non ad una scelta, voi farete la differenza!

2. Non bruciare mai l’amore quando è verde! Godete della gioia di stare insieme senza puntare su frettolosi desideri fisici; il legno verde, infatti, rende forte il desiderio di dialogare, di raccontarsi, di  esplorare l’universo interiore dell’altro (tutte cose sconosciute alla maggior parte delle giovani coppie di oggi che, allineati agli stereotipi alla moda, devono fare della sessualità un frequente ed agitato esercizio ginnico a la page)

3. Ama l’altro e non l’amore! Tu non puoi permetterti di confondere le due cose, desiderando più un sogno che non una persona concreta!

Queste difficoltà diventeranno la vostra forza e, se sarete perseveranti, saranno proprio le radici profonde del vostro amore a parlare per voi.

E tali radici tranquillizzeranno anche i vostri genitori (non a breve tempo; su questo non ti devi illudere!) e voi due sarete la prova vivente di quanto sia vera e concreta la frase che Dio fa dire da Adamo (e ad ogni ragazzo che si innamora) ad Eva (simbolo di ogni donna innamorata):adamo-ed-eva-di-klimt

«Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa» (Gn 2,23).

Di millennio in millennio, questo canto di stupore e di amore continua a risuonare, nel cuore dell’umanità, per ricordarci che solo l’amore è così forte da distruggere ogni preconcetto o paura!  

Un abbraccio a te e al tuo ragazzo!:)

 

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3 pensieri su “L’amore ai tempi della globalizzazione: amo un egiziano ed i miei genitori non vogliono!”

  1. mi chiamo teresa e sono una mamma di 46 anni.questo sito mi ha subito affascinata e le lettere dei suoi ragazzi sono molto toccanti.sono catechista,seguo i bimbi del corso di comunione e di questi tempi udire il termine razzista mi fa inorridire,però confesso che faccio fatica a vedere l’unione di 2 persone di religioni diverse.faccio notare che non ho parlato di cultura ma di religione. so x esperienza,non diretta,che le diversità religiose possono dividere. mia sorella ha un compagno mussulmano e sembrava andassero d’amore e d’accordo. appena nato il primo figlio s’è scatenato l’inferno.il padre non vuole che il piccolo si integri poiché dice,appena possibile vorrà portarlo in algeria e crescerlo secondo la propria religione.mia sorella dal canto suo,pur essendo ancora molto innamorata ,comincia ad accusare il malessere dovuto al doversi adeguare ad una religione diversa dalla propria,lei è cattolica, e così subentrano bugie tipo” al bimbo do il prosciutto ma non lo dico al padre.” oppure ” passo natale da voi perché il padre non vuole che si festeggi”. ecco possono sembrare delle cose sciocche ma posso assicurare che x chi le vive non è così.a volte ripenso a quel detto”mogli e buoi dei paesi tuoi” penso che almeno in questo i nostri vecchi avessero ragione ed è per questo che ai miei figli consiglio non di guardare l’aspetto, ma le idee religiose e culturali si,perchè sono profondamente convinta che x trovare il compagno/a della nostra vita bisogna affidarsi a Dio e le scelte che Egli ci impone non sono sempre facili,anzi a volte sono molto sofferte,ma posso assicurare che seguire la strada tracciataci da Dio,per quanto stretta,dà sempre i suoi frutti e rompere un rapporto bello che però col tempo rischierebbe di far soffrire entrambi non è una crudeltà è solo affidare alle mani dell’Infallibile la nostra vita,con la certezza che non vi sono mani più amorevoli.ciao.

    1. Grazie Teresa per questo tuo post! Hai completato ciò che io non avevo scritto, perché parlare di figli mi sembrava un po’ fuori luogo, visto la giovane età dei due ragazzi. Ma speravo che qualcuno lo facesse! Purtroppo anche io conosco “coppie” miste, “scoppiate”, proprio per i motivi di cui tu parli.

      Finché ci si guarda negli occhi vicendevolmente, tutto va bene…quando invece si deve iniziare a guardare, insieme, gli occhi di un figlio, molto spesso cambia l’armonia della coppia.

      Il problema non è tanto la diversa religione o cultura, ma la mancanza di rispetto e di ascolto. Altre volte uomini di altre culture partono dal presupposto che l’educazione dei figli sia diritto del padre (basta andare un po’ in rete per conoscere storie tristissime con bimbi portati di forza in altri paesi).
      E potrei continuare l’elenco…ma più importante di tutti, è la tua esperienza concreta e reale! Niente è meglio della testimonianza ed io ti ringrazio tanto per avercela raccontata! La leggerò in classe e ne approfitterò per rifletterci insieme con i miei ragazzi (alcuni dei quali provenienti da altri paesi). Ci hai aiutati tutti a concretizzare ciò che significa, concretamente e quotidianamente, l’incontro di religioni diverse, in una coppia.

      Il Salmo 133 dice:
      “Com’è bello, come dà gioia che i fratelli stiano insieme.
      È come unguento che dal capo discende, giù, sulla barba di Aronne.
      E’ come unguento che dal capo discende, giù, sugli orli del manto.
      Come rugiada che dall’Ermon discende, giù, sui monti di Sion.”
      Tutti fratelli. Nessuno superiore all’altro.

      Ci arriveremo mai su questa terra?
      Grazie per averci scritto!!!

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