La vera felicità si trova nelle cose semplici, apparentemente irrilevanti

Buongiorno la seguo con affetto e stima da sempre e prendo spunto sempre dai suoi articoli per la conduzione di catechesi del gruppo che gestisco. Mi potrebbe allegare qualcosa sulla parabola del granello di senape e del lievito?

Grazie mille un abbraccio.

 

Cara Maria Rita, ssshhh…chiudiamo gli occhi e rilassiamoci.

La senti?

La senti la miriade di alberi che cresce in silenziosa riservatezza nella foresta chiamata “terra”?

Lasciamoci cullare dalle note del Regno di Dio che avanza.

E’ una melodia perfetta come la vita.

Niente è fuori controllo.

Tutto va proprio dove deve andare.

A volte non ci sembra, ma è così.

«Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa» (Matteo 4, 26-27)

 

Siamo immersi in una creazione gravida di vita perché ha in sé il DNA di Dio.

Possiamo rilassarci.

Dio esiste ma non siamo noi.

Possiamo fuggire da quel narcisismo spirituale che ci fa percepire come i salvatori del mondo.

Possiamo gettare alle ortiche anche quell’ansia da prestazione che ci fa sentire dalla parte inconcludente dell’umanità.

E possiamo anche lasciarci alle spalle quel pessimismo cosmico abbinato ad una triste ed anticristiana nostalgia del passato, che cantilena malinconicamente quel Una volta era meglio”.

 

Infatti sia che dormiamo o che vegliamo, il seme di Dio germoglia e cresce.

Cresce.

Cresce.

Smettiamo di concentrarci solo sull’albero che cade e che fa un gran rumore.

C’è una foresta che silenziosamente e caparbiamente cresce.

E di questa foresta non parla la tivù o le chiacchiere di paese.

Ma gli occhi spirituali, sì.

 

«Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami».

 

Un’altra parabola disse loro: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti».

(Matteo 13,31-33)

Quel piccolo seme racconta l’Infinito di Dio.

Alla sera vedi un bocciolo.

La mattina si è aperto un fiore.

Senza alcun intervento esterno.

Su queste parole di Gesù possiamo appoggiare tutta la fiducia nella vita di cui siamo capaci.

L’intera creazione, ogni minuscolo fiore ed ogni piccolo gesto crescono e fioriscono per un misterioso codice genetico divino messo nel DNA del mondo.

Nonostante le nostre distrazioni e perfino nonostante la nostra ostilità, il grande albero di senape nascerà.

Senza voli retorici: il granello non salverà il mondo.

Noi non salveremo il mondo.

Dio e la sua forza, sì.

 

Benedetti allora i piccoli granelli di felicità racchiusi negli istanti.

 

 

 

 

Benedetti i millimetri di strada fatti con l’attenzione alle piccole cose.

 

 

 

Benedette le ombre dei piccoli gesti quotidiani fatti con grande amore.

 

 

Carl Aderhold ha scritto: “Non si presta mai abbastanza attenzione alle piccole cose della vita.

Eppure, nella maggior parte dei casi, sono quelle che provocano i cambiamenti più importanti della nostra esistenza.

La letteratura e il cinema ci riempiono la testa di grandi tragedie che stravolgono i destini dei protagonisti.

Ma nella realtà, questi fulmini a ciel sereno prendono quasi sempre la forma di dettagli ridicoli”.

 

 

I granellini di senapa sono stati spiegati bene da un poeta e da una mistica.

Il poeta si chiamava Jorge Louis Borges (chiamato da tanti il teologo ateo) ed ha composto quest’elenco meraviglioso di piccoli semi quotidiani. 

“Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere una etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che intuisce un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.

Chi accarezza un animale addormentato.

Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo”

La mistica si chiamava Maria Faustina Kowalska e nel suo famoso diario raccontò così l’attrazione di Gesù per i piccoli gesti quotidiani

“La cosa più difficile per me era quella di scolare le patate; talvolta ne versavo fuori la metà. Quando lo dissi alla Madre Maestra, mi rispose che poco alla volta mi ci sarei abituata e avrei fatto pratica.

Questa difficoltà tuttavia non scompariva, giacché le mie forze diminuivano ogni giorno e, per mancanza di forze, al momento di scolare le patate, mi tiravo indietro.

Le suore accorsero che evitavo quel lavoro e se ne meravigliavano enormemente, non sapendo che non ero in grado di aiutarle, nonostante mi impegnassi con tutto lo zelo e senza riguardo di me stessa.

Durante l’esame di coscienza di mezzogiorno, mi lamentai col Signore per la diminuzione delle forze.

Fu allora che udii dentro di me queste parole: «Da oggi in poi, ti riuscirà assai facile; accrescerò le tue forze».

La sera, venuto il momento di scolare le patate, m’affrettai per prima, fiduciosa nelle parole del Signore. Afferrai la marmitta con disinvoltura e scolai le patate con facilità. Ma quando sollevai il coperchio per farne uscire il vapore, invece delle patate notai nella marmitta interi fasci di rose rosse, così belle che non riuscirei a descriverle. Mai prima d’allora ne avevo vedute di simili.

Rimasi stupefatta, non potendo comprenderne il significato; ma in quell’istante udii in me una voce che diceva: «Il tuo duro lavoro Io lo trasformo in mazzi di stupendi fiori, mentre il loro profumo sale su fino al Mio trono».

Da quel momento cercai di scolare le patate non solo durante la settimana assegnatami in cucina, ma feci di tutto per sostituire le mie compagne durante il loro turno. E non solamente in questo, ma in ogni altro lavoro faticoso cercavo di essere la prima a dare una mano, avendo sperimentato quanto ciò fosse gradito a Dio.”

I piccoli gesti quotidiani che non solcano i palcoscenici del mondo, sono in profonda sintonia con il Creatore di ogni cosa.

Dio ha rinchiuso sé stesso nella piccolezza.

 

Nel 2000 Angelo Branduardi raccontò la vita di quel gigante spirituale chiamato san Francesco d’Assisi in una serie di brani musicali raccolti in un meraviglioso CD.

Il titolo che scelse?

L’infinitamente piccolo”.

Georges Bernanos ha scritto: Le cose piccole hanno l’aria di nulla ma danno la pace”.

C’è un segreto di serenità dentro i granelli quotidiani di senapa.

In loro c’è la grande forza di Dio che fa nascere grandi alberi che, a loro volta, offriranno rami ai nidi degli uccelli e regaleranno ombra ai bisognosi di riposo.

 

L’infinitamente piccolo di san Francesco.

L’atto dello scolare le patate di suor Faustina.

I gesti delicati elencati da Louis Borges.

C’è una forza segreta nelle cose buone, belle, tenere e vere.

E’ come un lievito che cresce in modo sproporzionato.

Oserei dire; infinito.

Ssshhhh. Lo senti?

Il Regno di Dio è vicino.

Il mondo che a noi sembra avvitato in una crisi senza uscita, è anche un immenso laboratorio di idee nuove, di progetti, esperienze di giustizia e pace.

Ssshhhh.

“Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre…

Speri Israele nel Signore, ora e sempre. (Sal 130,1-3)

 

“La vera felicità si trova nelle cose semplici, apparentemente irrilevanti. Ma per essere consapevole delle piccole cose è necessario che tu sia tranquillo interiormente. E’ necessario un alto livello di attenzione. Sii calmo. Guarda. Ascolta. Sii presente. Diventa consapevole dei numerosi suoni della natura – il fruscio delle foglie nel vento, il rumore delle gocce di pioggia, il ronzio di un insetto, il primo canto degli uccelli all’alba. Concentrati nell’azione di ascoltare. Al di là dei suoni c’è qualcosa di più grande: una sacralità che non può essere compresa attraverso il pensiero.
(Eckhart Tolle)

 

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Un pensiero su “La vera felicità si trova nelle cose semplici, apparentemente irrilevanti”

  1. Ma buongiorno Cri.
    Attendevo con trepidazione un tuo nuovo scritto, ho letto che sei stata molto presa, quindi, spero ora tu possa rilassarti un po’…
    Post molto bello, delicato e pieno di tenerezza, finito di leggerlo ho avuto come la sensazione che qualcuno me lo avesse letto all’orecchio con voce soave; saranno stati i tuoi Ssshhhh …mah …
    Cara Cri, ti ringrazio come sempre e ti abbraccio molto forte augurandoti un meritato riposo e buone vacanze.
    A presto leggerTi.
    affettuosamente
    Lella

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