La ferita delle persone non amate

156458_478557088865131_220300688_n“Prof, una provocazione: come si può servire il prossimo quando si ricevono solo calci nel didietro dal cosiddetto “prossimo”? 

Caro Marco, l’esperimento che ti sto per descrivere è stato fatto realmente ad Amsterdam. Ad un gruppo di studenti hanno fatto ascoltare i giudizi che delle persone avevano espresso su di loro, guardando fotografie che li ritraevano.

Il cuore di chi riceveva giudizi negativi o veniva rifiutato, saltava letteralmente un battito.

In altre parole: il cuore umano si ferma e perde colpi di fronte al senso di rifiuto e rigetto sociale. 

Ora non sarò certo io a spiegarti quanto sia enorme il bisogno degli uomini di sentirsi accettati, protetti e compresi. Chi non lo sa?

Mi viene solo da dirti: “Benvenuto nel Club!”: nel Club di quelli che cercano di sentirsi amati ed aiutati e che soffrono se si sentono traditi od isolati! Siamo in tanti ad avere la tessera; oserei dire, tutti! 

Detto questo come premessa, rimane però la difficoltà di scegliere cosa fare quando non ci si sente amati. Peggio: rifiutati o oppressi. 

fmri-meditationPrima però di scegliere cosa fare (ed in genere le alternative sono due: o subire o ribellarsi), è bene entrare un po’ in noi stessi. Perché il problema, spesso, nasce proprio dentro di noi.

In effetti, se tu ci pensi bene, è difficile pensare che “abbiamo ricevuto solo calci nel sedere” nella nostra vita.

L’amore si sarà sicuramente affacciato nelle nostre giornate, ma noi non ci abbiamo fatto caso! Una colazione trovata preparata in cucina…un sorriso del barista…una telefonata inaspettata…

L’amore è fatto di piccoli gesti quotidiani: ma chi di noi ci fa caso?

non sono arrabbiato con te__Spesso siamo lì, insoddisfatti e nervosi già di prima mattina, ad aspettare che, inevitabilmente, si rinnovi la nostra depressa solitudine.

E con la giornata già predefinita nella nostra mente, non ci sforziamo minimamente di cambiare il codice di lettura di ciò che ci accade.

Cancelliamo la password per “leggere” l’interezza della bellezza e ci fermiamo al grigiore della tristezza che abita in noi.

E’ allora che sentiamo dentro” un vuoto incolmabile!

 

A quel punto, tutti i consigli del mondo, ci entrano in un orecchio e ci escono dall’altro.

rabbia1A niente valgono frasi come: “E’ la tua scarsa autostima a mettere dei paletti tra te e gli altri”.

Il pessimismo cosmico, come un bulldozer senza pietà, si fa largo nell’animo ferito e cinicamente ti avverte: “Alla fine andrà sempre a finire male e soffrirai”.


Un pericoloso déjà vu  prende possesso della tua mente e caccia ogni possibile tentativo di recupero password per rivedere l’amore, allontanando quel minimo di saggezza che ti dovrebbe far capire che: “Interpreti in modo sbagliato il presente, per la diffidenza cresciuta in te a causa di storie passate”

Tutto è nero, tutto è delusione e rabbia e i calci nel sedere si fanno largo nella memoria, per rammentarci che siamo nati un po’ sfigati e in quello stato rimarremo per sempre.

Cosa fare allora?

Lucio Anneo Seneca diceva: “Se vuoi essere amato, ama.”

Questa frase la capiamo bene tutti, ma metterla in atto è un’altra cosa.

Primo: perché  è vero quel che diceva Giacomo Casanova: “L’uomo può amare se non con la speranza di essere riamato”.

078a87bdc244400e1e514c6512c35abcSecondo: perché non si capisce per niente bene, dove sia il confine tra la generosità e il lasciarsi mettere i piedi sopra la testa.

Ma c’è un’altra frase di Gesù (ancora più esigente di quella di Seneca) che a me ha sempre affascinato (se la riverso sugli altri) quanto intimorito (se poco poco, immagino di applicarla a me):

gigarte_opera_47457Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”. Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Perché, se amate coloro che vi amano, che premio ne avrete? Non fanno altrettanto anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno altrettanto anche i pubblicani? Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è nei cieli».” (Matteo 5:43-48)  

E’ un concetto rivoluzionario: ma che la rivoluzione la facciano gli altri! La Bastiglia che è dentro di me non la farò certo espugnare da qualche frase filosoficamente affascinante!

E poi, che lagna con questo “amore…amore…amore”! Che penosa mielosità ripetitiva! 

Caro Marco, credo che l’inghippo inizi proprio dall’ignoranza di chi legge questa frase evangelica. Noi per amore intendiamo quel sottofondo dolciastro delle canzoni di Sanremo (con tutto il rispetto per alcune di esse, veramente belle) o quel sentimento spontaneo che non conosce disciplina o autocontrollo. 

970311_500224616726022_103197395_nIn quel passo, invece, per “amate i vostri nemici si usa il termine greco  “Agapo con radice in “Agape”.  Questo tipo di amore viene definito come: l’amore di intelligenza, di ragione e comprensione”.

E’ un amore disinteressato, intelligente, che non ha bisogno di niente in ritorno.

Tu ci riesci?

Io no!

So perfettamente che Gesù non mi sta chiedendo di abbracciare e baciare il mio nemico che ha appena stuprato mia sorella o mia nipote. Ho capito perfettamente che quello che mi chiede è: non nutrire odio o cercare vendetta verso di lui. Ci penserà Dio (e i magistrati debbono applicare la legge) ma io gli farò solo del bene.

Chiaro è chiaro, ma ritorna sempre la stessa domanda: tu ci riesci?

Per quanto riguarda me, se dicessi “Sì” mentirei sfacciatamente.

pregare_01Eppure…eppure ho visto dalla mia esperienza personale, che quando chiedi all’Amore, di entrare dentro di te e di renderti un po’ di più Amore come Lui, qualcosa succede.

Ho sperimentato che è vera la faccenda che se chiediamo lo Spirito Divino, questo arriva e ci ridà la password per rivedere la luce dell’amore.

E la vendetta? Quella piacevole sensazione che, almeno momentaneamente, ci fa illudere di riavere l’ossigeno della rivalsa?

San Paolo è chiaro nella lettera ai Romani( 12,19):

‘Non fate le vostre vendette, cari miei, ma cedete il posto all’ira di Dio; poiché sta scritto: A me la vendetta; io darò la retribuzione, dice il Signore.’

Ma questo è un altro discorso che, se vorrai, faremo insieme.

 

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3 pensieri su “La ferita delle persone non amate”

  1. Carissimi, carissime
    Gesù Cristo ha indcato come rispondere in maniera rivoluzionaria alle offese. Papa Francesco fornisce una risposta che è il modo cristiano di rispondere alle accuse e le offese ingiuste
    Nel saggio, edito dalla EMI e intitolato “Umiltà la strada verso Dio”, Jorge Mario Bergoglio ha scritto “è Cristo che ci permette di accedere al fratello a partire dal nostro abbassarci”. Secondo Papa Francesco “il nostro camminare sulla via del Signore comporta di assumere l’abbassamento della Croce. Accusarsi è assumere il ruolo del reo, come lo assunse il Signore caricandosi delle nostre colpe”, pertanto “l’accesso al fratello lo realizza lo stesso Cristo a partire dal nostro abbassamento”.

    Il commento dell’Arcivescovo di Buenos Aires, si ispira ad alcuni scritti di Doroteo di Gaza, un abate monaco e eremita del VI secolo. Ha scritto Doroteo di Gaza “Credi in tutto quello che ci accade, anche i minimi dettagli, viene dalla Provvidenza di Dio e sopporterai senza impazienza tutto ciò che verrà. (…) Credi che il disprezzo e le offese sono rimedi contro l’orgoglio della tua anima e prega per quelli che ti trattano male, considerandoli vedi medici”.

    Ed ancora “non cercare di conoscere il male del tuo prossimo, e non alimentare sospetti contro di lui. E se la nostra malizia li fa nascere, cerca di trasformarli in pensieri buoni”.

    Si racconta che Abba Zosima, uno dei maestri di Doroteo di Gaza, diceva che occorre pensare a chi fa del male “come a un medico inviato da Cristo” come a “un benefattore”, perché “tutto è un appello alla conversione, a rientrare in se stesso e a scoprire solidarietà con i peccatori”.
    Nel rapporto contro chi ti critica o ti attacca o perseguita la Chiesa, papa Francesco risponde come ha risposto il beato croato Miroslav Buleić: “La mia vendetta è il perdono!”, spiegando che “il martirio è amore, ed è la vittoria su ogni specie di odio”

    Anche il beato Jerzy Popiełuszko martire polacco, ha sottolineato che compito dei cristiani è quello di combattere “il male e non le sue vittime”.

    Chiarissimo insegnamento di san Paolo che nella Lettera ai Romani ha scritto: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (12,21).

    Il male non si sconfigge con il male: su quella strada, infatti, anziché vincere il male, ci si fa vincere dal male.

    A questo proposito il Papa, prima dell’Angelus del 15 settembre, ha spiegato che la giustizia umana è troppo limitata per salvarci e se pratichiamo “occhio per occhio, dente per dente”, mai usciremo dalla spirale del male.

    Diversa è la giustizia di Dio che di fronte ai peccati ed al male ha accettato la Croce ed ha dato la vita per noi.

    Per approfondimenti vedi http://www.zenit.org/it/articles/misericordia-il-programma-di-pontificato-di-papa-francesco-prima-parte

    AG

    1. E’ tutto oggi che penso alla frase di Doroteo di Gaza “Credi in tutto quello che ci accade, anche i minimi dettagli, viene dalla Provvidenza di Dio e sopporterai senza impazienza tutto ciò che verrà. (…) Credi che il disprezzo e le offese sono rimedi contro l’orgoglio della tua anima e prega per quelli che ti trattano male, considerandoli vedi medici” . Credo che anche domani ci penserò…GRAZIE Antonio!

  2. Alla più piccola offesa l’ego (o la nostra natura inferiore) suggerisce: “mandalo via una buona volta per tutte, dagli una lezione significativa, mordigli il collo questa volta” ecc.. ed è ciò che spesso accade, ci apprestiamo a seguire quei “consigli dell’ego” e muoviamo in qualche modo vendetta.

    Ma se restiamo in Ascolto, sorgerà anche un’altra voce Interiore.. è la nostra natura Superiore che sussurra: ” non prendertela, sono cose che accadono e ci cadi dentro sempre, utilizza l’avvenimento e sublima questo ennesimo affronto.. tu sei un alchimista e da ciò ne ricaverai certamente dell’Oro!.. perchè rimuginare? perchè pensare all’offesa subita, quando hai anche questa volta occasione di metterti al Lavoro? verificare te stesso? è un occasione da non perdere, dovresti ringraziare “saturno contro” che ti ha permesso di vedere questo aspetto tuo ed altrui, che ti ha dato la possibilità di crescere, emanciparti ancora un po’ ”

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