Francesco d’Assisi, una notte del luglio del 2016, ha amato il futuro di tutti noi. Pronti a conoscere quella notte?

Ciao Cristina, ho appena letto la preghiera di Pearlman (https://www.facebook.com/intemirifugio/posts/1247794421975674:0 ). Cavoli come mi sono ritrovata! Questa sono io. Solo ieri sono andata in chiesa e ho detto questo. Stamattina guardando il crocifisso in ufficio, ho pensato questo.

Ho il bene dentro di me, ma poi non riesco a metterlo in pratica. Vorrei fare di più , essere diversa, ma non riesco. Mi rendo conto che sto sbagliando e non riesco a fare diversamente. Ho un caratteri chiuso, sono timida e questo non aiuta. Ma perché se il bene è può forte del male, non si riesce a metterlo in pratica?

Perché il rancore, la rabbia, le preoccupazioni prendono il sopravvento? Dentro di me una guerra di sentimenti… Grazie e scusa lo sfogo, ma quando ho letto la preghiera mi sono ritrovata così tanto che non ho potuto fare a meno di scriverti. Grazie mille per ciò che condividi. 

Nella pagina facebook In te mi rifugio (collegata al blog) ricevo tante lettere, insegnamenti ed incoraggiamenti. Oggi una di queste la vorrei condividere con tutti, perchè magari qualcun altro, leggendo, potrà dire come me: Ma allora non ci sono solo io nel club degli incoerenti!”

Giusto per non sentirsi gli unici sul pianeta.

A dirla tutta, è incoraggiante che anche quel gigante spirituale di Paolo di Tarso, abbia scritto a suo tempo, le stesse parole di Elisa, la protagonista della lettera.

Io so infatti che in me, cioè nella mia carne, non abita il bene; c’è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me”. (Lettera ai Romani 7,18-20).

E se proprio vogliamo esagerare nell’incoraggiarci (esercizio sacro per scacciare la fatica del rimprovero angosciante) possiamo anche guardare san Francesco!

San Paolo e san Francesco insieme saranno capaci di portarci dall’altra sponda del “biasimo”, no?!

Hai visto Elisa che data è oggi? E’ il primo agosto.

Pronta a ricevere il perdono d’Assisi?

Pronta a sentirti felice perché, più che peccatrice, sei figlia di Dio?

Pronta a liberare l’anima e a rimuovere la paura?

Stai per leggere la storia di un desiderio. Un grandissimo desiderio. Tutto parte da un sogno che aveva san Francesco: farci sentire tutti ospiti d’onore del Paradiso.

Scrivere il nostro nome nella lista degli invitati attesi in Cielo.

Prolungare la nostra vita fino a… a… a per sempre felici e gioiosi!

Cara Elisa, quando ho scritto il libro su san Francesco, il capitolo dedicato al Perdono d’Assisi è stato quello a me più caro.

Chi comprende quel che accadde in quella notte di luglio del 1216 alla Porziuncola, capisce subito che tutti noi ci salveremo se, invece che puntare il dito contro noi stessi, avremo la forza di reggerci l’un l’altro.

E’ una vera rivoluzione interiore che un giorno io ho trovato spiegato in una storiella antica.

 

C’era una volta una donna che era all’inferno. Soffriva, stava male e rimproverava Dio perché lei si trovava lì ingiustamente. Un giorno gli urlò contro: “Come posso stare qui all’inferno? Io avrò fatto anche del male, ma tu non hai tenuto conto della mela che quel giorno ho regalato a quel mendicante! E’ stato un gesto generoso! E tu non ne hai tenuto conto! Sei ingiusto! Se veramente fossi quel Dio buono che vuoi far credere a tutti…”

E mentre lei stava urlando ricordando a Dio quel suo gesto di bontà, rimase improvvisamente allibita. Fermò le sue urla e spalancò gli occhi incredula. Stava iniziando ad alzarsi verso l’alto. Lentamente i suoi piedi si stavano sollevando da quell’inferno di fuoco. Incredibile! Piano piano l’eccitazione per il fatto di essere stata ascoltata, la invase. Non le sembrava vero! Si stava lentamente alzando verso il Cielo! Stava avvicinandosi al Paradiso per davvero!

Ma mentre lei stava iniziando a sollevarsi dall’inferno, questo movimento non sfuggì alle altre anime dannate e, con guizzi e salti, chi poteva andava dalla donna e si aggrappava ai suoi piedi, alle sue caviglie, ai suoi vestiti…

Un vero caos di anime che cercavano di allontanarsi dall’inferno, aggrappandosi a lei ed al suo gesto buono.

La donna vedendo tutto quel trambusto intorno a lei, fu presa dalla paura. Con tutte quelle anime aggrappate a lei, non ce l’avrebbe mai fatta ad arrivare fino in Cielo. Avrebbe perso quell’opportunità! La paura fece entrare in lei l’egoismo acuto. E con l’egoismo anche la rabbia violenta si fece largo.

A quel punto lei cominciò a divincolarsi da tutte quelle anime che l’avevano presa d’assalto sperando anche loro di…

La donna iniziò a scalciare come una pazza furiosa, arrabbiata con quegli altri sventurati, abitanti dell’inferno come lei.

E proprio nello stesso istante in cui lei iniziò a scalciare… 

Proprio nello stesso momento…

In quel preciso secondo, il suo movimento verso l’alto si fermò e si ritrovò di nuovo catapultata sul pavimento infuocato dell’inferno.

Quella povera donna non aveva capito il segreto del Paradiso.

Se non avesse scalciato, se non si fosse fatta prendere dall’egoismo, avrebbe avuto il potere di portare con sé tutti gli altri!

Se avesse avuto il coraggio di scegliere l’amore, avrebbe trascinato verso il Cielo tutti i suoi compagni di sventura!

Invece si era fatta sopraffare dalla paura.

La paura le aveva fatto vedere gli altri come pesi insopportabili da cui difendersi.

San Francesco ha fatto proprio il cammino opposto della donna del racconto.

Senti cosa gli è accaduto e poi, se riesci, tra oggi e domani, fatti questo regalo: l’indulgenza plenaria!

Se ne vuoi sapere un po’ di più, vai qui http://www.intemirifugio.it/lindulgenza-plenaria-in-parole-semplici/ )

Buona lettura, buona vita, buon perdono, buona gioia, buon cammino tesoro!

 

(tratto dal cap.9 del libro “Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio”

(http://www.if-press.com/It/Libro/7/22/Nei_luoghi_di_Francesco_per_incontrare_Dio )

 

 

“Signore Gesù, perdonaci tutti e portaci con te in paradiso!”

È una notte del luglio del 1216 e Francesco sta in preghiera davanti al piccolo altare della Porziuncola. Sta pregando per noi. Sta chiedendo il perdono per tutti. Ad un certo punto una sfolgorante luce illumina le pareti della chiesetta. Seduti in trono, circondati da una schiera di angeli, appaiono, in un bagliore scintillante, Gesù e Maria.

Ogni volta che mi capita di varcare la soglia della Porziuncola cerco sempre di immaginare quel momento e mi sento, solo per il fatto di essere lì, una creatura privilegiata.  Quella notte il Redentore chiede al suo Servo quale grazia desideri per il bene degli uomini. S. Francesco umilmente risponde: “Poiché è un misero peccatore che Ti parla, o Dio misericordioso, egli Ti domanda pietà per i suoi fratelli peccatori; e tutti coloro i quali, pentiti, varcheranno le soglie di questo luogo, abbiano da te o Signore, che vedi i loro tormenti, il perdono delle colpe commesse”.

Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande gli disse il Signore, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza” (da Diploma di fr. Teobaldo, frate minore e vescovo di Assisi).  Guarda caso (sempre che il caso esista, quando si parla di fatti che hanno come mittente Dio) in quei giorni Papa Onorio III (uomo anziano ma molto buono e pio, che aveva dato ciò che aveva ai poveri) era a Perugia, a due passi da Assisi.

Innocenzo III era morto il 16 luglio e Francesco, alle prime luci dell’alba, parte in compagnia di frate Masseo per incontrarsi con il nuovo Papa, eletto il 24 luglio nel conclave perugino.  Quando il Pontefice chiede al santo per quanti anni domandi quest’indulgenza, si sente rispondere: “non chiedo anni, ma anime” e ribadisce che vuole “che chiunque verrà a questa chiesa confessato e contrito, sia assolto da tutti i suoi peccati, da colpa e da pena, in cielo e in terra, dal dì del battesimo infino al dì e all’ora ch’entrerà nella detta chiesa” (da Diploma di frate Teobaldo, frate minore e vescovo di Assisi).

Francesco sta parlando di noi! Sta amando il nostro futuro.  Solo questa passione può spiegare questa eclatante richiesta (una tale indulgenza, infatti, si era soliti concederla soltanto a coloro che partivano per la liberazione del Santo Sepolcro, divenendo crociati). Il Papa glielo fa notare: “Non è usanza della corte romana accordare un’indulgenza simile”. Ma Francesco ha le idee chiare e ribatte: “Quello che io domando, non è da parte mia, ma da parte di Colui che mi ha mandato, cioè il Signore nostro Gesù Cristo”.  La Curia Papale si oppone non poco a questa richiesta: “Badate, signore che se concedete a costui una tale Indulgenza, farete scomparire l’Indulgenza della Terra Santa e ridurrete a nulla quella degli apostoli Pietro e Paolo, che sarà tenuta in nessun conto”. Ma il Papa risponde: “Gliela abbiamo data e concessa, non possiamo né è conveniente annullare ciò che è stato fatto, ma regoliamola in modo tale che la sua validità si estenda solo per una giornata” (da Diploma di fr. Teobaldo, frate minore e vescovo di Assisi).

È carino il finale di questo incontro.  Sul punto di accomiatarsi, il Pontefice chiede a Francesco (felicissimo per la concessione ottenuta): “O semplicione dove vai? Quale prova porti tu di tale Indulgenza?”. È allora che Francesco gli spiega ancora più chiaramente su Chi ripone la sua fiducia: “Per me è sufficiente la vostra parola. Se è opera di Dio, tocca a Lui renderla manifesta. Di tale Indulgenza non voglio altro istrumento, ma solo che la Vergine Maria sia la carta, Cristo sia il notaio e gli Angeli siano i testimoni”.  Chiarissimo il messaggio.  Teobaldo scrisse tutto l’evento nel suo “Diploma”, un documento storicamente autorevole che questo frate minore, nonché vescovo di Assisi, emanò dalla curia vescovile il 10 agosto 1310.  Il documento aveva una preoccupazione ben precisa: chiarire la veridicità dell’indulgenza e mettere a tacere i detrattori che, con le loro polemiche, mettevano sospetti e dubbi nella gente. Francesco, invece, non ebbe mai nessun dubbio. Il mattino seguente all’incontro col Papa, infatti, dopo la preghiera, chiama il compagno e gli dice: “Frate Masseo, ti dico da parte di Dio che l’Indulgenza concessami dal sommo pontefice è confermata in cielo”.  Il 2 agosto 1216, in occasione della consacrazione della chiesa stessa, alla presenza di sette vescovi, con la massima solennità è resa pubblica l’Indulgenza. Quel giorno Francesco, con in mano la “cedola” (foglio di pergamena) dell’Indulgenza, proclama con gioia a tutti: “Io vi voglio mandare tutti in paradiso e vi annuncio una Indulgenza che ho ottenuto dalla bocca del sommo pontefice. Tutti voi che siete venuti oggi, e tutti coloro che ogni anno verranno in questo giorno, con buona disposizione di cuore e pentiti, abbiano l’Indulgenza di tutti i loro peccati” (da Il Diploma di frate Teobaldo, vescovo di Assisi).  Dato in Assisi, nella festa di San Lorenzo dell’anno del Signore 1310.

 

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20161216_154739Il libro "Nei luoghi di Francesco per incontrare Dio" è in vendita nel sito
http://www.if-press.com/It/Libro/7/22/Nei_luoghi_di_Francesco_per_incontrare_Dio 

4 pensieri su “Francesco d’Assisi, una notte del luglio del 2016, ha amato il futuro di tutti noi. Pronti a conoscere quella notte?”

  1. Ciao, Cristina!
    Indovina un pò?!
    Stamattina pensavo al Perdono d’Assisi e a te in persona perché la prima volta che ho letto qualcosa in merito è stato qui sul tuo blog.
    Mi ricordo anche della semplice spiegazione sulle indulgenze.. 🙂
    So solo che se non avessi letto quel tuo post, forse oggi sarei ancora una “tiepida”.
    Ricordo che incuriosita da questa pia pratica, con la scusa di voler partecipare anche io anche se non ho messo piede ad Assisi ( ma chissà?! Le vie del Signore sono infinite!), sono andata a confessarmi dopo mesi che non mi facevo vedere in chiesa e da quel giorno, seguendo il suggerimento del sacerdote, ho preso ad andare a messa almeno la domenica e giorno 07 agosto spengo la mia prima candelina! 🙂
    Quindi, doppi auguri: sia per te, in occasione del tuo compleanno oggi e sia per me, perché nonostante la fatica che a volte mi ha comportato seguire Gesù, nonostante in questi giorni sia stata indecisa se mollare tutto, sono ancora qui. 😀
    Dio mi ha tirata per i capelli e la lettura di questo nuovo post sul Perdono d’Assisi mi fa sentire amata lo stesso, anche se qualche attimo prima stavo pensando di voltare nuovamente le spalle a Dio.
    Grazie ancora! 😀
    Rinnovo i miei auguri più sinceri ed il mio grazie più profondo.
    Sono sicura che oggi stiano brindando in paradiso.
    Un abbraccio!

    1. Carissima Tania, com’è bello scoprire che siamo fatti tutti delal stessa pasta! Ci fa sentire meno soli, meno “brutti&cattivi”. Siamo tutti come te, tutti “lì lì per mollare” e poi (quasi) tutti “lì a ricominciare”. Perché non tutti ce la fanno a non mollare il cammino. Però è vero che tutti siamo dei “ricomincianti”. Oggi andrò ad Assisi e porterò con me Margherita, la mia nipotina di nove anni. Farò la guida turistica personalizzata ad una bimba e proverò a farle scoprire la bellezza di ciò che è successo in quei luoghi. Magari un giorno si ricorderà di questa giornata e le potrà essere utile per trarre forza e bellezza di vita. Perché tutti noi (anche tu con i tuoi post) lasciamo tracce utili ad altri. A chi, di preciso? Lo sa solo il buon Dio. Buona 2 agosto!!!

  2. Bellissimo! Fa’ buon viaggio insieme alla tua nipotina!
    E se puoi fa’ una preghiera di ringraziamento a san Francesco da parte mia!
    Dio vi benedica!
    Un bacio ????

  3. Buongiorno e buon 2 Agosto a tutti!!!

    Cristina cara,
    bellissimo post, bellissime parole, bellissimo, come sempre, TUTTO!
    Entrare in questo blog è come entrare in un oasi, è respirare a pieni polmoni “aria fresca e pulita”, è sentire sulla pelle quella leggera brezza che dona sollievo, è sentirti accarezzare l’anima, è avvertire la Sua presenza e scorgere un Suo sorriso tra la moltitudine di parole che scorrono una via l’altra…oh GRAZIE Signore, GRAZIE Cristina.
    Cara Cri, ho letto che oggi farai da cicerone alla tua nipotina in quel di Assisi, sei e sarai una bravissima guida e nn solo turistica, resterà affascinata e incantata da tutto ciò che vedrà e ascolterà e, sono certa che, se nn tutto, molto le resterà dentro, come dei piccoli semi, dei piccoli tesori e alla necessità…chissà quando…chissà dove riaffiorirà.
    Concludo con un pensiero sul Perdono di Assisi ringraziando innanzitutto S: Francesco e Nostro Signore per averlo concesso e…forse…ispirato e poi… come dici te, siamo più o meno tutti sulla stessa barca, tutti ma proprio tutti bisognosi, bisognosi della Sua Grazia, della Sua Indulgenza, della Sua Misericordia, del Suo Perdono ovvero del Suo IMMENSO AMORE.
    Un abbraccio fortissimo di bene Cristina.
    Lascio un caro saluto e l’augurio di una Santa giornata a tutti con la Benedizione di Nostro Signore.

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