Un cancello azzurro cielo a Gerusalemme

Lo vedete questo cancello azzurro cielo?????
L’ho fotografato al volo mentre passavamo con il pullman.
Lo considero un luogo profetico.
Quello è il cancello d’entrata dell’ospedale Saint Louis.
E’ un ospedale cristiano cattolico della Congregazione delle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione. Lì si donano cure palliative ai malati terminali ed assistenza a pazienti cronici ed anziani.
L’ospedale si trova all’esterno della Citta Vecchia, vicino alla Porta Nuova e non lontano dalla Porta di Giaffa.
Quell’ospedale dai cancelli azzurro cielo, ospita pazienti provenienti da famiglie ebree, musulmane e cristiane. Anche il personale è misto e ognuno si prende cura di tutti senza distinzioni.
L’amore e la protezione circolano dappertutto.
E’ un luogo profetico dove ci si lascia baciare dal Cielo.
Poi la terra brilla un po’ di più e si diventa una particella dell’Anima del mondo!????
M.C.????

Continua a leggere Un cancello azzurro cielo a Gerusalemme

Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini. (Paulo Choelo): le NDE

Ero in viaggio e su quel treno diretto a Milano ero in compagnia di un solo signore. Alto, con la barba curatissima ed un pizzetto signorile che, insieme ai suoi capelli argentei, gli conferiva un’aria molto elegante.

Io avevo con me un libro. Lui pure.

Il viaggio era lungo ma i nostri libri ci tenevano concentrati

C’era un bel silenzio calmo nel nostro scompartimento.

Ad un certo punto quel signore alzò lo sguardo verso di me e mi chiese cosa stessi leggendo. Poi lui mi fece vedere il suo libro.

E’ iniziato tutto così.

La mia passione per gli studi sulle NDE (Near Death Experience) è iniziata con un incontro casuale, su un treno, con un professore universitario dall’aria affascinante.

All’arrivo nella caotica stazione milanese, lui mi lasciò sorridendo, con un: “Buona giornata Maria Cristina. Ti voglio regalare questo libro. Mi hai detto che non hai mai sentito parlare di NDE. E’ giunto il momento di sopperire a tale mancanza. Goditi la lettura di questo volumetto!”.

Mi sentivo un po’ una privilegiata per il fatto di avere tra le mani, gratuitamente, quel libro mai incontrato prima nel mio cammino.

Quel giorno ancora non sapevo che quella lettura sarebbe stata solo l’inizio!

L’inizio dei miei studi e del mio ascolto di decine e decine di esperienze di NDE.

Quel libro era: “La vita oltre la vita” del dott. Raymond Moody.

Allora non sapevo che poi avrei acquistato, negli anni, decine di libri sull’argomento, che poi avrei ascoltato testimonianze anche io e che … ma andiamo per gradi.

Per alcuni anni non ne ho mai parlato, consapevole che potevano essere esperienze un po’ “avanti” per taluni. L’ho sempre tenuta come una mia passione intima e profondamente spirituale.

Ma ora che il tempo passa, credo che debba fare anche io il mio piccolo passa-parola per chi vorrà.

Perché io lo ricordo quando ******** (scusate se mantengo la privacy), nei suoi ultimi istanti di vita, dopo che la malattia l’aveva trasformata da donna prosperosa in un’anziana pelle e ossa, improvvisamente riprese come le forze e, spalancando gli occhi, iniziò a parlare con il marito, deceduto anni prima.

Improvvisamente lei diceva di vederlo.

Improvvisamente aveva ripreso entusiasmo e vita.

Improvvisamente parlava e raccontava di una Luce che era lì, nella sua camera.

L’infermiere, chiamato da mia zia che le stava facendo assistenza ospedaliera, disse: “Non so se sono illusioni o allucinazioni. So solo che spesso, lavorando con i malati giunti alla fine, mi è capitato di vedere questo strano fenomeno: dicono di “vedere” qualcosa o qualcuno che noi non vediamo. Chissà …”

Dopo alcuni attimi ********* morì con il sorriso.

E ricordo quella bambina che, oramai morente per un tumore, un 26 dicembre chiuse gli occhi di fronte al medico che era lì con lei ed ai suoi genitori. Quest’ultimi uscirono dalla stanza distrutti, per piangere tutte le lacrime del mondo. Quel medico (tra l’altro neanche credente), era rimasto accanto a questa piccola paziente che, nelle ultime settimane, le era oramai entrata nel cuore. Stava preparandosi a redigere l’atto di morte (eravamo negli anni ’80 e non c’era ancora la nostra informatizzazione) quando quella bimba riaprì gli occhi.

Davanti a lui.

Il medico esterrefatto la vide sorridergli felice ed ascoltò emozionato le sue ultime parole: “Dottore, può dire a papà e mamma di non piangere? Il paradiso è bellissimo ed io sono tanto felice di andare!” Continua a leggere Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini. (Paulo Choelo): le NDE

Il mondo invisibile e misterioso vicino a noi!

Seconda ora di lezione.
Stiamo parlando del momento in cui a Patch Adams viene uccisa la sua ragazza amatissima, da un paziente schizofrenico.
Stiamo parlando di come affrontiamo il dolore, barcollando tra la disperazione e la risurrezione.
Stiamo parlando della lotta interiore di Patch Adams, strattonato dalla tentazione di farla finita e dalla voglia testarda di continuare a realizzare il suo sogno.
Poi il video.
Bellissimo!
In aula c’è la concentrazione perfetta.
Patch Adams pone a sé stesso e a Dio, le stesse domande che tutti ci portiamo dentro quando la vita picchia duro sulla nostra anima.
Poi arriva una bellissima farfalla che, dalla sua borsa contenente gli attrezzi medici e il suo sogno, vola sul suo cuore ferito.
Già; una farfalla.
Tempo prima, in una sera che sapeva più di altre di intimità, la sua ragazza amatissima gli aveva confidato il motivo da cui scaturiva la mole di paure che si portava appresso. Da bambina era stata molestata ripetutamente da un adulto. Questo l’aveva cambiata, destabilizzata, ferita, schiacciata fino a farla diventare simile ad un porcospino dagli aculei pungenti, pronti a difenderla dal mondo.
Quella sera lei, tra le lacrime, gli aveva confidato: “Mi sento sempre come una farfalla mai riuscita a volare”
Ed ora eccola lì; una farfalla meravigliosa e tenacemente appoggiata sul suo cuore.
Un caso che una bellissima farfalla proprio in quel minuto…?
E proprio sul suo cuore…?
Alla fine di questo video Marta (la chiamerò così) ci racconta: “Prof, io vorrei raccontare un fatto che è successo alla mia famiglia. Quando è morto mio nonno, al cimitero, sulla sua tomba, si è posata una bellissima farfalla azzurra che non se ne è andata finché è durata la cerimonia. Volava tra noi nipoti e poi si riposava sulla tomba. Quel giorno ci siamo convinti che fosse nonno a darci un segno della sua presenza.
Un po’ di tempo dopo è morta nonna. Al cimitero, questa volta, sulla tomba, ce n’erano due di farfalle. Una azzurra ed una arancione.
Anche questa volta tutte e due ci hanno fatto compagnia, posate sulla tomba, per tutta la durata della cerimonia e delle preghiere.
Alla fine sono volate via insieme”
In classe c’è grande attenzione e rispetto per questo misterioso pezzettino di vita.
Alla fine dell’ora, durante la ricreazione, Beatrice (la chiamerò così) si avvicina e mi dice: “Prof, le posso raccontare una cosa?”
Ha due incantevoli occhi celesti e lo sguardo di chi è già entusiasta all’idea di poter condividere una cosa bella.
“Da piccola mi è stato regalato un cagnolino. Con lui io sono cresciuta. Con lui ho visto la tivù, Con lui ho pianto ed ho riso. Con lui mi sono confidata. Con lui ho dormito. Era il mio cane adorato! Poi lo scorso anno è morto.
Quest’estate io sono andata in vacanza in Calabria.
Quel giorno stavo andando in spiaggia da sola. Per arrivarci bisognava fare un sentiero ripido e con gli scalini affatto sicuri. Ad un certo punto ho messo un piede male ed ho perso l’equilibro verso sinistra, dove c’era un dirupo e la roccia.
E’ stato una frazione di secondo.
Mi sono sbilanciata verso sinistra e mentre stavo per cadere sui sassi appuntiti ho sentito chiaramente una zampa di un cane che mi si è posata sul fianco sinistro permettendomi di non cadere e di riprendere l’equilibrio.
Prof, io mi sono girata di scatto perché mi sono detta: “Oddio, dov’è il cane?”.
Ma non c’era proprio nessuno.
Era il primo pomeriggio ed io ero solissima.
Ma quella zampa io l’ho sentita e non mi h fatto cadere.
Glielo assicuro.
L’ho sentita!”

Continua a leggere Il mondo invisibile e misterioso vicino a noi!

Quanti anni sono che poso il mio sguardo sulla finestra della mia cucina?
Questi alberi li ho visti crescere e cambiare. Insieme a me.
In fondo siamo simili: piedi ben piantati per terra e chioma che si avvicina sempre più al Cielo.
È vicino a loro che ieri pomeriggio stavo leggendo un pensiero di Isabel Allende.
Un grande pensiero che ha alleggerito la mia anima.
Almeno su di me ha fatto questo effetto.
Chissà che anche a qualche lettore di passaggio, non faccia lo stesso.
Buona giornata!

Continua a leggere

Le ultime ore di vita di padre Kolbe

Quando uno dei dieci condannati, Franciszek Gajowniczek, scoppiò in lacrime dicendo di avere una famiglia a casa che lo aspettava, Kolbe uscì dalle file dei prigionieri e si offrì di morire al suo posto. In modo del tutto inaspettato, lo scambio venne concesso: i campi di concentramento erano infatti concepiti per spezzare ogni legame affettivo e i gesti di solidarietà non erano accolti con favore.

Continua a leggere Le ultime ore di vita di padre Kolbe

Cri ha raggiunto il Cielo!

Sto scrivendo questo post con le lacrime agli occhi.

Lo scrivo per chiarire di quale “Maria Cristina” stiamo parlando (prima che qualcuno, nella pagina facebook o nel blog, la scambi per me) e per condividere un tesoro prezioso capitatomi tra le mani circa otto anni fa.

Avevo da poco iniziato a scrivere nel mio blog “In te mi rifugio” quando un giorno mi arrivò una lettera delicatissima da parte della donna che sarebbe poi diventata l’angelo custode della mia vita.

Mi rimase subito impresso il suo avvicinarmisi in punta di piedi, per non rischiare di “entrare” nella vita altrui senza il dovuto rispetto.

Leggevo pensieri profondissimi. Mi faceva dono del suo cammino nei sentieri della fede, raccontandomi i suoi legittimi dubbi ed il suo profondo desiderio di incontrare fortemente Dio.

Una violetta delicata che potevi anche schiacciare, tanto lei te lo avrebbe permesso pur di non farti del male. E, comunque, ti avrebbe lasciato un po’ del suo profumo.

Mi rimase impresso ance il suo nome: Maria Cristina.

Come me.

Quel giorno le risposi con calma e con rispetto.

Ma mai avrei immaginato che quell’angelo sarebbe diventato la mia stampella ed il mio sole.

La vita ci aveva fatto incontrare e, pian piano, ne intuii anche qualche motivo.

Non avevamo solo il nome uguale, ma anche tante esperienze di vita che poi sarebbero arrivate. Persino il mio tumore scoperto ad agosto del 2019 si andava ad accomunare al suo tumore scoperto un po’ di anni prima di me.

Il giorno in cui mi diedero il referto medico, lei mi mandò un vocale stupendo: “Grazie di tutto sai Cri! A me lascia sempre un po’ senza fiato questa nostra accomunanza di vita e di cammino…quante ne abbiamo rilevate da quando ci conosciamo e…così…abbiamo ricevuto in dono anche questa; quella della malattia…andiamo avanti, andiamo avanti insieme! Che insieme siamo una forza doppia, una forza maggiore! E chissà che un giorno non ci abbracceremo anche, ci guarderemo negli occhi, per dircele di persona tutte queste cose! Intanto sentimi davvero vicina sai! Perché sei presentissima, sei presentissima! Nel mio nulla, ti accompagno…ti voglio bene…andiamo avanti…andiamo avanti. Il Cielo c’è! E’ sempre sopra di noi. Sempre. E quindi, avanti tutta Cri! Evviva la vita! A prestissimo! E grazie ancora di tutto!” Continua a leggere Cri ha raggiunto il Cielo!

Storia vera di un amore

Il 23 maggio 1992 Francesca Morvillo non morì subito.
Un attimo prima era accanto al suo Giovanni, in auto.
Un attimo dopo era morente in ospedale.
Morì intorno alle 23,00 e le sue ultime parole furono: “Dov’è Giovanni?”
Il magistrato Francesca Laura Morvillo nasce a Palermo il 14 dicembre 1945.
Suo padre è sostituto procuratore, suo fratello entra in magistratura ed anche nelle sue vene scorre la voglia di giustizia.
Francesca entra in magistratura il 10 marzo 1971 come giudice del Tribunale di Agrigento. Dopo pochi anni viene nominata sostituto procuratore della procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Palermo.
E’ bravissima (e lo dicono tutti), si impegna con grande passione senza contare ore o sacrifici ma, soprattutto, è seriamente impegnata nella difesa dei minori. E’ in questo campo che molto spesso conosce ragazzi provenienti da famiglie mafiose.
Arriva il 1979 e ad una cena a casa di amici conosce Giovanni Falcone. Lui è arrivato nel capoluogo siciliano da un anno, con un matrimonio alle spalle con la moglie Rita. I due si innamorano perdutamente uno dell’altro.
Francesca è l’unica donna che comprende perfettamente i sacrifici e la passione per la giustizia del suo Giovanni. Solo lei riesce a supportare quell’uomo, sopportando la vita blindata che li attende.
Arriva la scorta, arriva la paura, arriva la lotta alla mafia fatta fino all’ultima goccia di vita.

Continua a leggere Storia vera di un amore

L’amore in un quadro

Matteo (lo chiameremo così) aveva sempre amato la sua Beatrice (anche lei la chiameremo così).
Due figli, tanti anni passati l’uno accanto all’altra e tanta energia positiva in tutto ciò che facevano.
Poi Beatrice, alla soglia dei suoi cinquant’anni scopre qualcosa che non va.
All’inizio è una camminata affaticata ed un po’ impacciata, poi è un verdetto atroce che arriva senza permesso: malattia neurologica degenerativa.????

Boom!????
Come una bomba, tutto esplode e tutto si sgretola.
I progetti per il futuro, i viaggi da fare insieme, la spesa di tutti i giorni, l’appuntamento con la parrucchiera, la passeggiata rigenerante…
Tutto, ma proprio tutto, si allontana.
I gesti che prima erano a portata di mano, diventano ostaggio della fatica.
E con la fatica arriva anche la consapevolezza dell’inevitabile peggioramento.

Beatrice per circa dieci anni lotta come una leonessa contro la malattia che la vorrebbe arresa e pronta a consegnare le sue fragili armi al nemico.
Dieci anni in cui cercherà di camminare con la dignità e l’indipendenza sempre a portata di mano.
Ma poi…
Poi il drago le arriva sempre più vicino.
Azzanna il suo corpo e, da lì in poi, Beatrice avrà come compagno di viaggio il suo letto.
Sempre peggio…
Sempre peggio…
Sempre peggio…
In questa situazione atroce Matteo, oramai diventato pensionato, le tiene la mano.
No, non è una frase poetica la mia.
Proprio letteralmente Matteo, ogni giorno, le tiene la mano, la cura e le parla.
Matteo non lascia la sua Beatrice neanche per un attimo.
La loro camera matrimoniale diventa la camera di Beatrice. Lì deve starci tutto: flebo, farmaci salva vita, macchinari medici e la sedia per Matteo.
Il loro amore diventa un fiore in crescita.
Il loro matrimonio arriva a quel “saranno una sola carne” nel modo più vero possibile.
Insieme sono un inno all’amore.
Matteo le racconta tutto, le parla.
Beatrice è sempre più prigioniera del suo corpo e lo guarda.
Matteo le tiene la mano e la pettina.
Beatrice è sempre più una bambina inerme, bisognosa di tutto.
Matteo la ama e la protegge.
Beatrice guarda il vuoto e lo ama.????

Continua a leggere L’amore in un quadro

Siamo chicchi di grano che si trasformeranno in spighe

Un campo di grano maturo è una vista stupenda!????
Ogni spiga nasce da un piccolo chicco sceso dentro la terra.
Lì si è spezzato, è morto e poi ha ripreso forza.
Ha attraversato la zolla, è riemerso dalle tenebre ed è risorto alla Luce.
Ma non è più come prima.
E’ oramai una spiga alta, maestosa,
danzante al ritmo libero del vento.
pronta a diventare Pane per tutti.????
Ecco Signore perché, dopo la risurrezione, non ti abbiamo riconosciuto subito.
Sei diventato una Spiga splendida, pronta ad essere cibo di Cielo per tutti noi fatti di terra.????????????

Continua a leggere Siamo chicchi di grano che si trasformeranno in spighe

Caro Roberto, buon cammino di Luce!

Quante stelle, quante stelle!????
Il cielo stellato della notte mi fa pensare a te.
Siamo vissuti quasi due mesi stritolati dall’ansia.
Ogni giorno, ogni santissimo giorno,
la telefonata dei medici scandiva la nostra giornata.
Da quella telefonata dipendeva la nostra speranza o la nostra angoscia.
Abbiamo sperato, abbiamo fatto il tifo per te,
abbiamo pianto, abbiamo pregato,
abbiamo immaginato il tuo ritorno,
abbiamo ripercorso, increduli, ogni domino che è caduto
sotto l’effetto di un destino assolutamente avverso.
Questa pandemia sta rubando alla terra persone preziose.
Arriva, scippa una persona cara e vigliaccamente scappa.
Non si ferma a guardare il dolore che provoca.
E noi rimaniamo qui, sbigottiti, increduli
e con la vista annebbiata dalle lacrime.

Continua a leggere Caro Roberto, buon cammino di Luce!