Buongiorno Maria, è presto e in cielo ci sono ancora le stelle.
Manca poco.
Dentro di Te c’è la Luce che ha dato luce a tutte le stelle.
Hai paura? Non vedi l’ora? Sei stanca? Sei felice?
Raccontaci: come ti senti?

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Maria legge e Giuseppe culla il bambino

Lei è Maria e sta leggendo (forse la Torah o un libro di preghiere o, magari, un bel romanzo)

Lui è Giuseppe e sta cullando un bambino.

“Il” bambino.

Quella che state guardando è una miniatura in tempera e oro che racconta l’amore. In tutte le sue sfaccettature. 

Un padre che accarezza ed una madre che legge.

Animali complici tenerissimi di una nascita.

La fantasia della vita che sorpassa l’immaginazione umana.

L’armonia perfetta e la serenità affascinante.

Non sappiamo di preciso chi ne sia l’autore.

L’immagine è tratta da un Libro d’Ore composto a Besançon, in Francia, nel 1450 circa ma ora si trova in Inghilterra, al Fitzwilliam Museum di Cambridge (MS 69 folio 48r,The Nativity). 

 

Giuseppe, Giuseppe!

 

 

Fino al V secolo nessuno lo aveva mai raffigurato nei presepi.

E sì che credo non sia stato facile per lui: fidanzato innamorato e con la “quasi” moglie incinta.

Di chi?

E come?

Noi raccontiamo tutto come una favola, ma una favola non è stata.

E’ stato un difficile scontro tra la piccola mente umana e la fantasia di Dio; tra la programmazione terrestre e la progettazione celeste; tra le fede normale (che arriva fino ad un certo punto) e la fede luminosa (che sorpassa l’orizzonte e sconfina fino alle stelle).

I vangeli ci dicono che è dovuto intervenire un angelo per rassicurarlo: “Non ti ha tradito Maria!”

 

Solo dal V secolo iniziano a raffigurarlo, ma lo fanno apparire addormentato (vabbè che gli angeli gli parlavano in sogno, ma mica avrà dormito sempre!), oppure seduto da una parte a contemplare la nascita misteriosa (avrà certo contemplato, ma avrà inevitabilmente anche agito, perchè un neonato ha bisogno di tutto).  Continua a leggere Maria legge e Giuseppe culla il bambino

Il Logos nasce sul bordo degli inferi

Classe prima (avete presente quei quattordicenni che non s’augurano a nessuno?)
Rublëv (avete presente quel sommo iconista russo che in pochi conoscono?)
Natività (avete presente quella durissima tenzone tra Luce e Tenebre che abbiamo quasi tutti superficialmente riassunto in un semplice dolce evento?)
DAD (avete presente quelle lezioni fatte al pc che ora, però, chiamiamo DID perché ci piace più la parola “integrata” che “distanza”?) ????
Ecco.
Ci siamo.

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Se guardiamo la stessa luna, allora non siamo tanto lontane!

Stasera c’è una bella luna nel cielo. E’ la stessa luna che guardavi tu, Maria. La luna creata dal bambino che era in te. Figlia del tuo figlio, quanta fiducia hai avuto! 

Stanotte c’è lotta nel mondo. La stessa lotta dei tempi tuoi. L’amore è sotto assedio e l’odio cerca di opprimerlo. La speranza vacilla e la disperazione è dietro l’angolo. L’epidemia avanza nel mondo e la fede sembra senza ossigeno. Vergine piena di grazia, parlaci delle sorprese di Dio!

Raccontaci di Erode che ha fallito il suo piano, dell’angelo che vi ha suggerito l’Egitto, della grotta che era stata preparata da sempre, di Dio che tutto pensa e tutto guida, e di te che sei ora la Regina del Cielo! Continua a leggere Se guardiamo la stessa luna, allora non siamo tanto lontane!

Sii luce nelle tenebre

Viviamo di desideri appena masticati e poi risputati.

Sogniamo con ritmi troppo lenti.

Avanziamo col freno a mano spesso tirato. 

Ma c’è Uno che ha messo al sicuro, per noi, i nostri sogni. Continua a leggere Sii luce nelle tenebre

Mi puoi fare da madre?

Il pianto di una nascita: è il mio.

Maria, Madre di Dio, mi puoi fare da madre?

Tu che hai assistito alla mia nascita, raccogli tutte le lacrime che ho versato nella vita quando soffrivo perché ero costretta a partorirmi di nuovo, e illuminale con un “senso”.

Guarisci la mia anima sfiorata dai sensi di colpa per gli errori fatti nel passato e fammi toccare il cielo con il perdono dato a me stessa.

Ora (propria ora, ne ieri e né domani; ora!) coprimi con il manto protettivo del tuo amore ed io, per fede, chiuderò gli occhi e mi riposerò dalle paure del futuro. Continua a leggere Mi puoi fare da madre?

Mi puoi fare da madre?

Il pianto di una nascita: è il mio.

Maria, Madre di Dio, mi puoi fare da madre?

Tu che hai assistito alla mia nascita, raccogli tutte le lacrime che ho versato nella vita quando soffrivo perché ero costretta a partorirmi di nuovo, e illuminale con un “senso”.

Guarisci la mia anima sfiorata dai sensi di colpa per gli errori fatti nel passato e fammi toccare il cielo con il perdono dato a me stessa.

Ora (propria ora, ne ieri e né domani; ora!) coprimi con il manto protettivo del tuo amore ed io, per fede, chiuderò gli occhi e mi riposerò dalle paure del futuro.

403Prendi la contentezza per ciò che di buono ho fatto e riempila di gratitudine verso Dio, Vasaio ispiratore di ogni piccolo vaso modellato sulla terra.

Afferra tutte le amiche e gli amici sinceri che hanno colorato di speranza i tunnel bui che ho dovuto attraversare, ed abbracciali tutti, uno ad uno, rendendo loro il centuplo di ciò che hanno dato a me.

Ascolta il respiro di ogni ragazzo a cui ho tentato di essere vicina come insegnante e rimedia ai miei errori facendo entrare l’ossigeno del coraggio nei loro polmoni affinché non si accontentino mai dell’orizzonte ma puntino all’Infinito

madre-di-Dio1Stringi forte i figli che ho messo al mondo e dilata il loro cuore fino a Dio, donando loro quella fede che come mamma io posso solo malamente testimoniare ma non regalare.

Annaffia l’amore che è spuntato anni fa dall’incontro con mio marito e rendi le sue radici così inestricabilmente unite da darci la gioia di presentarci un giorno davanti a Dio, tenendoci ancora per mano.

Chiedi a Dio di benedire l’intera mia famiglia; quella che ha scritto le pagine del mio passato e quella che sta venendo pian piano al mondo. Tutte voci di un coro polifonico dove nessuno deve mancare all’appello dell’amore che crea e sostiene.

0905m12aEd infine carissima Madre, Continua a leggere Mi puoi fare da madre?

Una storia misteriosa di lacrime vere

Siamo nei primi anni del Cinquecento e Montanina Ottoni sta camminando in una stradina di campagna quando, abbandonata in una siepe, scorge un’immagine dipinta su un’antichissima tavola.

Montanina si avvicina e vede che vi è raffigurata una bellissima Madonna greca. E’ piangente ed è buttata in mezzo alle spine (i cui segni si possono ancora intravedere sulla tavola di legno).

La donna prende il dipinto nelle sue mani ed accoglie la Madonna nella sua vita. Tempo dopo, rimasta vedova (di un Fogliani di Fermo) decide di entrare nel convento di S. Caterina da Siena (contrada della Portella) in Fabriano. I documenti raccontano che insieme alla donna, vi entrerà anche la figlia.

Ma ci sarà anche un’altra entrata importante: l’icona che, tempo prima, Montanina aveva trovato in quella siepe.

Sappiamo che questa donna fece poi grandi cose per il convento (lo ampliò e lo dotò di molti beni), fece del bene a Fabriano (vi eresse un Monte di Pietà) e fino alla fine fu una religiosa esemplare.

Morì nel 1536.

Dai documenti antichi (le “Riformanze”, libri del 1581, 1582, 1583, 1585) sappiamo che i fabrianesi venerarono con grande affetto e rispetto quell’immagine antica trovata da Montanina e lasciata da lei nel convento.

Sappiamo anche che, dal 1582 e nei tre anni successivi, l’immagine fu vista versare più volte copiose lacrime, raccolte sempre delicatamente con la bambagia. Su tali prodigi ci fu un passaparola commovente ed il Consiglio di Credenza, dopo il 24 maggio 1584 (giorno dell’ultima lacrimazione) dispose in suo onore processioni solenni lungo le principali strade, abbellite con fiori, festoni e luminarie.

Alla preghiera parteciparono poi migliaia di persone e la devozione verso quest’immagine non si è mai spenta per i successivi quattrocento anni. Negli archivi sono custodite tante testimonianze giurate di guarigioni, grazie e fatti miracolosi avvenuti fino ai nostri giorni.

Quello che sto per raccontare, è l’ultima lacrimazione avvenuta il 24 maggio 1584 e testimoniata dall’intera Comunità di Santa Caterina da Siena di Fabriano. Continua a leggere Una storia misteriosa di lacrime vere

Mi puoi fare da madre?

Il pianto di una nascita: è il mio.

Maria, Madre di Dio, mi puoi fare da madre?

Tu che hai assistito alla mia nascita, raccogli tutte le lacrime che ho versato nella vita quando soffrivo perché ero costretta a partorirmi di nuovo, e illuminale con un “senso”.

Guarisci la mia anima sfiorata dai sensi di colpa per gli errori fatti nel passato e fammi toccare il cielo con il perdono dato a me stessa.

Ora (propria ora, ne ieri e né domani; ora!) coprimi con il manto protettivo del tuo amore ed io, per fede, chiuderò gli occhi e mi riposerò dalle paure del futuro.

403Prendi la contentezza per ciò che di buono ho fatto e riempila di gratitudine verso Dio, Vasaio ispiratore di ogni piccolo vaso modellato sulla terra.

Afferra tutte le amiche e gli amici sinceri che hanno colorato di speranza i tunnel bui che ho dovuto attraversare, ed abbracciali tutti, uno ad uno, rendendo loro il centuplo di ciò che hanno dato a me.

Ascolta il respiro di ogni ragazzo a cui ho tentato di essere vicina come insegnante e rimedia ai miei errori facendo entrare l’ossigeno del coraggio nei loro polmoni affinché non si accontentino mai dell’orizzonte ma puntino all’Infinito

madre-di-Dio1Stringi forte i figli che ho messo al mondo e dilata il loro cuore fino a Dio, donando loro quella fede che come mamma io posso solo malamente testimoniare ma non regalare.

Annaffia l’amore che è spuntato anni fa dall’incontro con mio marito e rendi le sue radici così inestricabilmente unite da darci la gioia di presentarci un giorno davanti a Dio, tenendoci ancora per mano.

Chiedi a Dio di benedire l’intera mia famiglia; quella che ha scritto le pagine del mio passato e quella che sta venendo pian piano al mondo. Tutte voci di un coro polifonico dove nessuno deve mancare all’appello dell’amore che crea e sostiene.

0905m12aEd infine carissima Madre, Continua a leggere Mi puoi fare da madre?

Una sorpresa mozzafiato tra le vie del borgo di Assisi

“Zia, io voglio riandare ad Assisi prima di tornare in Inghilterra. Mi ci porti un’altra volta? Però noi due da sole!”

“Allora Margherita, sai che facciamo? Ti porto in un posto di Assisi che quasi nessuno conosce. Ed è meraviglioso. Ti fidi di me?”

Margherita, nonostante i suoi nove anni, sta già capendo che viaggiare per conoscere e vedere cose belle, è come entrare in una realtà migliore dei sogni. E così oggi ho deciso di portarla in un luogo spiritualmente alto, sfruttando la delicata bellezza che emana.

Se qualcuno volesse andare a dare un’occhiata su Trip Advisor, leggerà che il 70 per cento delle recensioni hanno valutato questo luogo come “eccellente” ed il 26% come “molto buono”.

I visitatori hanno scritto: “da non perdere”, “unico”, “un luogo che offre serenità e riflessioni”, “emozione allo stato puro”, “coinvolgimento spirituale”, “una scoperta tra le vie del borgo”, “magnifico ricordo”, “un modo perfetto per accrescere le bellezze di Assisi e rivalutare un luogo sacro”, “davvero suggestivo”, “stupefacente”!

La prima volta che vi sono entrata, è stato perché la curiosità aveva preso il sopravvento sulla mia stanchezza. Avevo da poco fatto la salita che porta alla cattedrale di S. Rufino e l’avevo trovata chiusa. È stato in quel momento che, guardandomi intorno delusa e affaticata, ho notato una stradina laterale con una chiesetta sconsacrata senza niente di particolare.

Poi sono entrata e tutto è cambiato.

Meraviglia!

Così oggi, la stessa meraviglia voglio farla vedere alla mia nipotina di nove anni.

Margherita, tieni la mia mano ed entra ad occhi chiusi. Ora ferma qui. Pronta? Apri gli occhi!”

“Wow!”

Margherita è a bocca aperta. Non sa ancora il significato di ciò che sta guardando, ma la bellezza ha un fascino con un alfabeto universale e lei lo sta comprendendo con l’intuito della meraviglia. Continua a leggere Una sorpresa mozzafiato tra le vie del borgo di Assisi