NELLA MIA FAMIGLIA NON CI SONO POETI, MA ….

Nella mia famiglia non ci sono poeti.
Però mio nonno Gregorio,
quando annaffiava l’orto
è rimasto così tanti pomeriggi
a osservare il canale, mormorando:
Non beviamo
l’acqua: è essa a berci. ????

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36 consigli pratici per vivere meglio!

Questa mattina mi è arrivata questa foto da un monastero benedettino della Toscana.
È stata scattata così…al volo…spontaneamente.
Per dare a tutti il “Buongiorno” ????
Ma in mezzo a tanti problemi intorno a noi, ci si può dare il buongiorno come nulla fosse?
Sì!????
Assolutamente sì!⚘️
Il buio e il male non avranno mai l’ultima parola
Ma, intanto, noi cosa possiamo fare?
Possiamo iniziare a vivere al meglio!❤️
Come?
Ecco 36 consigli pratici.
Scegline qualcuno…o tutti! ????
Buona giornata!
M.C. ????

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Che il suo ricordo sia una benedizione!

Janusz Korczak– nome d’arte di Henryk Goldszmit- e’ ricordato per non aver mai abbandonato i 200 orfani che erano sotto le sue cure nel Ghetto di Varsavia.
Li ha protetti fino alla fine, a costo della propria vita. La mattina del 5 agosto 1942 fu deportato nel campo di sterminio di Treblinka assieme a tutti i bambini ospiti dell’orfanotrofio. Riconosciuto dagli ufficiali nemici venne trattenuto perche’ una tale personalita’ non avrebbe dovuto seguire il destino di altri, ma egli si rifiuto’ di abbandonare i suoi bambini.

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4 Agosto 1901 – Nasce Louis Armstrong

4 Agosto 1901 – Nasce Louis Armstrong, soprannominato Satchmo, un trombettista americano, compositore e cantante, una delle figure piu’ influenti nel jazz e senza dubbio uno dei musicisti più influenti del 20° secolo.
Quello che forse non sai è che per tutta la sua vita ha indossato un Maghen David ( Stella di Davide) e parlava l’Yiddish.
Armstrong è nato a New Orleans da una prostituta e da un padre ignoto. Fu allevato da una povera famiglia ebrea russa, i Kornofsky , che lo allevarono come un figlio.
E’ cresciuto imparando le tradizioni ebraiche compreso lo Shabbat e i giorni festivi.
Da loro ha ricevuto la sua prima tromba.
Armstrong divenne famoso, ma non ha mai dimenticato la sua fortuna e la sua infanzia dalla famiglia Kornofsky, ed è per questo motivo che portava al collo il Magnen David e parlava correntemente l’yiddish.

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La Terra santa è vicina!

E’ un po’ che quest’adolescente mi è entrata nel cuore.
E il bello è che lei non lo immagina nemmeno.
Anzi: neanche mi conosce.
Però mi sta insegnando a vivere.????
Lei si chiama Maddalena (la chiamerò così), è giovanissima, è malata molto seriamente e oramai da mesi è stata costretta a cambiare tutta la sua vita.
Sua zia è una mia carissima amica e l’ama più di sé stessa.
Per questo ogni tanto mi racconta.
L’ultima volta è accaduto pochi giorni fa, mentre ero pronta per iniziare la giornata a Gerusalemme.
Drin…
L’alert dei messaggi mi avverte ed io ancora non so che sto per aprirne uno preziosissimo.
Commovente.
Sono quelle storie che mi fanno sperare in meglio, in modo quasi miracoloso!
Perché se esistono sulla terra creature così, allora posso sperare che la fine del mondo si sposti un po’ più in là.????????
Maria (chiamerò così sua zia, nonché mia amica) mi scrive:
“Buongiorno Cristina! So che stai bene e stai vedendo tante cose belle….sono felice per tutto questo!
Ieri ho trascorso un pomeriggio bellissimo: Maddalena mi ha chiamata dicendo che sarebbe venuta a casa Runa, la cagnolona che fa Pet Therapy nell’ospedale dove è seguita… ora Runa va anche a domicilio se la si vuole.
Mi sono precipitata e sono stata con Maddalena, la sua mamma ed il proprietario (anche addestratore) di Runa!!!”????
Maria mi allega una foto dolcissima di Maddalena con Runa, un Labrador bianco che farebbe innamorare anche i sassi con quel suo sguardo affettuoso!
Poi mi manda un video in cui Runa è allungata sul pavimento e tante mani l’accarezzano! La felicità delle carezze che riceve è proporzionale agli sguardi d’amore che lei ridà.
“Cri, ho visto cose meravigliose! Ho visto come un cane comprende una situazione di sofferenza e come la trasformi in gioia. Runa va anche nelle carceri, negli asili e nelle scuole elementari…
Maddalena era felicissima.
Ma lei lo è sempre!????
Partita Runa siamo andate a passeggiare per le campagne di *******. Maddalena aveva con sé il sacchettino dei croccantini per i gattini… quei mici abbandonati, scheletrici, che appena la sentono arrivare le corrono incontro… e lei con dolcezza li chiama per nome e li accarezza tutti!”❤️
Guardo le foto della bellissima Maddalena, oramai senza capelli da tanto tempo, eppure con delicato amore per ogni forma di vita.
Vedo Maddalena accarezzare i micetti, coccolarli, sfamarli ma, soprattutto, chiamarli per nome.
Ad ognuno lei ha dato un nome.
In una foto è con Nino, il micetto con cui condivide un affetto fatto anche di baci delicati sul collo.
Maria mi racconta: “Alla fine ieri non c’era Pinna Gialla, un gattino che lei chiama così… Allora mi ha detto: “Lasciamo due croccantini da parte, sennò se arriva e non ho niente ci rimane male”❤️

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ESSERE FELICI

Sono passate oramai parecchie settimane dalla sera in cui Alexandra (la chiamerò così) mi scrisse uno splendido messaggio.
Ricordo che quella sera lo lessi più volte per prendermi del tempo e riflettere.
Poi qualche sillaba le risposi e lei mi scrisse – tra le altre cose – :
“… La ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di raccontarle tutto. Non si faccia problemi a pubblicarlo sul suo fantastico blog, sono pronta a fare conoscere la mia storia. Tutti i bambini orfani devono sentirsi appartenenti a qualcuno e forse leggendo la mia esperienza non si sentiranno soli e sapranno che c’è qualcun altro che li capisce. ❤️❤️
Ora, con l’anno scolastico oramai alle spalle e con tanti ricordi belli che terrò in un angolo della mia anima, mi accingo a far conoscere la storia di Alexandra.
Perché lo voleva lei.
Perché sono tantissimi gli adolescenti affamati di ascolto.
Perché è emozionante imparare l’essenza della vita dai più “piccoli”.
Perché noi adulti abbiamo tutti il compito di innaffiare il cuore dei ragazzi con la Speranza.
In un mondo dove in troppi fanno a gara ad urlare il proprio “ego” in faccia al mondo, i ragazzi “aprono le ali, scendono in picchiata, atterrano meglio di aeroplani. Cambiano le prospettive al mondo! Voli imprevedibili ed ascese velocissime. Traiettorie impercettibili. Codici di geometria esistenziale” (direbbe Battiato).

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Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini. (Paulo Choelo): le NDE

Ero in viaggio e su quel treno diretto a Milano ero in compagnia di un solo signore. Alto, con la barba curatissima ed un pizzetto signorile che, insieme ai suoi capelli argentei, gli conferiva un’aria molto elegante.

Io avevo con me un libro. Lui pure.

Il viaggio era lungo ma i nostri libri ci tenevano concentrati

C’era un bel silenzio calmo nel nostro scompartimento.

Ad un certo punto quel signore alzò lo sguardo verso di me e mi chiese cosa stessi leggendo. Poi lui mi fece vedere il suo libro.

E’ iniziato tutto così.

La mia passione per gli studi sulle NDE (Near Death Experience) è iniziata con un incontro casuale, su un treno, con un professore universitario dall’aria affascinante.

All’arrivo nella caotica stazione milanese, lui mi lasciò sorridendo, con un: “Buona giornata Maria Cristina. Ti voglio regalare questo libro. Mi hai detto che non hai mai sentito parlare di NDE. E’ giunto il momento di sopperire a tale mancanza. Goditi la lettura di questo volumetto!”.

Mi sentivo un po’ una privilegiata per il fatto di avere tra le mani, gratuitamente, quel libro mai incontrato prima nel mio cammino.

Quel giorno ancora non sapevo che quella lettura sarebbe stata solo l’inizio!

L’inizio dei miei studi e del mio ascolto di decine e decine di esperienze di NDE.

Quel libro era: “La vita oltre la vita” del dott. Raymond Moody.

Allora non sapevo che poi avrei acquistato, negli anni, decine di libri sull’argomento, che poi avrei ascoltato testimonianze anche io e che … ma andiamo per gradi.

Per alcuni anni non ne ho mai parlato, consapevole che potevano essere esperienze un po’ “avanti” per taluni. L’ho sempre tenuta come una mia passione intima e profondamente spirituale.

Ma ora che il tempo passa, credo che debba fare anche io il mio piccolo passa-parola per chi vorrà.

Perché io lo ricordo quando ******** (scusate se mantengo la privacy), nei suoi ultimi istanti di vita, dopo che la malattia l’aveva trasformata da donna prosperosa in un’anziana pelle e ossa, improvvisamente riprese come le forze e, spalancando gli occhi, iniziò a parlare con il marito, deceduto anni prima.

Improvvisamente lei diceva di vederlo.

Improvvisamente aveva ripreso entusiasmo e vita.

Improvvisamente parlava e raccontava di una Luce che era lì, nella sua camera.

L’infermiere, chiamato da mia zia che le stava facendo assistenza ospedaliera, disse: “Non so se sono illusioni o allucinazioni. So solo che spesso, lavorando con i malati giunti alla fine, mi è capitato di vedere questo strano fenomeno: dicono di “vedere” qualcosa o qualcuno che noi non vediamo. Chissà …”

Dopo alcuni attimi ********* morì con il sorriso.

E ricordo quella bambina che, oramai morente per un tumore, un 26 dicembre chiuse gli occhi di fronte al medico che era lì con lei ed ai suoi genitori. Quest’ultimi uscirono dalla stanza distrutti, per piangere tutte le lacrime del mondo. Quel medico (tra l’altro neanche credente), era rimasto accanto a questa piccola paziente che, nelle ultime settimane, le era oramai entrata nel cuore. Stava preparandosi a redigere l’atto di morte (eravamo negli anni ’80 e non c’era ancora la nostra informatizzazione) quando quella bimba riaprì gli occhi.

Davanti a lui.

Il medico esterrefatto la vide sorridergli felice ed ascoltò emozionato le sue ultime parole: “Dottore, può dire a papà e mamma di non piangere? Il paradiso è bellissimo ed io sono tanto felice di andare!” Continua a leggere Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini. (Paulo Choelo): le NDE

GRAZIE A 4 GIGANTI SPIRITUALI, ABBIAMO CAMMINATO OLTRE L’IMBRUNIRE

4 serate commoventi
4 serate affollate
4 serate rimaste nell’anima
“Penso spesso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”
(Vincent van Gogh)
“L’arte mi sembra essere soprattutto uno stato d’animo”
(Marc Chagall)
“E se diventi farfalla
nessuno pensa più a ciò che è stato
quando strisciavi per terra
e non volevi le ali”
(Alda Merini)
“Il mio maestro m’insegnò
com’è difficile
trovare l’alba dentro l’imbrunire”
(Franco Battiato)

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Possiamo!


Ieri osservavo un guscio secco e spento.
Buttato là, in mezzo alla strada, vicino ad una pietra.
Sembrava l’esempio dell’inutilità e della morte.
Invece noi sappiamo che i gusci ci sono per proteggere i semi.
E’ dai semi che poi nasce tutto.
In apparenza non si vedono e non ci facciamo tanto caso.
Invece ci sono semi ovunque.
Si potrebbe dire che tutta la terra è il Cielo di un Creatore che ci racconta la Vita.
Ci sono semi di Cielo nei campi e nei prati, ma anche in mezzo alle fessure dell’asfalto o tra le dure pietre.
Tutto può diventare grembo di vita nuova.
Un seme è una bomba di vita che porta fecondità anche dove sembrava esserci solo morte.
Credo fermamente che anche ciascuno di noi sia un seme.
E che anche noi, pur trovandoci ad attraversare sentieri pietrosi, possiamo lasciare vita al nostro passaggio.
Non ce ne accorgiamo subito.
Anzi!
Spesso ci sentiamo di aver fallito ed il senso di inutilità ci fa sentire sbagliati o “mai abbastanza”.
Eppure la vita è più forte di ogni pietra che ci si mette davanti.

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Grati alla Primavera!

La primavera ci racconta che la vita è un dono.
Che non ce la siamo meritata.
Che non l’abbiamo conquistata.
Ma che semplicemente la dobbiamo amare e rispettare.
E da lei dobbiamo imparare il grande dono della gratitudine. ????

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