NELLA NOTTE, NUTRIMI DI TE! 

Penso tanto la sera.
Quando il silenzio arriva
rammento con la pancia
le emozioni del giorno.

Avrei voluto fare così
e invece ho fatto cosà.

Mi ero tanto preoccupata
e invece tutto è andato bene.

Sembrava una giornata come tante
ma una tegola inaspettata mi ha colpita.

Quanta vita c’è in una vita!!
Quanti intrecci formano gli attimi. Continua a leggere NELLA NOTTE, NUTRIMI DI TE! 

La chiesa di sant’Anna a Gerusalemme!

La chiesa di Sant’Anna è nel quartiere musulmano della città vecchia.
Si trova nei pressi della piscina di Bethesda (o Piscina Probatica), riportata alla luce durante scavi condotti soprattutto nel XX secolo (ma iniziati già nel 1871).
Ve la ricordate la storia del primo miracolo compiuto da Gesù a Gerusalemme?
La guarigione del paralitico?
“Ora a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c’è una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran numero d’infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici …
Là c’era un uomo che da trentotto anni era infermo.
Gesù, vedutolo che giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi guarire?»
L’infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando l’acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me».
Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio e cammina».
In quell’istante quell’uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare.”
Ogni volta che passeggio tra quei resti, penso a quell’uomo paralizzato da 38 anni che, all’improvviso, cammina.
Mi emoziona sapere che Gesù andava parlando di un Padre che ci ama, ci abbraccia e ci perdona e, per farci credere anche con gli occhi a questa verità invisibile, guariva anche.

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Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini. (Paulo Choelo): le NDE

Ero in viaggio e su quel treno diretto a Milano ero in compagnia di un solo signore. Alto, con la barba curatissima ed un pizzetto signorile che, insieme ai suoi capelli argentei, gli conferiva un’aria molto elegante.

Io avevo con me un libro. Lui pure.

Il viaggio era lungo ma i nostri libri ci tenevano concentrati

C’era un bel silenzio calmo nel nostro scompartimento.

Ad un certo punto quel signore alzò lo sguardo verso di me e mi chiese cosa stessi leggendo. Poi lui mi fece vedere il suo libro.

E’ iniziato tutto così.

La mia passione per gli studi sulle NDE (Near Death Experience) è iniziata con un incontro casuale, su un treno, con un professore universitario dall’aria affascinante.

All’arrivo nella caotica stazione milanese, lui mi lasciò sorridendo, con un: “Buona giornata Maria Cristina. Ti voglio regalare questo libro. Mi hai detto che non hai mai sentito parlare di NDE. E’ giunto il momento di sopperire a tale mancanza. Goditi la lettura di questo volumetto!”.

Mi sentivo un po’ una privilegiata per il fatto di avere tra le mani, gratuitamente, quel libro mai incontrato prima nel mio cammino.

Quel giorno ancora non sapevo che quella lettura sarebbe stata solo l’inizio!

L’inizio dei miei studi e del mio ascolto di decine e decine di esperienze di NDE.

Quel libro era: “La vita oltre la vita” del dott. Raymond Moody.

Allora non sapevo che poi avrei acquistato, negli anni, decine di libri sull’argomento, che poi avrei ascoltato testimonianze anche io e che … ma andiamo per gradi.

Per alcuni anni non ne ho mai parlato, consapevole che potevano essere esperienze un po’ “avanti” per taluni. L’ho sempre tenuta come una mia passione intima e profondamente spirituale.

Ma ora che il tempo passa, credo che debba fare anche io il mio piccolo passa-parola per chi vorrà.

Perché io lo ricordo quando ******** (scusate se mantengo la privacy), nei suoi ultimi istanti di vita, dopo che la malattia l’aveva trasformata da donna prosperosa in un’anziana pelle e ossa, improvvisamente riprese come le forze e, spalancando gli occhi, iniziò a parlare con il marito, deceduto anni prima.

Improvvisamente lei diceva di vederlo.

Improvvisamente aveva ripreso entusiasmo e vita.

Improvvisamente parlava e raccontava di una Luce che era lì, nella sua camera.

L’infermiere, chiamato da mia zia che le stava facendo assistenza ospedaliera, disse: “Non so se sono illusioni o allucinazioni. So solo che spesso, lavorando con i malati giunti alla fine, mi è capitato di vedere questo strano fenomeno: dicono di “vedere” qualcosa o qualcuno che noi non vediamo. Chissà …”

Dopo alcuni attimi ********* morì con il sorriso.

E ricordo quella bambina che, oramai morente per un tumore, un 26 dicembre chiuse gli occhi di fronte al medico che era lì con lei ed ai suoi genitori. Quest’ultimi uscirono dalla stanza distrutti, per piangere tutte le lacrime del mondo. Quel medico (tra l’altro neanche credente), era rimasto accanto a questa piccola paziente che, nelle ultime settimane, le era oramai entrata nel cuore. Stava preparandosi a redigere l’atto di morte (eravamo negli anni ’80 e non c’era ancora la nostra informatizzazione) quando quella bimba riaprì gli occhi.

Davanti a lui.

Il medico esterrefatto la vide sorridergli felice ed ascoltò emozionato le sue ultime parole: “Dottore, può dire a papà e mamma di non piangere? Il paradiso è bellissimo ed io sono tanto felice di andare!” Continua a leggere Il guerriero della luce crede. Proprio come credono i bambini. (Paulo Choelo): le NDE

GRAZIE A 4 GIGANTI SPIRITUALI, ABBIAMO CAMMINATO OLTRE L’IMBRUNIRE

4 serate commoventi
4 serate affollate
4 serate rimaste nell’anima
“Penso spesso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”
(Vincent van Gogh)
“L’arte mi sembra essere soprattutto uno stato d’animo”
(Marc Chagall)
“E se diventi farfalla
nessuno pensa più a ciò che è stato
quando strisciavi per terra
e non volevi le ali”
(Alda Merini)
“Il mio maestro m’insegnò
com’è difficile
trovare l’alba dentro l’imbrunire”
(Franco Battiato)

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DOVE SEI? SONO QUI!

“Dove sei Signore, quando io mi sento sola ed anche un po’ sul disperato andante?”❤️
“Sono qui”????
“Dove sei quando Ti cerco e vorrei avere dei consigli da Te su scelte importanti da fare e non so che pesci pigliare?”❤️
“Sono qui e ti ascolto”????
“Dove sei quando mi sembra di non amare nessuno, ad iniziare da me stessa?”❤️
“Sono qui e ti amo”????
“Dove sei quando vorrei affrontare il mondo tosta e gagliarda ed invece mi ritrovo debole come fanghiglia?”❤️
“Sono qui e ti sorreggo”????
“Dove sei quando torno dalla mia pesca con le reti vuote e con il senso della sconfitta addosso?”❤️
“Ti preparo di nuovo le reti”????

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Signore che liberi in una notte…

“Quanto tempo ci hai messo per far uscire gli israeliti dall’Egitto, Signore?
Una notte.????
Quanto tempo ci hanno messo gli Israeliti per togliersi l’Egitto dalla testa?
Quarant’anni.????
Tu ci liberi in un attimo.
Ma noi, Signore, continuiamo a ragionare da schiavi.
Ci concentriamo sulle nostre mancanze.
Quando si attraversa il deserto, le mancanze si sentono.
Sono nella nostra testa e nel nostro corpo.
E immaginiamo anche Te, come noi, concentrato sulle nostre mancanze.
Tu uguale alla nostra mente.
E pensiamo, pensiamo, pensiamo…
Manchiamo di abbastanza perfezione per sentirci figli protetti.
Manchiamo di abbastanza coerenza per sentirci meritevoli di amore.
Manchiamo di una preghiera abbastanza sentita, per sentirci ascoltati.
E queste e altre mancanze, Signore, ci fanno sentire abbandonati.
E rimpiangiamo le cipolle d’Egitto e la sua acqua (anche se torbida).
Quarant’anni…
Una vita intera…
Signore, io voglio dirti come quell’uomo di migliaia di anni fa:
“Ho creduto anche quando dicevo: «Sono troppo infelice»” (Salmo 115).
Io, figlia liberata da te, voglio pensarmi da “figlia”, anche quando non mi sembra.
Aiutami a risorgere dalle ceneri della mia testa, che è più severa di Te, con me.
Insegnami a vivere non in gara con me stessa, che poi perdo sempre.
Fammi attraversare il deserto senza l’angoscia di dover fare bene i compiti.

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La poesia inedita di Alda Merini

Diceva Goethe: «Cos’altro è il genio se non quella forza creatrice da cui scaturiscono azioni ben accette a Dio e alla natura, e che proprio per questo hanno seguito e durata?»????
Sto leggendo “L’altra verità”, il diario personale dell’immensa Alda Merini sui suoi dieci anni in manicomio.
Una creatura geniale con il dono di scrivere parole creatrici di bene, anche quando aveva a disposizione solo l’inchiostro del dolore.
Lei si è fatta regalo per tutti noi, posando su carta la sua anima di santa e poeta (lei si diceva “poeta” e non “poetessa” ed io continuo volentieri sulla stessa sua linea evocativa).
Mi sento smisuratamente grata al Cielo per far nascere, ogni tanto, figlie “strane” ed incomprese dai più, perché possiedono quella mistica disposizione a valicare il piano della piatta superficialità, vedendo l’”oltre” che c’è in tutte le cose.
Alda è una di queste figlie.????
Investita dall’Alto con quell’energia divina che dona occhi nuovi e un cuore amante della Vita, tutto lei ha raccontato di ciò che incontrava.
Ed anche noi, fortunati lettori, è come se fossimo investiti dal suo stesso fuoco interiore, spesso chiamato ispirazione o creatività o illuminazione o (e questo è l’ultimo tassello che io più amo) profezia! ????
C’è un inedito di Alda Merini pubblicato nel quinto anniversario della morte (avvenuta a Milano il 1° novembre 2009, festa – guarda caso – di “Tutti i santi”), intitolato “Santi e poeti” e datato 2 dicembre 1948.
Alda ha solo 17 anni e se oggi lo possiamo leggere è solo perché una sua amica carissima, Marisa Tumicelli, un giorno che era nella soffitta di Alda, scorse dei fogli sparsi sul pavimento e del tutto dimenticati, come fossero un tesoro nascosto ai più.
Alda donò quei fogli ritrovati per caso alla sua amica Marisa che, per anni, li custodì come perle rare.
Poi li affidò a don Marco Campedelli, sacerdote veronese, burattinaio e liturgista, grande amico e confidente della Merini che, ne 2015, li fece conoscere a tutti noi attraverso una raccolta pubblicata in un libro di Scripta Editore (a cura di Roberto Fattore, Luca Bragaja, Marisa Tumicelli e, appunto, Marco Campedelli).
Dicevo: sto leggendo “L’altra verità”.????????
Ieri sera mi sono addormentata con alcune sue pagine tra le mie dita.
Stamattina volevo regalare a chi di voi, vorrà, la lettura di alcune righe sante di questa poeta.
Perché se tra terribili elettroshock, tra cinghie che la legavano per giorni ad un letto, tra puzzo di urina ed urla di terrore, lei è riuscita a guardare il mondo con sguardo di Cielo, allora c’è speranza per tutti noi!????
Buona lettura.????

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Il mondo invisibile e misterioso vicino a noi!

Seconda ora di lezione.
Stiamo parlando del momento in cui a Patch Adams viene uccisa la sua ragazza amatissima, da un paziente schizofrenico.
Stiamo parlando di come affrontiamo il dolore, barcollando tra la disperazione e la risurrezione.
Stiamo parlando della lotta interiore di Patch Adams, strattonato dalla tentazione di farla finita e dalla voglia testarda di continuare a realizzare il suo sogno.
Poi il video.
Bellissimo!
In aula c’è la concentrazione perfetta.
Patch Adams pone a sé stesso e a Dio, le stesse domande che tutti ci portiamo dentro quando la vita picchia duro sulla nostra anima.
Poi arriva una bellissima farfalla che, dalla sua borsa contenente gli attrezzi medici e il suo sogno, vola sul suo cuore ferito.
Già; una farfalla.
Tempo prima, in una sera che sapeva più di altre di intimità, la sua ragazza amatissima gli aveva confidato il motivo da cui scaturiva la mole di paure che si portava appresso. Da bambina era stata molestata ripetutamente da un adulto. Questo l’aveva cambiata, destabilizzata, ferita, schiacciata fino a farla diventare simile ad un porcospino dagli aculei pungenti, pronti a difenderla dal mondo.
Quella sera lei, tra le lacrime, gli aveva confidato: “Mi sento sempre come una farfalla mai riuscita a volare”
Ed ora eccola lì; una farfalla meravigliosa e tenacemente appoggiata sul suo cuore.
Un caso che una bellissima farfalla proprio in quel minuto…?
E proprio sul suo cuore…?
Alla fine di questo video Marta (la chiamerò così) ci racconta: “Prof, io vorrei raccontare un fatto che è successo alla mia famiglia. Quando è morto mio nonno, al cimitero, sulla sua tomba, si è posata una bellissima farfalla azzurra che non se ne è andata finché è durata la cerimonia. Volava tra noi nipoti e poi si riposava sulla tomba. Quel giorno ci siamo convinti che fosse nonno a darci un segno della sua presenza.
Un po’ di tempo dopo è morta nonna. Al cimitero, questa volta, sulla tomba, ce n’erano due di farfalle. Una azzurra ed una arancione.
Anche questa volta tutte e due ci hanno fatto compagnia, posate sulla tomba, per tutta la durata della cerimonia e delle preghiere.
Alla fine sono volate via insieme”
In classe c’è grande attenzione e rispetto per questo misterioso pezzettino di vita.
Alla fine dell’ora, durante la ricreazione, Beatrice (la chiamerò così) si avvicina e mi dice: “Prof, le posso raccontare una cosa?”
Ha due incantevoli occhi celesti e lo sguardo di chi è già entusiasta all’idea di poter condividere una cosa bella.
“Da piccola mi è stato regalato un cagnolino. Con lui io sono cresciuta. Con lui ho visto la tivù, Con lui ho pianto ed ho riso. Con lui mi sono confidata. Con lui ho dormito. Era il mio cane adorato! Poi lo scorso anno è morto.
Quest’estate io sono andata in vacanza in Calabria.
Quel giorno stavo andando in spiaggia da sola. Per arrivarci bisognava fare un sentiero ripido e con gli scalini affatto sicuri. Ad un certo punto ho messo un piede male ed ho perso l’equilibro verso sinistra, dove c’era un dirupo e la roccia.
E’ stato una frazione di secondo.
Mi sono sbilanciata verso sinistra e mentre stavo per cadere sui sassi appuntiti ho sentito chiaramente una zampa di un cane che mi si è posata sul fianco sinistro permettendomi di non cadere e di riprendere l’equilibrio.
Prof, io mi sono girata di scatto perché mi sono detta: “Oddio, dov’è il cane?”.
Ma non c’era proprio nessuno.
Era il primo pomeriggio ed io ero solissima.
Ma quella zampa io l’ho sentita e non mi h fatto cadere.
Glielo assicuro.
L’ho sentita!”

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La bimba e le stelle

La bimba stava giocando con il cagnolino che tanto amava.
Era notte, ma la luna illuminava il prato intorno la casetta.
La nonna guardava la gioia farsi largo tra un divertimento e l’altro, mentre le risate da bimba felice rallegravano la notte.
Poi, ad un tratto, la bambina si fermò, come attratta da un pensiero improvviso.
Il cagnolino si fermò.
La nonna, in silenzio, si mise in attesa.
E la bimba parlò.
“Nonna, sai che qualche volta, io mi metto da sola, in mezzo al prato, a guardare le stelle?”
“A sei anni è bellissimo sognare in compagnia del cielo” le rispose sorridendo la nonna.
“E sai che mi succede?” -continuò la bimba – “Io guardo le stelle, fissa fissa, e mi immagino che un giorno qualcuno, dalle stelle, verrà fino a noi, sulla terra. E ci salverà tutti! Ma proprio tutti! Anche i vivi. E tutto diventerà bello!”.
La nonna rimase in silenzio.
Le sembrava che quelle parole fossero fatte di sogno, ma con la sostanza della profezia.
Preferì quindi non rovinare quel momento sacro con parole intellettualoidi di adulta.

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La mistica, l’acqua ed il fuoco!

Lei è Rābiʿa al-ʿAdawiyya al-Qaysiyya, o semplicemente Rābiʿa al-Baṣrī.????
E’ nata e morta a Bassora (717- 801)
E’ stata una meravigliosa mistica araba musulmana e, ad oggi, è ancora la donna sufi più venerata.
Il sufismo, semplificandolo al massimo, potremmo definirlo come la parte più interiore, ascetica e spirituale del mondo islamico, nata per preservare la comunità dal rischio di un irrigidimento della fede e/o di un letteralismo arido e legalistico.
Rischi che, purtroppo, tutte le religioni del mondo corrono. Nessuna esclusa!
La storia ce ne ha dato drammaticamente le prove.
Ma torniamo alla nostra splendida Rābiʿa.
Il sufismo diede alle donne la possibilità di elevarsi al rango di “asceti” e la nostra Rābiʿa lo fu talmente tanto che si guadagnò l’appellativo di “madre del sufismo”. ????????

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