Il vero “merito”!

“Buongiorno prof!”????
Sara (la chiamerò così) mi si avvicina, discreta, lungo le scale.
“Sara, pure oggi sorridi?”
La prendo piacevolmente in giro per quel suo viso sempre ostinatamente serio e accigliato fin dal primo mattino.
Scherzarci in punta di piedi con lei, è l’unico modo (un po’ goffo) che ho trovato fino ad ora, per sdrammatizzare questa sua eccessiva seriosità.
Per questo la scorsa settimana, quando ha risposto “presente” all’appello, sorridendo per la prima volta, mi sono meravigliata e le ho detto scherzando: “E che succede????? Questo sorriso, stamattina, da dove viene fuori???”
E lei mi ha risposto che sul pullmann le era accaduto che …
Ora non racconto il gesto gentile e inaspettato che la scorsa settimana ha scalfito il suo muro di difesa.
Non è quello l’importante.
L’importante è che quel muro sia stato scalfito!❤️
Così stamattina, vedendola venirmi incontro ancora una volta sorridente e con un “Buongiorno” allegro, ho preso la palla al balzo per chiederle: “E stamattina che ti è successo sul pullmann?☺️
“Niente sul pullmann prof, ma a casa. Mio padre è fuori e stamattina non mi sono svegliata con le sue urla e …”
Tralascio il resto????
“Sara, sii forte! Sii più forte del buio!”
Lei mi sorride, le accarezzo leggermente i capelli e ci lasciamo.

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FINE DELLA GUERRA!

Il 4 novembre 1918 viene annunciata la fine della prima guerra mondiale.
Anni di morte, fame, dolore, trincee e sofferenze indicibili, finiscono.
A scuola e nei libri di storia, leggiamo i nomi dei comandanti e dei generali, ma se solo potessimo conoscere i nomi dei soldati e le loro tragiche storie!
Persone umili, ragazzi e contadini che hanno pagato il prezzo più alto.
Tutti obbligati a sacrificare la vita per uno scopo che molto spesso non potevano neppure comprendere.
Numerosi sono stati, durante la Grande Guerra, i tentativi di ribellione a tale scempio.
Soldati che hanno provato a protestare contro questa follia, che si sono rifiutati di contribuire a massacri inutili.
Tanti cercarono di tornare a casa di nascosto, semplicemente perché sapevano di avere la frutta da raccogliere nel campo.
Considerati traditori, molti di loro sono stati fucilati all’istante, senza passare da nessun tribunale.
Giustiziati e ricoperti di vergogna, l’Italia ha il triste primato per numero di tali esecuzioni all’interno delle proprie truppe.

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NELLA NOTTE, NUTRIMI DI TE! 

Penso tanto la sera.
Quando il silenzio arriva
rammento con la pancia
le emozioni del giorno.

Avrei voluto fare così
e invece ho fatto cosà.

Mi ero tanto preoccupata
e invece tutto è andato bene.

Sembrava una giornata come tante
ma una tegola inaspettata mi ha colpita.

Quanta vita c’è in una vita!!
Quanti intrecci formano gli attimi. Continua a leggere NELLA NOTTE, NUTRIMI DI TE! 

NELLA MIA FAMIGLIA NON CI SONO POETI, MA ….

Nella mia famiglia non ci sono poeti.
Però mio nonno Gregorio,
quando annaffiava l’orto
è rimasto così tanti pomeriggi
a osservare il canale, mormorando:
Non beviamo
l’acqua: è essa a berci. ????

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Coincidenze o Provvidenza?

Visto il grande successo della storia tratta dal libro “Piccoli miracoli – Coincidenze straordinarie di vite ordinarie”, messa nel blog “In te mi rifugio” e riportata anche qui, e eccone qui un’altra!

Il bellissimo libro oramai è quasi introvabile, così rimediamo così all’impossibilità di leggerlo.

Pronti? Via!

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IL MURO DEL PIANTO (tutto quello che state per leggere e vedere, è assurdamente vero )

Ogni volta che sono andata al Muro del Pianto, ho sempre pensato ad un racconto vero che conobbi tanto tempo fa.
Era un’estate difficilissima di circa vent’anni fa e stavo cercando di capire se la fede in Dio fosse un ingenuo ripiego per nutrire la nostra voglia di consolarci con le favole… oppure il Segreto della Vita che muove il sole, le stelle e le storie, abbracciando ed amando tutto e tutti.
Insomma: c’è Qualcuno che ci ascolta?????
Illusione o realtà?????????
Ricordo che una sera una persona mi parlò di un libro che gli era piaciuto tanto, intitolato “Piccoli miracoli: coincidenze straordinarie di vite ordinarie”.
Le autrici erano due donne, entrambe figlie di due sopravvissuti agli orrori dell’Olocausto: Yitta Halberstam e Judith Leventhal.
Sin da bambine entrambe avevano ascoltato più e più volte i loro padri raccontare i piccoli e grandi miracoli che avevano salvato la loro vita; così in loro era nata l’idea di cercare altre testimonianze e raccoglierle in un libro.
Ne nacque uno scrigno colmo di eventi piccoli e grandi, quotidiani e straordinari, commoventi e appassionanti, che insegnavano a seguire l’intuito e ad ascoltare il proprio cuore.
La mattina dopo acquistai quel libro nella libreria lungo mare e lo divorai. Insieme a tanti altri libri, mi aiutò ad alzare sempre gli occhi verso il Cielo.
Come ha scritto Massimo Gramellini: “In fondo la mia vita è la storia dei tentativi che ho fatto di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo”.????
Quando, poche settimane fa, ero avanti al Muro del Pianto, raccontai alle mie amiche d’avventura la storia che voi state per leggere.
E siccome questo libro non si trova più, credo che troverò il modo, man mano, di pubblicare tutte le sue storie. Che poi c’è solo un modo: mettersi con la santa pazienza scriverlo!????
Nella copertina del libro si legge:
“Le coincidenze: avvenimenti casuali o fortuiti? La lunga mano di Dio? Espressioni della divina provvidenza? Comunque le si consideri, sostengono le autrici, le coincidenze sono sempre un’opportunità per cambiare, chiavi vitali per espandere la nostra consapevolezza. Questo libro, che raccoglie sessanta storie di coincidenze fuori dal comune capitate a gente qualunque, intende insegnare a riconoscerle e a ‘vederle’.????
Intanto ringrazio la mia amica d’avventura che, senza farsi accorgere e con molta discrezione, mi ha fotografata nei luoghi che io tanto amo e mi ha mandato tutte le sue foto alla fine del viaggio.
Non sapevo…
Non mi ero mai accorta…
E’ stato il regalo più bello che avessi potuto ricevere.
Solo per questo post, pubblicherò una di queste foto.
Mentre toccavo quelle pietre, pensavo a tante persone ed ero follemente emozionata, anche (o forse “soprattutto”) per questo racconto di vita vera.
Buona lettura!
M.C. ????

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36 consigli pratici per vivere meglio!

Questa mattina mi è arrivata questa foto da un monastero benedettino della Toscana.
È stata scattata così…al volo…spontaneamente.
Per dare a tutti il “Buongiorno” ????
Ma in mezzo a tanti problemi intorno a noi, ci si può dare il buongiorno come nulla fosse?
Sì!????
Assolutamente sì!⚘️
Il buio e il male non avranno mai l’ultima parola
Ma, intanto, noi cosa possiamo fare?
Possiamo iniziare a vivere al meglio!❤️
Come?
Ecco 36 consigli pratici.
Scegline qualcuno…o tutti! ????
Buona giornata!
M.C. ????

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Calmati!

Calmarsi permette di riposare, e riposare è una condizione fondamentale per la guarigione.
Quando vengono feriti, gli animali della foresta si trovano un posto dove giacere in riposo completo per svariati giorni. Non pensano né al cibo né ad altro: riposano soltanto, e in questo modo ottengono la guarigione necessaria.
Quando noi esseri umani ci ammaliamo, non facciamo altro che preoccuparci!
Cerchiamo un dottore e prendiamo le medicine, ma non ci fermiamo. Anche quando andiamo in vacanza al mare o in montagna non ci riposiamo affatto e torniamo indietro più stanchi di prima.
Dobbiamo imparare a riposare.
Stare sdraiati non è l’unica posizione per il riposo: durante la meditazione seduta o camminata ci si riposa molto bene.
La meditazione però non deve essere un duro lavoro: lascia solo che il corpo e la mente si riposino come un animale della foresta.
Non combattere.

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Miracolo eucaristico di Buenos Aires

Alle sette di sera del 18 agosto 1996, p. Alejandro Pezet stava celebrando la Santa Messa in una chiesa cattolica nel centro commerciale di Buenos Aires.
Mentre stava finendo di distribuire la santa Comunione, una donna si avvicinò per dirgli che aveva trovato un’ostia gettata su un candelabro nel retro della chiesa. Corso fino al posto indicato, p. Alejandro vide l’Ostia profanata.
Dal momento che non era in grado di consumarla, la mise in un contenitore di acqua e la ripose nel tabernacolo della cappella del Santissimo Sacramento.
Lunedì, 26 agosto, dopo aver aperto il tabernacolo, vide con stupore che l’Ostia si era trasformata in una sostanza sanguinosa. Egli informò il cardinale Jorge Bergoglio, che dette istruzione di farla fotografare da un fotografo professionista.
Le foto furono scattate il 6 settembre: esse mostrano chiaramente che l’Ostia, che era diventata un frammento di carne insanguinata, era cresciuta in modo significativo nelle dimensioni.
Per diversi anni l’Ostia è rimasta nel tabernacolo e la faccenda è stata tenuta nel più rigoroso segreto.
Dal momento che l’ostia non aveva subito una decomposizione visibile, il cardinale Bergoglio decise di farla analizzare scientificamente.
Il 5 ottobre 1999, alla presenza dei rappresentanti del Cardinale, il dottor Castanon prese un campione del frammento sanguinante e lo inviò a New York per l’analisi. Poiché non voleva compromettere lo studio, volutamente non informò della sua provenienza il team di scienziati. Uno di questi era il dottor Frederic Zugiba, noto cardiologo e medico legale, il quale stabilì che la sostanza analizzata conteneva DNA umano.
Zugiba dichiarò: “Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco trovato nella parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Va ricordato che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi. Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo. La mia tesi è che il cuore era vivo, dal momento che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono, perché hanno bisogno di un organismo vivente per sostenerli.
Quindi la loro presenza indica che il cuore era ancora vivo quando il campione è stato preso. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subito un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto.”

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Mani che si toccano, tra Cielo e terra

“Ciao Maria Cristina, torno spesso a “passeggiare” sul tuo blog; trovo sempre anche tra i vecchi post delle perle che la volta precedente mi erano sfuggite…

Sono nella categoria “Comunione dei santi”, e mi viene in mente di raccontarti una cosa.

I nostri santi ce li scegliamo? O sono loro a scegliere noi?

Agli inizi della mia “carriera” di cristiana confesso di aver scelto i santi a cui rivolgermi sulla base delle mie necessità materiali: san Giuseppe per lavoro, economia & co., Santa Rita perchè a quanto pare riesce dove altri falliscono, San Giuda Taddeo perchè risolve presto e bene etc.etc.

Nel corso degli anni però è successo in un paio di casi il contrario: alcuni santi, sconosciuti o ignorati almeno da me, sono venuti a bussare al mio cuore, volevano fare amicizia con me.

Volevano farsi conoscere e starmi vicino…

Il primo è stato il beato Ermanno di Reichenau, sconosciutissimo benedettino dell’anno 1000. persona straordinaria sotto tutti i punti di vista (spirituale ed intellettuale), autore del Salve Regina. Proprio mentre recitavo la Novena alla Madonna di Pompei mi nasce un’onda di amore per questa particolare preghiera, voglio saperne di più, la imparo in latino, voglio sapere chi l’ha scritta, e così incontro “lui”, giovane benedettino geniale e storpio (SLA dicono i suoi biografi), che mi avvolge e mi fa sentire la sua dolcezza e la sua amabilità. Diventa uno dei miei più cari amici, poco importa che sia morto oltre 1000 anni fa e che non abbia idea del suo aspetto …

Proprio mentre scrivo penso a lui e mi assale la commozione, ho quasi le lacrime agli occhi, non vedo l’ora (non appena ne avrò la possibilità) di andare in Germania a visitare il monastero in cui è vissuto.

Stessa cosa con un santo ben più importante: S. Ambrogio, patrono della città in cui vivo (Milano).

Figura importantissima nella storia della chiesa e della città, in 20 anni non gli avevo prestato particolare attenzione. Improvvisamente mi chiama, sento una spinta dentro, trascorro un pomeriggio a S. Ambrogio davanti alla teca che custodisce i suoi resti, gli parlo, imparo a conoscerlo.

Il suo pensiero, ma anche la sua umanità, la sua amicizia con S. Agostino. Mi fa sorridere il fatto che, a distanza di millenni, questi due amici si ritrovino oggi “vicini di fermata” sulla linea 2 della metropolitana. Chissà come ridono lassù!

Mi lascia un messaggio preciso: quando ci si trasferisce, andare sempre a conoscere, a salutare il S. patrono della nuova città nel luogo di culto che egli è dedicato.

Con altri santi invece, che pure ho pregato e “sconcichiato” a lungo, non è nata alcuna relazione.

Ti chiedo cosa significhi questo, se ti è mai capitato e perchè alcuni santi ci cercano e che senso abbiano queste relazioni.

Dio ti benedica!”

 

Carissima **********, a volte mi faccio mille domande.

Perché mi sono così fissata con san Francesco, al punto che Assisi è la mia seconda patria e se non ci vado almeno una volta al mese mi sento bisognosa nel profondo?

Perché vado sempre più spesso al cimitero, al punto che parlo con tutti che lì sono, e sento nostalgia se manco da troppi giorni?

Perché leggo sempre più storie di incontri tra l’al di qua e l’aldilà, al punto che sono sempre più affascinata dal misterioso invisibile che ci è vicino in ogni dove?

Perché sono attratta dalla vita dei santi?

Sono solo autosuggestioni o spinte divine?

Sono solo curiosità storiche o appuntamenti col Cielo? Continua a leggere Mani che si toccano, tra Cielo e terra