È notte.
È il momento della scelta, mio Signore: rimuginare o riposare.
È buio.
Ed io mi sento sballottata tra la mia angoscia e la mia fede.

Eppure, in questo mio mondo interiore turbolento, ti sento.
È una specie di nostalgia delle stelle.
È come una carezza leggera che mi aiuta a non crollare.
Forse è il mio angelo che mi sussurra un altro finale, rispetto a quello che mi fa immaginare la mia angoscia.
Forse sei Tu che mi ami e mi chiami.
Che grande mistero è la Vita!
Nonostante i tanti “forse”, Tu resti la Certezza.
È proprio testarda questa mia Speranza
Testarda come Te, mio Signore, nato nel buio della notte.
Testarda come la tua voglia di diventare bambino.
Per capirmi meglio.
Per dirmi ancora: “Ti capisco. Ti proteggo. Ti amo!”

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