NELLA MIA FAMIGLIA NON CI SONO POETI, MA ….

Nella mia famiglia non ci sono poeti.
Però mio nonno Gregorio,
quando annaffiava l’orto
è rimasto così tanti pomeriggi
a osservare il canale, mormorando:
Non beviamo
l’acqua: è essa a berci. ????

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Coincidenze o Provvidenza?

Visto il grande successo della storia tratta dal libro “Piccoli miracoli – Coincidenze straordinarie di vite ordinarie”, messa nel blog “In te mi rifugio” e riportata anche qui, e eccone qui un’altra!

Il bellissimo libro oramai è quasi introvabile, così rimediamo così all’impossibilità di leggerlo.

Pronti? Via!

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IL MURO DEL PIANTO (tutto quello che state per leggere e vedere, è assurdamente vero )

Ogni volta che sono andata al Muro del Pianto, ho sempre pensato ad un racconto vero che conobbi tanto tempo fa.
Era un’estate difficilissima di circa vent’anni fa e stavo cercando di capire se la fede in Dio fosse un ingenuo ripiego per nutrire la nostra voglia di consolarci con le favole… oppure il Segreto della Vita che muove il sole, le stelle e le storie, abbracciando ed amando tutto e tutti.
Insomma: c’è Qualcuno che ci ascolta?????
Illusione o realtà?????????
Ricordo che una sera una persona mi parlò di un libro che gli era piaciuto tanto, intitolato “Piccoli miracoli: coincidenze straordinarie di vite ordinarie”.
Le autrici erano due donne, entrambe figlie di due sopravvissuti agli orrori dell’Olocausto: Yitta Halberstam e Judith Leventhal.
Sin da bambine entrambe avevano ascoltato più e più volte i loro padri raccontare i piccoli e grandi miracoli che avevano salvato la loro vita; così in loro era nata l’idea di cercare altre testimonianze e raccoglierle in un libro.
Ne nacque uno scrigno colmo di eventi piccoli e grandi, quotidiani e straordinari, commoventi e appassionanti, che insegnavano a seguire l’intuito e ad ascoltare il proprio cuore.
La mattina dopo acquistai quel libro nella libreria lungo mare e lo divorai. Insieme a tanti altri libri, mi aiutò ad alzare sempre gli occhi verso il Cielo.
Come ha scritto Massimo Gramellini: “In fondo la mia vita è la storia dei tentativi che ho fatto di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo”.????
Quando, poche settimane fa, ero avanti al Muro del Pianto, raccontai alle mie amiche d’avventura la storia che voi state per leggere.
E siccome questo libro non si trova più, credo che troverò il modo, man mano, di pubblicare tutte le sue storie. Che poi c’è solo un modo: mettersi con la santa pazienza scriverlo!????
Nella copertina del libro si legge:
“Le coincidenze: avvenimenti casuali o fortuiti? La lunga mano di Dio? Espressioni della divina provvidenza? Comunque le si consideri, sostengono le autrici, le coincidenze sono sempre un’opportunità per cambiare, chiavi vitali per espandere la nostra consapevolezza. Questo libro, che raccoglie sessanta storie di coincidenze fuori dal comune capitate a gente qualunque, intende insegnare a riconoscerle e a ‘vederle’.????
Intanto ringrazio la mia amica d’avventura che, senza farsi accorgere e con molta discrezione, mi ha fotografata nei luoghi che io tanto amo e mi ha mandato tutte le sue foto alla fine del viaggio.
Non sapevo…
Non mi ero mai accorta…
E’ stato il regalo più bello che avessi potuto ricevere.
Solo per questo post, pubblicherò una di queste foto.
Mentre toccavo quelle pietre, pensavo a tante persone ed ero follemente emozionata, anche (o forse “soprattutto”) per questo racconto di vita vera.
Buona lettura!
M.C. ????

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36 consigli pratici per vivere meglio!

Questa mattina mi è arrivata questa foto da un monastero benedettino della Toscana.
È stata scattata così…al volo…spontaneamente.
Per dare a tutti il “Buongiorno” ????
Ma in mezzo a tanti problemi intorno a noi, ci si può dare il buongiorno come nulla fosse?
Sì!????
Assolutamente sì!⚘️
Il buio e il male non avranno mai l’ultima parola
Ma, intanto, noi cosa possiamo fare?
Possiamo iniziare a vivere al meglio!❤️
Come?
Ecco 36 consigli pratici.
Scegline qualcuno…o tutti! ????
Buona giornata!
M.C. ????

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Calmati!

Calmarsi permette di riposare, e riposare è una condizione fondamentale per la guarigione.
Quando vengono feriti, gli animali della foresta si trovano un posto dove giacere in riposo completo per svariati giorni. Non pensano né al cibo né ad altro: riposano soltanto, e in questo modo ottengono la guarigione necessaria.
Quando noi esseri umani ci ammaliamo, non facciamo altro che preoccuparci!
Cerchiamo un dottore e prendiamo le medicine, ma non ci fermiamo. Anche quando andiamo in vacanza al mare o in montagna non ci riposiamo affatto e torniamo indietro più stanchi di prima.
Dobbiamo imparare a riposare.
Stare sdraiati non è l’unica posizione per il riposo: durante la meditazione seduta o camminata ci si riposa molto bene.
La meditazione però non deve essere un duro lavoro: lascia solo che il corpo e la mente si riposino come un animale della foresta.
Non combattere.

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Mani che si toccano, tra Cielo e terra

“Ciao Maria Cristina, torno spesso a “passeggiare” sul tuo blog; trovo sempre anche tra i vecchi post delle perle che la volta precedente mi erano sfuggite…

Sono nella categoria “Comunione dei santi”, e mi viene in mente di raccontarti una cosa.

I nostri santi ce li scegliamo? O sono loro a scegliere noi?

Agli inizi della mia “carriera” di cristiana confesso di aver scelto i santi a cui rivolgermi sulla base delle mie necessità materiali: san Giuseppe per lavoro, economia & co., Santa Rita perchè a quanto pare riesce dove altri falliscono, San Giuda Taddeo perchè risolve presto e bene etc.etc.

Nel corso degli anni però è successo in un paio di casi il contrario: alcuni santi, sconosciuti o ignorati almeno da me, sono venuti a bussare al mio cuore, volevano fare amicizia con me.

Volevano farsi conoscere e starmi vicino…

Il primo è stato il beato Ermanno di Reichenau, sconosciutissimo benedettino dell’anno 1000. persona straordinaria sotto tutti i punti di vista (spirituale ed intellettuale), autore del Salve Regina. Proprio mentre recitavo la Novena alla Madonna di Pompei mi nasce un’onda di amore per questa particolare preghiera, voglio saperne di più, la imparo in latino, voglio sapere chi l’ha scritta, e così incontro “lui”, giovane benedettino geniale e storpio (SLA dicono i suoi biografi), che mi avvolge e mi fa sentire la sua dolcezza e la sua amabilità. Diventa uno dei miei più cari amici, poco importa che sia morto oltre 1000 anni fa e che non abbia idea del suo aspetto …

Proprio mentre scrivo penso a lui e mi assale la commozione, ho quasi le lacrime agli occhi, non vedo l’ora (non appena ne avrò la possibilità) di andare in Germania a visitare il monastero in cui è vissuto.

Stessa cosa con un santo ben più importante: S. Ambrogio, patrono della città in cui vivo (Milano).

Figura importantissima nella storia della chiesa e della città, in 20 anni non gli avevo prestato particolare attenzione. Improvvisamente mi chiama, sento una spinta dentro, trascorro un pomeriggio a S. Ambrogio davanti alla teca che custodisce i suoi resti, gli parlo, imparo a conoscerlo.

Il suo pensiero, ma anche la sua umanità, la sua amicizia con S. Agostino. Mi fa sorridere il fatto che, a distanza di millenni, questi due amici si ritrovino oggi “vicini di fermata” sulla linea 2 della metropolitana. Chissà come ridono lassù!

Mi lascia un messaggio preciso: quando ci si trasferisce, andare sempre a conoscere, a salutare il S. patrono della nuova città nel luogo di culto che egli è dedicato.

Con altri santi invece, che pure ho pregato e “sconcichiato” a lungo, non è nata alcuna relazione.

Ti chiedo cosa significhi questo, se ti è mai capitato e perchè alcuni santi ci cercano e che senso abbiano queste relazioni.

Dio ti benedica!”

 

Carissima **********, a volte mi faccio mille domande.

Perché mi sono così fissata con san Francesco, al punto che Assisi è la mia seconda patria e se non ci vado almeno una volta al mese mi sento bisognosa nel profondo?

Perché vado sempre più spesso al cimitero, al punto che parlo con tutti che lì sono, e sento nostalgia se manco da troppi giorni?

Perché leggo sempre più storie di incontri tra l’al di qua e l’aldilà, al punto che sono sempre più affascinata dal misterioso invisibile che ci è vicino in ogni dove?

Perché sono attratta dalla vita dei santi?

Sono solo autosuggestioni o spinte divine?

Sono solo curiosità storiche o appuntamenti col Cielo? Continua a leggere Mani che si toccano, tra Cielo e terra

SIAMO CREATURE. FRAGILI EPPURE IMMENSE.

Ieri, per i casi strani della vita, ho ascoltato il dolore di due creature umane.
Loro non si conoscono ma hanno lo stesso profondissimo dolore, solo che una l’ha provocato e l’altra l’ha subìto.
Una vorrebbe tornare indietro nel tempo… l’altra pure.
Una ancora non si capacita dell’accaduto…l’altra pure.
Una ha il cuore spezzato…l’altra pure.
Una è piena di angoscia…l’altra pure.
Ieri, per pura casualità, ho raccolto per strada la moneta della Vita ed ho potuto vederne entrambe le facce.
Ho visto che entrambi i lati sono “opportunità”.
Ho intuito che le lacrime hanno bisogno di tempo.
Ho ascoltato rabbia e voglia di perdono.
Ho incontrato le contraddizioni umane e le ho amate entrambe.
Ieri per un dono della Vita, ho visto contemporaneamente il giorno e la notte.
Ho guardato le stelle nel buio e l’arcobaleno nella pioggia.
Ho abbracciato la voce incrinata della luna e la tristezza intima del tramonto.
Ho imparato la fatica del perdono dai piedi infangati di due creature umane.
Creature. Appunto. Fragili. Eppure mi hanno insegnato tanto.

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Ti cerchiamo…Tu ci cerchi…!

Signore della Vita,
ascoltami bene che è tanto importante quello che Ti sto per chiedere!
Oggi abbraccia tutte le tue creature che vorrebbero sorridere ma non ce la fanno.
Oggi incoraggia tutti i tuoi figli che si sentono schiacciati dalla vita e non hanno più forze.
Oggi nutri l’anima sfinita dei fiori che si sentono oramai senza più profumo.
Signore dei Sorrisi,
sono in ginocchio per chiederti di rialzare altre ginocchia.
Riporta l’amore dove c’è rabbia, la speranza dove c’è disperazione, il perdono dove c’è dolore.
Tu solo puoi riportare i sorrisi dove ora sembra ci siano solo incubi.
Oggi aiuta I più deboli a non soccombere alla tentazione e liberali dal male.

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Non temere!

Non temere! ❤️
Non aver paura! ❤️
Non temere piccolo gregge! ❤️
Me lo dici tante volte Gesù .
A volte mi sembra di essere serena,
ma poi basta un niente e la lotta contro la paura ricomincia.
Ne facciamo di tutti i colori per allontanare la paura.
Ci facciamo le assicurazioni, ci barcameniamo per accumulare beni, ci arrabattiamo per raggiungere la stima di tutti, ci arrampichiamo sugli specchi pur di non pensare al peggio oppure pensiamo sempre al peggio e affondiamo nell’angoscia.

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Buona e tranquilla notte!

“Non temere,
continua solo ad avere fede! …
Tutto è possibile per chi crede.”
(Marco 5,21-43)
Proteggimi durante la notte,
guardami mentre dormo,
allontana da me le forze contrarie,
plasma il mio cuore con la tua Luce,
sussurra amore al mio inconscio
e non abbandonarmi mai!

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