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Dio conta solo fino ad uno

2014-11-20 11.34.45“Mamma!”

“Prof, quando viene la sua amica siriana a scuola?”

“Mamma, è nata!”

“Prof, devo giustificare l’assenza…”

“Mamma, è bellissima!!!”

“Prof, le posso fare da assistente al computer?”

“Mamma, ora ti mando una foto!”

“Prooof!!!!”

Abbasso lo sguardo nel mio cellulare per leggere i messaggi di mio figlioalzo lo sguardo versi i ragazzi perché sta iniziando la lezione con loroabbasso lo sguardo verso il cellulare e vi leggo la nascita della mia prima nipotinaalzo lo sguardo verso gli studenti e vi vedo la mia professioneabbasso lo sguardo e realizzo che sono diventata nonnaalzo lo sguardo ed ho solo voglia di ridere ed abbracciare qualcuno!

k8220498“Ragazzi, vi devo dire una cosa…”

Siccome sorrido emozionata e sospetto anche di avere un’espressione un po’ da ebete felice, la classe si ferma incuriosita, aspettando il seguito della frase.

“Pochi minuti fa è nata Giulia, la mia prima nipotina ed io…”

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Non riesco a finire la frase perché tutta la classe esulta con un “yyhhheeaaaa!!!” I ragazzi battono le mani, divertiti e contagiati dall’euforia che ogni vita, nel secondo in cui si affaccia sulla terra, mette in tutti.

 

 

Cara Giulia, il giorno di Pasqua del 2014 ho saputo che c’eri; una goccia di vita scappata da Dio. Continue reading

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La mia migliore amica ed io

amiciziaProf, lo scorso anno è morta la migliore amica di mamma. Al funerale, sua nipote (un anno più piccola di me), mi si avvicina e mi abbraccia forte…con il passare del tempo, mi sono affezionata a lei… io tengo molto all’amicizia e se uno diventa speciale, divento anche (un po’) gelosa… circa un mese fa, mi viene a dire (per messaggio) che lei si era stufata della nostra amicizia… mi scrive anche delle motivazioni (tra cui il fatto che ci stavamo legando troppo, secondo lei)…ora io mi chiedo: perché le persone si stufano di essere amiche?

Io non sono stata troppo opprimente, o almeno penso. L’ho sempre aiutata, riuscivo a farla stare meglio (per come diceva lei) e mi ha sempre confidato ogni suo segreto.

Il problema è che la sera prima, ci scrivevamo come migliori amiche e la mattina dopo non mi rispondeva (o se lo faceva, rispondeva male). Rabbia dolore, incomprensione, delusione…dentro di me è passato di tutto. Se ci ripenso, ogni tanto mi viene da piangere.

Lei, in seguito, mi ha cercato…mi ha detto che ci teneva alla nostra amicizia…mi ha chiesto scusa…ma tutto tramite il cell di un’altra e facendo finta che fosse quell’altra persona. Ma io mi chiedo: “Perché dire tutto quello che provi nei miei confronti, con il cellulare di un’altra persona? Non faceva prima a scrivermi con il suo?

prove La lettera che mi ha scritto Eleonora è molto più lunga e molto più particolareggiata della versione che ho messo nel blog. Sembra di leggere un romanzo. Io ho tolto gran parte dei particolari per tutelare la sua privacy, ma ho lasciato lo “trave portante” della storia, che potrebbe essere intitolata: “la mia migliore amica ed io”.

Se si chiede ad un adolescente qual è la cosa più importante per lui/lei, quasi sempre si avrà come risposta : “L’amicizia”!

Il motivo? Lo riassumo in tre ragioni. Continue reading

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Fortuna, destino o Dio; chi ha salvato mio zio?

389561_246740188719356_1412829341_nProf, è proprio vero che la vita non smette mai di sorprenderti! Le voglio raccontare la storia di mio zio.

Ha 56 anni e ne ha passate di tutti i colori, ma la vita gli sorride ancora, proprio come lui sorride ad essa! È un tipo bizzarro, strano, simpatico, ma a volta anche lunatico. Alto secco, quasi pelle ed ossa, con qualche cicatrice ed un tatuaggio sul braccio, ricordo di una delle tante volte in cui il destino gli ha salvato la vita.

Si prof, parlo al plurale perché ha rischiato per ben tre volte di andarsene su in cielo. Anche se non ama parlarne, a volte saltan fuori parole che riguardano le sue esperienze ed io, incuriosita, ho sempre chiesto a mia madre (sua sorella) di parlarmene.

Sembra che zio ritenga me e mio fratello (due anni più piccolo di me) ancora immaturi per poter affrontare determinati discorsi. Un po’ mi secca questa cosa perché lui è lo zio al quale mi sento più legata e con il quale ho anche maggior confidenza! Non ha né moglie, né figli, né una compagna… vive con mia nonna (vedova da 15 anni) e ogni domenica pranziamo, ridiamo e scherziamo insieme.

389561_246740188719356_1412829341_nÈ molto presente, simpatico e anche protettivo; solare e con una gioia immensa di vivere; il minimo dopo le sue esperienze! Chiunque si sentirebbe orgoglioso di vivere dopo essere sopravvissuto ad un forcone conficcato nella trachea mentre lavorava il fieno in campagna! Poterne parlare dopo vent’anni, questa si che è una “gioia”!

E quindi una delle cicatrici che le dicevo, si trova proprio sul collo, poco sotto il pomo d’Adamo. A volte la guardo e ancora non mi capacito di come possa essere sopravvissuto; giuro! Forse non era ancora il suo momento.

Poi succede per la seconda volta, ma anche li se la scampa. Torna da lavoro come suo solito, parcheggia la sua auto affianco il portone di casa, inchiava la macchina, apre il portone e dopo i primi tre scalini, un boato lo fa tornare di corsa fuori. Cioè prof, questione di secondi, millesimi e mio zio sarebbe stato schiacciato come una sottiletta contro un muro. Muro! Proprio come è finita la sua auto a causa di un signore alla guida di un furgoncino rosso che ha avuto un colpo di sonno. Continue reading

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La madre di tutte le battaglie: riuscire ad essere se stessi!

p055_0_00_01“Prof, ma come cavolo si fa a superare la paura di far vedere il proprio carattere? Quello vero, intendo!”

Sono in chat con un mio alunno che mi chiede un consiglio su un libro da leggere quando, all’improvviso, mi fa questa domanda a bruciapelo.

Io gli rispondo: “Ti riferisci alla paura che si ha quando gli altri vedono le nostre debolezze e si accorgono di come siamo realmente?”

occhi-azzurri-geneE Stefano :“Sì prof. Io ci penso da una vita. Ha notato come sono cambiato rispetto all’anno scorso? Credo l’abbiano notato un po’ tutti…Beh, diciamo che mi sono avvicinato al mio obiettivo: riuscire ad esprimermi senza problemi, fregandomene del parere altrui…Senza stressarmi troppo su cosa pensano o non… Tenendo conto solo dei pareri che possono aiutarmi e che possono aumentare il mio coraggio.”

Stefano è un ragazzo di cui ho tantissima stima. Ed vero che è cambiato molto in questi anni delle superiori; anche nel consiglio di classe i miei colleghi lo hanno riconosciuto all’unanimità.

E’ silenzioso, non ama mettersi al centro dell’attenzione; ma quando lo fa, riesce a dare il meglio di sé.

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Me lo ricordo quando faceva il primo anno; un bambino sia fisicamente che psicologicamente. Ora me lo ritrovo con atteggiamenti pacati a risoluti, riservato eppure disposto a scendere in campo per mettersi alla prova. E’ proprio un ragazzo in gamba.

a volte vorrei essere me stessoEd anche lui (proprio come tutto il resto dell’umanità) sta lottando contro la “madre di tutte le battaglie”: riuscire a spogliarsi di qualsiasi maschera per essere se stesso.

D’altra parte che se ne può fare il mondo di un ragazzo che si accontenta, che reprime le sue sensazioni, che decide di spezzarsi le ali e non volare alto.

Il mondo non sarà mai completo senza i doni di Stefano, eppure soltanto lui può scegliere se condividerli o no. Continue reading

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Ogni paralitico dovrebbe avere quattro amici

il-vangelo-secondo-il-fmi2“Allora tu, Cristina, parlerai del paralitico. Sì, proprio quello lì, quello del secondo capitolo del vangelo di Marco”

“E chi non conosce la storia? penso tra me e me. E vado a rileggere il brano, giusto per sicurezza, per ripasso. Ma mentre lo leggo mi accorgo di un particolare importante, fondamentale per la nostra vita. Come è successo che in tanti anni non abbia mai fatto caso a quel particolare?

Ma quante volte l’avrò letto quel brano di vangelo? Ma avrò la testa dura?

paralitico-di-cafarnao“Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.

Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».

2087_180“Figlio”! Nella realtà è scritto téknon che significa bambino, piccolo mio. È un termine molto affettuoso, paterno. Chissà cosa darei per sentire la voce di Gesù che mi chiama così. Lo so: beati coloro che pur non avendo visto (o sentito, aggiungo io), crederanno”. Però sarebbe così bello sentirlo con gli orecchi quell’amore infinito, affettuoso, totale. La fatica della fede credo sia anche questo; alzare le antenne del cuore per sentire ugualmente quell’amore infinito che sempre ci è vicino. 

15-cafarnao-17“Cafarnao”! Il nome stesso di questo villaggio è tutto un programma di salvezza.In ebraico Kafar  Nahumvuol dire il villaggio di Nahum e Nahum èla persona consolata. Gesù torna e ritorna varie volte a Cafarnao; è lì per consolare e ridare luce al buio del dolore. E’ per questo che la gente lo cercava: Lui non saliva sulla cattedra di teologia ma scendeva nei sotterranei del male per ridare il bene e la speranza a tutti.

Ma andiamo al particolare che non avevo mai notato e che mi fa dire: “Quanto è fortunato il paralitico di Cafarnao!” Continue reading

papa-bambino

Giorno e notte, Dio ci abbraccia.

6168321-lgCara Prof… mio nonno sta male. E’ ancora giovane per andarsene e in questo periodo e cambiato tanto; è dimagrito un sacco ed il colore della sua pelle è diverso.

Alcuni medici hanno detto “Arriverà massimo a 3 o 6 mesi di vita”.

A raccontarmi tutto è stata mia madre e piangere davanti a lei è stato bruttissimo. Farmi vedere debole è stato stranissimo perché so che lei ci sta male, e io non voglio.

Certe volte mi sono chiesta: “Ma se Dio è la vita, perché ce la toglie?”

Poi però ho pensato che non è colpa sua… che lui veglia sempre su di noi ma, magari, qualche volta gli sfugge quello che potrebbe succedere in futuro.

Ho perso due dei miei amici in passato e la depressione aveva preso il sopravvento in me. Mi ero ripromessa che non sarei mai più entrata in un cimitero dopo la loro morte, ma non è stato così. Sono li quasi tutti i giorni e ancora mi porto dentro quel dolore.

Penso sempre a come sarà la vita senza mio nonno.

Sapere che, prima o poi, ricadrò in quel buco nero, mi spaventa sempre di più. Ricominciare a chiudermi dentro casa, star sempre a piangere senza motivo, pensar sempre a cose negative… mi spaventa.

Sentire tua madre che dice ” Se non esci ti porto da uno psicologo” ed essere criticata ogni giorno, è bruttissimo.

Ho paura di cosa sia la morte e degli effetti che provocherà sulle persone ma, soprattutto, su di me.

Che accadrà quando entrerò in casa e non ci sarà più lui a dirmi “Ciao bellissima nipotina”?

Come mi sentirò vedendo mia nonna guardare il vuoto?

Come sarà vedere lui, in una fotografia, invece di vederlo con i miei occhi.

Non penso di reggere la botta anche questa volta perchè ogni giorno, ogni santo giorno, piango senza che nessuno lo sappia.

Quindi mi chiedo, dove è Dio? Lui dov’è quando io ne ho bisogno? Quando io ho bisogno di forza e di credere in Qualcuno, Lui dov’è?

Sembra che Lui non ci sia mai stato per me, anche se so che è sempre vicino a me. Ho l’impressione che Dio non ci sia mai… perché sto male tutti i giorni e non ho mai sentito quella sensazione di felicità.

Grazie mille per avermi ascoltata prof!

Carissima Marta, mi spiace tanto che tu stia così male. A scuola sei sempre 10463493031180sorridente e credo che nessuno immagini il tuo “dietro le quinte”.

Tu hai il dubbio dei dubbi: Dov’è Dio quando io sto male?”

Tutti ci dicono che Dio ci è vicino, ma non sentirLo è davvero disarmante. Chi ci darà le armi giuste per combattere la tristezza, la sensazione di vuoto, il senso d’abbandono che ci divora il cuore?

Dove potremo rifugiarci dal dolore che sembra ci insegua sempre?

Dove sei Dio?

Se ci sei, batti un colpo!  Continue reading

Bilancia

Anoressia? Ragazze affamate d’amore

anoressia Buonasera prof., sono Davide e vorrei continuare la lezione di stamattina. Premetto che mentre le scrivo mi stanno tremando le mani perché sto parlando di una ragazza a cui voglio un bene enorme: mia sorella.

All’inizio dell’inverno del 2013 decise che era ora di perdere qualche chilo. Siccome era “qualche” chilo non andò dal dietologo ma cominciò semplicemente ad eliminare i carboidrati. Ma siccome, dimagrendo, riceveva i complimenti di tutti (“Ma come stai bene!” “Ma quanto sei carina!”), lei ci prese gusto e continuò la “sua” dieta. Arrivò a perdere dieci …poi quindici chili.

In casa ci accorgevamo che c’erano tante cose che non andavano. Si vedeva che centellinava il cibo, quasi avesse paura di mettere in bocca qualche caloria in più. Ci diceva che non faceva più la dieta per dimagrire, ma io mi accorgevo che correva e si muoveva in modo forsennato per il timore di re-ingrassare. Però mi sembrava così serena che volevo convincermi che fossi io a crearmi dei problemi.

Oggi mia sorella pesa poco più che quaranta chili e quando si confida con me mi fa paura! Lei si fida di me perché fin da piccoli siamo stati un fratello ed una sorella unitissimi. Così a me è chiarissimo quanto sia perfetta e drammatica la sua finzione. E’ come se si fosse creata una spaccatura tra ciò che lei prova e ciò che di lei appare.

Oramai, fosse per lei, non mangerebbe più. Per mangiare deve sforzarsi.

depressioneNon parliamo poi di quel che le passa per la testa. Si sente sola, non ce la fa più, è convinta che nessuno si preoccupi per lei, che la sua vita fa schifo e niente sta andando come lei avrebbe voluto. Crede di essere brutta ed anche il mio parere di fratello maschio non conta niente. Ciò che le dico le entra da un orecchio e le esce dall’altro.

E’ così piena di complessi che io credo non riesca più a riconoscersi quando si guarda nello specchio. Crede che la sua vita sia inutile come lei ed è convinta (ma a questo punto lo sono anche io) che il suo problema sia nel cervello. Dice di essere cambiata. Vede tutto nero ed è convinta che la sua vita sia destinata ad andare sempre peggio. Dice che vorrebbe qualcuno che la amasse per quello che è, che la facesse star bene.

Io vorrei far leggere i suoi messaggi a mamma e papà ma  loro sono tendenzialmente ansiosi ed ho paura che se venissero a sapere quel che passa nella mente di mia sorella, riuscirebbero solo a peggiorare la situazione.

Mia sorella vorrebbe sentirsi amata ma, contemporaneamente, si è chiusa a riccio e non permette a nessuno di avvicinarla. Ha paura di essere poi abbandonata o di rimanere delusa perché, secondo lei, solo questo fino ad ora ha provato. Io non so come aiutarla. Che faccio?

Io ho paura e credo che lei abbia già capito di “cosa” io abbia paura. Che posso fare?”

japan-autumn-leavesCaro Davide, stamattina a scuola, il tuo sguardo attento e concentrato non mi era sfuggito.

Sei un ragazzo fuori dal comune perché non tutti i fratelli sanno “ascoltare” le proprie sorelle. E visto che sai osservare e capire, avrai certamente intuito che l’anoressia è una malattia dell’amore. Non è una mia personale convinzione ma un dato acquisito da chi ha molta esperienza in questo campo. Continue reading

tebow

“L’unico atto degno di un uomo è inginocchiarsi davanti a Dio” (Etty Hillesum)

tebowC’è silenzio. C’è aria di mistero nell’aria. Sta succedendo qualcosa di grande.

Il sacerdote stende le mani sul pane e sul vino e dice: Padre veramente santo e fonte di ogni santità…”. Il sacerdote continua: santifica questi doni con l’effusione del tuo Spirito perché diventino per noi il corpo e il sangue di Cristo…”

Il Re dell’Universo sta entrando, sta arrivando. Si sta facendo pane e…

… e io, oggi, a messa, ho avuto la prova tangibile che sto invecchiando.

9112Guardandomi intorno e vedendo molte persone in piedi invece che in ginocchio, non sono riuscita più a pensare come quando ero giovane: “E’ bello che ognuno faccia come più si senta di fare. La libertà è anche questo. E poi non è mica importante la posizione del corpo, ma quello che senti dentro di te. Dio non sta a guardare l’esteriorità ma il tuo cuore!”

E forte della mia giovinezza, potevo anche dire queste frasi con la saccenteria di chi la sa lunga. Sapete quella sacra lotta contro l’apparenza che, quando si è ragazzi, si combatte alla grande? Ecco; proprio quella!

Oggi invece…ma com’è successo? Come ho fatto a trasformarmi così tanto, al punto di aver voglia di andare dai tizi in piedi e dir loro: “Sta arrivando il Re dei Re e tu stai in piedi, tutto tranquillo? Ma che hai nella testa!!! Mettiti in ginocchio e sii almeno un po’ educato. Sta entrando il tuo Creatore!”

Tranquillizzatevi tutti: non ho fatto questa sceneggiata! Non credo che mio marito ne sarebbe uscito indenne! E poi li capisco: Gesù arriva e non fa nemmeno effetti speciali. Continue reading

Aprile_Coppia

Cerco l’anima gemella: chiedo troppo?

poster93“Allora prof.. come potrei incominciare.. Mi sono fidanzato con una ragazza più piccola, carina e graziosa. Il fatto è che lei non sa darmi l’affetto che io vorrei e che mi serve, perché io, prof, sono una persona profonda, un tenerone (anche se non sembra)… una persona che dà tanto affetto e ha bisogno di riceverlo.

Lei non è di quelle con cui fai discorsi profondi e belli, una di quelle romantiche, con l’amore che sprizza da ogni poro… No. Lei è l’opposto: è la tipa che non ti scrive “ti amo” e robe del genere. Però ci sto, non si sa come.

Ora, però, c’è una ragazza che si è innamorata di me.

Beh, io all’inizio, quando ho saputo che le piacevo, ho pensato fosse solo una cotta, ma ora so che mi ama sul serio. Una ragazza si è innamorata pazzamente di me! Una ragazza che so che potrebbe piacermi tanto, ma che non mi convince del tutto… potrei farla soffrire. Lei prova amore sincero, amore vero per me!

So che potrebbe farmi felice solo per questo. Cioè, io sono tanto felice che ci sia una persona che mi vuole così bene al punto di amarmi. E’ tanto bello sentirsi amati. Io, prof, starei con lei solo per renderla felice, solo perché se lo merita, solo perché la vorrei far star bene.. perché tante volte l’ho vista piangere alle feste per questo… Il problema prof è che non provo ciò che lei prova per me e quindi la farei solo star più male, solo perché la farei illudere di più.

Quindi: da una parte c’è la mia ragazza, che già so non saprà darmi l’amore che cerco; dall’altra parte c’è questa ragazza che già so che potrebbe darmi l’amore che vorrei, ma so che io non potrei darglielo…

Quindi resta solo da cercare e trovare “la ragazza che vorrei”.

So che ci sbatterò il muso e non la troverò facilmente. Però volevo anche farle sapere che non tutti i ragazzi sono stronzi di natura e pronti ad approfittare di qualsiasi situazione; volevo che sapesse che io non lo sono

vampamoreCaro Alessandro, ho volutamente messo in rete la tua lettera “quasi” per intero. E’ molto bella perché è un bel guazzabuglio (almeno in apparenza). Ma se poco poco si va più in profondità, vi si scorge il nucleo dell’anima di ogni creatura umana: amore cercasi!

Potremmo anche scherzarci su ciò che hai scritto, per sdrammatizzare un po’.

Lucchetti_fullA chi non è mai capitata questa storia: Berenice ama Richetto ma Richetto ama Rosamunda. Anzi: Richetto ama solo un po’ Rosamunda perché quest’ultima è infantile e pure un po’ “freddina”. E con l’amore profondo di Berenice alle costole, Richetto si sente bene. A chi non fa piacere sentirsi amati? Ma siccome Richetto ha un cuore ed una coscienza, si chiede:”Mo’ che faccio? Mi butto su Berenice che darebbe la vita per me (anche se io non credo lo farei per lei) o continuo con Rosamunda (che mi piace ma non è la donna che vorrei?)” Continue reading

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La mia mamma mi è vicina, la sento.

occhi20uomoE’ appena iniziata la ricreazione ed io mi dirigo nell’aula dove dovrò tenere la lezione successiva. Entro e vedo Michele sul suo banco, da solo. Mi saluta sorridente. In aula non c’è nessuno ed è strano che lui sia rimasto in classe: in genere lo vedo sempre in mezzo alla mischia.

Così mi avvicino, mi metto seduta vicino a lui e chiedo: “Come va? Come stai?”

Lui sorride un po’ malinconico mentre mi risponde il suo “bene”.un-soffione

A Michele è morta la mamma un po’ di tempo fa e, nonostante siano passati alcuni (pochi) anni, la nostalgia e la mancanza sono due compagne di viaggio che non lo abbandonano mai.

Una mia amica a cui è morta la madre poco tempo fa, mi ha detto: “Mi avevano avvertita che quando ti muore un genitore ti senti solo al mondo, ma non credevo che 4cd3facd3e15a31eaf0d7c704_0fosse così vero. Quando un genitore se ne va, con lui se ne vanno anche le tue radici più forti e ti senti davvero solo al mondo. Anche se hai cinquant’anni, dei figli, tanti amici… ti senti solo”

Non oso immaginare, quindi, cosa possa provare un adolescente a cui è venuta a mancare la radice portante della sua vita.

 

Michele mi guarda e continua: Continue reading