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E il “colle dell’inferno” divenne il “colle del paradiso”

5664456-Scrittrice-di-lavoro-sul-computer-Archivio-FotograficoNel blog sono indietro, indietrissimo. Lettere ricevute, episodi scolastici stimolanti, eventi che mi rincorrono nelle giornate…tutto è accantonato in una cartella del pc intitolata:Per il blog; da non dimenticare”.

Scrivo questo per comunicare ufficialmente che se i post ultimamente si sono diradati, un motivo c’è.

Un bel motivo.

Sto ultimando un libro su san Francesco!

Anzi, no; in realtà sto scrivendo una guida turistica per i luoghi francescani.

No, nemmeno questo è esatto. Abbiate pazienza, ora tento di spiegarmi meglio.

ospedale san Paolo ValloriaTutto ha inizio più di vent’anni fa. Mio marito era in convalescenza per un intervento determinato da un’emorragia cerebrale; causa aneurisma.

Poche settimane prima, il 12 maggio 1994, un improvviso tornado di angoscia mi aveva trascinata nel buio denso della paura.

uid_11d6f30bb7c_580_0[1]Un attimo prima ero a scuola ed un attimo dopo ero all’ospedale.

Un attimo prima ero a fare l’appello ed un attimo dopo ero annientata dalle crude parole dei medici.

Un attimo prima …un attimo dopo…

Persino quando, due mesi dopo quell’intervento urgente uscì dall’ospedale, la tempesta interiore che era iniziata in me in quell’attimo dopo”, ancora non passava.

Vivevo sballottata dalle paure (tante) e la mia piccola barca era sempre lì lì per rovesciarsi. Tutto era cambiato e niente sarebbe stato più come prima.

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Ma avvenne anche un’altra cosa strana: fin da quel primo giorno di ritorno a casa, mi sentii fortemente attratta da Assisi e dai luoghi in cui Francesco si era lasciato abbracciare da Dio.

 

 

Basilica-Papale-San-francesco-di-Assisi1Ero lì nella mia prima giornata con i tre bambini, dopo settimane in sui eravamo stati separati dall’ospedale; ero lì quando avevo lacrime da versare o emozioni belle da ricordare; ero lì appena potevo. Il mio compleanno, la domenica, un anniversario od un giorno qualsiasi; ogni scusa era buona per farmi decidere di andare ad Assisi.

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Pian piano questa mia profonda attrazione ha contagiato anche mio marito.

L’aria di Assisi e dei luoghi francescani in generale, ci ridava ad entrambi ossigeno, forza e vita.

In questi vent’anni (e più) ho accumulato talmente tanti eventi misteriosamente belli e coincidenze chiaramente guidate dall’Alto, che Francesco ed i suoi luoghi sono diventati la nostra forza di coppia.

 

 

tiberio-assisiIn quei luoghi ho “guidato” gruppi di bambini e di adulti. Che fossero 2 o cinquanta, non cambiava la mia voglia di contagiare gli altri con la bella notizia che io avevo scoperto sulla mia pelle: Francesco d’Assisi è sempre lì, vivo più che mai, per darci un valido aiuto e portarci tutti in paradiso (quello sulla terra fatto di forza e serenità e quello in Cielo, fatto di gioia senza limiti e di amore senza tramonto).

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Così quando pochi mesi fa mi è stato chiesto di scrivere una piccola guida turistica che portasse il lettore direttamente dentro la Misericordia di Dio, attraverso la vita di Francesco ed i suoi luoghi, non mi è parso vero.

Mi è sembrato un meraviglioso epilogo agli anni di amicizia vissuti con san Francesco e alle tante letture fatte sulla sua vita.

 

 

Ecco…l’ho fatto…ora ve l’ho detto…

Per i post fortemente diradati nel Blog, c’è una spiegazione.

libro-1Io spero che chi leggerà quel libriccino possa immergersi nella stessa speranza che ha avvolto me in questi anni e sogno che chi visiterà i luoghi francescani con questa guida in mano, ottenga in regalo Divine e Provvidenziali crescite spirituali.

Perché lo spero? Perché questa è stata la mia esperienza. Della serie: Prova; non hai niente da perdere”.

 

 

RTEmagicC_Assisi-Basilica-San-Francesco_mod_01_jpgSe (per caso) farete un viaggio ad Assisi e se (per caso) starete per entrare nella Basilica di san Francesco, facendo parte dei cinque milioni e mezzo di persone che ogni anno la visitano, prima di accedervi fate una cosa importante: guardatevi intorno e sentitevi fortunati perché state camminando su un suolo santo.

Basilica_Superiore_DSC_7200Al tempo di Francesco, la zona dove siete ora, era fuori le mura di Assisi ed era denominata Collis inferni inferius”, volgarizzato in “Colle dell’inferno”.

Era un’area dall’aspetto selvaggio, posta più in basso rispetto alla quota della (grande e potente) Rocca. E’ quasi certo che lì vi trovavano rifugio i lebbrosi e, dulcis in fundo, vi erano erette le forche per le impiccagioni dei colpevoli di gravi reati.

basilica-san-francescoFatto sta che quel luogo “maledetto”, fu trasformato in “benedetto” dalle orme di Francesco.

Alcune tradizioni antiche affermano che fu proprio Francesco a scegliere il luogo delle impiccagioni per la sua sepoltura, trasformando il Collis inferni” in “Collis paradisi”.

Lì voi siete ora!

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Lì Francesco vede l’inferno dei nostri cappi al collo che ci tolgono il respiro ed è pieno di gioia ogni volta che può allentarne il nodo e ridarci fiato.

 

 

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Entriamo in Basilica, scendiamo fino alla tomba di Francesco, sediamoci e lasciamoci abbracciare da Dio e da Francesco.

E lì, in quel luogo passato da inferno a paradiso, anche noi potremo chiedere di fare lo stesso passaggio.

Un proverbio ebraico dice: “La tristezza chiude le porte del paradiso, la preghiera le apre, la gioia le abbatte”.

hqdefaultTutti noi che siamo i “ricomincianti” (perché poveri, sognatori, ingenui, piangenti, feriti…) domandiamo a Dio quella gioia di vivere, targata “nonostante tutto”.

Seduti davanti a quella tomba, puntiamo sulla parzialità di Dio che, da sempre, ha un debole per i deboli, e chiediamoGli di regalare ancora sogni al nostro fragile cuore.

regala-ciò-che-non-haiPreghiamo per le persone a cui vogliamo bene perché Dio regala vita a chi desidera amore per gli altri, al punto tale che se qualcuno si fa carico della felicità di un fratello il Padre si fa carico della sua felicità.

 

 

Nel corso della storia tutti coloro che ci hanno promesso il paradiso in terra non hanno mai prodotto altro che l’inferno”, diceva, a ragione, Karl Popper.

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Per questo Francesco voleva trasformare ogni inferno nel Paradiso di Dio: sapeva benissimo che è lì che ci sono tutti i semi dell’universo. Quelli che crescono davvero.

 

 

Poi, prima di uscire dalla cripta, inginocchiatevi e chiedete a san Francesco di benedirvi con le stesse parole regalate a fra Leone e Francesco, amante di Dio e degli uomini, certamente lo farà.

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Il Signore ti benedica e ti custodisca, mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.

Rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace.

Il Signore benedica te, frate Leone.”

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Sto male. Non ne posso più. Ora basta.

TRISTEZZA2-300x224Ho superato il livello di sopportazione. Ora basta. Sono sei anni che faccio la dialisi e non ne posso più. Ho trentadue anni, sto sempre male e vorrei farla finita. Lei può darmi un consiglio su come combattere a livello psichico questo problema? Le chiedo gentilmente di non rispondere come già tante volte mi sono sentito dire: prova uno psicologo, affidati alla preghiera o ai famigliari. Sicuro di un riscontro le porto anticipatamente i miei più sentiti ringraziamenti. Buona giornata.

hqdefaultLo so per esperienza personale: l’esasperazione non è quasi mai figlia del problema stesso, ma della sua durata nel tempo.

Una difficoltà che si protrae per anni, sfinisce. E’ come una goccia di dolore che rende perennemente intriso di tristezza il tuo spirito. Giorni, mesi, anni. Sfinente.

Pian piano non ne parli più con gli altri perché “senti” che, alla fine, si stancano di essere trascinati nel tuo mondo. Hanno finito le risposte e non sanno più cosa dire.

In famiglia non sempre si può raccontare “tutto”.

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E Dio?

Beh, a volte sembra sul serio che Dio si sia dimenticato di noi.

C’è, ma solo per gli altri.

 

 

DEPRESSIONE

 

 

In questa “marea di angoscia, l’idea di lasciarsi andare in quelle acque per mettere la parola “fine” ad ansie e dolore, è lì, a portata di mano.

 

 

 

Stamattina stavo pensando proprio a te mentre andavo a scuola. Non volevo scriverti cose…come dire…tinte di déjà-vu.

dr-patch-adamsPoi, alla terza ora, con i ragazzi stavamo vedendo una scena del film “Patch Adams” ed ho avuto come un flash.

Patch è davanti ad un burrone e sta prendendo la decisione più importante della sua vita: farla finita oppure no.

Tutto il mondo gli è caduto addosso e la sua vecchia tentazione è ritornata.

Perché no?

Perché non farlo?

Lo aveva fatto suo padre, aveva già tentato lui stesso anni prima. Continue reading

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Lasciati abbracciare che ti porto in paradiso

untitled E’ il 18 luglio 1486 e documenti storici ci dicono che Pietro Perugino è ad Assisi.

Il divin pittore è stato chiamato per decorare il coro della Porziuncola, finito di costruire appena l’anno precedente.

Di quel grande affresco oggi possiamo vederne solo una piccola parte, perché in seguito fu gravemente mutilato per consentire la costruzione della chiesa cinquecentesca.

Ma quella piccola parte rimasta è preziosissima e quasi sconosciuta ai più.

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Tanti anni fa io ci feci caso solo perché un anziano frate si divertì a farmi un indovinello: Scommetto che tu guardi sempre la parte avanti della Porziuncola e ti fai sfuggire ogni volta la preziosità di ciò che sta dietro. Dimmi… lo sai cosa c’è dipinto dietro?

 

gohistoric_16370_mE si sa: non c’è niente di meglio per suscitare curiosità, che provocare l’interlocutore con una domandina facile facile.

Ma che c’è dietro la Porziuncola?”

Dalla mia figuraccia di quel giorno, nacque il mio amore per quel luogo.

DSC_1-thumbLa prossima volta che avrete la fortuna di entrare nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, arrivate avanti la Porziuncola ma non entrate subito.

Giratele attorno ed alzate lo sguardo in alto, sopra l’abside.

E’ lì che potrete scoprire questo tesoro nascosto, questo frammento di quel grande affresco sulla 485crocifissione, attribuito al Perugino.

Prendetevi del tempo e guardatelo bene. Vedrete Maria con il suo dolore ed alcune donne che la sorreggono e la consolano.

Ma osservate bene al centro: si vedono le gambe del crocifisso (dicevamo che solo una parte dell’affresco originale è visibile).

Quelle due gambe crocifisse, al centro della scena, con ai suoi piedi donne che piangono e svengono per il dolore, sguardo-altorendono quasi automatico far pensare che siano quelle di Gesù.

Solo ad un occhio attento, non sfugge una scena posta all’estrema destra della parete: il legno verticale di una croce (solo il legno) con san Francesco che lo abbraccia, in ginocchio. Continue reading

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Il futuro è nelle mani di Dio, non in quelle di maghi ed economisti

screen-shot-2015-09-02-at-3-19-43-pm “Non posso credere che lei lasci perdere tutto questo! Ciononostante non ho ancora ricevuto sue notizie. Tutto quello che ho visto per lei e che l’attende nei prossimi giorni è questo: Fortuna, Denaro, Serenità…E’ scritto nel suo Cielo! 

Se tutte queste visioni su di lei mi sono state inviate, non è per un caso: sono stata scelta per aiutarla, per essere la sua messaggera! 

Lei crede che la vita facile sia riservata sempre e solo agli altri? Lei crede di non meritarla? 

Legga qui, come le persone fortunate e ricche hanno avuto, un giorno, lo stesso aiuto che io le offro gratuitamente. Entro pochi giorni il suo Periodo di Fortuna Astrale arriverà, quindi c’è urgenza, il futuro della sua vita si decide in questi giorni! 

Accetti l’aiuto totalmente gratuito che le offro dal profondo del mio cuore.

La sua amica,

Romalla

come-creare-una-sfera-magica-per-tuo-figlio_f5ddba364e4296dd23ec311bc913caf8Fino a pochi giorni fa, vivevo amaramente immersa nei mie problemi quotidiani, senza sapere di avere Romalla (il nome l’ho leggermente modificato) come amica e di poter usare i suoi super poteri di veggente per risolvere tutto.

WOW!

 

magia4Con l’avvento del nuovo anno, questa mitica Romalla mi ha scritto più di una volta via email, annunciandomi di essere stata scelta dal Cielo (sì, avete letto bene la maiuscola della parola “Cielo”) per farmi da guida e messaggera. A leggere ciò che mi scrive, mi chiedo come io abbia potuto vivere senza Romalla, fino ad ora.

giuseppesensitivoIn questi giorni. girando per la mia città, mi sono divertita a fotografare i manifesti pubblicitari di maghi ed affini. A leggerli ci sarebbe da invitare tutti a rivolgersi a loro; la vita sarà più bella, i debiti spariranno, l’amore risorgerà, la salute non ci mancherà … e persino i chili di troppo se ne andranno per sempre.

Per analizzare tutto questo potrebbe essere sufficiente solo una facilissima ironia, se non fosse che uno studio parla di circa otto milioni (ventiduemila al giorno) di persone che ogni anno si rivolgono a maghi, astrologi e cartomanti. Il basso livello di istruzione o le debolezze personali possono certamente rispondere a qualche “perché”. Qualche.

totò

 

Io aggiungo che quando gli uomini smettono di affidarsi a Dio, finiscono per cercare in ogni dove un qualche modo per superare paure e insicurezze ancestrali. Continue reading

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Per consacrarsi bisogna avere un cuore da mendicanti

MovConsacrati_clip_image002“Ciao Cristina, potresti pubblicare qualcosa che spieghi cos’è un atto di consacrazione?

Lo scopo? Per chi si può invocare? Chi può richiederla?

So di consacrazioni soprattutto a Maria.

Buona giornata e grazie per i tuoi post”

MovConsacrati_clip_image002Cara Paola, vorrei iniziare mettendo subito a nudo la mia grande difficoltà nel risponderti.

E’ difficile, infatti, parlare di “consacrazione” senza rischiare di aprire la porta al devozionismo e non alla devozione, alla fragile emozione e non alla vigorosa volontà.

La consacrazione non è una pratica religiosa propiziatoria rivolta a Dio, affinché Lui faccia ciò che gli chiediamo (anche se spesso viene vissuta così).

MovConsacrati_clip_image002Per balbettare qualcosa di sensato sulla consacrazione, mi sono rivolta al gigante dei giganti: Paolo di Tarso.

Tipo deciso e tosto che, tra il 55 ed il 58 scriveva ai Romani (12,2): “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà

Wow! Per piacere; rileggiti lentamente questa frase. Parola dopo parola. Lentamente.

Adesso puoi continuare a leggere ciò che ho scritto, perché oramai il più è stato detto.

Le fondamenta sono state gettate.

Il muro portante è stato alzato.

untitledPaolo, infatti, ci ha detto l’essenziale; la nostra mente deve essere rinnovata per capire ciò che Dio vuole.

Come?

Non mediante virtuosismi intellettuali od elucubrazioni filosofiche (che poi servono quasi sempre a foraggiare il nostro “ego”, mai sazio di trionfi), ma tramite l’esperienza.

Per esperienza possiamo arrivare a conoscere la volontà di Dio; la sua buona, gradita e perfetta volontà”.

hqdefaultPartendo da questo primo punto, possiamo allora allontanarci il prima possibile dall’idea di una Volontà Divina triste, punitiva, giustiziera, angosciante, seriosa…

La sfida del cristianesimo in questo terzo millennio consisterà proprio nel passare da una fede crocifissa ad una fede risorta!

La gioia cristiana è una tristezza superata, è un banchetto nuziale che inizia qui e finirà nell’eterno cuore di Dio. Continue reading

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La paura indebolisce; il dubbio acceca; la fede illumina

20120609-141014  Quando ero piccola avevo paura del buio. Entravo nella mia camera e accendevo subito la luce per il timore che, sotto il letto, qualcuno potesse essersi nascosto. Poi, una volta sotto le coperte, mi coprivo fin sopra la testa ed il leggero peso della trapunta mi rassicurava.

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Ora che sono grande ho paura del buio che è dentro di me.

Quel buio che mette in risalto solo le tue mancanze.

Capita solo a me?

 

 

sebasmorellijaimez_comVorrei essere sempre generosa, ma poi mi assale quell’egoismo ancestrale che mette dei muri che non desidero.

Vorrei essere serena riguardo al futuro, ma poi il timore di ciò che potrebbe accadere si fa largo nella mia mente, senza chiedere neanche il permesso di entrare.

Vorrei riuscire a portare a termine i propositi fatti, ma poi la mia fragilità li interrompe nel bel mezzo.

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Mi ero ripromessa di essere un po’ “più” … e mi ritrovo ad essere un po’ “meno”.

 

 

 

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Il buio, quando siamo grandi, è quell’oscura onda nera che entra nel nostro mondo interiore, togliendoci il sonno tranquillo e la forza rigenerante.

 

madre-speranza-cmykMa la vigilia di Natale, a casa di mia madre, ho letto un libriccino piccolissimo.

Era appoggiato sul tavolo della cucina ed ho iniziato a sfogliarlo. Così; giusto per fare. Ma aneddoto dopo aneddoto, non sono riuscita più a staccarmene.

Si intitola Detti e Aneddoti”; è una raccolta di storie vere capitate a Madre Speranza ed a chi ha avuto la fortuna di starle vicino. Continue reading

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Prendimi in braccio: sono nato per te

EventiNatale2010Frascati“Prof, io odio il Natale. Tutta questa melassa di buoni sentimenti… che schifo di ipocrisia!”, mi dice Melissa, ragazza sveglia quanto allergica a tutto ciò che è solo apparenza.

“Professoressa, ma come si fa a vivere il Natale, andando davvero al suo significato?”, domanda Emanuele, il mio studente profondamente riflessivo e sempre alla ricerca del “perché” di ogni cosa.

EventiNatale2010Frascati“Ma perché, voi cristiani credete che Gesù sia Dio?”, interviene esterrefatta Jasmine, la mia bellissima alunna mussulmana, incredula di fronte al fatto che qualcuno possa pensare che Dio diventi un neonato.
Ed è sulla terza esclamazione che mi sono soffermata tutta la giornata. Perché penso che, risolta l’ultima domanda, si risolverebbero anche le prime due.
I due occhioni spalancati di Jasmine, li avrei voluti fotografare.
Avrei voluto registrare il tono sbalordito della sua voce ed il suo sguardo incredulo alla risposta della classe: “Ma certo!!!”
Ed ho pensato che finché rispondiamo “Ma certo!”, come se fosse la cosa più normale di questo mondo, non riusciamo più a spalancare gli occhi come Jasmine.
Ma come si fa a stupirsi ancora?
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Solo un Natale Dio mi ha fatto il regalo di sperimentare l’Incontro con Lui.

Avevo circa trent’anni e da lì a pochi mesi avrei dovuto affrontare il problema più grande della mia vita. Un marito che avrebbe rischiato la morte, un intervento chirurgico che ci avrebbe cambiato la vita, problemi economici che ci avrebbero messo in ginocchio…ma quel Natale ancora non sapevo tutto questo. Continue reading

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Scommettiamo che il caso non esiste?

IMG-20140808-WA0000Prof ma lei che ha più esperienza di me sulla vita mi può spiegare una cosa?!??

Perché quando pensiamo di essere arrivati a qualcosa poi cambia sempre tutto… cioè ogni volta che ci si convince di aver raggiunto un traguardo poi non è così?!?!?”

 

untitled Caro Gianluca, sei in buona compagnia. Anche Linus ha i tuoi stessi dubbi. In una vignetta dice Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande”

E pure il grande John Lennon ha scritto La vita é quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi (“Life is what happens to you while you’re busy making other plans” da “Beautiful Boy – Darling Boy -”, settimo brano dell’album “Double Fantasy”). Pensa che la canzone fu scritta nell’estate 1980, pubblicata il 17 novembre e Lennon fu ucciso tre settimane dopo, l’8 dicembre.

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Ci sarebbe da arrendersi in partenza, quindi, riguardo ad ogni tentativo di risposta.

Invece, ogni volta che mi è capitato di ritrovarmi ad est invece che ad ovest, ho caparbiamente cercato di non arrendermi all’idea di essere vittima di un destino cieco, sballottata qua e là, ora dalla fortuna, ora dalla sfortuna.

 

 

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Piuttosto mi sono convinta che il nostro percorso sulla terra ha un grande e nobile obiettivo: farci crescere tutti, spiritualmente.   

Ogni avvenimento ha un perché, ogni caduta è un’occasione per imparare a rialzarsi e ogni vento contrario è una spinta per volare ancora più in alto.

 

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Potremmo dire che la vita è, per il dieci per cento, ciò che ci accade e, per il novanta per cento, come reagiamo.

Ma io ci ho messo un sacco di anni per capirlo.

E’ stato faticoso alzare lo sguardo (nonostante tutto) e concentrarmi sulle stelle invece che sui miei piedi.

Che lotta quotidiana. Continue reading

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L’immacolata Concezione dal punto di vista dell’angelo

zeffirelli_06 Non so se vi ricordate la scena dell’annunciazione nel film Gesù di Nazareth di Zeffirelli.

Due minuti e ventotto secondi di puro incantevole mistero.

C’è il sottofondo del frinire delle cicale, la luce della luna che illumina Maria, un ululato in lontananza, l’abbaiare dei cani e questa ragazza ebrea che spalanca improvvisamente gli occhi, intuendo una presenza.

Nel bel mezzo della notte la Madonna è svegliata da una piccola finestra in alto che, inspiegabilmente, si apre ed inizia a sbattere.

untitledPiano, con circospezione, si gira lentamente verso la finestra.

Strisciando quasi per terra e fissando la finestra, cerca di allontanarsi il più possibile da essa.

Fuori, gli animali continuano a fare uno strano concerto di sottofondo.

Sembra che anche loro siano agitati ed avvertono una presenza misteriosa.

E poi ecco che arriva: è la paura.

Negli occhi di Maria si legge la paura.

untitledCon uno scatto felino si alza in piedi e corre verso il muro, nel lato opposto alla finestra, senza distogliere lo sguardo da quella luce che entra.

Vede qualcosa che il regista non fa vedere.

In quella scena anche noi vediamo tutto, attraverso gli occhi di Maria.

madonna con bambino 3Esattamente come quando leggiamo l’annunciazione nel vangelo: sappiamo tutto attraverso le parole di Maria, l’unica testimone di quella “benedetta” sera.

“Ma chi sei tu? Cosa vuoi?” mormora Maria con la voce affannata dalla paura.

Siamo abituati così tanto alle nostre tranquille (ed anche un po’ infantili) immagini angeliche con ali e tuniche bianche, che non ci viene in mente che potremmo avere paura di fronte alla loro potenza sfolgorante. Continue reading

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A tutti i frammenti, a tutti gli atomi di Maria sparsi nel mondo che hanno nome donna…

untitledSto cercando parcheggio avanti al supermercato e penso: ma Dio, è proprio qui, accanto a me?

Anche ora che sto guardando nervosamente l’orologio perché sono in pericoloso ritardo rispetto alla mia tabella di marcia?

Anche quando, tra gli scaffali, sceglierò l’offerta più conveniente?

E pure quando sarò alla cassa, alla ricerca della tessera fedeltà per la raccolta punti?

E anche quando devo prendere decisioni ben più importanti che non la scelta del prosciutto crudo da acquistare, posso contare su di Lui? madonna con bambino 3

E mi protegge pure quando ho la paura che bussa così forte nella mia mente che le parole del salmo anche se andassi per una valle oscura non temerò alcun male mi sembrano irreali?

E anche quando…?

Penso a tutto questo stamattina, vigilia della festa dell’Immacolata. Improvvisamente collego i miei dubbi e le mie domande, ad un ricordo. Ero nella cattedrale della mia città ed il sacerdote che era venuto a Fabriano per predicare durante la Novena della Madonna del Buon Gesù (festa molto sentita nella mia città) mi aveva detto: “Vedo che lei ha tante amiche. Perché non si fa amica anche Maria? Le parli come si parla ad un’amica. Le chieda consiglio, coraggio, amicizia…”.

la-vergine-e-giovanni-paolo-iiChiedere l’amicizia a Maria.

Certo non è facile come su facebook. Però chi, meglio di lei, può farmi capire che Dio ci è sempre vicino?

Che la dicotomia tra sacro e profano è un’autolimitazione che ci siamo creati noi umani.

Che nulla è profano in sé, e nulla è sacro in sé.

Che la sacralità non può essere presa in ostaggio da nessuna religione, perché è dappertutto. Anche al supermercato.

Che ogni donna è un po’ Maria e che Lei è un po’ in tutte noi. Continue reading